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TORINO. Arman.

PALAZZO BRICHERASIO, TORINO, 24 Gennaio- 2 Marzo 2008

Il 2008 si apre a Palazzo Bricherasio con l’arte contemporanea del francese Arman. Dal 24 gennaio al 2 marzo le sale espositive ospiteranno un’antologica, curata da Luca Beatrice e organizzata in collaborazione con il MAMAC di Nizza, che ripercorrerà attraverso circa ottanta opere il percorso artistico del principale esponente del Nouveau Realisme, costituitosi il 27 ottobre 1960, mentore il critico e teorico dell’arte Pierre Restany, che con l’Italia intrattenne sempre un rapporto particolare. Rifiutando la pittura, i nuovi realisti si dedicano a operazioni che toccano la scultura in termini provocatori e che meglio si possono definire con il termine di assemblage, coniato proprio per definire queste operazioni di collage tridimensionale.

Le opere dei Nouveaux Réalistes sono infatti costruite per accumulazione, compressione, inscatolamento in strutture di plexiglas o impacchettamento degli oggetti più diversi. Mentre in America la cultura pop ha pervaso la sensibilità comune, ponendo l’enfasi sul potere visivo e sensuale dell’arte come merce, espressione del nuovo, dei mass media, dell’economia in grande ascesa, del trionfo del bene di consumo, in Europa il Nouveau Realisme ne rappresenta in qualche modo l’essenza critica, il dubbio che al di sotto della patina luccicante e glamour della Pop Art si celasse a stento un lato oscuro, le proprie contraddizioni, germi che anticipano un atteggiamento contestatario destinato a sfociare in altro rivolgimento epocale, quello intorno al 1968.
Su questa tendenza Arman precisa i propri principi estetico-formali, ma soprattutto matura quelle esperienze e quei contatti che lo porteranno a compiere uno tra i percorsi più lucidi in seno alla cultura visiva contemporanea.

La mostra racconta l’evoluzione del rapporto di Arman con l’arte e il suo atteggiamento così  incline alla sperimentazione continua e all’idea tutta moderna del superarsi progressivo di un’opera con l’altra.

Abbandonato il cavalletto, i suoi primi lavori su carta della metà degli anni ’50 segnano il definitivo distacco dalla pittura tradizionale. Dai Cachets, timbri su carta moltiplicati ossessivamente, si passa alle tracce e impronte delle Allures. E’ nel corso degli anni ’60 però che il suo destino artistico raggiunge uno stile nuovo e potente: sono di questo periodo le prime Distruzioni. Rompere gli strumenti rientra per Arman in un discorso teorico volto a colpire l’oggetto in quanto ingranaggio della sfera consumistica. Discorso  portato alle estreme conseguenze con l’esplosione delle automobili, grande passione di Arman anche perché simbolo di tecnologia e velocità, di progresso e morte. Far esplodere una macchina esprime senza dubbio la volontà di fermare di colpo un processo produttivo, anche se sezionando e svuotando il motore Arman ne vuole vedere l’anima. In mostra saranno presentate anche numerose Accumulazioni, vera e propria ossessione per l’artista francese che si traduce in una forma scultorea definita. Accumulare significa soprattutto scegliere  un oggetto ed evidenziarlo come un virgolettato in un testo. Si tratta di opere in cui la geometria, la ricomposizione formale attraverso l’ordine, l’eleganza della superficie dettata dalla brillantezza o uniformità cromatica hanno un ruolo predominante. Infine le Inclusioni, in cui l’oggetto è imprigionato, sottratto al tempo, al suo processo evolutivo, al suo contesto originario. Arman si prende la libertà di cristallizzare un momento, impedendo all’oggetto di progredire o essere corrotto dagli eventi.

L’opera di Arman non può avere confini limitati, non è pura pittura, non è pura scultura. Lui stesso si definisce perfettamente presentandosi come “un peintre qui fait de la sculpture”.

Link: http://www.palazzobricherasio.it

MILANO. L’ARTE DELLE DONNE. Dal Rinascimento al Surrealismo.

Dal 5 dicembre 2007 al 9 marzo 2008, a Palazzo Reale.

L’esposizione, col patrocinio del Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e Assessorato alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali, della Provincia di Milano, realizzata da Artematica, con la partnership di Gobbetto e Stefanel, sponsor Davines, Rcs, sponsor tecnici The Westin Palace, Milano, Trimtec, ATM, è curata da un comitato scientifico presieduto da Hans Albert Peters, storico dell’arte, ex direttore del Kunstmuseum di Düsseldorf, e si propone, nell’Anno Europeo delle Pari Opportunità, di promuovere ed evidenziare il ruolo della donna nell’arte e di recuperare il valore scientifico, sociale e antropologico delle opere di alcune fra le più illustri artiste della storia, così come di figure meno note, ma egualmente rilevanti nel panorama creativo internazionale, nonché analizzare com’è cambiata l’immagine della donna artista nel corso degli ultimi cinque secoli.
L’esposizione presenterà oltre 200 opere realizzate tra il XVI e il XX secolo da 110 artiste, tra cui Rosalba Carriera, Artemisia Gentileschi, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Nathalie Gontcharova, Camille Claudel, Tamara de Lempicka, provenienti da musei e collezioni di 14 paesi, europei ed extraeuropei, quali il Museo Nacional del Prado e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, il Centre National d’Art et de Culture Georges Pompidou di Parigi, il National Museum of Women in the Arts di Washington, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli.

AREZZO. Salvatore Fiume.

Identita’ di un protagonista a 10 anni dalla scomparsa, A cura di Giovanni Faccenda, Laura Fiume, Luciano Fiume e Giuseppe Pasquale Macri’.

La Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo ospita una grande retrospettiva dell’opera di Salvatore Fiume (1915-1997) nel decennale della sua scomparsa.
Artista poliedrico, Fiume ha espresso una fertile creatività in numerose arti: fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo.

La mostra, curata da Giovanni Faccenda, Laura Fiume, Luciano Fiume e Giuseppe Pasquale Macri’, si propone di restituire al pubblico un’immagine quanto piu’ completa della figura del Maestro, con oltre duecento opere, composte nell’arco di 50 anni (1944-1994), tra oli, disegni, sculture, acqueforti, litografie, tavole illustrative di libri e bozzetti originali per il teatro.
Accompagna l’esposizione una ricca e in parte inedita documentazione fotografica e un breve testo dei curatori.

Tematica e insieme cronologica, la retrospettiva offre una panoramica che va dalle illustrazioni per opere letterarie degli anni ’40 alle -Ipotesi- dipinte negli anni ’80; dal trittico metafisico del 1949 alle sculture di bronzo e di legno; dai bozzetti originali delle scenografie per il Teatro alla Scala e il Covent Garden di Londra degli anni ’50 al ciclo -Susanna e i vecchioni- degli anni ’60 e ’70; dai bozzetti per dipinti murali al ciclo balinese (1970) e giapponese (1969/1994).

Vengono esposte al pubblico anche opere inedite, frutto del lavoro della Fondazione che in questi dieci anni ha cercato di ordinare l’opera di Salvatore Fiume. Vi si possono ammirare tutte le illustrazioni per una rarissima edizione del romanzo Quo vadis? di Sienkiewicz (1956), bozzetti originali relativi al grande ciclo perugino (1949-1952), oggi conservato a Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, e diversi disegni da temi inusuali, come la serie dell’Orco dei primi anni ’40.

La scelta di Arezzo per celebrare il decennale non e’ casuale. Fiume e’ legato alla città in cui Piero della Francesca ha operato in modo impareggiabile (il ciclo di affreschi La Leggenda della vera Croce) da una linea ideale sul piano personale, culturale e artistico.

Nel testo introduttivo al catalogo Giovanni Faccenda, che definisce Salvatore Fiume come -un autore da ritenere senz’altro, per importanza, fra i maggiori del Novecento-, ricorda il suo -pellegrinaggio- ad Arezzo, Monterchi e Sansepolcro a pochi anni dalla fine della seconda guerra, dove ammira e studia le opere di Piero della Francesca. Influenzato anche da altri pittori del Quattrocento, come Paolo Uccello, stabilisce con essi un dialogo che sarà costante nella ricerca successiva: -[-] mentre approfondisce sempre piu’ la conoscenza di tali autori-, scrive Faccenda, -Fiume realizza possibilità espressive delle quali risulta il solo interprete fra gli artisti del suo tempo. [-] Dall’umanesimo che pervade ogni lascito dei maestri prediletti, Fiume, intimamente toccato, distilla una cifra avviata a rimanere personale: pure enigmatiche come manichini, le figure pietrificate che popolano le Isole come le Città di statue appaiono scultoree nelle loro sagome allusivamente antropomorfe, tanto da far pensare come a un successivo stadio evolutivo improntato a una forma di metaumanesimo–

L’umanesimo di Fiume vive anche nei dipinti per il salone di prima classe dell’Andrea Doria (1952), città rinascimentali popolate da capolavori dell’arte italiana:
-Mentre li dipinge-, prosegue Giovanni Faccenda, -Fiume manifesta apertamente radici e legami che lo riportano idealmente a Urbino e ad Arezzo, laddove etica ed estetica appaiono inscindibilmente legate. Da una simile inclinazione germina una linea di continuità che attraversa, in modo ora piu’ sfumato ora piu’ nitido, l’intero percorso creativo dell’artista.

Tanto nella serie dei Temi religiosi, iniziata nella prima metà degli anni Cinquanta, quanto nel ciclo delle Ipotesi, esaurito in un arco cronologico compreso fra il 1983 e il 1989, Fiume personalizza i frutti di un’acuta osservazione, che si concentra, fra l’altro, anche sui grandi maestri dell’arte sacra, soprattutto Giotto, Masaccio e Beato Angelico, come – passando per Raffaello, Tintoretto, Rubens e Velázquez, su alcuni protagonisti della modernità, ovvero Picasso, de Chirico e Savinio. Perfino in coincidenza della singolare riedizione di un motivo antico, Susanna e i vecchioni – la prima versione e’ del 1967; ne seguiranno numerose altre nel tempo -, troviamo sotteso il suo sommo principio filosofico: tutta l’arte e’ contemporanea.-

La mostra di Arezzo e’ stata resa possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Salvatore Fiume e all’organizzazione della galleria Artesanterasmo di Milano.

Info:
Ufficio stampa: ufficiostampa@comune.arezzo.it  – Tel. 0575 377738
Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea – Piazza San Francesco, 4 Arezzo, fino al 3 febbraio 2008. Ingresso libero

Fonte:Undo.net

MILANO. Ultime Cene.

Milano, fino al 16 febbraio 2008.  
360 metri e 20 anni. I 360 metri sono, suppergiù, quelli che separano il Cenacolo Vinciano in Santa Maria delle Grazie dalla sede della Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta 59.
Una vicinanza, quasi una contiguità fisica, che spinsero, vent’anni fa, il Credito Valtellinese a inaugurare la nuova sede espositiva nell’ex Refettorio delle Stelline, con una mostra che fosse un omaggio al capolavoro di Leonardo.
Per questo, non semplice, confronto venne chiamato Andy Warhol e nel gennaio 1987 si inaugurò la Galleria con la sua ormai celebre interpretazione dell’Ultima Cena.

Warhol realizzò una serie di serigrafie che rilessero l’affresco di Leonardo in chiave contemporanea. Le opere furono concepite espressamente per l’esposizione, che costituì un vero evento per la scena artistica milanese.

Il tema prescelto fu suggerito da Alexandre Iolas, allora direttore artistico della galleria, per un confronto a-temporale tra uno degli artisti contemporanei più significativi e la storia della pittura.

In occasione dei primi venti anni di attività della Galleria, la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese ha scelto di presentare, non solo il capolavoro di Warhol, ma anche opere che, intorno al medesimo tema, vedono impegnati artisti come Avalle, Finotti, Laugé/Manzi, Nitsch, Raysse, Recalcati, Spoerri, Velasco…

L’innovativa proposta culturale nasce da una comune idea della Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio e della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, unita alla volontà di collaborare con i Padri Domenicani del vicino Convento di Santa Maria delle Grazie.

La mostra, curata da Philippe Daverio con Dominique Stella, si sviluppa negli spazi della Galleria, nel Chiostro delle Stelline (antistante la Galleria) e nel Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie dove, fronte a fronte con l’Ultima Cena di Leonardo, verrà riproposta l’interpretazione del capolavoro che Andy Warhol realizzò nel 1987.

All’interno della Piccola Sacrestia, presso il Convento di Santa Maria delle Grazie, verrà presentata la nuova opera “heureux Rivages” di Martial Raysse sul tema del “pane e vino”.
Alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese saranno in mostra opere recenti, alcune delle quali realizzate per l’occasione, di artisti italiani e non. Daniel Spoerri con un’opera in marmo propone l’ultima cena di alcuni protagonisti della storia come Freud, Proust, Socrate, Cleopatra… Antonio Recalcati, in cinque oli, rappresenta il tavolo della cena “inquadrato” tra quattro apostoli; di Hermann Nitsch, verrà ricomposta parte dell’istallazione presentata al Centre Culturel Français di Milano nel 2000 (mostra organizzata da Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in collaborazione con CCF e AICEM): dodici dipinti di grandi dimensioni sui quali sono applicati i camici da pittore che rappresentano gli Apostoli intorno alla grande serigrafia su tela “Ultima Cena” realizzata nel 1983.
Di Novello Finotti sarà presente l’opera “A confronto”, una scultura in granito nero dello Zimbawe; di Filippo Avalle una scultura olografica; di Velasco un’istallazione, un grande tavolo bianco cosparso di briciole raccolte da un cane in bronzo. L’opera “Voies d’hommes” di Dominique Laugé e Valeria Manzi traccia i cammini degli Apostoli.

La mostra sarà accompagnata da una raccolta di cataloghi, uno per ogni artista presente, oltre ai cataloghi di Andy Warhol (1987), di Hermann Nitsch (2000) e Damien Hirst (2000).
Tra le molte proposte collaterali all’esposizione, da segnalare un incontro sul tema del Cenacolo tra Philippe Daverio, Frate Paolo Garutti, domenicano professore di Nuovo Testamento in Vaticano e a Gerusalemme, e sua eccellenza Mons. Carlo Chenis, Vescovo di Tarquinia.

Info:
Sedi Cenacolo Vinciano – Milano, Piazza Santa Maria delle Grazie n. 2 (Corso Magenta)
Galleria Gruppo Credito Valtellinese – Corso Magenta n. 59 – Milano
Piccola Sacrestia presso Convento Santa Maria delle Grazie – Milano, Via Caradosso n.1 (Corso Magenta)
Fino al 16 febbraio 2008.
Orari e ingressi Cenacolo Vinciano, da martedì a domenica h. 8.15 – 18.45, chiuso il lunedì – INGRESSO A PAGAMENTO
Galleria Gruppo Credito Valtellinese, da martedì a domenica h. 8.15 – 12.00 / 15.30 – 18.45
chiuso il lunedì – INGRESSO LIBERO
Piccola Sacrestia, da martedì a domenica h.8.15 – 18.45
chiuso il lunedì – INGRESSO LIBERO
Informazioni al pubblico Cenacolo Vinciano: +39.0289.421.146 (la prenotazione è obbligatoria) – www.cenacolovinciano.it
Galleria Gruppo Credito Valtellinese e Piccola Sacrestia – +39 0248.008.015 – galleriearte@creval.it – www.creval.it

Fonte:Sussidiario.it

TORINO. M.A.U. Museo d’Arte Urbana.

Il MAU- Museo d’Arte Urbana di Torino e’ il primo progetto in fase di concreta realizzazione, in Italia, avente come scopo il dar vita ad un insediamento artistico permanente all’aperto collocato all’interno di un grande centro metropolitano, con in piu’ il valore aggiunto di essere iniziativa partita non dall’alto ma dalla base, complice il consenso ed il contributo fondamentale degli abitanti. Il nucleo originario del MAU e’ sito nel Borgo Vecchio Campidoglio, un quartiere operaio di fine ‘800, collocato tra i corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni, e le vie Fabrizi e Cibrario, non distante dal centro cittadino.

Una porzione di spazio urbano miracolosamente salvatasi dagli sventramenti operati dal Piano Regolatore del 1959, che ha mantenuto pressoche’ intatta la sua struttura a reticolo costituita da case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, suddivise da vie strette, il tutto a favorire il rapporto di comunanza tra gli abitanti ed una tipologia di insediamento, in una zona semicentrale di Torino, tale da farne un -paese nella città-.
Nel 1995 matura, nei promotori del Comitato di Riqualificazione Urbana ,già da alcuni anni impegnati in una rivalutazione delle peculiarità urbanistiche ed architettoniche del Borgo, l’intuizione di allargare la propria sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte.

Vengono a tal proposito invitati a fornire il proprio parere, dall’allora Presidente del Comitato alcuni operatori culturali cittadini, tra cui l’estensore della presente, all’epoca membro del Direttivo dei Musei e delle Mostre della Città di Torino, già da anni impegnato sul fronte del rapporto tra arte e territorio. Il sottoscritto individua nel Borgo Vecchio l’ambito ideale per l’applicazione concreta dei suoi intenti e, coadiuvato in maniera determinante dall’arch. Giovanni Sanna e dall’Accademia Albertina di Belle Arti, nella persona del Prof. Carlo Giuliano, inizia un lungo cammino progettuale, fino agli esiti attuali.

Dagli esordi, non facili, ad oggi, sono state prodotte 68 opere murarie all’interno del Borgo Vecchio, alle quali si sono affiancate, nel maggio 2001, altre 36 nuove installazioni costituenti la -Galleria Campidoglio- per un totale di 104. Quest’ultima, componente organica del Museo d’Arte Urbana, e’ sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio, all’interno delle iniziative del Piano di Qualificazione Urbana, promosso dagli Assessorati al Commercio di Comune e Regione. Si tratta di opere formato cm. 70 X 100, collocate permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera, protette da teche di plexiglas, che sono state dotate di illuminazione permanente lo scorso mese di marzo. Il 2001 e’ stato un anno fondamentale per un lancio definitivo dell’immagine e del ruolo del MAU in ambito cittadino e nazionale, coronato dall’inserimento nella -Carta Musei- della Regione Piemonte.

I nostri prossimi obiettivi consistono nel costante proseguimento, in quanto non si potrà certo mai sancire una definitiva conclusione dei lavori, del ciclo di opere murali nel Borgo Vecchio, ed il successivo allargamento degli interventi ad altre porzioni di territorio. Si immagina, se giungeranno i necessari contributi dagli enti pubblici e dai privati, la realizzazione di sculture ed installazioni permanenti in zone del quartiere quali Piazza Risorgimento e l’area mercatale di Corso Svizzera, nonche’ nei luoghi maggiormente degradati della Pellerina, e l’individuazione di un ampio locale espositivo che possa adempiere all’ambiziosa funzione di -Centro per le Arti Contemporanee-, corollario ormai indispensabile per un pieno sviluppo delle attività del MAU che pensiamo, allo stato delle cose, possa essere individuato tramite un impiego almeno semestrale degli ampi ed affascinanti locali del Rifugio Antiaereo e del contiguo parcheggio interrato di Piazza Risorgimento.

Tra il 2002 ed il 2007 sono state prodotte le opere murali di Salvatore Astore, Enrico De Paris, Sergio Ragalzi, Angelo Barile, Theo Gallino, Antonio Mascia, Claudia Tamburelli, Santo Leonardo, Giorgio Ramella, Roberta Fanti, Daniela Dalmasso, Vittorio Valente, Andrea Massaioli , Antenore Rovesti, Bruno Sacchetto, Alessandro Gioiello, Gianluca Nibbi, Alessandro Rivoir, Matteo Ceccarelli, Pasquale Filannino, Marco Bailone, Paola Risoli, Fathi Hassan. Gaetano Grillo. Sono stati inoltre restaurate e parzialmente rifatte opere murali di Alessando Rivoir, Enzo Bersezio ed Antonio Carena. Il 14 luglio 2004 e’ stato presentato al pubblico il primo catalogo riassuntivo dell’attività del MAU, stampato a cura della Regione Piemonte, che sarà periodicamente aggiornato ed e’ stato rifatto, nel 2006, il nostro sito internet, realizzato con tecnologie d’avanguardia che permetteranno, tra l’altro, un tour virtuale del Museo.

E’ inoltre cresciuto l’interesse degli organi di informazione attorno alle attività del MAU cosi’ come la richiesta di visite guidate, ed e’ giunta, da parte del Comune di Torino, oltre all’inserimento nelle iniziative di -Torino contemporanea : luce ed arte-, l’invito a far parte degli itinerari turistici di -Torino non a caso-. Sono stati inoltre organizzati itinerari didattici con Palazzo Bricherasio e lo IED Istituto Europeo di Design.

Dal gennaio 2007 e’ stato insediato un tavolo di lavoro con gli Enti pubblici con l’obiettivo di inserire il MAU all’interno della Fondazione Torino Musei. Nell’estate 2007, insieme all’Associazione umanitaria International Help Onlus e’ stato elaborato il progetto di un film documentario sul Museo d’Arte Urbana e, piu’ in generale, sulle molteplici storie individuali e collettive del Borgo Campidoglio.

Sabato 17 novembre 2007 dalle 11 alle 13 punto d’incontro via Musine’ 19 sono state ufficialmente inaugurate, alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Città di Torino Prof. Fiorenzo Alfieri e del Presidente della IV Circoscrizione Dott. Guido Alunno le nuove opere realizzate tra il 2005 ed il 2007 dagli artisti Fathi Hassan, Gaetano Grillo, Paola Risoli, Marco Bailone, Matteo Ceccarelli, Pasquale Filannino, Gianluca Nibbi, Alessandro Rivoir, ed il restauro di altre tre opere murali di Antonio Carena, Alessandro Rivoir ed Enzo Bersezio. Saranno inoltre illustrati tutti i progetti futuri prima elencati.

Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico del Museo d’Arte Urbana.

Info:
M.A.U. – Museo d’Arte Urbana Torino  – via Musine’ 19 – Torino
ORARIO 11-13.30  – TELEFONO 011 745580  – FAX 011 745580

Fonte:Undo.net