Archivi categoria: Formazione

PISA. Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano all’estero.

Il Consorzio interuniversitario ICoN Italian Culture on the Net, costituito da 19 università italiane è nato, nel 1999, allo scopo di promuovere e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo attraverso Internet ed opera in convenzione con il Ministero degli Esteri.
In collaborazione con l’università di Parma (tra le sue socie), ICoN eroga un Master online in Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano all’estero (http://www.mastertutelabeniculturali.it).
Le iscrizioni sono aperte fino al primo febbraio p.v. e l’inizio è previsto per il 4 marzo p.v.
Con la collaborazione di docenti universitari, professionisti, tecnici e funzionari dello Stato, questo Master forma figure professionali altamente qualificate orientate alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
Saranno oggetto di studio soprattutto i beni prodotti nel Novecento: documentazione a stampa e manoscritta, opere d’arte, fotografia, design e oggetti d’uso, musica, cinema e audiovisivi; particolare attenzione sarà data alle testimonianze dell’emigrazione italiana.

Info:
Laura De Renzis, Resp. Relazioni Esterne Consorzio ICoN – Italian Culture on the Net (http://www.italicon.it)
Piazza dei Facchini 10 – I-56126 Pisa
e-mail: derenzis@italicon.it

TORINO. Didattica per le scuole.

Mediares S.c. presenta il nuovo catalogo per le scuole con le offerte formative legate alla storia, all’arte e all’archeologia.

È possibile visionare l’elenco dei progetti sul sito www.mediares.to.it:
– Viaggio nella storia: la vita quotidiana nella Preistoria
– Viaggio nell’antico Egitto
– Viaggio nella storia: la vita quotidiana al tempo dei Romani
– Hai origini longobarde?
– Viaggio nella storia: la vita quotidiana nel Medioevo
– Tra Seicento e Settecento
– 1861-2011: dall’unità d’Italia all’Italia unita
– Torino nel tempo: Torino romana
– Torino nel tempo: Torino medievale
– Torino nel tempo: Torino barocca
– Torino nel tempo: Torino neoclassica
– Torino nel tempo: Torino liberty
– La scrittura in gioco
– Dalla pietra all’inchiostro
– La storia sotterranea: il mestiere dell’archeologo.

Mediares propone anche visite guidate per scuole o gruppi a tutti i musei e le aree di interesse storico-artistico di Torino e del Piemonte.

Se volete organizzare un soggiorno e una visita guidata contattate i seguenti recapiti:
Mediares S.c. – Via Gioberti 80/d – 10128 Torino
Tel. 011.5806363 – Fax 011.58085161

Link: http://www.mediares.to.it

Email: didattica@mediares.to.it

TORINO. Un pittore e la fotografia. Percorsi nel fondo fotografico di Giuseppe Polizza da Volpedo.

Laboratorio didattico ‘Un pittore e la fotografia. Percorsi nel fondo fotografico di Giuseppe Pellizza da Volpedo‘ attivato dal 15 settembre al 6 novembre 2011 a Palazzo Barolo, Torino.
Visite guidate in esclusiva con Mediares.
Vedi scheda di presentazione del laboratorio per scuole elementari, medie e superiori in allegato.

Info:
Mediares S.c. – Via Gioberti 80/d – 10128 Torino
Tel. 011.5806363 – Cell. 338.4803306 – Fax 011.5808561

Email: mediares@mediares.to.it

Allegato: pellizza da volpedo_ un pittore e la fotografia.pdf

SANT’IPPOLITO (PU). XIX edizione Corso di Lavorazione Artistica della Pietra Arenaria.

La Pro Loco di Sant’Ippolito ha aperto le iscrizioni per chi intende partecipare al ‘Corso di Lavorazione Artistica della Pietra Arenaria’, giunto alla sua 19a edizione. Un momento formativo che rende attuale l’antica tradizione degli scalpellini santippolitesi e che ogni anno vede una grande ed appassionata partecipazione da parte di chi ama l’arte scultorea e l’artigianato di qualità.
Le lezioni sono condotte da esperti d’arte e dagli attuali scalpellini di Sant’Ippolito, e forniscono gli elementi di base dell’arte scultorea.
Il corso è aperto ad un massimo di 20 partecipanti e prevede 40 ore di insegnamento suddivise in tre moduli.
Nel primo si forniranno tutte le conoscenze propedeutiche alla scultura, nel secondo si passerà ad un approccio alla pietra; il terzo modulo sarà dedicata alle tecniche di scultura.
La Pro Loco sottolinea che c’è la massima libertà per ogni partecipante di scegliere i moduli da seguire, in base alle proprie esigenze ed esperienze.
I materiali di base per seguire il corso saranno forniti dall’organizzazione.
Al termine ogni partecipante potrà ritirare l’opera che ha realizzato e riceverà un attestato di partecipazione.
Le lezioni si terranno in orario serale.
Il corso è a pagamento.
Le domande di iscrizione vanno inviate entro il 26 aprile 2011 con una e mail all’indirizzo: prolocosantippolito@libero.it. Informazioni al tel. 329 4283857 (Mara Ferri).
La prima serata del corso è programmata per Mercoledì 27 aprile 2011, ore 21.00 presso Palazzo Bracci a Sant’Ippolito.
Con la collaborazione del Comune di Sant’Ippolito e della Banca del Metauro.

Info:
PRO LOCO Sant’Ippolito – tel. 329 4283857

 

Email: prolocosantippolito@libero.it

PIAZZOLA SUL BRENTA (Pd). Corso di formazione per restauratore di beni culturali. Opportunità in Veneto.

Tecnologia e arte a tutela del territorio
I beni artistici e culturali del territorio veneto e nazionale sono da sempre un patrimonio di inestimabile fascino, un bene comune da valorizzare e difendere. Consapevole di questo, EnAIP Veneto da oltre vent’anni si impegna, tra le varie aree d’intervento formativo, anche in quella del restauro, un ambito che oggi sempre più richiede figure professionali specializzate e capaci di confrontarsi con l’innovazione tecnologica e le nuove metodologie. La scuola di restauro ‘Andrea Mantegna’, presso il Centro di Piazzola sul Brenta (Padova), offre un percorso triennale di formazione professionale, completamente gratuito, per la figura del ‘Collaboratore restauratore dei beni culturali (dipinti, materiali lignei e lapidei)’. Numerose e altamente qualificanti, anche in vista dell’entrata nel mondo del lavoro, le competenze trasmesse agli allievi: dall’esecuzione del rilievo grafico e fotografico di un manufatto all’analisi di laboratorio sulle problematiche e lo stato di conservazione dell’opera, dalla diagnostica sui materiali costitutivi, sulle cause di degrado, gli elementi materici e iconologici e il contesto storico-artistico, fino alla realizzazione dell’intervento vero e proprio. Gli allievi imparano anche a redigere le relazioni degli interventi, ad archiviare la documentazione e ad applicare le norme sulla sicurezza e sul rispetto dell’ambiente e della salute.
Il percorso prevede, accanto alla formazione teorica, anche esperienze pratiche negli attrezzati laboratori e nei cantieri, dove i futuri restauratori hanno la possibilità di conoscere da vicino e utilizzare strumentazioni moderne e all’avanguardia. Grazie alla salda e proficua relazione con le aziende del territorio, EnAIP Veneto offre agli allievi esperienze di stage formativi e al contempo sostiene le imprese nella ricerca di operatori professionalmente formati, da impiegare nei laboratori o nei cantieri di restauro. (www.enaip.veneto.it – 049 5590046)

I progetti realizzati
Docenti e allievi del corso, negli ultimi anni, hanno messo in campo numerosi interventi di restauro. Dal 1998 al 2000, in collaborazione con la Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia gli allievi hanno condotto il restauro degli affreschi dell’abside e del fregio del Santuario di Cordovado (PN), e con i Musei Civici di Padova quello di due dipinti murali ‘staccati’, provenienti da un antico palazzo padovano. Dal 2000 in poi, oggetto dei lavori sono stati la pala d’altare della chiesa di San Zeno di Colognola ai Colli (VR), quattro dipinti su tavola dei Musei Civici di Padova e gli affreschi di Palazzo Mocenigo a Padova (sede della residenza ESU ‘L. Meneghetti’). Nel 2010, in occasione dei festeggiamenti per i 500 anni del santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza, è stato riconsegnato il ciclo pittorico restaurato della Via Crucis e attualmente è in corso il restauro di una serie di dipinti su tela provenienti da Villa Contarini di Piazzola sul Brenta. Per il 2011 sono previsti interventi di restauro su due dipinti, una statua lignea e un Crocifisso provenienti dalle chiese di Santa Maria Maggiore e di San Nicolò a Treviso e l’avvio di un nuovo cantiere di restauro della balaustra in pietra di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.

Gli scambi con l’estero
Nell’ambito di un progetto di scambio tra scuole professionali dell’Unione Europea, la scuola ‘A. Mantegna’ ha ospitato nel 2008 dieci fra studenti e artigiani francesi provenienti dalla scuola d’arti e mestieri di Rabastens, che hanno collaborato al restauro degli affreschi di Palazzo Mocenigo a Padova e al cantiere per la creazione del museo veneziano di Punta della Dogana della Fondazione Pinault. Esperienza di stage in Spagna, invece, per i tre migliori allievi qualificatisi nel 2009, che lo scorso anno hanno lavorato presso il Centro regionale di restauro della Catalogna, a Barcellona.

Info:
Centro Servizi Formativi EnAIP Veneto ‘Andrea Mantegna’
Via Vittorio Emanuele II, 1  – 35016 Piazzola sul Brenta – PD
tel 049.5590046 – fax 049.9601026

Link: http://www.enaip.veneto.it

Email: piazzolasulbrenta@enaip.veneto.it

Fonte:Exibart.segnala

FERRARA. MuSeC – Corso di Perfezionamento in Economia e Management dei Musei e dei Servizi Culturali.

Si avvicina la scadenza del bando per le iscrizioni al MuSeC – Corso di Perfezionamento in Economia e Management dei Musei e dei Servizi Culturali, prevista per il 15 febbraio 2010. Il MuSeC, che è stato uno dei primi corsi post-laurea sull’economia e il management della cultura in Italia, è giunto ormai alla sua settima edizione.
Organizzato dall’Università di Ferrara (Facoltà di Economia, Architettura, Lettere e Scienze) in collaborazione con l’ANMLI (Associazione Nazionale Musei Locali ed Istituzionali), in questi anni il MuSeC ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali, quali il IX premio “Venezia alla Comunicazione” durante il X Salone dei Beni Culturali di Venezia nel 2006 ed alcune citazioni su “Il Sole 24 Ore” quale corso post-laurea fra i più qualificati nel campo della gestione dei beni culturali. Negli ultimi quattro anni, inoltre il corso ha avviato un processo di internazionalizzazione che ha visto e vedrà la presenza di docenti provenienti da Università ed istituzioni culturali di Stati Uniti, Australia, Giappone, Francia e Germania. Da due anni, inoltre il MuSeC è membro del network europeo ENCATC (European Network of Cultural Administration Training Centers).
 
Finalità e obiettivi del corso
Il corso si propone di fornire conoscenze e competenze rivolte allo sviluppo e al miglioramento delle attività e dei servizi culturali, adottando metodologie didattiche innovative, e con una forte prospettiva internazionale. Intende offrire competenze utili alla pianificazione, programmazione e gestione di istituzioni e organizzazioni che operano nel campo dei beni culturali. Il corso si rivolge a professionisti già inseriti nell’ambito di musei, di enti pubblici e privati e di organizzazioni, profit e no-profit, di natura culturale. È aperto inoltre a giovani laureati, che intendono perfezionarsi nel campo dell’organizzazione e gestione dei musei, dei servizi e dei beni culturali, con una visione complessiva dei problemi e una conoscenza adeguata delle esperienze e dei progetti innovativi, anche con un respiro di carattere internazionale.

Metodologia didattica
I percorsi formativi vengono proposti con una forte attenzione alle metodologie di trasferimento delle conoscenze e alle attività di sperimentazione. L’approccio organizzativo intreccia dunque formazione e attività operativa (project work, case studies, ecc.).
Grazie alle esperienze maturabili (sviluppo di project work e svolgimento di tirocini), i partecipanti hanno la possibilità di accostarsi ad istituzioni culturali selezionate. In particolare, a quelle facenti parte dell’ANMLI (Associazione Nazionale Musei Locali ed Istituzionali) per quanto riguarda la realtà nazionale, e a quelle legate ad International Arts and Artists (USA) e al Deutsches Museum (Germania) per la realtà internazionale. Percorsi e condizioni particolari sono previsti per chi lavora.

Attività formative
Gli ambiti tematici che saranno affrontati riguardano: Economia della cultura, dello sviluppo e sistemi di finanziamento, Strategie aziendali e sistemi di management, Contabilità e bilancio, Sistemi di misurazione delle performance e scelte organizzative,  Forme giuridiche e implicazioni gestionali, Museologia, museografia e museo tecnica, Parchi, musei naturalistici e museografia scientifica, Progettazione e gestione dell’attività museale ed espositiva, Architetture museali, strategie di sviluppo e riqualificazione urbana, Nuove tecnologie per la comunicazione e la documentazione, Confronto con sistemi istituzionali e normativi stranieri nel settore culturale.

Collaborazioni istituzionali
Il corso ha rapporti di natura consolidata con molteplici istituzioni culturali, del settore pubblico, privato e no-profit. Fra queste, rapporti privilegiati si hanno con:
 – musei associati all’ANMLI e aderenti alla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane – ICOM Italia, fra i quali: Musei Capitolini di Roma, Museo di Castelvecchio di Verona, Centro Mostre di Palazzo Zabarella (Padova) Pinacoteca Provinciale di Bari, Associazione Museo dei Ragazzi (Firenze), Galleria Comunale di Cagliari, Musei Castello Sforzesco di Milano, Galleria d’Arte Moderna di Palermo, Accademia dei Concordi di Rovigo, Pinacoteca Stuard di Parma, Museo degli Innocenti di Firenze, Castello del Buonconsiglio di Trento, Musei Civici di Padova, Musei Civici di Rimini, Biennale di Venezia, Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, Museo delle Ceramiche di Faenza, Opera Primaziale Pisana, Museion di Bolzano, Sistema museale di Ateneo di Bologna
 – enti e istituzioni di rilievo nazionale e locale, fra cui Istituto Beni Culturali Emilia Romagna, Servizi Cultura delle Regioni Lombardia, Veneto, Marche e Toscana, Soprintendenza Beni Storico Artistici di Bologna, Provincia e Comune di Ferrara, Istituzione Castello di Ferrara, Pinacoteca Nazionale, Sistema Museale di Ateneo e Museo di Storia Naturale di Ferrara, Comune di Comacchio, Museo Remo Brindisi, Musei Civici di Argenta, Musei Civici Cento
 – istituzioni accademiche e culturali internazionali, fra cui Università di Sydney (Australia), Università Chuo di Tokyo (Giappone), Università di Novi Sad (Serbia), Università Catholique de l’Ouest Angers (Francia), Mission Val de Loire (Francia), Deutsches Museum (Germania).

Tirocini
Il MuSeC prevede la possibilità di effettuare periodi di tirocinio presso istituzioni culturali selezionate che hanno dato la loro disponibilità ad accogliere al loro interno i partecipanti al corso, durante il periodo del percorso formativo. È possibile prendere visione e consultare l’elenco aggiornato dei tirocini già disponibili  sul sito www.unife.it/corsoperfezionamento/musec

Titolo richiesto:
Laurea specialistica o laurea “ante riforma” in Lettere, Storia, Conservazione dei Beni culturali, Economia, Architettura, Scienze, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e materie affini. Potranno essere ammessi candidati in possesso di titoli afferenti a discipline diverse a giudizio della commissione esaminatrice. L’elenco di tutte le lauree specialistiche ammesse al corso è disponibile sul sito www.unife.it/corsoperfezionamento/musec alla sezione “Informazioni”.

Domanda e contributo di iscrizione
Copia del bando è scaricabile dai siti: www.unife.it/corsoperfezionamento/musec  e www.unife.it/formazione-postlaurea. L’iscrizione al corso comporta il pagamento di un contributo di € 2.400.

Direzione del corso
Prof. Fabio Donato – Facoltà di Economia, Università di Ferrara.
Dott.ssa Anna Maria Visser – Past President ANMLI e direttivo ICOM Italia.

Info:
http://www.unife.it/corsoperfezionamento/musec
Ufficio Post-laurea, email: altaformazione@unife.it
dott.ssa Enrica Gilli e dott. Francesco Badia, Tel.: 0532 455097, 0532 455089, Fax: 0532 245761, email: musec@unife.it, enrica.gilli@unife.it

TORINO. STORIE DI RESTAURO da Jaquerio a Defendente Ferrari.

Torino, dal 18 settembre al 5 dicembre 2008

Organizzato da:
Associazione AMICI DELLA FONDAZIONE ORDINE MAURIZIANO,
Associazione ARTE E ARCHEOLOGIA
Associazione CASTELLO DI SAN SEBASTIANO PO
A.R.V.A.P.P. – onlus – Ass. Ricerca Valorizzazione Artisti Pittori Piemontesi

Iniziativa gratuita in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato V.S.S.P. per la promozione della cultura della solidarietà.
Sede degli incontri in aula: Sala Cultura del Centro Servizi per il Volontariato V.S.S.P. in Via Toselli, 1

Docenti: Franco Antonelli e Monica Simonetti
Franco Antonelli e Monica Simonetti si occupano di restauro e recupero di beni artistici da circa 25 anni. Svolgono la loro attività per clienti privati e enti pubblici.

Il corso si propone di elaborare il concetto di restauro conservativo nelle sue varie applicazioni. A tale scopo ciascun argomento indicato prevede sia un approccio teorico e storico (corredato laddove possibile da immagini documentarie) sia un approccio pratico (mediante l’esemplificazione pratica di alcune tecniche, tenendo conto delle limitazioni oggettive che un corso pone).
Obiettivo degli incontri è consentire ai partecipanti (volontari impegnati in ambito culturale) di affinare maggiormente le loro capacità critiche di lettura delle opere d’arte (siano essi dipinti, mobili o edifici), e di renderli consapevoli del patrimonio artistico custodito a Staffarla ed a Sant’Antonio di Ranverso.

Programma:

 – Giovedì 18 settembre, ore 17, Le Carte del Restauro: metodologie e prassi del restauro conservativo;

 – Giovedì 25 settembre, ore 17, I dipinti su tela e tavola: i materiali e le tecniche esecutive;

 – Giovedì 2 ottobre, ore 17, I dipinti su tela e tavola: le analisi conoscitive ed i metodi di indagine;

 – Giovedì 9 ottobre, ore 17, I dipinti su tela e tavola: il restauro conservativo: saggi di pulitura e reintegrazione pittorica.

 – Giovedì 16 ottobre, ore 17, Gli affreschi: i materiali e le tecniche esecutive: simulazione pratica della tecnica a fresco;

 – Giovedì 23 ottobre, ore 17, Gli affreschi: il restauro conservativo.

 – Venerdì 24 ottobre, visita di studio alla Cappella di Missione a Villafranca Piemonte. Ritrovo nella Piazza centrale di Villafranca, alle ore 14,30.

 – Giovedì 30 ottobre, ore 17, Gli edifici e le murature: le analisi conoscitive ed i metodi di indagine;

 – Giovedì 6 Novembre, ore 17, Gli edifici e le murature: il cantiere di restauro architettonico: modalità e criteri d’intervento.

 – Venerdì 7 novembre, visita di studio all’Abbazia di Staffarda.
Ritrovo alla bigliettera dell’Abbazia, alle ore 14,30.

 – Giovedì 13 novembre, ore 17, Cornici, fregi e tavole dorate: metodi e modi di dorare: saggio pratico di doratura ad oro zecchino;

 – Giovedì 20 novembre, ore 17, Cornici, fregi e tavole dorate: il restauro conservativo di dorature: pulitura e reintegrazione;

 – Giovedì 27 novembre, ore 17, Mobili ed arredi lignei: criteri valutativo per interventi di restauro;

 – Giovedì 4 dicembre, ore 17, Mobili ed arredi lignei: il restauro di manufatti lignei: dalla disinfezione alla protezione finale.

 – Venerdì 5 dicembre, visita di studio alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Ritrovo alla biglietteria della Precettoria, alle ore 14,30.

Per iscrizioni telefonare al n. 0112731203 (Alessandra Fioretti, Vicepresidente AFOM) o inviare un’e-mail a info@amicibbaamauriziano.it.
La partecipazione al seminario è gratuita.
I partecipanti riceveranno un attestato di frequenza.

Link: http://www.amicibbaamauriziano.it

Email: info@amicibbaamauriziano.it

Adriana BORTOLOTTI Mario CALIDONI Silvia MASCHERONI Ivo MOTTOZZI. Per l’educazione al patrimonio culturale. Tesi n. 1. Il concetto di patrimonio.

La prima tesi che gli autori enunciano, quella su cui fondano tutte le altre, definisce uno dei due poli entro cui si sviluppa la loro riflessione: il patrimonio. Il secondo polo, l’educazione, viene discusso nella seconda e nella terza tesi.

Il patrimonio non viene definito nei suoi elementi costitutivi, piuttosto ne vengono enunciate le qualità: l’estensione (è diffuso), la mobilità (è in divenire), la polisemia (è polivalente), la possibilità di essere interpretato con diversi strumenti (è interdisciplinare) e quella di essere riconosciuto come traccia di un’esperienza umana (identitario).

Il carattere dinamico del patrimonio viene documentato anche dai riferimenti normativi di cui gli autori riportano a fine capitolo alcuni paragrafi. Il primo documento che essi propongono, la Convenzione UNESCO del 1972 sulla protezione del patrimonio culturale e naturale, esprime ancora l’idea di patrimonio classificabile in alcune macrocategorie. L’ultimo documento citato, prodotto dal Consiglio d’Europa nel 2005 sul valore sociale del patrimonio culturale, ne evidenzia invece la natura eterogenea e interdisciplinare e soprattutto lo mette in relazione con la comunità che lo possiede – la Heritage Community – e con i suoi valori. 

La Heritage Community, infatti, riceve e seleziona gli oggetti, le tracce, i documenti da trasmettere a sua volta alle generazioni future. Dominique Poulot[1] stabilisce una relazione tra questo concetto e il diritto romano: il patrimonio è rappresentato da tutti i beni trasmissibili, cioè destinati a essere lasciati in eredità alle generazioni successive. Quindi il patrimonio non è solo quello che abbiamo ricevuto ma quello che decidiamo di conservare, tutelare, lasciare a nostra volta in eredità. Possiamo anche aggiungervi qualcosa che resti come segno del nostro passaggio.

Tuttavia in questa prima tesi la Heritage Community viene ridotta al ruolo, un po’ debole, di coloro che sono “correlati” al patrimonio: le istituzioni culturali pubbliche e private che lo gestiscono, le organizzazioni che lo comunicano, le istituzioni politico amministrative, e quelle non governative e infine i privati cittadini.

L’ordine con cui questi soggetti vengono indicati rivela una visione corretta, ma in qualche modo rigida della relazione eredità-eredi: i cittadini, gli eredi effettivi del patrimonio, sono stati elencati per ultimi. Eppure essi, pur essendone spesso inconsapevoli fruitori, possono pianificarne l’ eliminazione o distruggerne un aspetto che riconoscono come estraneo oppure addirittura ostile.

Se il patrimonio è diffuso, le sue tracce sono molteplici, le memorie sono diverse, anche all’interno di uno stesso gruppo e di uno stesso tema. Ci sono memorie di guerra e memorie di esilio, memorie di vittoria e memorie di emigrazione senza ritorno. Poiché l’eredità è ibrida e conflittuale, l’intervento di tutela e quello di comunicazione e formazione devono essere estremamente consapevoli, sofisticati, attenti all’insidia della semplificazione.

L’intervento educativo, la mediazione, la conservazione possono rivelare il meccanismo del patrimonio, il gesto con cui le tracce del passato vengono riconosciute selezionate e trasmesse.

Il testamento della nostra epoca non sarà semplice da eseguire. Può darsi che l’ipotesi di Gérard Wajcman [2]secondo cui il Monumento dei nostri tempi è un “Champ de Ruines” sia quella corretta. Wajcman pensava al monumento alla Shoah, ma potremmo riferire la sua idea ai Buddha di Bamiyan e al museo di Bagdad (Maffi:2007)[3], che non verranno lasciati in eredità. Può darsi anche che il testamento stabilirà la restituzione di eredità sottratte, e che altri obelischi viaggeranno a ritroso verso la loro sede originaria. Gli autori delle 22 tesi, però, hanno citato sapientemente come premessa al loro libro una delle città invisibili di Calvino, Eufemia, ”la città in cui si cambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio”[4]: il loro auspicio, forse il loro progetto, è dunque quello che il gesto patrimoniale sia innanzitutto uno scambio.

 

Presentazione generale:

https://www.mecenate.info/articolo.asp?id=1186

 

 



[1] “Elementi in vista di un’analisi della ragione patrimoniale in Europa, secoli XVIII-XX”, in Antropologia, VI,7,p. 131.

[2] Gérard Wajcman, L’objet du siècle, Lagrasse, Verdier, 1998

[3] Irene Maffi, “Introduzione”, Antropologia, VI, 7, p.5-17

[4] Italo Calvino, Le città invisibili, Torino,Einaudi,1972, p.

Autore: Anna Vaglio