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SABBIONETA (Mn). Identità e Umanesimo.

Sabbioneta, Città rinascimentale e “ideale” per eccellenza, rinnova  tradizioni culturali con un progetto mirato all’Arte Contemporanea.
Nell’ambito di un programma articolato e pluriennale, intitolato “dall’Ideale all’Arte Contemporanea”, in Palazzo Ducale, nei mesi di settembre – ottobre 2007, viene allestita la mostra “Identità e Umanesimo”.
Due concetti fondamentali, sia nella storia di Sabbioneta, sia nella personalità degli artisti invitati.
Le radici culturali di Sabbioneta si riappropriano di iniziativa e proposta animando un palcoscenico dedicato all’attualità artistica.
Ventitre autori, pittori e scultori, sono chiamati ad accendere un dibattito vivace e di intensità corale nei singoli caratteri espressivi.
La mostra tende ad evidenziare, attraverso la pluralità di linguaggio, di tecnica e di uso strumentale dei materiali, la costante e forte presenza di mondo poetico e identità intellettuale.
L’evoluzione linguistica dell’arte contemporanea viene scandita e messa in luce mediante paralleli e affinità, differenze e contrasti, singoli caratteri che concorrono, in analogia di rigore e coerenza, ad animare la ricchezza espressiva del territorio culturale nell’attualità.
A cura di Claudio Rizzi, la mostra si fonda su autori appartenenti alle generazioni “di mezzo”, focalizzando l’attenzione su valori espressivi ampiamente consolidati e ancora in divenire.
Gli artisti invitati sono stati rigorosamente prescelti in funzione di consequenzialità dialettica nella visione corale della mostra e in base alle caratteristiche doti di possesso di un proprio territorio poetico, di evidenti radici di identità, di personalità espressiva maturata anche in peculiarità tecnica.
Artisti in grado di animare una dinamica collettiva di dialogo e documentazione dell’attualità espressiva pur muovendo singolarmente da ottica e prospettiva assolutamente personali, autorevoli nell’interpretare con chiara evidenza, attraverso temi, sentimenti e linguaggi, l’umanesimo che contraddistingue l’arte e che auspicabilmente può riproporre argine e limite all’effimero, al vacuo, al tripudio venale del transitorio.
L’arco dialettico proposto in palcoscenico, pur estendendosi in dinamica di pluralità, verte dalla suggestione postinformale all’astrazione di sintesi evocativa, determinata anche dall’adozione di materiali recuperati a nuova dignità.
Gli artisti chiamati alla ribalta sono Sergio Alberti, Vincenzo Balena, Claudio Borghi, Brunivo  Buttarelli, Francesco Dalmaschio, Giovanna Fra, Grazia Gabbini, Enzo Maio, Antonio Marchetti Lamera, Max Marra, Franco Marrocco, Maria Molteni, Ayako Nakamiya, Daniela Nenciulescu, Antonio Pedretti, Antonio Pizzolante, Giovanni Sala, Alessandro Savelli, Tetsuro Shimizu, Stefano Soddu, Elena Strada, Pierantonio Verga e Giorgio Vicentini.
L’esposizione ospiterà più di cento opere, collocate in allestimento di dialogo e interazione, a favore di rimandi e rapporti non solo ideali ma tesi a evidenziare confluenze tematiche e sintassi poetiche.
La mostra nasce con promozione del Comune di Sabbioneta, Patrocinio di Regione Lombardia e Provincia di Mantova, si realizza con coordinamento di Ad Acta Associazione Culturale con il fondamentale sostegno di Padania Alimenti S.R.L.
L’inaugurazione si terrà il giorno 1 settembre 2007 con presentazione nel Teatro All’ Antica di Sabbioneta, ove, nell’arco espositivo della mostra, sino al 21 ottobre, verranno programmate alcune serate d’incontro e dialogo pubblico.
Un volume appositamente edito, dotato di completa illustrazione iconografica oltre a apparati biografici e critici, accompagnerà la mostra testimoniandone intenti e contenuti.

Info: 
dal 1 settembre al 21 ottobre 2007, Palazzo Ducale, ore 9,30-12,30 e 15-18, lunedì chiuso.
ufficio eventi culturali tel: 0375/52599

Email: a.ghizzardi@comune.sabbioneta.mn.it

BERTINORO (Fo). Volontari nei beni culturali e nei musei: promuovere una cittadinanza attiva.

IL Tema: Il patrimonio culturale europeo rappresenta la testimonianza materiale del nostro passato, della nostra storia e dei cambiamenti delle nostre società nel corso dei secoli.
La conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, però, richiede maggiori finanziamenti e sforzi di quelli che il settore pubblico può offrire. In alcuni paesi europei più che in altri, le attività sono condivise in misura uguale tra il settore pubblico e privato; per esempio la c.d. “civic society”, generalmente basata sul volontariato, assicura che luoghi, monumenti, siti ed oggetti di interesse storico e culturale siano preservati, o piuttosto incrementati per le generazioni future.
Ciò di cui il workshop EMF si occuperà, non è generosità verso i musei in termini di donazioni, ma la donazione di una risorsa ugualmente preziosa che ogni giorno viene offerta da migliaia di donne e di uomini che fanno una scelta, libera, su come utilizzare o dare il proprio tempo.

Obiettivi: Il corso affronta il volontariato sotto due aspetti: l’importante contributo che i volontari possono offrire per il funzionamento dei musei, degli enti e delle attrazioni culturali, ed anche l’effetto significativo che tale attività volontaria può avere sulle persone coinvolte in termini di crescita personale e professionale.
Obiettivo del corso è anche quello di condividere esperienze ed idee su come coinvolgere, motivare e gestire i volontari nel settore dei beni culturali, e su come impostare programmi di sviluppo e di formazione di cui i volontari stessi possano beneficiare per la propria crescita personale e professionale.

Preparazione: Il corso è indirizzato a coloro che coordinano attività di volontariato e ai responsabili di Musei ed enti che operano nel settore dei beni culturali.
L’opportunità di apprendimento offerta in questa situazione, sia per il volontario che per l’ente, dovrebbe così essere sfruttata al meglio.
Inoltre, il ruolo di coloro di che coordinano attività di volontariato all’interno o per conto dell’ente ospitante è cruciale per il raggiungimento del miglior rapporto possibile tra le finalità degli enti e le aspettative dei volontari.
I partecipanti si prepareranno per questo corso leggendo una letteratura specifica indicata dagli organizzatori del corso, raccogliendo materiale relativo all’argomento nel proprio paese e selezionando “case studies” che evidenziano buone pratiche, che saranno presentati e discussi durante il seminario.
Per facilitare la coesione e lo sviluppo un’identità di gruppo, i partecipanti si scambieranno, inoltre, i “proformas” forniti dagli organizzatori prima dell’inizio del corso, descrivendo l’ente di appartenenza, il ruolo e la posizione ricoperti, l’esperienza maturata sul tema specifico e le proprie aspettative per quanto riguarda il corso di formazione.

Metodologia: Il corso avrà un alto livello di interazione con elevata partecipazione attiva, in modo da favorire l’apprendimento sia dagli altri partecipanti oltre che dai docenti.
Alcuni testi chiave introdurranno un determinato argomento e saranno seguiti da una discussione di gruppo, basata sull’apprendimento reciproco e lo scambio di esperienze, nel corso della quale saranno esaminate buone pratiche relative a diverse forme di volontariato.
I gruppi di discussione produrranno dei brevi report scritti e/o linee guida per buone pratiche, che saranno presentate all’intero gruppo durante l’ultimo giorno e rese disponibili attraverso il sito web degli organizzatori, al termine del corso.

Follow up: I partecipanti saranno incoraggiati a sviluppare idee per ulteriori scambi professionali dopo la fine del corso.
I siti web degli enti organizzatori ospiteranno un forum permanente di discussione sugli argomenti trattati dal corso, fornendo ai partecipanti la possibilità di rimanere in contatto e continuare a lavorare e scambiarsi idee ed esperienze anche a distanza.
Un report finale, che conterrà i paper introduttivi e le presentazioni, così come le conclusioni dei gruppi, sarà predisposti per ulteriore divulgazione e per essere sottoposto al Council of Europe.

Programma: Il corso sarà tenuto in lingua inglese.
 – Mercoledì 17 ottobre. Arrivo e buffet di benvenuto. Nel tardo pomeriggio: Introduzione al tema generale del workshop. Discussione sugli obiettivi e i risultati attesi.

 – Giovedì 18 ottobre. Presentazioni: Chi sono i volontari nel settore culturale? Quali sono le loro motivazioni ed aspettative? Come può la loro attività essere integrata e come possono essere impiegati al meglio? Suddivisione in gruppi per lavorare su questi temi.

 – Venerdì 19 ottobre. Presentazione: Quale formazione dovrebbe essere sviluppata per i volontari? Come può il loro coinvolgimento nelle istituzioni culturali favorire la crescita personale e professionale e sviluppare una cittadinanza attiva? Come si valuta il successo dei programmi di volontariato e si identificano le buone pratiche? Suddivisione in gruppi per lavorare su questi temi.

 – Sabato 20 ottobre. Elaborazione delle conclusioni di ogni gruppo, discussione e progettazione del documento definitivo che contiene le indicazioni per una buona pratica a livello europeo. Discussione e conclusioni, presentazione del documento definitivo. Valutazione dei risultati attesi, organizzazione degli strumenti per proseguire le attività di condivisione e scambio a distanza.

 – Domenica 21 ottobre. Consegna dei certificati e partenza dei partecipanti.

Info:

Bertinoro (FO)

Calendario: dal 17/10/07 al 21/10/07 

Email: alessandro.andreini@regione.toscana.it

LIVORNO. Jannis Kounellis – Michele Zaza.

La mostra di Jannis Kounellis e Michele Zaza prosegue negli spazi della Chiesa del Luogo Pio fino al 31 di Agosto in  collaborazione con il Comune e la Provincia di Livorno, organizzata dall’Associazione Culturale React (Ricerca Esperienze Arte Contemporanea) prevede la realizzazione di due importanti installazioni pensate e realizzate in conformità con il luogo espositivo.
In collaborazione tra loro, gli artisti entreranno in dialogo con la struttura barocca della chiesa per restituire una nuova dimensione sacra e segreta, misteriosa ed ‘autentica’. Un dialogo unico, in due atti. Con questo evento React prosegue il monitoraggio delle potenzialità culturali del proprio territorio iniziata nel 2001 attraverso l’organizzazione di mostre, workshop ed eventi culturali e il coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto.

Kounellis apre una sorta di epos del visto e del vissuto. Inizia la sua ricerca creando una scrittura monocroma alfanumerica, fatta di frammenti linguistici tratti dal quotidiano, dove si evidenzia l’impegno politico sul reale, di contro a possibili interpretazioni concettuali.
Kounellis sceglie di stare ‘dentro’ il linguaggio nella sua peculiare dialettica tra pubblico e privato, allontanandosi, così, sia dall’impersonalità di matrice minimal, che dai ‘flussi di coscienza’ dell’informale segnico. Nel 1967 esordisce con l’utilizzo di materiali naturali, in netta rottura con la tradizione iconica. Qui assistiamo all’esplosione della struttura vitale, al passaggio dal segno linguistico al gesto concreto. Alla forma riprodotta sul supporto si sostituisce l’azione e l’esperienza che fanno della sua arte un percorso vissuto e corale. La sensorialità e la tattilità diventano il segno di una coscienza critica dell’esserci come mittenti e destinatari dell’arte.
L’artista presenta il vero così com’è, non elabora l’oggetto, ma lo rende fenomeno. E’ la vita che si fa opera d’arte con tutte le sue possibili evoluzioni. La materia visionaria, i comportamenti, gli odori, il peso, il nero profondo non prevedibile ma meravigliante, sono l’essenza del lavoro di Kounellis. Scritte, segnali, oggetti quotidiani come sacchi, letti o indumenti, elementi naturali come caffé, carbone o cotone sono fisicamente presentati nello spazio espositivo, elementi ricorrenti che sono sia l’eco di un uso autobiografico sia il simbolo di una condizione, di una visione mobile fra culture differenti, immersa in un quotidiano carico di ricordi di altri tempi e luoghi. Una treccia di capelli, un uovo o un pappagallo appollaiato su un trespolo, invece di alludere al soggetto rappresentato, portano in primo piano la loro stessa presenza reale, tangibile. L’energia del fuoco e degli animali, del carbone e delle strutture in ferro, tocca una condizione antica e leggendaria. La ‘voracità poetica’ di Kounellis traspare in una carica simpatetica che unisce contingente ad effimero, mito e vita. L’attacco al pubblico è aggressivo e diretto, mira alla coscienza sensoriale, trasporta inquietudine.
 
Di Michele Zaza, il pensatore di immagini come ama definirsi lui stesso, nato a Molfetta nel 1948, vicino a Bari, conosciamo innanzitutto, negli anni 70, le opere che convocano, restituiscono e esplorano ‘la scena primitiva’. La madre, il padre, i figli e qualche oggetto o semplice materiale con valenza simbolica, appaiono in questo racconto, arcaico e attuale, che tesse i legami, i luoghi, le situazioni in seno ad una famiglia e ad una città del Sud. Gli scatti, a illuminazione regolata, realizzati in bianco e nero, poi a colori a partire dagli anni 1974/1975, con l’aiuto di un fotografo, si traducono in un teatro da camera a volte banale e sottile, sempre indicibile e intelligibile , dove appaiono l’artista stesso e i suoi genitori, il viso spesso colorato in bianco, nero o blu, presi in un tempo veramente singolare, dal ritmo lento, accordato alle attitudini ieratiche.
Andando più in là possiamo affermare che, attraverso l’estraneità, la densità, l’oscurità stessa , della domanda che ricorre sul sé e l’alterità, sull’intimo e il sociale, sul corporale e lo spirituale , l’artista riprende il mito (nel senso antico del termine, poiché qui non si tratta di quella che chiamiamo   ‘mitologia personale’) quale evocazione delle strutture e articolazioni primordiali della creazione e dell’esistenza.
Cranio rasato come gli scribi egiziani, la pelle nuda, qua e là pittura azzurra , verde o bianca profilo, incorniciando come un   telamone gli elementi di un polittico, o di faccia il viso nascosto sotto le mani o ritirato dietro i palmi vestiti , come un orante, Michele Zaza, e i suoi parenti, lascia certo parlare, la gravità che persiste in tutto l’essere umano, ma simultaneamente rinvia   a quell’altra parte, interiore, enigmatica, che è in divenire come un paesaggio aperto. (estratti da ‘Michele Zaza-Vita nuova’ di Rainer Michael Mason).
Briciole di pane e stelle, fiocchi e un blu di cielo e spazio metafisico. Non più la radice, la memoria, il legame, ma l’altro possibile in termini di proiezione interiore, lo spazio e il tempo dell’intimità singolarissima insieme raziocinante e sognante. Non più il divincolarsi dalla prigionia della storia, ma il proiettarsi poetico nell’universo dei possibili, in un cosmo privato in cui il corpo totem entra in dialogo con i propri feticci.
 
Jannis Kounellis, nato nel 1936 al Pireo, in Grecia, nel 1956 si trasferisce a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Vive e lavora a Roma. È uno dei fondatori dell’ Arte Povera .
Tra le principali mostre personali ricordiamo: nel 2006 al MADRE Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, Napoli,   e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano; 2004 Vijecnica, National Library, Sarajevo, Bosnia e al Modern Art Oxford, Oxford, Gran Bretagna; nel 2002 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; nel 1999 Oesterreichisches Museum fur Angewandte Kunst, a Vienna, Austria ed alla Chiesa di San Augustin, UNAM, Città del Messico, Messico;   nel 1997 Museum Ludwig in der Halle Kalk, Colonia, Germania; nel 1996 Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid, Spagna; nel 1994 Cargo Ionion, Pireo, Atene, Grecia; nel 1991 Casa Centrale degli Artisti, Nuova Tretjakov, Mosca, Russia; nel 1990 Stedelijk Museum, Amsterdam, Paesi Bassi; nel 1989 Espai Poblenou, Barcellona, Spagna; nel 1988 Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli (Torino); nel 1986 Museum of Contemporary Art, Chicago , USA; nel 1985 Musée d’Art Contemporain, Bordeaux, Francia; nel 1983 Musei Comunali, Rimini; nel 1981 Van Abbemuseum, Eindhoven (in seguito a: Obra Social, Caixa de Pension, Madrid, 1982); nel 1977 Kunstmuseum, Lucerna, Svizzera.
 
Michele Zaza nasce a Molfetta (Puglia) il 7 novembre 1948. Dopo aver frequentato l’istituto di Belle Arti di Bari, si trasferisce a Milano per seguire il corso di scultura di Marino Marini all’Accademia di Brera.
Le sue prime mostre hanno luogo a Milano presso la galleria Diagramma (‘cristologia’ nel 1972 e ‘naufragio euforico’ nel 1974) e a Bari presso la galleria Bonomo (‘dissidenza ignota’ 1973), a Brescia alla galleria Minini, a Napoli da Lucio Amelio.
Zaza ha esposto spesso a Parigi (galleria Yvon Lambert), Zurigo (galleria Annemarie Verna), Monaco (galleria Tanit). Ha partecipato alle Documenta 6 e 7 di Kassel. Nel 1980 ha tenuto una mostra alla galleria Leo Castelli di New York, e ha partecipato alla Biennale di Venezia, sala personale. E’ stato invitato alla Biennale di Parigi (1975), alla Biennale di San Paolo (1978). Negli ultimi anni gli sono state dedicate importanti mostre personali: a Mosca ( Museo Shchusev), Roma (Museo Laboratorio dell’Univarsità ‘ La Sapienza ‘), Ginevra ( Mamco-Museo d’Arte Contemporanea), Parigi (galleria Martine&Thibaultdelachatre), Anversa (MudimaDrie). Fino al prossimo setembre 2007, una grande personale alla Galleria Six, a Lissone, Milano.

Info:
fino al 31 Agosto 2007, orari: 17:00 – 20:30
Chiesa del Luogo Pio- Piazza del Luogo Pio – Livorno

tel: 347 4823583
 

Email: michelacasavola@ahoo.it

CORTONA (Ar). CORTONANTIQUARIA – Quando l’alta epoca torna attuale.

45° Edizione Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato – Cortona, Palazzo Vagnotti  25 agosto – 9 settembre 2007. INAUGURAZIONE: venerdì  24 agosto ore 18,30.

Cortona, citta’ gioiello della toscana, s’immerge in un’atmosfera fuori dal tempo con la più antica mostra antiquaria d’Italia: Antiquariato, scultura, costume e raffinate degustazioni.

Cortonantiquaria è riuscita a fare dell’antico e dell’antiquariato un appuntamento sempre più aggiornato, e non sembri un paradosso. E’ riuscita a farne una tendenza sempre più à la page, e si vede dal numero crescente di visitatori giovani: sarà per via dei numerosi eventi in mostra, dalle degustazioni con aperitivo all’alta moda, dalle mostre “impertinenti” alle conversazioni d’autore, ma insomma dallo scorso anno sembra che non si possa evitare di passare da Cortonantiquaria per la fine d’agosto.
Dopo il grande successo dell’ultima edizione, con più di diecimila visitatori, Cortonantiquaria torna il 25 agosto: un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del bello. Una mostra per visitatori esigenti; assai raffinata, con pezzi rari selezionati da un severo pool di addetti all’expertise e moltissima Alta Epoca.
Cresce in maniera esponenziale quest’anno la qualità tanto che si registra il ritorno di antiquari storici, e si lancia il primo segnale forte in direzione dell’internazionalità con la presenza di una delle migliori gallerie antiquarie d’Oltralpe, PlusArt di Montecarlo, una “firma” assai fashion.
Uno degli appuntamenti più prestigiosi e più attesi, e non solo dagli amanti del collezionismo d’arte. Una mostra che guarda al mercato internazionale partendo da una scelta fatta nelle regioni italiane più ricche e interessanti quanto a mercato antiquariale. Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Veneto al Lazio, e ancora, il Trentino Alto Adige, l’Umbria, la Liguria, le Marche, l’Emilia Romagna e la Toscana, ovviamente! In totale più di 1000 pezzi importanti e poi tanti piccoli oggetti da collezione provenienti da espositori attentamente selezionati grazie a un lavoro iniziato appena chiusi i battenti della mostra dello scorso anno. Ma vediamo nel dettaglio qualcuno dei pezzi più importanti o più insoliti.
Per gli amanti del tessile d’epoca un Succo d’erba (fine ‘500 inizi ‘600) dal cromatismo acceso appartenuto alla famiglia dei Lorena. Un vero e proprio dipinto su stoffa con ghirlande di frutta che decorano, in un simposio di colori e variazione cromatiche, l’intero dipinto, chiamato anche “portiere” o “portale”, utilizzato per decorare le porte delle stanze dei palazzi/ville nobiliari. Rappresenta il primo ingresso di uno dei componenti della famiglia Lorena presso la famiglia fiorentina dei Medici. Ritrae le nozze, avvenute nel 1589, di Ferdinando dei Medici, figlio di Cosimo I, con Maria Cristina di Lorena.
Tra i pezzi di oreficeria la Croce Astile (1550) in argento – sbalzata e punzonata a Napoli. Un lato riporta le immagini dei 4 evangelisti, l’altro ritrae il Pellicano, simbolo del sacrificio di Cristo, San Giovanni, la Madonna e Maddalena.
Tantissimi i tavoli in mostra, tra i più pregiati,e caratterizzato da una decorazione leggera e delicata, un tavolo fiorentino di metà ‘700 da centro rettangolare in legno dorato a mecca  con piano di marmo giallo di Siena dalla forma sagomata e la  fascia sottopiano traforata con larghe volute a ‘rocaille’ ornata da serti fioriti rilevati. Dalla Toscana arriva anche uno dei pezzi più antichi in mostra uno splendido Pegaso, un cavallo alato in pietra serena del 1100-1200: si tratta, probabilmente, di una decorazione di una scalinata o il resto di un tempio.
Ma non è finito, in mostra anche molti dipinti, come nel caso di una vera e propria quadreria dell’’800 allestita nello stand numero 7, e ancora, mobili orientali, gioielli, bronzi, avori.
Un repertorio di grande eleganza e bellezza estetica e anche molti segnali di nuove tendenze e orientamenti di stile destinati a connotare il mercato antiquario del prossimo autunno, quando torna la voglia di stare in casa, tanto più se circondati da oggetti che abbiano il fascino di storie importanti e lontane nel tempo.
Com’è consuetudine, anche quest’anno il Premio Cortonantiquaria, che per il 2007 va a Patrizio Bertelli (consegna il 4 settembre), Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Prada, armatore di yacht d’epoca, oltre che appassionato velista.
E in più, come è tradizione di Cortonantiquaria, mostre collaterali che fanno parlare, possono risultare “scomode” e scaldano il dibattito sulle attribuzioni, tanto da poter immaginare presso Cortonantiquaria un panel permanente su metodologie, criteri e tecniche relative al tema dell’attribuzione. Riflettori puntati, quest’anno, al terzo piano di Palazzo Vagnotti, sulle robbiane inedite: SAN FRANCESCO E SANTA CHIARA. GIOVANNI DELLA ROBBIA – IPOTESI SULLA PATERNITÀ con due pezzi che fanno notizia: due sculture rappresentati San Francesco e Santa Chiara, databili al 1510 ca. Si tratta di opere in terracotta policroma, di provenienza toscana, attribuite a Giovanni della Robbia. Sono oggetti assolutamente inediti, provenienti da collezione privata (la proprietà è di un antiquario toscano), presumibilmente collocate originariamente all’interno di un complesso d’altare su nicchie contrapposte. Si tratterà anche di una vera e propria anteprima di una mostra sulle robbiane che la Provincia di Arezzo sta organizzando per il 2008.
Per una collaterale “curiosa”, invece, UN’ELICA PER IL VINO: IL CAVATAPPI: in esposizione una collezione di circa 80 cavatappi dagli inizi dell’Ottocento ai primi del Nove. Diversi i materiali tra cui avorio, legno di bosso, bronzo, osso, ferro, rame, alluminio e le forme anche molto curiose. Numerosi in mostra anche altri strumenti utilizzati in passato nella lavorazione e degustazione del vino dal momento che la cultura del bere cammina parallelamente alla cultura dei manufatti di uso comune, (bicchieri, bottiglie) che interpretano l’estro e le mode dei tempi. Con questa mostra si rafforza ancora di più il legame con un prodotto d’eccellenza di questa terra che è fatta anche di grandi vini e della loro storia.
E a proposito di vini,  con l’edizione 2007 si conferma il felice sodalizio tra la tenuta La Braccesca di proprietà della famiglia Antinori e Cortonanatiquaria. Sarà in particolare Achelo, il vino creato appositamente per Cortonantiquaria il protagonista di “serate a tema” all’insegna dell’eccellenza enologica e gastronomica.
E dal vino eccoci alla tavola: connubio intrigante declinato attraverso delle degustazioni guidate che hanno come location una cucina d’epoca nel chiostro di Palazzo Vagnotti.
Nel centro storico di Cortona, invece, seguendo un circuito di ristoratori aderenti a “Vetrina Toscana a tavola” si avrà l’opportunità di degustare menù tipici della tradizione culinaria toscana ad un prezzo fisso, fare acquisti di tipicità, nonché ricevere un biglietto di ingresso alla mostra per ogni menù ordinato. E a proposito di biglietti d’ingresso, offerta speciale per gli appassionati di arte che potranno acquistare un biglietto congiunto, al prezzo di 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC) nel bel Palazzo Casali a pochi passi dalla sede della mostra, all’interno di Palazzo Vagnotti. Uno dei palazzi, quest’ultimo, meglio conservati di Cortona, e che torna a vivere proprio nei giorni della mostra allestita in sale che racchiudono il fascino di storie, stili, gusti diversi. Ogni stanza un mondo a sé, eppure un percorso unico da ritrovare anche usciti da Palazzo Vagnotti tra i vicoli e le strade segrete e silenziose di una città che è tutta a misura d’antico, fitta di botteghe di rigattieri, gallerie, laboratori di restauro. Una città che vanta una tradizione antiquaria di gran prestigio e tuttora vivissima.

PROGRAMMA:

Inaugurazione: venerdi 24 agosto 2006 ore 18.30 

Apertura al pubblico: da sabato 25 agosto sino a domenica 09 settembre

Orari: feriali 10-13 15-20  , sabato e domenica 10-20.

Costo del biglietto : intero € 8, ridotto € 6

Biglietto congiunto: 10 euro anziché 15, comprensivo dell’ingresso alla Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato e al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC).
Numero telefonico della mostra (attivo da sabato 25 agosto) : tel. 0575/630610

Comitato promotore: Agenzia per il Turismo di Arezzo, Provincia di Arezzo, Comune di Cortona, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Arezzo
Ente Promotore: Agenzia per il Turismo di Arezzo, Piazza Risorgimento 116 Arezzo  Tel 0575/23952

N° espositori: 41
Provenienza geografica: Toscana, Umbria, Veneto, Sicilia, Lombardia, Liguria, Marche, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Trentino Alto Adige (non presente nel 2006).

Categorie merceologiche presenti: Argenti e bronzi, Mobili italiani e francesi dal ‘600 all’800, Mobili orientali, Dipinti d’alta epoca, Oggettistica da collezione, Gioielli, Arredi da esterno.

Specialisti per tipologia merceologica, per area geografica o per periodo:
Antiquariato UMBRO: Rolando Moro Antiquariato (Spoleto)
Antiquariato TOSCANO: Giusti Rita (PO), Antichità Vanneschi (AR)
Antiquariato SICILIANO: Giulio Torta Antichità (PA),
Antiquariato FRANCESE: L’Atelier Antichità (TV)
Antiquariato Tibetano e Cinese: West King (Pelago – FI)
Neoclassico: Studio Antiquario Zora (Ospedaletti – GE, Antichità D’Alessio – NA)
Quadri d’alta epoca e dell’’800: Numero 7 (Montecatini – FI)
Mobili dell’800: Ottocento (Figline V.no – FI)
Argenti: Zacchetti (MI)
Oggetti da collezione: Vietti Antiquari (Borgo Val di Taro)
Ventagli: Le De Dominicis Antiquariato (MI)
Gioielli: Galleria Antiquaria L’Angolo (PG)
Epigrafi medievali: Il Portico di Ottavia (GE)

N° pezzi: In totale più di 800 pezzi importanti e poi tanti piccoli oggetti da collezione provenienti da espositori attentamente selezionati che non sono quantificabili.


Info:

055/2399514

Link: http://www.cortonantiquaria.it

Email: info@cortonantiquaria.com

Allegato: Cortonantiquaria.pdf

SEGGIANO (Gr). Il San Francesco di Bernardino Mei (sec. XVII).

Presentazione al pubblico del dipinto dopo il restauro.
Sabato 18 agosto nel palazzo comunale di Seggiano (GR)  il Sindaco Daniele Rossi, il Dott. Fabio Torchio della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle province di Siena e Grosseto e il restauratore prof. Andrea Granchi presenteranno alla popolazione l’importante e inedito dipinto, recentemente ritrovato, raffigurante S. Francesco.
L’opera appartenente all’antica Compagnia del Corpus Domini è stata riscoperta fortuitamente nel 2005 in un oratorio del paese ed era in cattive condizioni di conservazione.

La tela è stata oggetto  tra il 2006 e il 2007 di un complesso intervento di restauro diretto da Fabio Torchio che ne ha riportato in evidenza la straordinaria qualità pittorica consentendo di attribuire la tela riscoperta all’importante pittore senese Bernardino Mei.
Il restauro è stato condotto a Firenze dallo Studio Granchi di Giacomo Granchi con la collaborazione tecnica di Andrea Granchi e Maria Bisi.
L’opera sarà visibile al pubblico dal 18 agosto nei rinnovati spazi del Centro di Documentazione Permanente destinati alla costituenda Pinacoteca Civica nel palazzo del Comune di Seggiano.

Info:
Sabato 18 agosto alle ore 17, presso il Centro di Documentazione Permanente del Comune di Seggiano  – Via Trento e Trieste 19, Seggiano (GR) – Tel: 0564.950925

Email: studiogranchi@tiscali.it