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PORTO SAN GIORGIO (Ap). Opera grafica di Paolo De Santi.

Sabato 8 dicembre alle ore 18.00 presso la Sala ‘E.Imperatori’ – Via Oberdan – Palazzo del Turismo a Porto San Giorgio (AP), si terrà l’inaugurazione della personale dedicata all’opera grafica dell’artista Paolo De Santi. La rassegna proseguirà fino al 26 dicembre con orario 18 – 20.

Armando Ginesi – Critico d’Arte
…A volte ricorre al pretesto di antichi modelli iconografici che inserisce nella sua tematica, liberamente interpretandoli ed attualizzandoli in contesti ambientali tutti propri (marchigiani, appunto, e di solito più specificatamente urbinati); l’antico è come se funzionasse da punto fermo d’origine al quale riferirsi per sottolineare la convinzione che siamo (noi la natura, le piccole cose costruite) prodotti storici ed anche per allontanare la tentazione sentimentalistica di un vagheggiamento vano attorno ad una presunta perduta età dell’oro.
Paolo De Santi – è bene chiarirlo – non rincorre miti trascorsi ed obsoleti, non si imprigiona nell’equazione- il passato sta al bene, come il presente al male; egli più realisticamente afferma che alcuni valori del passato continuano ad avere il diritto di cittadinanza nel presente ed anzi costituiscono il legame fra ciò-che-è, determinando, in questo modo la storia.
Lo strumento di linguaggio peculiare dell’incisore è il segno: ebbene il segno di Paolo De Santi, decisamente di matrice urbinate, è “capriccioso e capillare” come ha osservato Francesco Carnevali, ed è dal suo capriccioso avvitarsi od espandersi o infittirsi o manifestarsi appena, che l’immagine si costituisce dandosi come fenomeno poetico.
Se il passato si annoda al presente, anche quest’ultimo si fa ponte con il futuro; perché Paolo De Santi con la poetica delle piccole cose, con l’affermazione che sopravvivono molti modesti valori troppo frettolosamente dichiarati estinti da taluni; indica in fondo soluzioni prossime di vita diverse da quelle ipotesi progettuali di un avvenire costruito su megalopoli frenetiche e brulicanti come
formicai; e dunque in questo senso, la sua “poesia” assume anche i connotati di precisa indicazione morale.

Giuseppe Nuciari – Assessore alla Cultura Comune di Porto San Giorgio
Paolo De Santi, incisore, pittore,  artista poliedrico. Urbinate d’origine, vive e opera da molti anni a Fermo dove ha insegnato discipline pittoriche nel locale Istituto d’arte. De Santi  ha rappresentato e rappresenta  una presenza artistica e una risorsa significativa per il nostro territorio,  che si è
espressa per lungo tempo anche nel campo teatrale. Scenografo e regista apprezzato, al suo nome sono infatti legate le fortune di compagnie teatrali e di eventi culturali importanti. E questo suo
amore per il teatro, per la scena, appare uno dei temi dominanti delle sue opere con le quali sembra voler riaffermare, poeticamente e forse con nostalgia, i valori di un mondo che non c’è più, che la
società di oggi frenetica e insensibile ha archiviato con troppa fretta.
Dopo aver esposto in molte gallerie italiane e straniere, ottenendo peraltro riconoscimenti e apprezzamenti, De Santi, a distanza di venticinque anni espone, a Porto San Giorgio. Una Città  che sta riscoprendo di essere un soggetto che fa e che promuove cultura, in ogni campo, compreso quello delle arti pittoriche, una città viva che vuole far partecipe della sua voglia di fare l’intero territorio.

Link: http://www.eventiculturali.org

Email: teatri@teatricomunicanti.it

PERUGIA/SPELLO. Pintoricchio grande evento per l’arte in Umbria.

Bernardino di Betto (1460 ca. – 1513) detto il Pintoricchio perchè considerato non solo “piccolo e di poco aspetto” ma anche un numero due, un alter ego in tono minore al cospetto del “divin pittore” Perugino, è il protagonista di questa articolata iniziativa realizzata grazie all’impegno congiunto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali insieme a Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Spello, Diocesi di Foligno, Camera di Commercio, Fondazione Cassa Risparmio Perugia, con l’organizzazione affidata a Civita e il catalogo di Silvana Editoriale.
Il programma dell’evento, elaborato da un comitato scientifico composto da studiosi e specialisti di rilievo internazionale presieduto da Vittoria Garibaldi, si sviluppa intorno ad una mostra principale, realizzata a Perugia nella sede, da poco rinnovata, della Galleria Nazionale dell’Umbria, dove saranno esposte quasi tutte le opere mobili esistenti di Pintoricchio, alcune delle quali mai viste in Italia, insieme ad una importante selezione di opere coeve, tra cui una decina di opere di Raffaello ad illustrare uno dei nodi più affascinanti della mostra.
Tutto parte infatti da Perugia e dalla straordinaria stagione artistica che ha conosciuto nel Quattrocento. La presenza in città dei più grandi artisti nel corso di tutto il secolo – da Gentile da Fabriano a Beato Angelico, da Giovanni Boccati a Domenico Veneziano – e il costante rapporto con Firenze, hanno favorito la formazione di una cultura figurativa aggiornata e assolutamente di primo piano. Bartolomeo Caporali, Sante di Apollonio, Fiorenzo di Lorenzo, il giovane Perugino e lo stesso Pintoricchio agli esordi si dividono la paternità di una lunga serie di dipinti di qualità altissima, quasi tutti presenti in mostra. Il trionfo di questa straordinaria e irripetibile stagione culturale è rappresentato dalla decorazione delle pareti della Cappella Sistina, un cantiere dove umbri e toscani si fronteggiano, gareggiando, per costruire il programma iconografico voluto dal papa, Sisto IV della Rovere. Qui sono presenti Botticelli e Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Biagio d’Antonio e soprattutto Perugino a cui si affiancano Luca Signorelli, Piermatteo d’Amelia e il giovane Pintoricchio, cui si devono le zone dove la rappresentazione dei paesaggi e della natura diventa più ricca e brulicante di particolari, dipinte grazie alla formazione da miniatore. Proprio l’attenzione alla natura e alle vedute, la sensibilità straordinaria per i giochi della luce significante che illumina ogni oggetto, e che a tratti evoca la pittura nordica, diventano il suo tratto più caratteristico, il suo modo personale di interpretare, da protagonista, il Rinascimento. Perugino andrà a Firenze, Pintoricchio resta a Roma e il panorama artistico nella capitale sarà un grande e costante omaggio alla sua pittura, dimostrato nel percorso dell’esposizione con una sezione di dipinti e disegni eccezionali e importantissimi, anche per il prestigio dei prestiti ottenuti.
Una seconda sezione della mostra sarà ubicata a Spello, nella Collegiata di S. Maria Maggiore, all’interno della quale è custodita la cappella Baglioni, interamente fregiata degli affreschi eseguiti tra la fine dell’estate del 1500 e la primavera del 1501 su commissione di Troilo Baglioni, priore della Collegiata ed esponente di primo piano dell’illustre famiglia perugina. L’opera costituisce il massimo capolavoro dell’artista e si può leggere quasi come un’esplicita risposta alla decorazione del Collegio del Cambio che il Perugino aveva condotto a termine pochi mesi prima a Perugia.
Per l’occasione sarà inaugurato un particolare allestimento illuminotecnico che consentirà la migliore fruizione del prestigioso ciclo pittorico, accompagnato da un accurato apparato didattico per la presentazione degli aspetti storico-artistici, iconografici e tecnici dell’opera. Nella stessa sede spellana, saranno inoltre realizzate originali iniziative di accoglienza con proposte teatrali e percorsi guidati inediti alla città.
Nella vicina Pinacoteca Civica, visitabile con lo stesso biglietto sarà esposta una Madonna col Bambino, attribuita a Pintoricchio e recentemente ritrovata, e sarà proposta una piccola mostra su “Pintoricchio e le arti minori” che con tessuti, codici miniati, intagli lignei, oreficerie e ceramiche, documenta la vivacità della produzione a lui coeva e il debito stilistico nei confronti del pittore.
Il grande evento espositivo sarà infine arricchito da percorsi e itinerari regionali a partire dalle opere di Pintoricchio in situ, che coinvolgono altri centri umbri, quali Trevi (Complesso Museale di San Francesco), Spoleto (Duomo), Orvieto (Duomo), Città di Castello (Museo del Duomo), San Martino in Colle di Perugia (Chiesa della Madonna del Feltro), Spello (Chiesa di Sant’Andrea).
La Fondazione Cassa Risparmio Perugia, nel periodo di apertura della mostra, esporrà nelle sale di Palazzo Baldeschi al Corso la Madonna con Bambino recentemente acquistata sul mercato antiquario e mirabilmente restaurata.

Info:
Perugia, dal 2 febbraio al 29 giugno 2008, Galleria Nazionale dell’Umbria – Corso Vannucci, 19
Orario: dal 2 febbraio al 30 marzo 9.30 – 19.00; dal 31 marzo al 29 giugno 9.30 – 20.00. La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero € 10,00; ridotto € 8,00; ridotto scuole € 4,00; cumulativo € 12,00; Pintoricchio Card € 17,00.

Spello, dal 2 febbraio al 29 giugno 2008, Cappella Baglioni nella Chiesa di Santa Maria Maggiore e Pinacoteca Civica, Piazza Giacomo Matteotti
Orario Cappella: dal 2 febbraio al 30 marzo  9.30 – 19.00; domeniche e 24 marzo 12.30 – 19.00; dal 31 marzo al 29 giugno 9.30 – 20.00; chiuso il 25 maggio
Orario Pinacoteca: tutti i giorni 10.30 – 18.30
Biglietti: intero € 5,00; ridotto € 4,00, ridotto scuole € 2,00; cumulativo € 12,00; Pintoricchio Card € 17,00.
Prenotazioni: 199 199 111; 199.151.123 – Catalogo: Silvana Editoriale.

Link: http://www.mostrapintoricchio.it

Fonte:CivitaInforma

FAENZA (Ra). La conservazione della memoria nell’arte della ceramica.

Dal 22 dicembre 2007 al 20 gennaio 2008.
Sulla produzione ceramica si sono misurati tutti i popoli fin dalle origini, tanto da rendere quest’arte un linguaggio espressivo-funzionale di valore e diffusione universale. Il bacino Adriatico, nella sua dimensione sociale, storica e artistica ha costituito una storia nella storia e continua ancora oggi il suo ruolo di “contenitore privilegiato” di siti dedicati alla ceramica, con punte di produzione di elevatissima qualità artistica, conservate in raccolte pubbliche e private, diffuse a livello urbano o inserite nell’edilizia monumentale, espresse nell’oggettistica più varia fino all’uso della materia costitutiva ceramica nelle più avanzate tecnologie.
 
Centro documentativo e attivo laboratorio sotto ogni aspetto della ceramica è il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, luogo di conservazione di manufatti e indicatore di valori connessi ad ogni esperienza ceramica. Fanno parte del Museo gli archivi interni (catalografico, bibliografico, iconografico e conservativo) storicamente supportati da ricerche e costanti rilevazioni, basilari per la costituzione di un ambizioso Archivio internazionale della Ceramica da incentivare con importanti linee di lavoro. Una di queste è rappresentata dalla realizzazione del progetto Sistema Ceramico Adriatico (S.C.A.), parte del Nuovo Programma di Prossimità Adriatico INTERREG/CARDS-PHARE, il cui momento conclusivo a dimostrazione delle attività svolte è la mostra La conservazione della memoria nell’arte della ceramica, allestita al MIC di Faenza dal 22 dicembre al 20 gennaio 2008. L’inaugurazione aperta al pubblico è fissata per le ore 17 di venerdì 21 dicembre.
All’inaugurazione saranno presenti i rappresentanti dei soggetti partner del progetto che coinvolge, oltre al museo manfredo: Museum of Applied Arts di Belgrado (Serbia), Museum of Art and Crafts di Zagabria (Croazia), Museo di Grottaglie, Accademia delle Arti – Facoltà di Arti Figurative di Tirana (Albania), Provincia di Ravenna, Museo d’Arte della città di Ravenna, Facoltà di Archeologia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Economia Istituzioni Territorio dell’Università di Ferrara, Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, Soprintendenza di Bologna.
 
Il percorso espositivo della mostra – che sarà itinerante e verrà successivamente ospitata anche a Belgrado dal 12 febbraio al 12 marzo, a Zagabria dall’8 al 28 aprile e a Grottaglie dal 15 maggio al 30 giugno – è costituito da una ventina di pannelli didattici che illustrano sinteticamente e spiegano il progetto e gli obiettivi raggiunti, e da una selezione di materiali ceramici (circa una cinquantina di opere) provenienti, oltre cha dal MIC, anche dagli altri Paesi partecipanti al progetto a testimonianza della specificità delle singole aree geografico-culturali e delle differenti collezioni musueali. Visibili: piatti, anfore, coppe, mattonelle, sculture, istallazioni, vasi datati fra il XIV° e il XX° Secolo.
 
La mostra è corredata da un catalogo realizzato in quattro lingue (italiano, serbo, croato, inglese) che raccoglie tutti i risultati del progetto. La diffusione dei dati è affidata ad un sito internet (http://www.micfaenza.org/interreg_sca) in via di progressiva implementazione.
 
Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, titolare e presentatore del progetto Sistema Ceramico Adriatico, ha assunto le funzioni di coordinamento generale con la costituzione di un tavolo di pilotaggio, composto dai rappresentanti delle istituzioni e dei musei coinvolti nel progetto, e di un gruppo tecnico di coordinamento, formato dai responsabili tecnici.
Con il progetto, che si è attuato attraverso lo scambio di operatori, l’organizzazione di incontri, l’aggiornamento professionale e l’attività di catalogazione informatizzata, si è inteso favorire: la valorizzazione dei patrimoni artistici di ogni paese coinvolto, la loro qualificazione attraverso lo studio dei materiali e delle tecniche di produzione, lo scambio delle conoscenze reciproche, l’aggiornamento in campo conservativo e gestionale e il rafforzamento delle attività della ricerca sulla ceramica quale denominatore comune della storia di quest’arte specifica e dell’artigianato ad essa legato.
 
Beneficiari diretti del progetto sono risultati tutti i partner coinvolti ed i paesi di appartenenza, così come le intere reti museali nazionali hanno usufruito in forma indiretta dei risultati, anche attraverso un accrescimento delle conoscenze nell’intero campo ceramico.
 
Tre dossier, a carattere propositivo e normativo, completano i risultati raggiunti dal progetto: si tratta di un manuale della conoscenza e della gestione ceramica all’interno dei musei curato dal MIC, un dossier concernente le ricomposizioni e restauri di oggetti ceramici curato dall’Università Cà Foscari di Venezia e di un ultimo prodotto che verte sui sistemi di gestione aziendale dei musei della ceramica a cura della Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara.

Info:
MIC Faenza – Via Baccarini, 19 – Faenza Tel. 0546 697311.
Orari mostra: dal martedì al giovedì 9,30-13,30; dal venerdì alla domenica e festivi 9,30-17,30 lunedì: chiuso.

 

 

Email: info@micfaenza.org

Gabriella CETORELLI SCHIVO. Comunicare il museo archeologico. Dialoghi e interazioni tra referenze culturali.

Per una “definizione” di museo archeologico.
Per sue caratteristiche intrinseche il museo archeologico non può essere individuato in maniera univoca: esso infatti esprime testimonianze storico artistiche, culturali ed economiche che sono gli indicatori di molteplici e diversificate società antiche la cui storia è giunta fino a noi attraverso attestazioni di cultura materiale e immateriale.

L’intero studio si trova nell’allegato.

Autore: Gabriella Cetorelli Schivo

Allegato: comunicare il museo.pdf