Archivi categoria: Mostre

MILANO: Brera mai vista – Ambrogio da Fossano detto il Bergognone.

La diciassettesima edizione di Brera mai vista presenta al pubblico della Pinacoteca cinque dipinti di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone: un recente acquisto, la piccola Natività entrata a far parte delle collezioni del museo nel 1999, e i quattro Profeti Michea, Sofonia, Gioele e Malachia, che dovevano far parte della predella di un’ancona perduta. I cinque dipinti rappresentano due successive fasi del percorso stilistico di uno dei principali protagonisti della pittura rinascimentale nel ducato degli Sforza, rivisitato nel catalogo dell’esposizione da Pietro Marani.

Info:
Pinacoteca di Brera, via Brera, 28 – 20121 Milano
tel. 02722631, fax 0262001140
fino al 29 ottobre 2006
orario: 8.30-19.15 da martedì a domenica
(la biglietteria chiude 45 minuti prima) , lunedì chiuso
biglietti: € 5 (compreso Pinacoteca) € 2,50 ridotto
Catalogo: ELECTA

Link: http://www.brera.beniculturali.it

Email: Brera.artimi@arti.beniculturali.it

ORVIETO (Tr): le stanze delle meraviglie. Verso il nuovo Museo dell’Opera del duomo.

Orvieto, fino al 7 gennaio 2007

Con l’esposizione ‘Un Museo in mostra. Le stanze delle meraviglie’, in programma, l’Opera del Duomo di Orvieto compie un primo significativo passo verso la definitiva riapertura di uno dei principali musei d’arte dell’Umbria, chiuso da oltre vent’anni. Articolata in due sedi, i Palazzi Papali -straordinario complesso architettonico medievale affiancato alla cattedrale- e la chiesa di Sant’Agostino inserita nel nucleo medievale della città, questa iniziativa in primo luogo restituisce alla fruizione una serie di opere di grandissimo valore storico-artistico che rispecchiano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall’antica Fabbriceria; quindi riafferma il legame originario profondo con la città e con il territorio di questa istituzione e di questo museo che nacque nel 1882 con una forte connotazione civica e municipale. Nelle quattro sale dei palazzi sarà esposta in progressione cronologica una selezione critica di sculture, dipinti e splendidi manufatti delle varie arti decorative, dal Duecento alla prima metà del Seicento, molti dei quali recuperati grazie a specifici interventi di restauro. Sono, in particolare, la Madonna in trono con Bambino attribuita al pittore fiorentino Coppo di Marcovaldo (1270ca), due opere di Simone Martini, il Polittico di San Domenico (1321ca) ed il pannello centrale del Polittico di San Francesco (1320 ca), le piccole statue acefale dei due Angeli turiferari di Arnolfo di Cambio (1282 ca), insieme ad alcuni capolavori della scultura trecentesca, dell’oreficeria e dell’ebanisteria senese della stessa epoca, come il Reliquiario di San Savino e gli elementi originali del coro ligneo della cattedrale. Tra le opere rinascimentali, saranno presentati, oltre ad interessanti brani di dipinti murari quattrocenteschi, la tavola con la Maddalena eseguita dal Signorelli nel 1504 e alcuni paramenti sacri di eccezionale pregio e stato di conservazione, i cui ricami provengono da cartoni di Bartolomeo di Giovanni, Raffaellino del Garbo e Sandro Botticelli. Infine, saranno riproposti, per la prima volta dopo il restauro, i dipinti cinquecenteschi -13 grandi tele ed una tavola dovuti ai grandi protagonisti dell’arte della Controriforma come Nicolò Circignani, Girolamo Muziano e Cesare Nebbia- provenienti dagli altari laterali del Duomo smantellati alla fine dell’Ottocento, e mai ricomposti unitariamente prima d’ora. La chiesa di Sant’Agostino, accoglierà, invece, in tutta l’eccezionalità dell’evento, il gruppo scultoreo dell’Annunciazione di Francesco Mochi (1603-1608) ed il complesso delle 12 monumentali statue degli Apostoli realizzate tra la fine del XVI e l’inizio del XVIII secolo da Raffaello da Montelupo, Francesco Mosca, Ippolito Scalza, Giambologna, Giovanni Caccini, Francesco Mochi, Ippolito Buzi, Bernardino Cametti. Le statue, originariamente collocate nella tribuna e nella navata centrale della cattedrale ed epurate anch’esse dal rigorismo purista ottocentesco, verranno esibite in questa sede provvisoria proprio nell’intento di promuoverne la riscoperta e nuovo interesse di studio. La mostra potrà infatti costituire un importante momento dialettico e di riflessione e consentirà di valutare concretamente molti aspetti del progetto per il nuovo Museo dell’Opera nella prospettiva della sua realizzazione e del suo ruolo all’interno del sistema culturale di riferimento.

Info:
Palazzi Papali e chiesa di Sant’Agostino
Orari: tutti i giorni, ad esclusione del martedì nei mesi da novembre a marzo, secondo i seguenti orari
agosto  dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00
settembre – ottobre dalle ore 10.00 alle ore 18.00
novembre – gennaio dalle ore 10.00 alle ore 17.00
Biglietti: la mostra nelle sue due sedi sarà visitabile esclusivamente con il biglietto della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto;
intero: € 5,00; ridotto: € 4,00 (gruppi di minimo 15 unità, minori di 18 anni e maggiori di 65, titolari di apposite convenzioni, universitari con tesserino, residenti nei Comuni della Diocesi di Orvieto-Todi); gratuito: minori di 6 anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatore, giornalisti con tesserino.
Guida della mostra:  Silvana Editoriale.

LUBIANA (Slo): capolavori da Siena. Da Giotto al Rinascimento.

La mostra sui ‘Capolavori da Siena‘ è stata inaugurata il 7 di Luglio e durerà fino al 15 Ottobre 2006. 
Il 14 settembre sempre a Lubiana, al Mestnj Museum vi sarà un convegno sul paesaggio a partire dal paesaggio di Pio II alle problematiche attuali ed in particolare a quelle legate ai siti del Patrimonio.

La mostra, realizzata nell’ambito degli scambi culturali fra l’Italia e la Slovenia, offre uno spaccato significativo della storia dell’arte senese affidato all’esplorazione di 29 opere provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena, dal Museo Civico di Siena, dall’Archivio di Stato di Siena, dal Museo dell’Opera Metropolitana di Siena, dalle Collezioni della Banca Monte dei Paschi di Siena e dalla Collezione Salini.
Vengono esposte opere di Pietro Lorenzetti, Naddo Ceccarelli, Luca di Tommè, Taddeo di Bartolo, Andrea di Bartolo, Bartolo di Fredi, Martino di Bartolommeo, Sano di Pietro, Sassetta, Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Francesco di Giorgio Martini, una scultura di Jacopo della Quercia, due biccherne conservate nell’Archivio di Stato di Siena raffiguranti La vittoria di Camollia del 1527 di Giovanni di Lorenzo Cini, e l’Assedio di Montalcino, 1553 di Giorgio di Giovanni, la grande Pianta di Siena dipinta da Rutilio Manetti nel 1609, i dipinti di Cristofano Rustici (Siena 1552- 1641) dedicati ai Mesi conservati nel Museo Civico di Siena e per finire due Vedute della Piazza del Campo di Giuseppe Zocchi del 1739 nella Collezione Monte dei Paschi di Siena.
Una sezione è dedicata all’ esposizione di due opere facenti parte del patrimonio artistico del Museo dell’Opera della Metropolitana di Siena: un Codice miniato del sec. XV e un Ostensorio con lo stemma del Pontefice Pio II, la cui figura è legata all’istituzione della diocesi di Lubiana.
Uno spazio di questa sezione è dedicato inoltre alla presentazione di alcuni codici miniati della Libreria Piccolomini del Duomo di Siena mediante un sistema digitale che rende facilmente consultabili anzi sfogliabili i codici ed offre inoltre la possibilità di apprezzare i dettagli delle miniature.
La mostra è arricchita e commentata da immagini – gigantografie, proiezioni, multimedialità – che illustrano il rapporto città-paesaggio ed introducono il tema del convegno di studi sul Paesaggio Culturale che si svolgerà presso il Museo Civico di Lubiana (Mestni Muzej Ljubljana) il 14 settembre 2006.
L’esposizione si prefigge lo scopo di far comprendere l’affascinante storia del territorio di Siena attraverso le opere d’arte, siano esse dipinti, sculture, biccherne o codici miniati, confrontando le ‘visioni’ del passato con la realtà attuale, ancor oggi assolutamente affascinante per gli occhi di un qualsiasi cittadino o viaggiatore del mondo frastornato dal caos e dal disordine del quotidiano.

Info:
NARODNA GALERIJA – LJUBLJANA
tel.: 00386 1 24 15 434 – 00386 1 24 15 400 – fax: 00386 1 24 15 403;
ingresso: intero 4,17 €, ridotto 2,92 €, gruppi scolastici 2,09 €
prenotazioni visite guidate 00386 1 24 15 435, kristina_preininger@ng-slo.si

orario 10h -18h, lunedì chiuso

Link: http://www.ng-slo.si

Email: info@ng-slo.si

Fonte:Sussidiario.it

OSSERVATORIO MOSTRE E MUSEI

L’ Osservatorio Mostre e Musei nasce all’interno del Laboratorio interdisciplinare di ricerca, gestione e progettazione per il Patrimonio culturale, un centro di ricerca della Scuola Normale Superiore di Pisa che conduce studi sulla valorizzazione dei beni culturali italiani a livello centrale e locale (musei, mostre, legislazione, attività divulgative).

Direttore: Salvatore Settis

Annibale CARRACCI: tra Roma e Bologna.

Una mostra straordinaria racconta la vita e la carriera di Annibale Carracci. A Bologna, la sua città nativa, presso il Museo Civico Archeologico dal 22 settembre 2006 al 21 gennaio 2007 e a Roma, la città della sua maturità artistica, presso il Chiostro del Bramante dal febbraio al marzo 2007

La prima esposizione monografica su Annibale Caracci mai realizzata, promossa dal Comune di Bologna e dal Comune di Roma e curata da Daniele Benati e Eugenio Riccomini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi dell’opera di Annibale. Saranno esposti circa 80 dipinti e 80 disegni, mentre alcuni filmati permetteranno di effettuare un percorso virtuale degli affreschi che l’artista ha realizzato in palazzo Fava e in palazzo Magnani a Bologna e in palazzo Farnese a Roma. Quest’ampia selezione di opere proviene per la maggior parte dai più importanti musei d’Italia e del mondo, quali il Louvre di Parigi, la Gemaeldegalerie di Dresda, la National Gallery di Londrta, il Museo del Prado di Madrid, la National Gallery di Edimburgo, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, l’Ermitage di San Pietroburgo.

Annibale, la figura forse più affascinate e intraprendente dei tre Carracci, porta al più alto compimento la lezione del Rinascimento italiano, rielaborandola in uno stile di classica bellezza e perfezione. Il suo atto rivoluzionario sta nel realizzare in pittura un nuovo equilibrio, raggiunto attraverso lo studio dal vero e delle opere dei grandi maestri precedenti, da Correggio a Veronese, da Raffaello a Michelangelo. Basandosi sulla chiarezza del linguaggio pittorico e sulla concretezza nella resa dei personaggi e della natura, arriva così a superare lo stile sofisticato e complicato che caratterizza gli artisti del tardo manierismo. Contemporaneo al Caravaggio, che ha nei suoi confronti parole di grande stima, ne rappresenta la polarità opposta e complementare per la capacità di stabilire, in confronto all’apparente anarchia del Merisi, un rapporto di continuità con i maestri del Rinascimento italiano. Anche se talora i due artisti lavorano a Roma fianco a fianco, la loro diversa poetica condurrà i loro seguaci alla formazione dei due principali filoni stilistici della pittura italiana ed europea del XVII secolo.

Il percorso della mostra, diviso in sezioni tematiche e cronologiche, offre al visitatore la possibilità di calarsi nei problemi intellettuali e sociali dell’epoca, come il ruolo morale dell’artista e la funzione dell’opera d’arte in epoca di Controriforma: problemi che Annibale ebbe a sperimentare in prima persona, giungendo alla nevrosi che gli impedirà alla fine di dipingere e lo porterà alla morte. La sua produzione, estremamente varia, alterna scene di vita quotidiana, ritratti, soggetti mitologici, scene religiose e si esplica poi in una straordinaria serie di pale d’altare, sempre attentamente studiate sul vero. Alla grande Macelleria ora a Oxford, che può essere assunta a manifesto del moderno realismo, si affiancano così capolavori di diverso genere come la Deposizione della Pinacoteca di Parma, lo struggente Autoritratto con i famigliari della Pinacoteca di Brera a Milano, le atletiche Figure mitologiche del Museo di Capodimonte a Napoli o l’emozionante Pianto delle Marie della National Gallery di Londra. Per questi aspetti già Giulio Mancini lo lodava a pochi anni dalla morte come “pittore universale, sacro, profano, ridicolo, grave e vero pittore”.

Info:

Bologna, Museo Civico Archeologico , dal 22 settembre 2006 al 7 gennaio 2007
Roma, Chiostro del Bramante , dal 23 gennaio al 6 marzo 2007

 

 

 

 

Fonte:CulturalWeb