Archivi categoria: Mostre

ROMA. Chagall. Il mondo sottosopra.

La mostra (fino al 27 Marzo 2011) intende illustrare, attraverso una selezione di circa 140 opere tra dipinti e disegni realizzati tra il 1917 e il 1982, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, la sua straordinaria e personalissima rappresentazione del mondo, un mondo ”sottosopra”, in cui Chagall mette in atto un capovolgimento dell’ordinamento classico, sfidando nelle sue opere le leggi di gravità e creando una forte affinità con l’universo pittorico proposto dai Surrealisti.
«Un uomo che cammina ha bisogno di rispecchiarsi in un suo simile al contrario per sottolineare il suo movimento» così come «un vaso in verticale non esiste, è necessario che cada per provare la sua stabilità».

È questo il mondo “sottosopra” immaginato da Marc Chagall (1887 – 1985), raccontato in una eccezionale esposizione a venticinque anni dalla sua morte.

Il mondo sottosopra” arriva al Museo dell’Ara Pacis. In mostra 140 opere tra dipinti e disegni, alcuni dei quali inediti, proveneienti da collezioni private, dal Musée National D’art Moderne Centre Georges Pompidou e dal Musée national Marc Chagall di Nizza.
Sono molti gli approcci possibili all’opera di Chagall: la relazione con i movimenti d’avanguardia a cui si è accostato nel corso della sua vita, ma da cui si è poi sempre distinto per originalità; i temi legati alle sue origini russe ed ebraiche e i suoi contenuti spirituali; la sua capacità di servirsi di tecniche miste per superare le frontiere fra pittura e grafica.
Questa mostra ha scelto di indagare le affinità che l’artista condivise con i Surrealisti – anche loro seguaci della “rivoluzione” e del sovvertimento dei valori stabiliti – e il forte legame con la sua identità religiosa.
Osservando le opere di Chagall si può cogliere la peculiarità che contraddistingue l’universo dell’artista: i personaggi, gli animali, gli oggetti che popolano paesaggi complessi spesso sfidano la legge di gravità. Il mondo che Chagall raffigura è, nel vero senso del termine, un mondo “sottosopra” in cui «il tempo non ha sponde», per riprendere il titolo di un quadro degli anni Trenta, nel quale fidanzati, sposi, rabbini, musicisti, orologi a pendolo, carretti, asini, galli e il pittore stesso – che si è ritratto tante volte nelle sue tele – si abbandonano ad audaci acrobazie come i circensi, altro soggetto che l’artista raffigura tanto volentieri.
Questo mondo capovolto è senza dubbio il frutto di una visione che si è formata attorno a molteplici assi. Uno di questi è la religione ebraica, con i suoi racconti fondatori in cui il caos iniziale, l’esodo delle folle erranti e altri celebri episodi sembrano anticipare gli sconvolgimenti della storia recente, i suoi esili e le sue diaspore. La rivoluzione d’Ottobre alla quale Chagall prese parte è il secondo. Le immagini che l’artista crea restituiscono ai termini “rivoluzione” e “capovolgimento” la loro piena accezione fisica. I fattori culturali e artistici sono una terza fonte. L’opera di Chagall si colloca facilmente tra le tradizionali stampe popolari russe (lubki) e le immagini derivanti dal Surrealismo, dimostrando così di aver tanto ricevuto quanto innovato.
Osservare le opere di Chagall ci porta ad individuare le peculiarità che contraddistinguono l’universo raffigurato. Ogni singolo quadro, popolato da personaggi di un’altra epoca che abitano improbabili spazi, da animali trasfigurati di cui è difficile individuare la specie, dominato da architetture raccolte che ospitano scene quotidiane raffiguranti altrettanti spettacoli magici, permette di contemplare un mondo in cui il capovolgimento dell’ordine costituito può derivare tanto da catastrofi e tragici sconvolgimenti quanto dal fascino e dal piacere.
Ogni singola tela di Chagall contiene episodi nei quali gli esseri umani, gli animali e perfino gli oggetti sono stati spostati, mossi, collocati in un luogo “altro”. La loro immagine si è liberata da ogni tipo di realtà contingente e da ogni punto di ormeggio, così da risultare più facile per lo spettatore lasciarsi trasportare in un mondo “sottosopra”.

Curatore/i
Maurice Fréchuret Direttore dei musei nazionali del XX secolo delle Alpi-Marittime e Elisabeth Pacoud-Rème Responsabile delle collezioni al Musée National Marc Chagall
Catalogo: Silvana Editoriale

Info:
Orario: da martedì a domenica ore 9 – 19 – ingresso consentito fino alle ore 18 – la biglietteria chiude un’ora prima
Il 31 dicembre 9.00-14.00 (ingresso fino alle 13.00). Chiuso il lunedì, 1 gennaio
Biglietto d’ingresso: € 10.00 intero – € 8.00 ridotto
Il biglietto è acquistabile anche con carta di credito e bancomat
Gratuito per i cittadini romani sotto i 18 anni e sopra i 65 anni
Ingresso ridotto con il biglietto del parcheggio di Villa Borghese
La biglietteria chiude un’ora prima
Il biglietto d’ingresso al museo in orario ordinario (09:00-19:00) non comprende e non consente l’ingresso straordinario serale per l’evento I colori dell’Ara Pacis per il quale bisogna munirsi di nuovo biglietto
Tel. 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00).

ROMA. Caravaggio.la bottega del genio.

Fino al 29 maggio 2011
Per le celebrazioni del quarto centenario dalla morte di Caravaggio, il 21 dicembre 2010, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, presenterà  una mostra del tutto inedita e in forma sperimentale e didattica per ricostruire la bottega di Caravaggio nelle cosiddette “Sale Quattrocentesche” di Palazzo Venezia.
La mostra, dal titolo “Caravaggio. La Bottega del Genio”, è organizzata dalla società Munus e ha come main sponsor Banca Etruria.
L’idea nasce dal fatto che, nonostante l’imponente bibliografia su Caravaggio, la sua tecnica esecutiva – cioè in che modo Caravaggio realizzava i suoi splendidi capolavori – è ancora un mistero,  oggetto ancora oggi di studi approfonditi e specialistici.
Per cercare di capire meglio i suoi processi creativi ed entrare nei meccanismi delle sue composizioni e del suo singolare approccio alla realizzazione delle sue opere di sconvolgente modernità, sarà presentata nelle “Sale Quattrocentesche” un’ipotesi di allestimento dello studio di Caravaggio negli anni romani.

L’ipotesi, basandosi sulle recenti ricerche, prende spunto dalle fonti contemporanee all’artista, da quelle letterarie quali Mancini, Baglione, Sandrart, Bellori a quelle archivistiche come l’Inventario delle robbe del 1605, che elenca i beni posseduti dal pittore nel 1605. È da  queste fonti, infatti, che è possibile desumere alcuni dati fondamentali per capire la tecnica usata da Caravaggio sia per ricreare la luce che illumina i suoi modelli, sia per indagare i modi utilizzati per la loro riproduzione sulla tela, anche attraverso l’utilizzazione di strumenti ottici, quali specchi e lenti, di cui l’artista probabilmente si serviva.
La mostra di Palazzo Venezia – ideata da Rossella Vodret e curata da Claudio Falcucci – presenterà le più importanti ipotesi avanzate dagli studiosi specialisti di questo argomento, tenendo presenti le conoscenze scientifiche dell’epoca di Caravaggio e offrendo al visitatore l’opportunità per comprendere la lettura, in chiave documentale, della complessità del dipingere del grande Maestro lombardo, sia dal punto di vista tecnico che concettuale.

Verranno messe in opera quattro ipotesi di ricostruzione delle tecniche esecutive di Caravaggio utilizzando come modelli sculture in vetroresina: dalla Canestra di frutta al San Girolamo scrivente, dal Bacchino malato alla Medusa.
Le prime tre ipotesi saranno in relazione alla Canestra e si baseranno sul ricorso a lenti, fori stenopeici – un semplice foro posizionato al centro di un pannello che funge da obiettivo – e specchi per la proiezione del soggetto sulla tela come guida per l’esecuzione pittorica, ma soprattutto come mezzo per osservare la realtà.
La Magia Naturale di Giovan Battista della Porta (1558, ma riedito con ampliamenti nel 1584, periodo nel quale Caravaggio studiò a Milano presso la bottega di Simone Peterzano) è una delle fonti che può aver ispirato questo metodo. La canestra di frutta, che sarà presente nell’allestimento grazie a una ricostruzione realizzata in vetro resina sul modello originale, verrà proiettato su tre tele per verificare la diversa messa a fuoco dell’oggetto osservato.

La quarta ipotesi consisterà nell’impiego di uno specchio piano, il cosidetto specchio grande citato nel prima ricordato Inventario delle robbe, usato come piano di riflessione per i modelli. Praticamente uno schermo di traduzione ottica bidimensionale della composizione scenica.

Il visitatore potrà direttamente porsi al posto del pittore, vivere la scena visualizzando il modello nello specchio così come potrebbe averlo collocato Caravaggio nel mettere a punto la sua composizione, vedere accanto a lui la tela preparata con lo stesso tono e le medesime incisioni presenti nell’originale. Il modello, in questo caso, sarà il San Girolamo scrivente della Galleria Borghese, anch’esso realizzato in vetroresina in dimensioni al naturale. L’uso dell’immagine riflessa per lo studio del chiaroscuro e dello scorcio verrà illustrato e commentato attraverso i trattati di Leonardo, Leon Battista Alberti e Filarete.

Alla mostra sarà abbinato un ciclo di conferenze, che si svolgeranno tra gennaio e febbraio, a Palazzo Venezia, con cadenza settimanale, ideato da Rossella Vodret e curato da Marco Cardinali e da Maria Beatrice De Ruggieri. In esso, i curatori della mostra e i membri del comitato di studio avranno modo di spiegare e illustrare i processi creativi e tecnici di Caravaggio.

Nell’iniziativa della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma rivivrà la sperimentazione ottica del grande artista lombardo e prenderà forma il suo modo di osservare la realtà, nella speranza di poter così afferrare con qualche certezza in più le motivazioni più profonde del suo “GENIO”.

Info:
“Caravaggio. la bottega del genio”
Roma, Palazzo Venezia – Sale del ‘400 (piano terra)
Via del Plebiscito 118
INGRESSO: dalle 10.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica / chiuso lunedì, Natale e Capodanno.
BIGLIETTO: intero € 6,00 ridotto € 4,00 ridotto scuole € 3,00
tel. 0688522480;

CATALOGO edito da MUNUS e L’Erma di Bretschneider.

Link: htt://www.munus.com

ROVERETO (Tn). Modigliani scultore.

Alla presentazione della mostra «Modigliani scultore», in corso sino al 27 marzo al Mart la direttrice Gabriella Belli e gli altri curatori Flavio Fergonzi e Alessandro del Puppo hanno spiegato la genesi dell’importante appuntamento.
«Da giovane studiosa, dice Belli, mi aveva colpito profondamente la beffa di Livorno e già nei primi anni Novanta realizzai una piccola mostra di scultura di Modì. In questi anni di studio, sei, siamo stati fortunati che nessun grande museo internazionale se n’è occupato dunque il nostro è l’appuntamento espositivo numero zero sull’argomento, accresciuto visto che l’ultima sua scultura appena passata in asta ha totalizzato 44 milioni di euro».
«Proviamo a sottrarre l’artista, dicono Fergonzi e Del Puppo, alla sua inconfrontabilità e restituirlo a una dimensione storica e non “mitica”. Noi partiamo da due domande che si ci è posti pochissimo: che significa fare scultura a Parigi e farla dal punto di vista del pittore e qual è il rapporto con l’architettura e il disegno? Perché Modigliani dopo il 1914 esce dalla scultura nonostante si fosse dimostrato entusiasta visitando a Carrara le cave Michelangelo?».
La mostra, accompagnata da un catalogo Silvana editoriale, rispetto alle 25 opere catalogate da Cerioni ne individua altre tre: La testa ex Levy, passata in asta a 44 milioni nella scorsa primavera, era stata «confusa» dallo studioso con quella nota fotografata nel 1911 da Amadeo de Sousa Cardoso mentre si tratta di due differenti.

La testa di proprietà della Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe (Germania) è autografa dopo il ritrovamento di una foto pubblicata nel 1914 sulla rivista «Revista Nova», mentre ce n’è una terza identificata ma non ritrovata.

In una foto raffigurante Paul Guillaume davanti al camino di casa nel 1916 si intravedono due Modigliani: una di esse è quella della Barnes Foundation di Merion (Filadelfia) mentre l’altra non è tra quelle conosciute. E siamo a 28 pezzi.

Autore: Stefano Luppi

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

CATANIA. Modigliani ritratti dell’anima.

L’inedito “Ritratto di Agatae” di Modigliani, il disegno mai pubblicato sinora che raffigura la santa patrona della città di Catania, è stato svelato oggi, nel municipio di Catania, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Modigliani, ritratti dell’anima” la mostra in programma al Castello Ursino di Catania dall’11 dicembre all’11 febbraio 2011.
Un evento senza precedenti per la città etnea che, grazie alla presenza di quest’opera – definita come una fra le poche immagini del cristianesimo rivisitato, periodo brevissimo nella produzione di Modigliani dedicato all’iconologia della santità – lega per sempre la sua storia a quella dell’artista toscano.
La mostra è organizzata dal “Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome”, in collaborazione con il Comune di Catania e la galleria Side A del collezionista Giovanni Gibiino, coordinatore in Sicilia delle opere dell’artista livornese. Ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.
Il Sindaco Raffaele Stancanelli non nasconde l’orgoglio di aver contribuito a organizzare la mostra proposta dall’Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania, la stilista Marella Ferrera.
“In genere non mi emoziono – dice il sindaco – ma davanti a questa icona sconosciuta della nostra Agata mi sento molto coinvolto e mi farò carico di parlare con il proprietario perché penso proprio che Catania sia la sede ideale per esporla per sempre”.
La Agata di Modigliani, però, al momento non è in vendita.
Aggiunge la Ferrera: “Quando me la sono trovata fra le mani, a fine estate, l’ho interpretato come un dono, un segno del destino: eravamo in un momento di grande crisi organizzativa, bisognava coinvolgere i privati per avere un sostegno economico e scoprire che il proprietario, un gallerista italo-londinese l’avrebbe prestata per la mostra di Catania mi è sembrata un’occasione imperdibile che ha dato a tutti noi una carica di entusiasmo in più”.
A fare da trait-d’union fra il gallerista proprietario di Agatae e la Ferrera, è stato il collezionista catanese Giovanni Gibiino e che, per la mostra al Castello Ursino, ha procurato 7 opere prestate a musei e gallerie internazionali ma mai esposte in Sicilia.
L’assessore Ferrera sottolinea il sostegno di tutta la squadra dell’assessorato e delle energie positive della città, le aziende siciliane che a vario titolo hanno deciso di sostenere l’operazione Modigliani.
“Una sinergia mai sperimentata che ci fa sperare bene per il futuro: Modigliani apre infatti la stagione delle grandi mostre al Castello Ursino. Abbiamo altri due progetti nel cassetto”.
Gibiino ricostruisce il recupero del Ritratto di Agatae, la cui esistenza era già nota agli Archivi Modigliani, ma che non era mai stato esposto al pubblico.
“Mi telefona da Londra, me la descrive: c’era il nome inequivocabile e poi c’erano le tenaglie. Ma quando l’ho vista è stato folgorante”. Il “Ritratto di Agatae” nasce nel 1919, durante gli anni parigini di Modigliani e viene scoperto per caso, da un collezionista di documenti antichi, molti anni dopo l’acquisto di un lotto in una prestigiosa casa d’aste internazionale. Era sul retro di una lettera, a lungo piegata in diverse parti e quindi impossibile da vedersi, scritta da un prelato di Noto (Sr).
E’ il prof. Salvo Russo, artista e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Catania, a portare i saluti del presidente degli Archivi Modigliani, Christian Parisot, a Praga per l’inaugurazione di una mostra dedicata al maestro e ad aggiungere altri dettagli sulla storia del disegno e sulla “presunta” – non è stata mai accertata – presenza di Modigliani a Catania.
“Il giornale di famiglia redatto dalla madre – spiega Russo – dice che i fratelli Emanuele e Umberto ‘faranno tana a Catania’. Credo sia un’espressione popolare per dire che avrebbero vissuto qualche tempo nella nostra città. Di più non sappiamo ma se provassimo a fare indagini negli archivi di stato e notarili dell’epoca, o nei circuiti delle famiglie ebree (i Modigliani lo erano), forse potremmo saperne di più. Modigliani perse i suoi documenti a Nizza, ma chissà che in questa sua follia non sia capitato a Catania: il disegno di Agatae, con quei dettagli sul gioiello, sembrerebbe farlo pensare”.
Ipotesi di cui il commendatore Maina, cultore delle tradizioni e dei riti agatini, è pienamente convinto.
“E’ bellissima”, esclama commosso non appena si scopre il ritratto e poi in conferenza stampa auspica come il sindaco che resti per sempre a Catania. Marella Ferrera riferisce del progetto “Casa Modigliani” promosso dagli Archivi per istituire un polo dell’arte moderna e contemporanea in alcune città d’Italia. “Catania potrebbe essere l’antenna per il Sud, è uno scenario possibile, ma occorre rifletterci”.

LA MOSTRA, notizie
“Modigliani, ritratti dell’anima” è organizzata dal “Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome”, in collaborazione il Comune di Catania e la galleria Side A del collezionista Giovanni Gibiino, coordinatore in Sicilia delle opere dell’artista livornese, su iniziativa del Sindaco, Raffaele Stancanelli, e dell’Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania, la stilista Marella Ferrera
La mostra ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali (MIBAC).

LA SEDE, il Museo Civico Castello Ursino
E’ ospitata dall’11 dicembre all’11 febbraio nel Museo Civico Castello Ursino, una fortezza d’epoca medievale realizzata da Federico II di Svevia, sede delle principali collezioni civiche cittadine, come la Finocchiaro, la cui quadreria è la raccolta fondante della pinacoteca del Museo.

IL PROGETTO, I CONTENUTI
“Modigliani, ritratti dell’anima” è una inedita retrospettiva, un vero e proprio “viaggio sentimentale” attraverso l’infanzia, la giovinezza e la maturità di Amedeo Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920). Un’operazione  di carattere culturale ed educativo che consentirà di indagare per la prima volta lungo il percorso artistico e umano di Modigliani: un itinerario, fra opere e documenti d’epoca – fra cui il “Diario della madre”, una sorta di giornale di famiglia curato da Eugénie Garsin-Modigliani – che ripercorrono la vita del ritrattista erede della tradizione rinascimentale toscana.

LE OPERE
Un centinaio le opere esposte al Castello Ursino secondo un ordine cronologico che prende il via dalla nascita di Amedeo: 25 disegni, 3 oli su tela, 5 sculture oltre a 7 disegni inediti di Modigliani selezionati da Gibiino fra quelli in possesso dei collezionisti siciliani, realizzati a Parigi tra il 1909 e il 1919 e mai esposti in Sicilia. In mostra anche le opere degli amici di Modigliani, che nel quartiere di Montmartre, un secolo fa, visse a contatto con artisti e intellettuali del tempo come Cocteau e Apollinaire. Una quarantina le opere degli amici più intimi di Modigliani, come Picasso, Toulouse-Lautrec e Jacob, e dei contemporanei Orloff, Chéret, Viegels, Foujita. Arricchisce la mostra l’esposizione di un inedito, il “Ritratto di Agatae” realizzato da Modigliani nel 1919, durante gli anni parigini. Viene scoperto per caso, da un collezionista di documenti antichi, molti anni dopo l’acquisto di un lotto in una prestigiosa casa d’aste internazionale. Era sul retro di una lettera, a lungo piegata in due e quindi impossibile da vedersi, indirizzata a Modigliani da un prelato del Vescovado di Noto (Sr). In mostra, per la prima volta in Sicilia, anche 7 disegni di proprietà di collezionisti siciliani.

L’ALLESTIMENTO, il contributo del Teatro Stabile di Catania
Il concept museale della mostra è stato progettato e realizzato dagli scenografi e dalle maestranze del Teatro Stabile di Catania che, d’accordo con gli Archivi Modigliani di Roma, hanno messo a disposizione  tutta la loro competenza nell’allestimento di spazi scenici ed espositivi. Scenografie e luci a cura di Franco Buzzanca.

EVENTI “ROSSO MODIGLIANI”,
“Quando l’arte si racconta col cibo”, il duo Parolino-Chiaramonte protagonista dei buffet dell’inaugurazione
Il colore rosso sarà il filo conduttore della mostra di Catania dedicata all’artista. E “Rosso Modigliani” è il titolo di una serie di eventi paralleli alla mostra. Si comincia il 10 dicembre  in occasione del tour stampa e del vernissage della sera con due momenti di altissima arte culinaria diretti dall’organizzatrice di eventi Giusy Parolino e dal “cuciniere errante” – così ama definirsi – lo chef Carmelo Chiaramonte.
Un brunch d’autore al mattino con un “Quadro da mangiare”: la tavolozza di cibo riproduce l’immagine guida della mostra, “La donna dagli occhi blu”, che rivive di suggestioni olfattive e visive grazie ai profumi di confetture e conserve di arance rosse, frutti selvatici dell’Etna e frutti rossi.
Per il vernissage della sera, invece, Parolino e Chiaramonte lanciano il Concept-Taste: arte, moda, cultura e cibo insieme per vivere l’arte attraverso i cinque sensi. In programma anche il nuovo “Acqua Concept”, la degustazione delle più preziose acque minerali: la Voss, la Baduait e l’Evian. E poi dieci celebrità DOC italiane – dal pecorino di fossa al lardo toscano, dal carpegna (prosciutto di Montagna) ai pecorini in barrique e sottocenere – e i vini siciliani Duca di Salaparuta, bianco Brut al mattino e rosso nerello mascalese la sera, che faranno da colonna sonora alle esplorazioni del gusto.

AGATA DONNA PER LE DONNE
Il 5 febbraio, giorno di Sant’Agata, patrona della città di Catania, l’intero incasso dei biglietti della mostra sarà devoluto ad “Agata Donna per le donne”, l’associazione guidata dal chirurgo senologo Sara Pettinato che si occupa di prevenzione e cura dei tumori al seno e che ogni anno, durante la festa di Sant’Agata, promuove iniziative per la raccolta di fondi da destinare agli screening sulla popolazione femminile: la diagnosi precoce, infatti, è ancora adesso l’unico strumento per scongiurare l’asportazione del seno, il martirio subito appunto da Sant’Agata. L’incasso della mostra confluirà nella raccolta fondi per l’acquisto di un camper con cui fare informazione e prevenzione nei quartieri popolari e nei paesi della provincia etnea.

IL CATALOGO
E’ pubblicato da Domenico Sanfilippo Editore il raffinato volume d’arte redatto dagli Archivi Modigliani e che ha fatto da ispirazione alla mostra di Catania. Si tratta di un’edizione biografica illustrata che, attraverso foto, documenti e opere, ricostruisce per immagini la vita e l’opera di Modigliani e dei suoi amici, attraverso i suoi studi tra Livorno, Firenze, Venezia e Parigi. Coordina il comitato scientifico Claudio Strinati, già Soprintendente del Polo Museale di Roma che di Modigliani dice: “E’ l’artista che si pone come trait-d’union tra tutte le correnti d’avanguardia, dall’Italia alla Francia, identificabile in quella sua particolare espressione pittorica, tra l’innovazione parigina e la continuazione della tradizione figurativa livornese. Il segno, la grafia e la pittura di Modigliani sono di una qualità estrema, introversa, introspettiva, votata al ritratto”. Alla fotografa Anna Marceddu, poi, si deve il delicatissimo lavoro di recupero delle immagini d’epoca che, riprodotte per il libro e ingrandite per l’allestimento al Castello Ursino, consentiranno una migliore fruizione al pubblico. All’interno del volume, l’intervento di Salvo Russo, artista e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Catania, con un testo dedicato alla “virtuale” giornata catanese di Modigliani che, pur desiderandolo, non potè conoscere la città ai piedi dell’Etna dove si erano trasferiti per qualche tempo i fratelli Emanuele e Umberto.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Museo Civico Castello Ursino, dalle 8.30 alle 19 – Tel. 095-34.58.30, Fax 095-723.35.68
Marina Cafà, cell. 392-24.411.84, Email:

LA SEDE: Museo Civico Castello Ursino, Piazza Federico di Svevia, Tel. 095-34.58.30, Fax 095-723.35.68

ORARI E APERTURE STRAORDINARIE
La mostra è visitabile dal lunedì al sabato 10-19, la domenica 9.30-20.30.
Aperture festive e straordinarie: 11 e 18 dicembre apertura fino all’ 1.30 (ultimo ingresso ore 00.30) per la Notte dei Musei organizzata dall’Assessorato alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania
1 gennaio 15.30-20.30
6 gennaio 9.30-20.30
5 febbraio (S. Agata) 9.30-20.30
Chiusura: 25 dicembre

BIGLIETTI
Il biglietto d’ingresso alla mostra è di Euro 6 (intero), Euro 5 (gruppi minimo 15,  massimo 40 persone, previa prenotazione, vedi nota) Euro 3 (ridotto).
RIDOTTO:
– studenti di scuole di ogni ordine e grado accompagnati dagli insegnanti previa prenotazione ed elenco su carta intestata dell’Istituto di appartenenza
– allievi delle accademie e universitari previa esibizione del libretto universitario
– insegnanti non accompagnatori di un gruppo
– militari e forze dell’ordine non in servizio
– ragazzi di età compresa fra gli 8 ed i 18 anni
– visitatori di età superiore ai 65 anni
– dipendenti del Comune di Catania

GRATUITO:
– amministratori in carica di Comune e Provincia di Catania e della Regione Siciliana
– direttori e conservatori dei Musei Italiani e stranieri
– gallerie e istituti artistici italiani e stranieri
– funzionari preposti alle Soprintendenze BB.CC.AA
– dirigenti MIBAC
– giornalisti iscritti all’Ordine (previa esibizione del tesserino con bollo anno in corso)
– insegnanti accompagnatori degli studenti di ogni ordine e grado, regolarmente prenotati e autorizzati dal capo d’istituto
– personalità dello stato e della politica in rappresentanza ufficiale
– guide turistiche regolarmente autorizzate (patentino)
– invalidi civili e di guerra al 100% con o senza accompagnatore
– disabili e invalidi riconosciuti dalla legge
– bambini fino a 7 anni.
NOTA: La biglietteria chiude 60 minuti prima dell’orario di chiusura del Castello Ursino.

PREVENDITA
I biglietti d’ingresso della mostra possono essere acquistati in regime di prevendita (che consentirà l’accesso al Castello evitando le code al botteghino) in tutte le agenzie collegate al circuito Box Office. Il diritto di prevendita è di Euro 1.50. Il visitatore dovrà presentarsi al botteghino del Castello Ursino nella fascia oraria da lui scelta e indicata sul biglietto.
Informazioni: Box Office, Tel. 095-722.53.40 www.ctbox.it

PRENOTAZIONE GRUPPI
Scuole, associazioni e gruppi potranno prenotare la propria visita e acquistare in anticipo il biglietto sia al botteghino del Castello Ursino, sia nelle agenzie nazionali del circuito Box Office (con diritto di Euro 1.50). Le visite di gruppo (minimo 15, massimo 40 partecipanti) devono essere prenotate e pianificate secondo disponibilità dalla Segreteria Organizzativa.
Informazioni
Segreteria Organizzativa Castello Ursino Tel. 095-34.58.30, Fax  095-723.35.68
Marina Cafà cell. 392-24.411.84.

VISITE GUIDATE
L’Associazione Guide Turistiche di Catania (Federagit-Confesercenti) offre un servizio di visite guidate alla mostra. Per singoli o piccoli gruppi non occorre la prenotazione, che diventa obbligatoria e con 15 giorni di anticipo per i grandi gruppi (minimo 15 massimo 40 persone). La visita guidata ha la durata di circa un’ora, costa Euro 1.50 a persona (per gruppi di adulti), Euro 1 a persona per le scolaresche. Si svolge ogni 30 minuti.
Informazioni
Segreteria Organizzativa: Castello Ursino Tel. 095-34.58.30, Fax  095-723.35.68
Marina Cafà cell. 392-24.411.84.

BOOKSHOP
Alla mostra “Modigliani, ritratti dell’anima” è dedicato un prestigioso volume d’arte curato dagli Archivi Modigliani e pubblicato da Domenico Sanfilippo Editore. Sugli scaffali del bookshop allestito di fianco alla biglietteria – che completa l’offerta museale del Castello Ursino – anche cataloghi, biografie di Modigliani, monografie, pubblicazioni d’arte, riproduzioni anastatiche di documenti e foto d’epoca, litografie di opere celebri. E per gli appassionati cultori dell’artista toscano anche una sezione “merchandising” con una serie di oggetti di cartoleria a marchio “Modiglian” – un brand stimato da una recente ricerca internazionale in 28 milioni di euro – che consentirà ai visitatori di portare a casa l’emozione di un ricordo unico legato alla mostra-evento catanese. La realizzazione dei gadget è stata affidata dal Modigliani Brand all’azienda catanese CIPI, leader da 40 anni nel settore della realistica aziendale.

Email: modiglianicatania@gmail.com

LEGNANO (Mi). RODIN le origini del genio.

L’esposizione presenta 65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti, fotografie originali dell’epoca – per un totale di 120 opere di cui oltre la metà inedite per l’Italia – che ripercorrono il periodo di formazione di Rodin, fondamentale per l’evoluzione della sua attività dai primi anni Sessanta dell’Ottocento, fino alla progettazione della grandiosa Porta dell’Inferno realizzata nel 1884.

Si potranno ammirare capolavori assoluti dello scultore che rivoluzionò la plastica contemporanea, come il Giovanni Battista, il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre e altri ancora, in un viaggio che congiunge le prime esperienze, maturate all’interno della bottega di Carrier-Belleuse, fino alla piena affermazione di una poetica personale e dirompente.
La mostra presenta inoltre 24 gessi, ossia le forme originali da cui si è realizzata la fusione: un prestito di entità e qualità eccezionali, mai concesso fino ad ora, tanto per la fragilità quanto per l’importanza che tali opere – tra cui il Giovanni Battista e il Pensatore – rivestono nell’allestimento del Museo parigino.

Per la prima volta in Italia sono esposti i 19 dipinti, per lo più vedute della foresta di Soignes (Belgio), e alcuni lavori accademici e copie dei grandi maestri del passato, conservati negli archivi del Musée Rodin. In anteprima viene anche presentato un ritrovamento recente, la Jardinière, ossia un vaso decorativo collocato sul celebre Vaso dei Titani, in verità un piedistallo. L’opera, così nel suo formato originale, è stata ricomposta pochi mesi fa a Parigi dopo il ritrovamento di François Blanchetière e per l’occasione legnanese verrà nuovamente assemblata.

Info:
02.4335.3522; servizi@civita.it
Orari: Da martedì a domenica h 9.30 – 19.00, fino al 20 marzo 2011, Palazzo Leone da Perego, via Gilardelli, 10, LEGNANO (Mi)
Lunedì, 25/12/2010, 1/1/2011 chiuso – La biglietteria chiude mezz’ora prima
Biglietti: € 9,00 intero; € 7,00 ridotto under 18 e over 65, gruppi di minimo 15 – massimo 25 persone, titolari di coupon e convenzioni; € 3,00 ridotto speciale scuole
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti accreditati, disabili e accompagnatore, guide turistiche.
Audioguida gratuita: Sessantaquattro-Ottantaquattro. Il racconto dei ventanni che cambiarono per sempre la storia della scultura raccontato dai curatori della mostra, a cura di Storyville
Visite guidate e attività didattiche.

Link: http://www.mostrarodin.it