Archivi categoria: Mostre

BOLOGNA. Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futursimo al web.

La mostra, a cura di Germano Celant con Gianfranco Maraniello, intende documentare gli sconfinamenti e le contaminazioni che si sono stabiliti a partire dalle avanguardie storiche, dal Futurismo al Suprematismo, dal Costruttivismo al Dadaismo, dal Neoplasticismo al Surrealismo, al fine di affermare la caduta dello ‘specifico’ artistico a favore di un intreccio multimediale.
L’ipotesi espositiva è affidata alla rilettura della storia dell’arte del Novecento attraverso le espressioni contaminate o che hanno fatto ricorso alla fotografia e ai film, al libro e al disco, alla radio e alla televisione, al video e alle elaborazioni elettroniche.
E’ la mostra inaugurale del MAMbo, il nuovo Museo d’Arte Moderna di Bologna.

Info:
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni, 14, dal 06/05/2007 al 04/11/2007
biglietto: € 9,00
orario: dal martedì alla domenica 10,00 – 18,00 ; Giovedì 10,00 – 22,00 ; Lunedì chiuso
Telefono: 051 6496611 – fax: 051 6496600.

Link: http://www.mambo-bologna.org

Email: Info@mambo-bologna.org

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

FIRENZE. Pittori dell’Ottocento. A Firenze dall’età neoclassica al Simbolismo.

La mostra, a cura di Carlo Sisi, allestisce una selezione di autoritratti dalle Collezioni degli Uffizi e della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di artisti che, nel corso del XIX secolo, furono protagonisti del dibattito estetico, con una varietà di stili e di posizioni nelle vicende della Toscana ottocentesca.

La mostra espone anche numerosi disegni (dalle Collezioni del Gabinetto dei Disegni e Stampe degli Uffizi) degli stessi artisti e immagini d’epoca della Firenze ottocentesca.

Info:
dal 11/05/2007 al 01/07/2007, ingresso gratuito
Firenze, Sala delle Reali Poste, Loggiato degli Uffizi
Orario: 10.00-17.00
Telefono: 055 4794422 – fax: 055 213560 / 284034

Email: amicidegliuffizi@fondiaria-sai.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

LECCE. Renovatio rerum di Donato Bruno Leo.

Si inaugura sabato 14 aprile alle ore 19,30 la mostra d’arte contemporanea RENOVATIO RERUM dell’Artista DONATO BRUNO LEO a cura di Dores Sacquegna.
L’Artista pugliese (Brindisi) è stato per molti anni residente a Roma e ha lavorato nel campo del cinema come scenografo e da poco rientrato in Terra di Puglia.

“Leo,  parla di un universo carico di immaginario (macchinazioni con rapaci, figure antrozoomorfe) e di tempo che si impregna di luce per osmosi. Un tempo che si incammina sul limite dell’inconscio tra Eros e Thanatos,  che si immerge nella sua massa fluida per ritrovarsi poi, formicolante in un universo di forme indistinte e luminose. Donato Bruno Leo affronta la modernità del taglio astratto con segmenti lineari che sono il frutto di una civiltà che segna il ricordo di esistere, l’incubo ossessivo di dare vita alla vita dello spazio, incline a suo modo, ad una connotazione teatrale della scena, misurando il valore dello spazio in un sottile ed equilibrato colloquio tra cielo e terra.
La mobilità del segno concorre a creare sulla tela una densità tettonica, mobile; in procinto di mutare di segno ad ogni illuminazione, ad ogni apparizione. Renovatio Rerum è interiorità, spiritualità, rigenerazione e transito”. (Dores Sacquegna)
L’evento, ha il patrocinio del Comune di Lecce, del Comune e della Provincia di Brindisi. Main Sponsor l’attore cinematografico John Benedy.
Il progetto sarà realizzato nelle prestigiose sale della Primo Piano LivinGallery dal 14 al 30 aprile 2007.
Catalogo bilingue (italiano e inglese) con testi di Luigi Paolo Finizio, Annachiara Guadalupi e Dores Sacquegna. Saranno presenti alla manifestazione diverse personalità pugliesi e il Prof. Luigi Paolo Finizio (Critico d’arte di Roma) ed il Dott. Andrea De Liberis (Esperto e Consulente Tecnico in opere d’arte presso i Tribunali di Roma, Trento e Fermo nonchè presso la CCIAA di Roma; è, inoltre, fondatore e direttore editoriale della rivista “Cultura”).

Info:
La galleria è aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 17,00 alle 21,00, mattina su appuntamento, dal 14 al 30 aprile 2007.
Primo Piano Livingallery – Viale G. Marconi 4 Lecce
Tel/fax: 0832/304014

Link: http://www.primopianogallery.com

Email: primopianogallery@libero.it

ORVIETO (Tr). Cabianca e la civilta’ dei Macchiaioli.

E’ dal 1927 che non viene dedicata una mostra personale a Vincenzo Cabianca , una lacuna che grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze viene finalmente colmata. Dal 6 aprile fino al 14 ottobre, prima ad Orvieto e a seguire a Firenze, sarà dedicata a questo artista da sempre considerato uno degli artefici della rivoluzione dei macchiaioli toscani, una ampia retrospettiva di oltre ottanta opere. La mostra, a cura di Francesca Dini coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico, ricostruirà il percorso formativo e pittorico di Cabianca, con ricchezza di dipinti anche inediti, a cui si aggiungeranno una ventina di opere di altri artisti macchiaioli tra i quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Nino Costa, offrendo cosi’ l’opportunità di conoscere l’esperienza di un singolo artista e le sue scelte estetiche attraverso la vicenda dei Macchiaioli come movimento artistico di gruppo.

Si potranno ammirare dipinti noti quali -Novellieri fiorentini- o inediti come -Vendemmia in Toscana- del 1854, opere degli anni delle audaci sperimentazioni della -macchia- che Cabianca condusse con Banti e Signorini in Liguria e nella campagna toscana di Montemurlo tra il 1859 e il 1862, sperimentazioni che culminarono nel celebre capolavoro -Il mattino- e nei -Marmi a Carrara Marina- non piu’ visto da quasi un secolo. Gli anni aurei della -macchia-, risultanza del momento centrale del sodalizio con gli amici macchiaioli nella campagna fiorentina di Piagentina e nei paesaggi marini di Castiglioncello e della Versilia, sono testimoniati da capolavori noti quali -Spiaggia a Viareggio- e -Un bagno fra gli scogli-. Lo splendido -Ritorno dai campi- del 1862, non piu’ esposto da decenni, e’ il dipinto attorno al quale ruoteranno scorci di campagna toscana, inediti o non piu’ visti da tempo.

Cabianca, dopo il suo trasferimento a Roma avvenuto nel 1870, effettuerà diversi viaggi nella campagna romana, a Ischia, in Liguria, a Venezia e a Castiglioncello. E’ un continuo peregrinare alla ricerca degli effetti di luce che egli poi renderà con straordinario vigore nelle sue tele. E’ il momento di -Strada a Palestrina-, -Nettuno-, opere che si relazionano con i contemporanei dipinti di Signorini -Strada ad Arcola- e Costa. Gradatamente la sua ispirazione malinconica si arricchisce di motivi spiritualistici, in consonanza con il clima generale degli ultimi due decenni del secolo: ne nasce uno splendido capolavoro quale -Nevi romane-.

La mostra chiuderà con opere che rappresentano due temi fondamentali della produzione di Cabianca: la poesia dei chiostri e Venezia, opere che evidenziano l’evolversi del percorso dell’artista verso espressioni pittoriche pienamente novecentesche. La mostra e’ posta sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comune di Firenze e Comune di Orvieto ed e’ promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Si svolgerà dal 6 aprile al 1° luglio 2007 ad Orvieto presso Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e dal 12 luglio al 14 ottobre 2007 a Firenze presso la Villa Bardini, recentemente restaurata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze attraverso la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, inaugurando cosi’ un nuovo spazio di eventi e mostre temporanee per la città. Grazie all’importante apporto che perviene dagli eredi dell’artista, depositari di un ampio carteggio e di un insieme considerevole di opere, il catalogo, edito da Polistampa, sarà ricco di apparati e di documentazione in larga parte inediti.

Info:
dal 5/4/07 al 1/7/07
Orvieto (TR), Palazzo Coelli, Piazza Febei, 3; tel 0763 393835 
Orario: 10-13/14-19
Ingresso: intero – 5, ridotto – 3

 

Fonte:Undo.net

BARD (Ao). In cima alle stelle. L’universo tra arte archeologia e scienza.

‘In cima alle stelle. L’universo tra arte archeologia e scienza‘ e’ la grande mostra che il Forte di Bard dedica, dal 4 aprile al 2 settembre 2007, al tema della relazione tra uomo e universo. Un viaggio evocativo dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri, attraverso un percorso multidisciplinare, che coniuga rigore scientifico e aspetti divulgativi.

Molteplici linguaggi si fondono per raccontare in cinque momenti, autonomi ma complementari, alcuni aspetti dell’affascinante relazione tra l’uomo e l’universo: installazioni multimediali interattive, ma anche reperti, strumenti, opere d’arte e libri di rilevante valore archeologico, storico e artistico. Durante i mesi della mostra saranno inoltre organizzati sul territorio incontri e conferenze sui temi dell’esposizione.

La mostra e’ promossa dall’Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Soprintendenza Regionale ai Beni e alle Attività Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e con il sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

La prima sezione in senso cronologico racconta la stretta relazione che, fin dai tempi preistorici e protostorici, esisteva tra uomo e cielo, quando gli astri scandivano i tempi dei riti, delle semine e dei raccolti. I reperti archeologici scelti provengono dagli scavi di Saint-Martin-de-Corle’ans ad Aosta e dal Cromlech del Colle del Piccolo San Bernardo, due dei principali siti del ricco patrimonio archeologico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Fra i reperti in mostra le suggestive stele antropomorfe, un calco dell’aratura che determinava l’area sacra e numerosi piccoli oggetti di vita quotidiana e per la pratica del culto che testimoniano come il mondo religioso, espresso attraverso un santuario megalitico di 5000 anni or sono, implichi uno stretto legame con l’osservazione della sfera celeste. Raffaella Poggiani Keller, Francesco Mezzena e Maria Cristina Ronc sono i curatori di questa sezione.

Nella seconda parte dell’esposizione, l’astronomia attraverso la storia dell’arte, nascita e evoluzione del pensiero astronomico moderno sono narrate in senso cronologico e documentate attraverso una selezione di opere d’arte (da Dürer a Suttermans, da Guercino a Tintoretto e Tiepolo, fino a Balla e Fontana), strumenti astronomici e testi scientifici in prima edizione (esemplare il Dialogo sui massimi sistemi di Gallileo e il Philosophiae Naturalis di Newton), provenienti dalle maggiori istituzioni culturali e collezioni pubbliche e private italiane ed europee. A cura di Pierluigi Carofano, Luigi Di Corato e Annalisa Cittera, la sezione propone le conquiste fondamentali dell’astronomia, dalla concezione copernicana della posizione della Terra nel Cosmo fino alla teoria della relatività generale di Albert Einstein, scandite ponendo in relazione formulazione teorica, applicazione tecnica e interpretazione artistica, per restituire nella sua interezza il clima culturale di ogni epoca.

Il terzo momento del percorso espositivo e’ dedicato all’uomo contemporaneo e alla sua comprensione dei principi fondamentali che reggono l’universo. La sezione parte dalla ricostruzione di due stele antropomorfe (III millennio a.C.), provenienti dal sito archeologico di Saint-Martin-de-Corle’ans, esposte nella ricostruzione virtuale della loro collocazione originale, che le vedeva in evidente rapporto con l’asse celeste dell’epoca. Il visitatore e’ introdotto ai principi dello spazio-tempo, il concetto su cui si fonda la moderna cosmologia, immergendosi in un inedito percorso multimediale interattivo. Il progetto e’ realizzato da Studio Azzurro e ideato in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Le installazioni proposte sono opere autoriali che attraverso un linguaggio poetico e metaforico, ma scientificamente congruo, permettono di approfondire in modo originale la comprensione dei principi che ci mettono in relazione con il Cosmo.

La quarta tappa del racconto uomo-universo e’ ancora dedicata all’arte contemporanea: ‘Dalla Terra alle Stelle (e ritorno)’ a cura di Antonella Crippa. Un’ampia area espositiva, collocata negli spazi delle Prigioni del Forte e lungo il percorso di salita alla rocca, indaga il rapporto dell’uomo contemporaneo con le stelle e l’eventuale riscontro delle ricerche scientifiche sull’immaginario artistico delle nuove generazioni. La risposta e’ affidata a otto giovani artisti affermati a livello internazionale Pierre Huyghe, Olafur Eliasson, Tomas Saraceno, Sandrine Nicoletta, Gianni Caravaggio, Simone Berti, Radioqualia – Honor Harger, Adam Hyde – di cui la mostra propone alcuni importanti lavori e nuove opere realizzate site specific.

A ideale completamento della mostra, la Piazza d’Armi del Forte ospita due ulteriori momenti di approfondimento degli aspetti scientifici: un planetario dove il visitatore verrà accompagnato alla scoperta dei principi fondamentali dell’osservazione astronomica e una rassegna fotografica intitolata ‘Le montagne del sistema solare’ che propone una selezione di immagini realizzate dalle sonde dell’ESA e della NASA. Nello Spazio Valle’e Culture del Forte – area del Forte dedicata in modo permanente agli approfondimenti sull’offerta culturale della Regione – e’ illustrata in dettaglio l’attività dei due poli di eccellenza della Valle d’Aosta che hanno contribuito alla realizzazione della mostra: la Soprintendenza Regionale ai Beni e alle Attività Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Il naturale legame tra il cielo stellato e la montagna, unito alla vocazione del Forte quale porta di accesso alla cultura e alle tradizioni delle Alpi, fanno di Bard il luogo privilegiato per ospitare questo excursus dalla preistoria ad oggi che, attraverso le testimonianze e le suggestioni dell’arte e della scienza, si propone di fondere saperi diversi attorno ad un unico argomento. Multimedialità, multidisciplinarietà e interattività sono caratteristiche che animano la mostra coerentemente con l’intero progetto allestitivo del Forte. Offrendo una molteplicità di letture, l’esposizione si rivolge a pubblici diversi, con particolare attenzione alle scuole a cui saranno dedicate visite guidate di approfondimento, anche sul territorio.

Il Forte di Bard, inaugurato nel gennaio 2006 con il Museo delle Alpi, si avvia a diventare il principale centro di divulgazione della cultura alpina, in grado di integrare una forte vocazione internazionale alla valorizzazione e attenzione al patrimonio specifico della Valle d’Aosta.

Info:
Orari: martedi/venerdi dalle 10.00 alle 18.00 – sabato/domenica dalle 10.00 alle 19.00 – chiuso il lunedi’
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro, ragazzi 4 euro.

Fonte:Undo.net