RESTITUZIONI – Tesori d’arte restaurati. Programma biennale di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico del Paese, curato e promosso da Intesa Sanpaolo.

Nell’ambito degli interventi volti alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico del Paese, l’impegno di Intesa Sanpaolo trova efficace espressione nel programma di restauro di opere d’arte denominato Restituzioni, promosso e gestito in collaborazione con gli enti ministeriali competenti in materia di tutela dei beni culturali.
Il programma vede impegnata Intesa Sanpaolo al fianco delle Soprintendenze, delle Direzioni Regionali Musei e dei Musei autonomi nella periodica selezione di un consistente numero di opere bisognose di interventi conservativi e nel loro restauro, a cui fa seguito l’organizzazione di mostre temporanee che permettono al grande pubblico di conoscere i risultati degli interventi, con la pubblicazione di cataloghi in cui confluiscono, a futura memoria, le acquisizioni scientifiche che il restauro ha consentito.
Avviato nel 1989 dall’allora Banca Cattolica del Veneto, Restituzioni ha gradualmente ampliato il proprio raggio di azione, di pari passo con la crescita di Intesa Sanpaolo, ed ha raggiunto oggi dimensione e importanza nazionali, annoverando anche interventi nei territori esteri in cui il Gruppo è presente. In 35 anni di attività, sono oltre 2000 le opere riportate in pristinam dignitatem: una sorta di ideale museo, con testimonianze che spaziano dalle epoche proto- storiche fino alle soglie dell’età contemporanea, dall’archeologia all’oreficeria, alle arti plastiche e pittoriche.
Un curriculum a cui si affiancano gli interventi su opere di scala monumentale, che hanno interessato, ad esempio, i mosaici pavimentali paleocristiani della Basilica di Aquileia, gli affreschi di Lanfranco nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli, quelli di Altichiero e Avanzo nella Cappella di San Giacomo nella Basilica del Santo a Padova, il portale in bronzo della Basilica di San Marco a Venezia, gli affreschi di Stefano fiorentino dell’Abbazia di Chiaravalle milanese, due delle vetrate rinascimentali di Santa Maria del Fiore a Firenze, l’intera realtà museale di Casa Manzoni a Milano, il grande telero della Cena di san Gregorio Magno di Paolo Veronese nella Basilica di Monte Berico a Vicenza.
Ad oggi, sono centinaia i soggetti -siti archeologici, istituzioni museali, chiese e altri enti garanti della destinazione pubblica dei propri tesori – che hanno beneficiato di questo programma, così come i laboratori di restauro qualificati, distribuiti da Nord a Sud, incaricati dei restauri ed altrettanti gli studiosi coinvolti nella redazione delle schede storico-critiche per i cataloghi.
L’attuale edizione del progetto Restituzioni, la ventesima, è stata avviata nel 2022 e prevede il restauro di 117 opere provenienti da tutta Italia, con il coinvolgimento di 50 enti di tutela e 56 laboratori di restauro.

Fonte:
IntesaSanPaolo