Venezia importanti restauri a Palazzo Barbarigo

Con il restauro della facciata dipinta di Palazzo Barbarigo alla Maddalena, decorata con soggetti mitologici e fantastici, emblemi militari ed altri simboli, Venezia propone all’attenzione della cittadinanza e dei turisti uno dei tre palazzi dipinti ancora presenti sul canal Grande. E mette a disposizione degli studiosi l’opera di un pittore come Camillo Ballini che – ha detto Donatella Basso, della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, nel corso della presentazione dei lavori – “è noto solo per questi interventi in Palazzo Barbarigo”. “Ballini – prosegue la studiosa – dovrebbe essere nato intorno alla metà del XVI secolo e l’ultima notizia che lo riguarda è un documento datato 1592”. Le decorazioni di Palazzo Barbarigo sono un rarissimo esempio di pitture realizzate su prospetti affacciati direttamente sull’acqua, oggi quasi completamente scomparse per effetto degli agenti atmosferici, ma che caratterizzarono la storia artistica di Venezia: basti pensare ai dipinti, perduti, realizzati nel 1508 da Giorgione e Tiziano sulla facciata del Fondaco dei Tedeschi. Il restauro di Palazzo Barbarigo, durato circa un anno, ha liberato dalle polveri e dalla sovrapposizione degli intonaci una serie di figure, tra cui, al primo ammezzato, quella di una giovane donna con una coroncina vegetale sulla testa. Sopra la porta d’acqua, un’altra figura femminile introduce un giovane al cospetto di emblemi militari, uno scudo, una fiaccola, drappi colorati; altre due, nude e distese, sono riapparse, al primo piano nobile. A destra, tra l’altro, un fregio di soggetto arcadico rappresenta una donna, una capra e dei fanciulli.Per parecchi anni, informa una nota, la soprintendenza ha invitato la proprietà, privata, dell’immobile ad intervenire per la salvaguardia del bene. Ma fin dall’inizio i proprietari hanno dichiarato di non disporre di risorse economiche tali da poter far fronte ai lavori richiesti. La situazione si è sbloccata quando il ministero per i Beni e le attività culturali, su richiesta della soprintendenza veneziana, decise di finanziare l’intervento sulle superfici dipinte. Grazie ad un contributo della Regione, inoltre, i proprietari hanno poi provveduto al restauro dei materiali lapidei della facciata.

Fonte:Kataweb