Archivi categoria: Bibliografia

ROCCA SINIBALDA (Ri). Una grande Biblioteca per un piccolo paese.

Il Comune di Rocca Sinibalda e l’Associazione Angelo Di Mario hanno inaugurato la Biblioteca Angelo Di Mario.  La Biblioteca dispone di testi rari già inseriti in SBN dal MIBAC.
Una grande biblioteca per un piccolo paese, nel quale sono rimasti solo 40 abitanti. E’ un fatto insolito e una sfida quella di voler partire dal mondo del libro e della cultura per offrire una occasione di sviluppo.
A Vallecupola, frazione di Rocca Sinibalda, ha aperto i battenti  la Biblioteca Angelo Di Mario, non si tratta di una biblioteca ‘intestata ad uno scrittore’ da un ente pubblico, ma di una biblioteca privata realizzata con libri interamente di proprietà dell’autore stesso, significativi per ripercorrere il suo excursus artistico e linguistico e per tutti coloro che abbiano la necessità di consultare testi rari, soprattutto di linguistica, poesia e storia locale.
Appena aperta al pubblico la piccola biblioteca è stata già riconosciuta dal MIBAC (Ministero dei Beni Culturali) per la valenza dei libri e materiali d’archivio in dotazione, in particolare riferiti alle lingue antiche ed alla lingua etrusca.
La sezione di etruscologia ospita infatti volumi reperibili solo in grandi biblioteche statali, prendiamo ad esempio la Tabula Capuana: un calendario festivo di età arcaica / Mauro Cristofani. – Firenze : L. S. Olschki, 1995. – 136 p., [11] c. di tav. : ill, a Rieti e nel Lazio non è in dotazione in alcuna biblioteca, la troviamo a livello nazionale a Roma in strutture quali  la Biblioteca Nazionale centrale, invece il titolo Portugalenses… lumina mundi : incursioni nelle trincee della posicao portuguesa: anno accademico. – Roma : Libr. editrice E. De Santis, 1962 in Italia è presente solamente in quattro biblioteche, compresa la Biblioteca Di Mario, e cioè a Firenze, presso la Nazionale Centrale e a Roma, presso la Biblioteca della Società Geografica Italiana e la Nazionale Centrale.
In termini pratici vuol dire che chi effettua la ricerca in sbnweb (ricerca semplice) da qualsiasi luogo d’Italia trova questi titoli solamente in queste biblioteche e, essendo libri che non si possono dare in prestito, dovrà necessariamente raggiungere il piccolo centro.
Già sono pervenute richieste da studenti ed appassionati residenti nelle più svariate zone d’Italia e addirittura dall’estero: dalla Grecia, dalla Turchia e dall’Argentina.
Nella Biblioteca si potranno consultare anche i volumi pubblicati dallo studioso (quali ad esempio Lingua Etrusca: la ricerca dei tirreni attraverso la lingua, Iscrizioni Tirsene e Velsinie a confronto, La Lingua degli etruschi, Lingua etrusca), i numerosi articoli apparsi su riviste specializzate, ma soprattutto l’archivio, utile per ripercorrere i suoi studi, esaminare ossia il metodo particolare di Cinefonesi grazie al quale ha tradotto in maniera originale la lingua etrusca e il lineare Cretese A, mai tradotto finora.
Personalità poliedrica (poeta, scultore, etruscologo) Di Mario è nato a Vallecupola il 12 aprile 1925 dove riposa, nel piccolo cimitero, dal 21 agosto 2013; allo studio delle lingue antiche, grazie al quale ha ottenuto  riconoscimenti dall’Accademia Tiberina, dall’Accademia dei Lincei, il Primo Premio alla carriera nel 2011 dal Comune di Cortona, ma anche l’apprezzamento di noti linguisti come Giacomo Devoto,  si affianca una ricca produzione poetica,  che ha ugualmente ottenuto riconoscimenti, premi e recensioni di critici noti quali Luigi Tallarico, Gaetano Salveti, Maria Luisa Spaziani, Giorgio Bàrberi Squarotti.
La biblioteca accoglie anche i suoi 13 libri di poesia, le raccolte inedite e numerose riviste di poetica che potranno interessare appassionati e studiosi del settore.
“Disponiamo di circa 6000 pezzi, tra volumi e riviste, e nasciamo con l’obiettivo di continuare a promuovere l’opera di mio padre, ma anche di rivitalizzare il piccolo paese e il suo habitat naturalistico incontaminato e di  favorire la crescita e l’aggiornamento culturale dei cittadini dell’area che include la Valle del Salto e la Valle del Turano, e dei cittadini in generale in ambito regionale, nazionale ed internazionale, tramite l’accesso informatizzato alla documentazione posseduta ma anche attraverso l’organizzazione di momenti di lettura, presentazione di libri, organizzazione di conferenze e convegni che prevedano il coinvolgimento del mondo scolastico ed universitario – spiega la responsabile della Biblioteca Maria Grazia Di Mario –  vogliamo essere inoltre un centro informativo locale per chi transita sul territorio per fini turistici con lo scopo di promuoverne la storia e il patrimonio naturalistico locale, fondamentale l’obiettivo di tutela e valorizzazione della storia locale. Chiunque può frequentare la Biblioteca e utilizzarne le risorse e i documenti. Il lavoro di catalogazione ovviamente è appena iniziato grazie al supporto del personale degli Istituti Culturali di Roma, attualmente sono stati collocati mille titoli. E’ una vera sfida perché a Vallecupola sono rimaste poche persone, ma proprio attraverso iniziative di questo tipo si può sperare in una rinascita che parta dalla cultura e dal paesaggio. Vallecupola ha tutte le carte in regola per diventare una sorta di Calcata, meglio di Calcata, grazie alla cornice naturale che la accoglie in quella valle ‘Cubra’ la cui terminologia non nasconde origini arcaico – orientali. Mio padre sosteneva che in tempi antichi i Sabini adoravano un’antichissima dea orientale, detta Kubaba > Kubabasa, semplificata nella dea *Ku()pasa > *Cupara > Cubra, per diventare  anche ‘*Cubera > Cibele (onorata come ‘la Buona Madre’)’; anche a Roma ne esisteva il culto; quindi si può presumere che il nome del paese contenesse una variante fonetica di questa divinità, nel senso che potesse derivare dal teonimo CUBRA attraverso lo sviluppo fonetico compatibile: *CUBARA > * CUPORA > CUPOLA, dando l’esito VALLE CUPOLA, con i termini separati, come risulta da molti documenti antichi; oppure VALLECUPOLA, definizione recente”.
Insomma, viaggiare nei libri, e nei materiali di archivio, di Angelo Di Mario,  rappresenta anche una occasione per iniziare un viaggio avventuroso, alternativo e straordinario, nella storia di un territorio poco conosciuto e valorizzato.
Angelo Di Mario ha pubblicato centinaia di articoli su riviste specializzate e 5 libri sulla lingua etrusca, 13 libri di poesia, ha scolpito 500 sculture in bronzo e ceramica. Nel 2011 ha ricevuto un primo premio Speciale per i suoi studi sulla lingua etrusca dalla Città di Cortona, le sue sculture sono ospitate sul catalogo Mondadori degli Scultori italiani, le poesie hanno ricevuto premi e critiche dai critici più noti e qualificati, tra cui Giorgio Bàrberi Squarotti e Luigi Tallarico.

Info:
Giorno di apertura il sabato (orario continuato)
Via Sant’Antonio n. 1 Vallecupola di Rocca Sinibalda
Direttore Maria Grazia Di Mario – dimariomariagrazia@libero.it
e-mail: bibliotecadimario@libero.it – tel.cell. 3473628200

Il Veronese e i Bassano. Grandi artisti veneti per il Palazzo Ducale di Torino.

Le spettacolari tele, commissionate dal Duca Carlo Emanuele I di Savoia ai più celebrati maestri veneti del Cinquecento, raffiguranti La regina di Saba offre doni a Salomone e Il ratto delle Sabine dipinte rispettivamente dall’atelier del Veronese e da Francesco Bassano, sono presentate alla Reggia dopo un accurato intervento di restauro, realizzato dal Centro Conservazione e Restauro di Venaria grazie ai finanziamenti ministeriali e al contributo della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.
Le opere, provenienti dalle collezioni della Nuova Galleria Sabauda di Torino, sono esposte insieme ad un importante nucleo di superbi dipinti dello stesso Veronese e di Jacopo, Francesco e Leandro Bassano, sempre di committenza ducale, per illustrare uno dei momenti più alti del collezionismo sabaudo.
La mostra è corredata da un ampio apparato didattico, dedicato anche all’iconografia e all’intervento di restauro delle opere presentate.
Catalogo della mostra presso La Venaria Reale, fino al 2 febbraio 2014.

Info:
L’Artistica Editrice, Savigliano
Autore: a cura di Anna Maria Bava
Anno di pubblicazione: ottobre 2013
Formato: 17 x 24
Pagine: 96 a colori
ISBN: 978-88-7320-336-0
€ 15,00

ALESSANDRIA. L’Atlante Storico dell’Alessandrino.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha presentato al pubblico L’ATLANTE STORICO DELL’ALESSANDRINO, un progetto editoriale ambizioso, per qualità del dettaglio e approfondimento dei contenuti, probabilmente primo in Italia.
L’iniziativa è organizzata in concomitanza con la 1° Giornata Europea delle Fondazioni, promossa da DAFNE (Donors and Foundations Networks in Europe) in collaborazione con l’ACRI (Associazione Italiana di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa) allo scopo di far conoscere meglio, nei vari Paesi europei, l’impegno delle fondazioni a favore del territorio.
L’ATLANTE STORICO DELL’ALESSANDRINO nasce da un’idea della Fondazione e vede la luce per i tipi della De Agostini dopo oltre un anno di intenso lavoro di ricerca condotto sotto la supervisione di Valerio Castronovo e coordinato da Enrico Lusso, per gli aspetti scientifici, e da Gioachino Gili per quelli grafici e editoriali. E’ corredato da una sezione fotografica, curata e illustrata da Folco Quilici.
La Fondazione – afferma il presidente Pier Angelo Taverna che ha fortemente voluto questa opera – è consapevole non solo del concreto valore culturale di un’approfondita conoscenza delle nostre radici, ma anche del suo ruolo educativo e formativo. L’esito naturale di questo progetto non poteva che orientarsi verso la forma di un atlante storico locale. Grazie all’esperienza di una casa editrice come la De Agostini, si è dato così vita a un entusiasmante viaggio nelle vicende che hanno portato il nostro territorio ad essere così come lo viviamo, partendo addirittura dall’evoluzione delle ere geologiche.
L’Atlante Storico, attraverso una serie di carte tematiche elaborate da studiosi, profondi conoscitori ed esperti della nostra realtà, coordinati da Valerio Castronovo ed Enrico Lusso, ci accompagna in un percorso fra le varie ere sino ai nostri giorni.
Il paesaggio e la sua contemporaneità sono invece descritti e raccontati in modo emozionante da Folco Quilici che, da cittadino del mondo, ha visto la nostra terra con l’occhio esperto del viaggiatore e qui ci restituisce le sue impressioni.
L’opera – 208 pagine a colori – si presenta con la veste grafica delle tradizionali “strenne” che contraddistingue ormai da quasi quarant’anni le pubblicazioni della Fondazione e della banca ed è arricchita da un’edizione didattica. Il ricco corredo di carte tematiche, frutto della collaborazione di una nutrita équipe di storici e di studiosi, selezionati tra i massimi esperti delle varie discipline rappresentate, descrive, a partire dagli aspetti geografici e geomorfologici, il divenire storico del territorio delle attuali province di Alessandria e Asti. La narrazione grafica abbraccia un ampio arco cronologico, che va dalla preistoria alla stretta contemporaneità, alla cui descrizione visiva concorre anche l’inedito inserto fotografico curato da Folco Quilici. Nell’insieme, le carte, immaginate come istantanee precise e
scientificamente rigorose di alcuni momenti storicamente rilevanti, conducono così il lettore attraverso la graduale scoperta delle dinamiche di trasformazione istituzionale, economica, culturale, artistica e architettonica del territorio oggetto di analisi.
Proprio in ragione della sua natura descrittiva e dinamica, l’Atlante si propone dunque vari obiettivi. Tra i principali e più rilevanti da sottolineare è il tentativo di fare il punto su oltre un secolo di studi, restituendone gli esiti alla scala subregionale in forma chiara e comprensibile sia per gli studiosi sia per il grande pubblico, la volontà di dotare gli attori istituzionali presenti sul territorio di un agile strumento, che si auspica possa essere utile quale strumento di sussidio alla programmazione, e, non da ultimo, il desiderio di descrivere in modo innovativo il paesaggio alessandrino, così da agevolarne la conoscenza e la valorizzazione.
Con riferimento esplicito a quest’ultimo tema, – prosegue il Presidente Taverna – non si può fare a meno di sottolineare come l’Atlante sia stato pensato, anche e soprattutto, come sussidiario di storia locale da affiancare ai testi di scuola per accrescere nelle giovani generazioni la consapevolezza del grande valore del territorio in cui ora vivono e che, nell’immediato futuro, si troveranno a gestire. Per tale ragione la versione didattica dell’opera verrà distribuita nelle scuole a tutti gli studenti, affinché ogni famiglia dell’Alessandrino ne possegga una copia, alla stregua di quanto già fatto con il volume sul Risorgimento che ha ottenuto tanto consenso.
Il progetto didattico prevede anche la realizzazione di un ricco corredo di strumenti multimediali che saranno messi a disposizione degli istituti scolastici della provincia di Alessandria.

Info:
Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Piazza della Libertà, 28 – 15121 ALESSANDRIA
tel. 0131294200 – segreteria@fondazionecralessandria.it

Link: http://www.fondazionecralessandria.it

Email: progetti@fondazionecralessandria.it

Francesco DI PAOLO Simone MIRTO Sacralità domestica il primo libro sulle statuette votive in terracotta…

E’ il primo libro sulle statuette votive in terracotta, Sacralità domestica, legato alla tradizione del culto domestico, parte fondamentale della cultura mediterranea.
Il volume con 80 pagine e 170 immagini, edito da Claudio Grenzi Editore, racconta la storia del culto, approfondisce  un aspetto fino ad oggi inedito della ceramica di Grottaglie (TA) e racconta i santi venerati in Puglia: tra patroni, compatroni e protettori. Una sorta di paradiso domestico a cui gli uomini e le donne facevano affidamento per proteggersi dalle malattie fisiche e spirituali, dalle calamità naturali e per propiziarsi i futuri raccolti.
Che la Puglia sia una terra pronta ad accogliere i migranti, non è peculiarità recente. Basta  un’occhiata alle statuette votive in terracotta, amorevolmente riportate alla luce dopo decenni trascorsi in  soffitte e cantine, per verificare: i Santi riprodotti, confezionati e tramandati da generazioni e generazioni di antenati, appartengono  a diversi Paesi del Mediterraneo. Tutto questo è “Sacralità domestica, santi in terracotta tra Ottocento e Novecento nella Collezione Vestita (Claudio Grenzi Editore)” il primo testo dedicato, appunto, alla tradizione del culto domestico, parte fondamentale della cultura mediterranea.
Ottanta pagine, 170 immagini di statuette votive che narrano la storia del culto dei singoli santi in Puglia e approfondiscono un aspetto fino ad oggi inedito della ceramica di Grottaglie, quello della piccola statuaria votiva in terracotta. Il volume nasce dalla sua mostra Sacralità domestica, presentata con successo durante il periodo pasquale a Grottaglie (TA).
Le statuette raccolte nel testo “Sacralità domestica, santi in terracotta tra Ottocento e Novecento nella Collezione Vestita” abbracciano una fetta significativa della moltitudine di santi venerati in Puglia: tra patroni, compatroni e protettori. Una sorta di paradiso domestico a cui gli uomini e le donne facevano affidamento per proteggersi dalle malattie fisiche e spirituali, dalle calamità naturali e per propiziarsi i futuri raccolti. Le statuette dei santi in terracotta facevano, infatti, parte di un dialogo costante nella vita di ogni giorno tra l’uomo e il sacro ed erano spesso collocate nelle nicchie in tufo ricavate nelle mura domestiche, adornate da fiori e candele. Le opere venivano realizzate a mano e dipinte a freddo dai ceramisti grottagliesi nelle loro case private, vendute poi in occasione delle feste patronali nei paesi di tutta la Puglia.
La multietnicità dei santi venerati è una particolarità della regione, perché vede uno accanto all’altro l’irlandese Cataldo, gli armeni Biagio e Gregorio, i “turchi” Cosma e Damiano, gli egiziani Ciro e Bersanofio, i francesi Rocco e Leonardo, gli spagnoli Vincenzo Ferrer e Domenico Guzman, i tedeschi  Corrado ed Emidio, il londinese Tommaso Becket e  il libanese Teodoro D’Amasea.
“Il testo tratta un aspetto significativo e fino ad oggi inedito della tradizione ceramica di Grottaglie, quello della piccola statuaria votiva domestica. – affermano Francesco Di Palo e Simone Mirto, autori del catalogo- Sacralità domestica, per la quantità e per la varietà del materiale preso in esame non si propone di essere un testo esaustivo ma offre un punto di partenza, che fino ad oggi non esisteva, a tutti gli studiosi e appassionati che vogliono accostarsi a questa produzione artigianale tipicamente meridionale. Sottolinea anche la necessità della riscoperta, sul piano culturale, della fitta trama di santuari diffusa sul territorio regionale, scrigni spesso inesplorati di opere d’arte e meta di periodici pellegrinaggi.”

Info:
Daniela Fabietti tel. cell. 3351979415                                                                    

Email: fabietti.daniela@gmail.com

Giovanni GAZZANEO Elena PONTIGGIA. Il sacro nell’opera di Giorgio De Chirico. Oltre la Metafisica. Catalogo ragionato.

E’ in libreria, Giorgio de Chirico. Catalogo ragionato dell’opera sacra (Silvana editoriale) che riunisce per la prima volta i lavori nell’ambito dell’arte sacra realizzati dal Pictor Optimus (Volos, 1888 – Roma, 1978), indagando così uno degli aspetti meno conosciuti della sua produzione e presentando oltre 150 opere, molte inedite o di rara pubblicazione, tra dipinti, sculture e disegni.
Curato da Giovanni Gazzaneo ed Elena Pontiggia, il volume, introdotto dal ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, raccoglie i saggi di Gianfranco Ravasi, Paolo Picozza, Pierangelo Sequeri e dei due curatori. Il catalogo inaugura la collana Novecento Sacro, ideata e promossa dalla Fondazione Crocevia, che vuole mostrare come i grandi maestri – nonostante nella manualistica il soggetto sacro sembri scomparire – abbiano continuato a indagare il rapporto tra Dio e l’uomo anche nella contemporaneità.

De Chirico, il padre della Metafisica, ha prodotto dalla fine degli anni Trenta e con frequenza più intensa negli anni Quaranta e Cinquanta opere di soggetto religioso che testimoniano come l’universo poetico e filosofico dell’artista sia andato profondamente rinnovandosi con una ricerca affascinante, dagli esiti complessi e problematici.
Le riflessioni offerte intendono mettere in luce come sia subentrata, in concomitanza con la seconda guerra mondiale, un’apertura verso il mistero divino che ha modificato la concezione esistenziale professata dal Maestro negli anni della Metafisica – quando riteneva che il mondo intero fosse il regno del “non senso” – e che si è tradotta sia in scritti teorici, sia in opere d’arte che sanno sorprendere, a partire dall’Apocalisse, le cui tavole sono realizzate nella seconda metà del 1940. “Nessuno– sottolinea Elena Pontiggia -, da almeno mezzo millennio, aveva disegnato un’Apocalisse così poco apocalittica come de Chirico. E nessuno, forse, ne aveva raffigurato gli eventi con tanta tranquilla serenità, venata in alcune parti da un candore addirittura fanciullesco. Il libro sacro più misterioso e terribile, tradizionalmente interpretato come profezia della fine del mondo (anche se in realtà è più una meditazione sulla dolorosa storia dell’uomo che sul suo destino escatologico e culmina con la luce sfolgorante della Nuova Gerusalemme e del trionfo dell’Agnello); le visionarie pagine giovannee, abitate da mostri e draghi, oscurate dalle tenebre dell’Anticristo e percorse dai flagelli orrendi dei Quattro Cavalieri, diventano in de Chirico un racconto fiabesco, insieme spontaneo e colto, soffuso in certi punti di un evangelico spirito d’infanzia, in altri di solenni accenti classici”.
Scrive il cardinale Gianfranco Ravasi: “Ancor oggi sul cavalletto del suo studio è collocata la copia incompiuta del celebre Tondo Doni di Michelangelo custodito agli Uffizi. Già nel 1921 de Chirico, con grande rispetto, si era confrontato con questa Sacra Famiglia, “il quadro più difficile a interpretarsi e copiarsi”, come egli confessava. Giunto al crepuscolo della sua esistenza, il Pictor Optimus aveva compiuto questo estremo tentativo di venerazione per un soggetto religioso e per un artista così eccelso, e idealmente la sua mano si era fermata dopo aver colmato di colore solo il volto della Vergine Madre. Era questo il suggello simbolico a un lungo itinerario artistico che non aveva certo ignorato il sacro, inoltrandosi “oltre la metafisica”, lungo i sentieri d’altura dello spirito, tra i panorami delle grandi narrazioni bibliche”.

Il catalogo, grazie ai saggi e all’antologia di scritti del Maestro sull’arte sacra riportata in appendice – essenziale per la comprensione di un tema tanto trascurato dalla critica quanto rilevante invece per l’artista –, porta un contributo nuovo e fondamentale agli studi sull’opera del Pictor Optimus. Per Giovanni Gazzaneo: “De Chirico è stato tra i pochi artisti del Novecento ad aver colto il paradosso del Cristo che è insieme il “più bello fra i figli dell’uomo” (Salmo 45,3) e l’Ecce homo senza “bellezza né apparenza” (Isaia 53,2). Sono questi i due volti sempre presenti nell’arte cristiana, come ha in più occasioni sottolineato Benedetto XVI: il volto del dolore (che il secolo scorso ci ha proposto nel segno della croce) e il volto della gloria (che il Novecento ha saputo esprimere molto raramente), entrambi belli perché espressione dell’amore più grande, quello che dà la vita. La Salita al Calvario e l’Apocalisse sono espressioni di questo paradosso antico di duemila anni eppure sempre nuovo, a cui de Chirico ha saputo offrire forma e colore”.

Info:
Silvana editoriale, pp. 288 – 180 illustrazioni a colori; Euro 45 – (tel. 02.61836287)
Crocevia – Fondazione Alfredo e Teresita Paglione – Via Appiani, 1; 20121 Milano

Link: http://www.silvanaeditoriale.it

Email: fondazionecrocevia@gmail.com