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Liana CASTELFRANCHI, Lo splendore nascosto del Medioevo.

Il termine arti minori con cui si comprende miniatura, oreficeria, avori, ecc. è sempre stato non felice e molto limitante. L’espressione “arti decorative” usata all’estero a sua volta non fa giustizia di questo vasto contributo dell’espressione figurativa. Liana Castelfranchi non solo mostra lo splendore “nascosto” dell’arte medievale, dagli avori tardoantichi alla miniatura gotica, ma opera una folgorante constatazione.
Forse con la sola eccezione del romanico, in cui affresco, pittura e miniatura hanno proceduto di concerto, nel periodo tardoantico, nel mondo carolingio e ottoniano, e così pure nel gotico, sono le cosiddette arti minori, e con esse la miniatura, a far da apripista allo sviluppo delle arti visive.
Non avremmo il romanico senza la stagione di miniature carolinge e ottoniane, ed è la miniatura gotica che riapre l’arte al fenomeno della prospettiva, determinante dal Rinascimento.
Uno splendore, quello delle arti minori, che non solo si fa ammirare per l’equilibrio estetico raggiunto, ma si fa studiare per la forza d’innovazione. Questo sintetico lavoro dell’autrice, in cui le immagini sono state selezionate in estrema coerenza con il testo, resta una delle pietre miliari per l’affronto dell’arte medievale.

Liana Castelfranchi, nata a Milano nel 1924, ha insegnato Storia dell’Arte Medievale all’Università di Verona e all’Università degli Studi di Milano. Ha dedicato principalmente i suoi studi al campo della pittura del Trecento e del Quattrocento, con particolare attenzione ai fenomeni della circolazione artistica e ai rapporti tra arte italiana e d’Oltralpe. Per Jaca Book ha curato la collezione «Storia dell’Arte Europea», cui appartiene L’Arte del Medioevo (1994) e Il Quattrocento (1998), ed è autrice di numerose pubblicazioni, tra cui: Italia e Fiandra nella pittura del ’400 (1983), L’Angelico e l’Umanesimo (1989), L’Arte Medievale in Italia e nell’Occidente europeo (1993), Le arti minori nel Medioevo (1994), Van Eyck (1998), L’Arte dell’anno Mille in Europa 950-1050 (2000, con contributi di altri autori, e 2018), L’arte ottoniana intorno al Mille (2002).

Info:
Sottotitolo: Arti minori V-XIV secolo
Editore: Jacabook – www.jacabook.it
Prezzo: Euro 80,00
Anno di pubblicazione: Settembre 2005 – Ristampa / N.ediz.: Gennaio 2020
Pagine: 240
ISBN (a 13 cifre): 978-88-16-60609-8
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AA.VV. Pietra di Finale. Una risorsa naturale e storica del Ponente ligure.

In questi giorni, da parte del Museo Archeologico del Finale, della sezione finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova, è stato pubblicato un atteso libro dedicato alla “Pietra di Finale”.
Si tratta di una pubblicazione dal titolo: “Pietra di Finale. Una risorsa naturale e storica del Ponente ligure”, edita a cura di Giovanni Murialdo, Roberto Cabella e Daniele Arobba.
Fig_02Dopo la presentazione di Vincenzo Tinè, fino a pochi giorni fa Soprintendente ai Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio della Liguria, il volume contiene alcuni importanti contributi riguardanti gli aspetti geologici e naturalistici della Pietra di Finale. Particolare attenzione è stata rivolta agli ambienti del mare miocenico dal quale tra 28 e 11 milioni di anni fa si formò questa roccia ed ai fossili che caratterizzano le formazioni della Pietra di Finale e di quella di Verezzi. Tra questi, un capitolo specifico riguarda l’importante testimonianza ossea di balenide proveniente dalla cava dell’Aquila, recentemente acquisita ed esposta nel Museo Archeologico del Finale.
Segue una fitta sequenza di capitoli dedicati alle tecniche estrattive, all’impiego ed alla diffusione della Pietra di Finale nei vari periodi storici, a partire dalla Preistoria e soprattutto in Età romana e tardoantica, quest’ultima caratterizzata dalla produzione di tipici sarcofagi diffusi in tutta la Liguria tra V e VII secolo.
Fig_03Particolare rilievo ha ovviamente l’impiego di Pietra di Finale durante il Medioevo e nella costruzione di importanti edifici rinascimentali da parte dei Del Carretto tra la metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento.
In Età moderna, la Pietra di Finale – e in particolare quella estratta a Verezzi – furono usate a Genova in prestigiosi edifici civili e religiosi riconducibili alle grandi famiglie dell’aristocrazia locale, così come nella vicina Loano, feudo dei Doria.
Infine, vengono ripercorse le vicende delle principali figure che tra Otto- e Novecento segnarono le vicende estrattive di questi materiali e il loro impiego da parte di prestigiosi nomi dell’architettura e della scultura italiana del XX secolo, quando la Pietra di Finale conobbe una diffusione che raggiunse anche altri continenti.
Il capitolo conclusivo sottolinea le potenzialità offerte da un recupero delle antiche cave nell’ambito di una suggestiva valorizzazione di questi esempi di archeologia industriale.
La pubblicazione, di oltre 570 pagine, rientra tra le iniziative di valorizzazione del territorio finalese nell’ambito del progetto per la creazione di un Museo Diffuso del Finale – MUDIF, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.
In attesa della presentazione ufficiale al pubblico, prevista nel prossimo mese di settembre, la pubblicazione è già reperibile presso il Museo Archeologico del Finale a Finalborgo e presso alcune delle principali librerie locali.

Illustrazioni:
Figura 1- La copertina della pubblicazione dedicata alla Pietra di Finale.
Figura 2- Fossili della Pietra di Finale.
Figura 3- Una delle Virtù Cardinali della lunetta in Pietra di Finale sulla facciata del Palazzo del Tribunale a Finalborgo (1462).

Silvia BOTTARO. Paolo Gerolamo Brusco (1742-1820). Un artista nel tessuto urbano di Savona ed il suo legame con la Liguria.

01Ricerca dedicata al pittore Paolo Gerolamo Brusco (1742-1820), artista poco noto che studiò a Roma col Batoni e il Mengs e che è stato diretto testimone della prigionia a Savona di papa Pio VII, per mano di Napoleone, ritraendo il Santo Padre durante tale cattività e facendo, in tal modo, veicolare la sua immagine al di là della sua residenza nel palazzo vescovile di Savona (è pubblicato un inedito ritratto del Papa in questione).
02Il libro, poi, vuole raccogliere interesse al fine del restauro di una pala d’altare di proprietà del Comune di Carcare (Savona) ritraente S. Giuseppe Calsanzio mentre parla ai suoi studenti nel collegio calasanziano di Carcare da lui fondato nel 1621, quale prima scuola di tale indirizzo pedagogico in Italia.
L’introduzione è stata scritta dalla Dr.a Silvana Vernazza della Soprintendenza di Genova: testo che vi allego e così la copertina del libro e la tela del Brusco ritraente S. Giuseppe Calasanzio da restaurare e quella con papa PIO VII (proprietà del Comune di Carcare).

In allegato la prefazione: Prefazione VERNAZZA

Autore: Silvia Bottaro – ass.aiolfi@libero.it

Didascalie immagini:
1) Paolo Gerolamo Brusco, Ritratto di Pio VII, olio su tela, cm. 50×40, già collezione Barrili, Comune di Carcare, Savona, fotografia di Lino Genzano
2) Paolo Geroilamo Brusco, San Giuseppe Calasanzio ed i suoi studenti, olio su tela, cm. 177×121, Comune di Carcare, Savona, fotografia di Lino Genzano

Ernst Kitzinger, Alle origini dell’arte bizantina. Correnti artistiche nel mondo mediterraneo dal III al VII secolo.

Alle origini dell’arte bizantina, qui presentato nella nuova edizione italiana a cura di Maria Andaloro e Paolo Cesaretti, è uno di quei testi seminali, che rivoluzionano le discipline; una di quelle opere che si pongono come spartiacque per generazioni di studiosi e che giungono a superare il campo dell’ appartenenza specialistica per porsi come «classici moderni» del pensiero e della riflessione storico-artistica.
È l’opera con la quale Kitzinger – coetaneo e sodale di Gombrich e di Panofsky, di Wittkower e di Held; transfuga, come loro, dalla Germania nazista – sottrae definitivamente l’arte mediterranea dei secoli dal III al VII al pregiudizio classicistico della «decadenza» per mostrarne le ragioni di fondo, nella trasformazione da una visione del mondo essenzialmente umanistica a una concezione più spirituale e astratta.
Ricca di riferimenti alla storia delle idee dell’epoca, allo sviluppo dei centri di produzione della cultura visiva (dal Levante a Costantinopoli, da Roma a Ravenna), alla persistenza di tradizioni antiche, e nel contempo folgorante negli accostamenti all’esperienza artistica del XX secolo – particolarmente all’Astrattismo -, Alle origini dell’arte bizantina è non solo il capolavoro del suo Autore, ma anche la più incisiva e persuasiva introduzione all’arte del mondo tardoantico e protomedievale. È adatta ai più diversi livelli di lettura e di «fruizione» anche per la seduzione di una scrittura sempre brillante e sostenuta, corredata da inoppugnabili riscontri visivi nelle oltre 230 illustrazioni che corredano il volume e che costituiscono una sorta di libro-dentro-il-libro.
Testo rivoluzionario e capolavoro dell’autore, il lavoro di Kitzinger, contrapponendosi alla concezione di un’evoluzione stilistica unilineare, svolge un’innovativa analisi della pittura a Roma dal III al VII secolo, e accompagna il lettore all’interno di territori artistici altrimenti difficilmente afferrabili nella loro complessita’. La chiave d’accesso all’arte bizantina e’ nel riconoscimento dell’agire nel fatto artistico di forze sociali e storiche e motivi interni all’opera d’arte; questo binomio inestricabile determina l’ assoluta originalita’ dell’opera d’arte.

Kunst. Appunti di storia dell’arte
«Alle origini dell’arte bizantina e’ un entusiasmante classico che insegna la straordinaria ricchezza e complessita della storia delle arti figurative».

Il Giornale dell’arte
«Un volume prezioso, ricco e denso come un vino d’annata, un classico insuperato che segno’ una svolta epocale nella lettura del fatto artistico che si legge con infinita gratitudine nei confronti dell’autore»

Info:
Edizioni Jaca Book, Milano
190 pagine, con 231 illustrazioni in Bianco/Nero;
Tradotto da: Paolo Cesaretti
Prezzo: Euro 30,00
Anno di pubblicazione: Marzo 2005 – Ristampa/N.ediz.: Novembre 2017
ISBN (a 13 cifre): 978-88-16-41450-1

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