NAPOLI. L’ascensore del Re torna a salire al Palazzo Reale.

La funzionalità che ha consentito e consente di ammirare il patrimonio artistico-culturale “in vetrina”, riprende a…salire, dopo che si era interrotta a partire dall’8 aprile scorso. Torna, cioè, ad essere visitabile l’installazione “L’ascensore del Re”, viaggio “verticale” virtuale attraverso i secoli al Palazzo Reale di Napoli, volto ad interagire con il variegato, meraviglioso, spazio espositivo del prestigioso edificio storico di Piazza del Plebiscito.
Completato l’intervento di manutenzione tecnica, che ne aveva richiesto la temporanea chiusura, è di nuovo aperta al pubblico la messa in opera interattiva, ospitata nell’ex “passetto del Generale”, accanto alla Sala del Trono, che permette ai visitatori di compiere un viaggio virtuale, mediante un ascensore speciale che li conduce in una narrazione visiva emozionante, immaginando la vita di corte attraverso i secoli.
Quattro secoli di storia della Reggia, partecipati quali memoria del passato, sotto la classica luce dei riflettori.
Un piano quindi per ogni secolo, cui i visitatori possono accedere mediante una pulsantiera che li trasporta dal ‘600, anno di costruzione del Palazzo ad opera del VI conte di Lemos (nelle immagini si susseguono alcuni vicerè spagnoli di Napoli), fino ai nostri giorni, attraversando l’epoca di Carlo di Borbone con la ricchezza del Regno Borbonico e la sua affermazione in Europa, e l’800.
L’ultimo piano trasporta lo spettatore sul Belvedere del Palazzo, dove la splendida vista panoramica ed i suoni della città ci riportano alla contemporaneità.
Il manoscritto di Renao, portiere di camera e non solo, per circa 30 anni, descrive i cerimoniali di corte.
Il ‘600 a Napoli si caratterizza con colori scuri e caravaggeschi, suggeriti dagli avvenimenti luttuosi della peste e dalle violente eruzioni del Vesuvio.
Schiacciando il pulsante del secondo piano si arriva al ‘700, con la presenza di Carlo di Borbone, dove il re diventa visibile e non è più l’entità lontana che governa dalla Spagna.
Si susseguono le immagini delle trasformazioni del Palazzo, ma anche la costruzione di nuove regge, che rappresentano la ricchezza del nuovo Regno Borbonico e la sua affermazione in Europa: si evincono dagli abiti sfarzosi, e che, attraverso accordi commerciali con l’Oriente, danno l’avvio a mode esotiche che caratterizzeranno il Palazzo nei dipinti e nell’arredo.
L’800 è rappresentato al terzo piano, con una pantomima di epoca post-napoleonica e si prosegue con il famoso incendio del 1837, a causa del quale il Palazzo conoscerà le trasformazioni architettoniche del Genovese giunte fino ai giorni nostri. Un ballo nelle sale sancisce la fine del Regno Borbonico e l’avvento dei Savoia.
Tra un piano e l’altro si intravedono e si percepiscono il lavoro, la fatica, il disagio, ma anche l’allegria del popolo mai ammesso a corte, che è in realtà il vero protagonista del Regno di Napoli. Le scene prendono spunto e si relazionano con i dipinti, i vasi, i dettagli e gli arazzi del Palazzo Reale.
Una narrazione visiva, il cui progetto è stato realizzato da “Kaos produzioni”, con la direzione artistica di Stefano Gargiulo, per colmare l’allora assenza temporanea del trono reale, che era stato inviato al Centro di Restauro e Conservazione La Venaria di Torino, nell’ambito del progetto “Restituzioni” Intesa Sanpaolo, e facendo poi ritorno nella sala della Reggia partenopea a febbraio 2026.
È possibile accedervi dalle ore 9.00 alle ore 20.00 tutti giorni escluso il mercoledì, giorno di chiusura del Museo. Androne delle Carrozze – Palazzo Reale di Napoli.
Eventi oggi. Presso detti spazi, si tiene un importante appuntamento culturale che vede l’apertura in contemporanea di tre straordinarie mostre fotografiche: “Con i tuoi occhi” di Salvatore Liguori, “Siria” di Romeo Civilli e “Jazz: La pellicola del suono” di Salvatore Pastore.
L’iniziativa si configura come un ricco itinerario visivo, dal forte valore artistico, sociale e documentaristico. Attraverso tre narrazioni, profondamente diverse per temi e linguaggi, l’evento espositivo si propone di esplorare la realtà e la memoria, coniugando la sensibilità del reportage umano e geopolitico al rigore della fotografia analogica e teatrale.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni distinte: CON I TUOI OCCHI (Fotografie di Salvatore Liguori): Un omaggio alla memoria e al talento di un giovane fotografo napoletano scomparso prematuramente a 37 anni. La mostra riunisce le sue tre grandi anime espressive, ovvero il teatro, il cinema e la street photography. Un invito a far vivere ancora lo sguardo autentico dell’autore attraverso gli occhi del visitatore. SIRIA (Fotografie di Romeo Civilli): Un potente reportage d’indagine introspettiva, che racconta la popolazione siriana all’indomani della caduta del regime, dopo 14 anni di devastante conflitto. Gli scatti catturano l’essenza di chi è sopravvissuto, dei liberati dal carcere di Sednaya e di chi oggi, tra le macerie da Damasco a Idlib, guarda all’orizzonte. Volti che parlano di resistenza e resilienza, dove la vita vince sulla distruzione e rivendica un nuovo inizio.
JAZZ: LA PELLICOLA DEL SUONO (Fotografie di Salvatore Pastore): Una preziosa selezione di stampe fine art (sviluppate rigorosamente in analogico su carta baritata), che riapre un archivio d’autore rimasto a lungo custodito, oltre a documentare la grande stagione del jazz a Napoli e provincia, tra il 1990 e i primi anni Duemila.

Autore: Gennaro D’Orio – doriogennario@libero.it