Si respira una vibrante energia creativa nella mostra Sacra Natura che, al CART, Centro Documentazione Arte Contemporanea, di Falconara Marittima, nelle Marche, offre uno sguardo inedito sull’ultima fase della poetica di Pericle Fazzini (Grottammare, 1913 – Roma, 1987). Attraverso l’uso della cera, materiale duttile, l’artista, seppur malato, modella con straordinaria perizia gli elementi naturali, trasformandoli in potenti metafore dell’esistenza.
Uno dei motivi ricorrenti è il dialogo tra forza e fragilità: la sabbia che si avvicina ad una conchiglia crea un’atmosfera selvaggia; mentre la delicatezza dell’elemento marino introduce una dimensione lirica e meditativa. Altrove, i rovi che si intrecciano su doline e rilievi si caricano di un’intensa tensione espressiva. La vita resiste, ma i nodi e la torsione dei rami sembrano evocare le fragilità del corpo, richiamando suggestioni infernali dantesche. In contrasto con l’umano, la natura rigogliosa si impone con foglie e rami stilizzati, definiti con una precisione quasi geometrica. E proprio questa dicotomia, tra caos e ordine, tra organicità e struttura, si impone come uno degli elementi più affascinanti della mostra.
Uno dei punti focali del percorso espositivo è lo studio su carta e cera del Cristo risorto per la Sala Nervi del Vaticano, l’opera che ha consacrato Fazzini su scala internazionale. Qui l’artista utilizza la cera con una sapiente modulazione cromatica. I colori si fondono in un crescendo di sfumature, fino a culminare nel bianco e nel grigio del Cristo, che si staglia con forza drammatica. In mostra, ai pastelli si affiancano dieci incisioni sul tema sacro, tra cui alcune opere legate alla scultura, tecnica che ha consacrato l’artista nella storia dell’arte internazionale.
L’esposizione mette in evidenza anche il legame di Fazzini con il mondo letterario, attraverso una sezione dedicata alle fotografie che lo ritraggono accanto a Giuseppe Ungaretti. Il poeta che, con la sua riflessione sul tempo e sulla materia, rappresenta un riferimento ideale per comprendere l’approccio plastico dello scultore, in un dialogo che richiama la lezione michelangiolesca.
Una sezione ripercorre alcuni momenti della vita pubblica di Fazzini con intellettuali e critici ma, soprattutto, i suoi successi come artista: dalla II Quadriennale di Roma del 1935, in cui ottenne un premio per gli altorilievi Danza e Tempesta; alle esposizioni a Parigi e Roma, fino all’apertura del suo storico studio in Via Margutta nel 1938.
Fazzini partecipò più volte alla Biennale di Venezia, esponendo opere iconiche come il Ritratto di Ungaretti, di cui è presente una fotografia che lo riprende insieme all’artista.
A chiudere il percorso, due opere evocano l’intensità pittorica di Filippo De Pisis: una scena domestica, in cui oggetti raccolti in un angolo emergono da un fascio di luce; e una composizione che crea un dialogo la dimensione umana e quella divina, in un’intima riflessione sulla spiritualità e sulla creazione artistica.
La mostra al CART costituisce una preziosa occasione per rileggere Fazzini al di là della sua opera più celebre, restituendo la complessità di una ricerca che ha saputo intrecciare materia, segno e tensione esistenziale.
Autore: Andrea Carnevali
Fonte: www.artribune.com 14 feb 2025
Info:
CART – CENTRO PERMANENTE DOCUMENTAZIONE ARTE CONTEMPORANEA
Pericle Fazzini – Sacra Natura
All’alba del prossimo Anno Giubilare, la mostra Pericle Fazzini. Sacra Natura. Pastelli ed incisioni di Grottammare rivolge lo sguardo ad un aspetto meno noto della creazione…
Falconara Marittima (AN) fino al 28/02/2025
Bibliografia:
– Pericle Fazzini. Lo scultore del vento. Ediz. italiana e inglese Copertina flessibile – Illustrato, 4 aprile 2023. Edizione Italiano di Alessandro Masi (a cura di), Chiara Barbato (a cura di), Roberta Serra (a cura di).
Le opere di Pericle Fazzini, “lo scultore del vento”, come ebbe a definirlo il grande poeta Giuseppe Ungaretti, ritornano finalmente in mostra a Roma dopo trent’anni in occasione del 110° anniversario della nascita. Il volume ripercorre l’intera vita creativa di Pericle Fazzini, a partire dalle prime prove degli anni Trenta e Quaranta come “Donna nella tempesta” (1932) e “Il ragazzo con i gabbiani” (1940-46) fino ai bozzetti originali della “Resurrezione” della sala Pier Luigi Nervi in Vaticano, ultimo cantiere di un artista unico dopo la Cappella Sistina di Michelangelo. Per più di cinquant’anni, gran parte della vita lavorativa di Fazzini è trascorsa nello studio di via Margutta, tra opere e strumenti di lavoro. Egli rimane tra le più alte testimonianze dell’arte sacra del ‘900. Il suo anelito alla bellezza come svelamento del Divino segna una svolta nella ricerca plastica contemporanea, traducendo il testo sacro delle Scritture in una forma dialogante tra Fede e Arte. L’artista muore nella sua casa di Roma la notte del 4 dicembre del 1987, giorno di Santa Barbara. I funerali si svolsero a Roma nella Chiesa degli artisti a Piazza del Popolo. Fu poi sepolto nella sua città natale, Grottammare. Con testi di: Federica Pirani, Salvatore Italia, Alessandro Masi, Bruno Racine, Claudio Strinati, Roberta Serra, Chiara Barbato, Lida Branchesi e Massimo Moretti.
