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SAVONA. mostra d’arte contemporanea “Nascoste e palesi bellezze”.

Partecipanti alla mostra n. 52 artisti, così suddivisi:
pittori – Gianfranco Angioni, Ivo Antipodo, Emilio Beglia, Gerry Buschiazzo, Sandra Chiappori, Giulio Cosso, Lucia Curti, Lara Del Pizzo, Alessia De Stefano, Maria Giulia Drago, Luigi Esposito, Paola Failla, Fiorenza Ferrari, Alessandro Fieschi, Linda Finardi, Silvia Fucilli, Laura Gabelloni, Cristina Mantisi, Teresa Marsupino, Bruno Meldi, Gianni Nattero, Vincenzina Pessano, Adriana Podestà, Enrico Pollero, Enrico Protti, Mariella Relini, Stefania Salvadori, Mariarosa Scerbo, Laura Maria Stringini, Mariella Tissone, Aurelia Trapani, Giuseppe Trielli, Marino Vanara, Francesco Vichi
Fotografi – Cinzia Bassani, Franco Chiara, Francesca Donadini, Biagio Giordano, Giuseppe Mascarino, Matteo Musetti, Antonietta Preziuso, Angela Ruffino, Chiara Solinas, Chiara Vallarino
Ceramisti – Elisabetta Brunetti Buraggi, Brunella Coriando, Gian Genta, Grazia Genta, Giovanni Massolo, Giovanna Oreglia, Vittorio Patrone, Gianni Piccazzo
Motivazione:
Questa mostra, così articolata, colorata, ricca di tecniche e forme, vuole festeggiare i primi 15 anni di vita e di attività del Volontariato culturale che l’Associazione “Aiolfi” ha inteso fare per dare un senso allo stare insieme, e per ricordare come il bello sia parte integrante della nostra vita perchè l’Italia è il migliore Paese al mondo da tale punto di vista.
Ben n. 52 Artisti associati “Aiolfi” hanno inteso condividere questo momento così importante: il traguardo di 15 anni di attività tutta votata a far conoscere meglio il loro talento, la loro sensibilità. Non a caso questa Associazione ha adottato l’art. 9 della Costituzione Italiana e, come nobile orizzonte, cerca con le proprie forze di dare a tutti i creativi nostri associati le stesse opportunità per farsi conoscere, per incontrarsi tra loro, per riflettere sul cosa significhi far parte di una associazione di Volontariato culturale che promuove la migliore conoscenza della nostra Terra, anche attraverso il “fare” pittura, ceramica e fotografia. Speriamo che nel 2019 si possano ancora organizzare iniziative similari e, soprattutto, speriamo di avere sempre più collaborazione dai nostri associati: più siamo e più iniziative si riesce a portare a termine.
In questa mostra, dal titolo che mette in luce come la bellezza si possa trovare dentro di noi e intorno a noi, basta cercarla, capirla, rispettarla, conoscerla, ci sono artisti già molto noti affiancati da artisti quasi agli esordi: un bel messaggio che completa il “fare” di questa Associazione sempre aperta a Tutti.

Info:
Associazione Culturale “R. Aiolfi”-no profit  – Via P. Boselli 6/3, 17100-Savona
Orario: mercoledì ore 10-12, giovedì ore16-18
Tel. +393356762773 – E-mail: ass.aiolfi@libero.it
http://aiolficultura.blogspot.it
Luogo espositivo: sede del Cesavo a Savona, via Nizza 10 a 17100 Savona
Inaugurazione: 16 novembre 2018, ore 17 con saluto del Presidente “Aiolfi” Silvia Bottaro e del Presidente Cesavo Mario Accatino
Durata: dal 16 novembre al 2 dicembre 2018
Orario: da lunedì a venerdì ore 9,30 – 12 e martedì e giovedì ore 15,30 – 17; ingresso libero.

CREA (Al). Cappella del Martirio di sant’Eusebio del Sacro Monte di Crea.

41 anni di interventi sono risultati necessari per riaprire al culto e alle visite la Cappella del Martirio di sant’Eusebio del Sacro Monte di Crea.
Anche per questo la cerimonia di riapertura, del 27 ottobre scorso, alla Presenza del Vescovo di Casale Monsignor Gianni Sacchi, ha assunto la connotazione di un evento storico.
“Pur tenendo conto dei tempi lunghi, fisiologici nel nostro Paese, commenta Renata Lodari, Presidente dell?Ente Sacri Monti del Piemonte” 41 anni paiono davvero infiniti. Eppure 4 decenni trovano una giustificazione nella complessità di questo intervento.
Al di là dei danni causati dai secoli e di quelli dovuti all’abbandono che l?intero Sacro Monte visse dopo le Soppressioni Napoleoniche, sulla Cappella di Sant?Eusebio sembra essersi abbattuto un insieme pesantissimo di avversità. Ambientali, per smottamenti e frane, ma anche e sopratutto danni dovuti alla stupidità umana.
Nel’77, forse in un insensato gioco iconoclasta, le meravigliose statue, capolavoro dell?artista fiammingo Juan de Wespin detto “il Tabacchetti”, furono frantumate in infiniti pezzi. Un disastro rimasto senza colpevoli acclarati e un insulto immotivato alla pietà religiosa e all’arte?.
La cerimonia di restituzione della preziosa Cappella è stata, per volontà dell’Ente Sacri Monti e del Rettore del Santuario di Crea, Monsignor Francesco Mancinelli, un momento di celebrazione ma anche di riflessione.
“Vogliamo sia” comunica ancora la Presidente Lodari “un momento di riflessione sulla vicenda, che, pur nella specificità, è per molti versi emblematica delle problematicità che coinvolgono le 4500 statue e le molte migliaia di metri quadri di preziosi affreschi delle 164 Cappelle presenti nei nostri sette Sacri Monti. E insieme la giusta occasione per ringraziare chi ci ha affiancato negli interventi che hanno reso possibile la “resurrezione” di questa fondamentale Cappella di Crea.
41 anni di interventi hanno visto riunirsi nel progetto di recupero, con le strutture regionali oggi confluite nell?Ente Sacri Monti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, oltre naturalmente alle Soprintendenze competenti. Un lavoro certosino di recupero che è stato di stimolo per la nascita di ?RiCreare Crea?, l?Associazione che da pochi mesi è scesa in campo per garantire un futuro all?intero Sacro Monte”.
“Si tratta di un risultato importante, reso possibile, oltre che dal lavoro dell?Ente di gestione, anche da importanti sinergie sul territorio, che proprio in quest?area hanno una delle sue più chiare espressioni nell?associazione RiCreare Crea ? dichiara Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte – Una vicenda lunga e complessa, quella della cappella di Sant?Eusebio, di cui siamo lieti di poter celebrare la conclusione”.
I restauri
“Il recupero della Cappella” chiarisce il Direttore dell’Ente Sacri Monti, Elena De Filippis “è il risultato di una sequenza di interventi. Dopo l?atto vandalico del 1977, si è cominciato con il porre in sicurezza i frammenti superstiti, quindi con il ripristino della porta di ingresso, azioni non differibili. Agli inizi degli anni ?80 si è proceduto al drenaggio esterno, alle riparazioni alle finestre, interventi volti a far fronte a problematiche legate a risalita di umidità e conseguenti danni sugli affreschi. Solo nel 2005 si è potuto procedere allo smontaggio parziale e ad affidare ciò che rimaneva delle statue al laboratorio di restauro di Gian Luigi Nicola. Nel 2007 si è effettuato lo svuotamento del pavimento che sembrava cedere ed assestarsi in diversi punti e alla costruzione di una soletta aerata per migliorare la salubrità della cappella danneggiata dalla umidità ascendente
Tra il 2008 e i 2009, una importante frana ha interessato il versante sovrastante la Cappella ed ha assorbito ampia parte delle risorse finanziarie del Parco destinate al restauro di pitture e statue per ridestinarle al consolidamento del pendio a monte della Cappella. In parallelo si è avviato il restauro degli affreschi, concluso nel 2012. E’ del 2014 il restauro delle statue e la loro ricollocazione in loco. E? cronaca degli scorsi mesi il rifacimento del tetto e il restauro dell?intonaco esterno, dei serramenti, delle parti in pietra e della porta, intervento reso possibile anche da un finanziamento di 32.000 euro della Fondazione della Cassa di risparmio di Torino”.
La storia della Cappella
Fu Costantino Massino, priore dei padri Lateranensi, ad avere l’idea nel 1589 di arricchire il tradizionale culto per la Madonna di Crea con la costruzione di diverse cappelle, sul modello del Sacro Monte di Varallo. Il culto mariano di Crea era legato a sant?Eusebio, evangelizzatore e primo vescovo di Vercelli che, fuggito dalle persecuzioni degli ariani, si sarebbe rifugiato nel IV secolo sulle colline di Crea portando con se’ dalla Terra Santa un’antica statua lignea della Madonna che la tradizione voleva scolpita da san Luca (conservata nel Santuario).
La prima cappella del Sacro Monte, dedicata al Martirio di Sant?Eusebio, venne concepita come una prima tappa per i pellegrini che si avviavano a scalare il monte per giungere al Santuario.
Il piano inferiore “le cui aperture sono ora murate” era in origine un porticato pensato per la sosta; alla base dell?edificio è ancora presente la fonte che, secondo la tradizione, avrebbe fatto scaturire Eusebio durante il suo ritiro a Crea. Il luogo costituiva tradizionale punto di sosta per chi si avviava a piedi in pellegrinaggio verso il Santuario ed ivi si soffermava per riposarsi, dissetarsi e osservare la scena costruita al suo interno.
A far da fondale alle magnifiche sculture di Juan de Wespin, è la scena della lapidazione del Santo, affreschi attribuiti a Giorgio Alberini.
Il priore Costantino Massino coinvolse per questa cappella la Città di Vercelli, di cui Eusebio era stato il primo vescovo. Nel 1592 il sacello era già stata iniziato a spese di Vercelli, ma i lavori procedettero a rilento, tanto che solo nel 1610 la decorazione interna risultava conclusa. La città di Vercelli volle lasciarvi dipinto sul fondo il paesaggio cittadino con in primo piano la basilica di Sant?Andrea, emblema e simbolo della città.
La cappella fu restaurata, dopo le devastazioni e l’abbandono conseguenti alle soppressioni ottocentesche degli ordini religiosi decretata all’avvio del secolo, negli anni Sessanta dell? Ottocento, da Giuseppe Latini e nel 1935 il gruppo statuario fu rimaneggiato e integrato dal prof. Capra. E il resto è storia recente.

Info:
Ufficio Stampa – Studio ESSECI di Sergio Campagnolo – Tel. 049663499
Referente Simone Raddi: gestione2@studioesseci.net

VENEZIA. Le raccolte della Cassa di Risparmio di Venezia.

Massimo riserbo e misure di sicurezza altrettanto elevate per il trasporto dei tesori della Cassa di Risparmio di Venezia alla Querini Stampalia dove, grazie a Intesa Sanpaolo, proprietaria di quest?importante patrimonio d’arte e di storia, dipinti, sculture, mobili, libri, monete saranno esposti in modo permanente, in linea con gli obiettivi del Progetto Cultura della Banca per la valorizzazione delle proprie collezioni.
Il pubblico potrà ammirare per la prima volta queste opere, sino ad oggi “segrete” ai più, a partire dal prossimo 21 novembre.
Per accoglierle a Palazzo Querini Stampalia è stata ricavata un?ala dedicata, “firmata” da Michele De Lucchi.
“Attenzione e cura massime” afferma Marigusta Lazzari, Direttore della Querini Stampalia “sono state poste nel trasferimento delle opere a Palazzo Querini Stampalia. Al di là del valore intrinseco di questa collezione, a contare è che queste opere d?arte appartengono alla storia di Venezia, ne sono espressione e testimoni imprescindibili”.
Talune, come il magnifico bozzetto, capolavoro di Domenico Tintoretto realizzato per il Paradiso di Palazzo Ducale, hanno creato non pochi problemi, per le dimensioni e la necessità di non sottoporle a vibrazioni e movimenti eccessivi. Far transitare la grande tela del Tintoretto in Palazzo e farla giungere dove il pubblico potrà ammirarla, non si è rivelata operazione semplice. Altrettanto si può dire per i preziosi quanto delicati arredi, carichi di secoli oltre che di bellezza.
Il trasporto delle fragili sculture in pietra di Arturo Martini è stato studiato nei dettagli per risolvere in anticipo eventuali problematiche causate dalle dimensioni delle opere. Per il loro passaggio, attraverso le sale, è stata realizzata una pavimentazione provvisoria in legno, che aiutasse a distribuirne il peso.
La grande tela del Tintoretto invece, agganciata a corde, è stata sollevata a mano, da piano terra al terzo, attraverso la tromba delle scale.
“E con soddisfazione oggi possiamo annunciare che tutto è quasi completamente collocato e allestito negli spazi al terzo piano. Il risultato è emozionante. Il lavoro dell?architetto De Lucchi si inserisce armoniosamente, valorizzando ed enfatizzando le atmosfere create dalle opere e dagli arredi, in un susseguirsi di racconti molto suggestivi che vanno dal XVI al XX secolo.”

Info:
Fondazione Querini Stampalia – Santa Maria Formosa – Castello 5252, 30122 Venezia
T. 041 2711411 – www.querinistampalia.org
Intesa Sanpaolo – Ufficio Media Attività istituzionali, sociali e culturali
T. + 39 0444 339645 – T. + 39 02 87962641
e-mail: stampa@intesasanpaolo.com
Fondazione Querini Stampalia – Ufficio stampa – Sara Bossi
T. + 39 041 2711441 M. 339 8046499
e-mail: s.bossi@querinistampalia.org

ROMA. Riapre al pubblico dopo 80 anni la Saletta Pompeiana di Villa Farnesina.

Dopo 80 anni, ha riaperto ieri al pubblico la Saletta Pompeiana di Villa Farnesina, la meravigliosa villa, situata in Via della Lungara a Roma, commissionata dal banchiere senese Agostino Chigi a Baldassare Peruzzi e affrescata da Raffaello, dal Sodoma, da Sebastiano del Piombo, oggi sede di rappresentanza dell’Accademia Nazionale dei Lincei. L’intervento di restauro che ha permesso la riapertura della Sala è durato un anno e ha ridonato splendore alle decorazioni ottocentesche in stile pompeiano presenti al suo interno (per questo è detta “Saletta Pompeiana”).
Questa stanza di Villa Farnesina ha modificato molte volte la sua destinazione d’uso nel corso dei secoli. Nel Cinquecento costituiva il pianerottolo per la rampa di collegamento con le cucine al livello seminterrato, mentre nell’Ottocento divenne un’anticamera e fu ornata in stile pompeiano, grazie ai restauri fatti eseguire dal Duca di Ripalta, lo spagnolo Salvador Bermùdez de Castro, ex ambasciatore di Francesco II di Borbone presso la Santa Sede, al quale l’ultimo re di Napoli donò la Villa Farnesina in omaggio alla sua fedeltà. Negli anni Trenta del secolo scorso, Guglielmo Marconi, in qualità di presidente della Reale Accademia di Italia, s’insediò nella villa e trasformò la Saletta Pompeiana nel suo bagno personale.
“L’Accademia Nazionale dei Lincei è orgogliosa di aver restaurato alcune sale della Villa Farnesina, sede di rappresentanza dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È di grande soddisfazione per i Soci dell’Accademia l’aver restituito alla città di Roma e al pubblico internazionale alcuni degli ambienti, prima inaccessibili, nell’ottica di un più ampio progetto di valorizzazione e fruizione della Villa Farnesina, gioiello del Rinascimento italiano”, ha commentato Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, mentre Alessandro Zuccari, socio dell’Accademia e coordinatore della Commissione Villa Farnesina, ha aggiunto: “Gli interventi conservativi della Saletta Pompeiana e delle sale contigue, condotti in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, si iscrivono nel programma di restauri e ricerche sulla Villa Farnesina finalizzati al pieno recupero dell’edificio e delle sue decorazioni del Cinquecento e dell’Ottocento”.

Autore: Federico Maria Santilli

Fonte: www.qaeditoria.it, 9 nov 2018

TORINO. Artissima goes Digital!

Artissima, Internazionale d’Arte Contemporanea, apre la sua 25esima edizione a Torino dal 2 al 4 novembre 2018 e lancia oggi la versione completa del suo catalogo online, dove collezionisti, professionisti del settore, appassionati e nativi digitali potranno esplorare in anteprima le gallerie, gli artisti e le opere della fiera.
Con uno sguardo sempre attento alle trasformazioni digitali, la fiera anche nel 2018 attiva all’interno del progetto Artissima Digital – nato nel 2017 e sostenuto da Compagnia di San Paolo – strumenti di approfondimento e conoscenza del proprio ecosistema, creando un modello di relazione più efficace, immediato e su misura con il proprio pubblico, prima e dopo l’evento.
Torna sulla piattaforma artissima.art il catalogo virtuale dove ogni visitatore potrà esplorare Artissima virtualmente e studiarne i contenuti. Registrandosi poi potrà attivare una propria area dedicata in cui salvare le opere, le gallerie e gli artisti che più lo affascinano, creando così la sua personale ‘collezione virtuale’.
Torna anche l’agenda online che permetterà di fruire degli eventi calendarizzati in modo rapido e immediato. Interagendo con la wishlist, l’agenda consentirà ai visitatori registrati di salvare nella propria area personale gli eventi preferiti: talk, visite guidate, premiazioni, workshop e incontri.
Nell’ambito del progetto e con l’intento di celebrare il venticinquesimo anniversario, nasce poi Artissima Stories. 25 years of Art, un programma integrato fra blog e video, a cura di Edoardo Bonaspetti e Stefano Cernuschi, con Anna Bergamasco. Un palinsesto di 25 interviste a personaggi rilevanti della storia di Artissima: 5 direttori, 5 curatori, 5 collezionisti e 10 galleristi. 25 punti di vista su Artissima e il mondo dell’arte contemporanea, in onda tutte le settimane sul sito e i social media della fiera, fino a novembre.
Insieme alla interviste del palinsesto, il blog della fiera, sempre vivo di contenuti aggiornati, ospiterà anche i contributi della redazione di #ArtissimaLive, composta da riviste on-line, blogger e siti web di settore. Nel 2018 la redazione oltre a raccontare “in presa diretta” la fiera, lavorerà tangenzialmente sul tema del suono: all’interno di una cellula monoposto, ogni giorno verrà ospitato un blogger che nella fase di creazione di contenuti editoriali selezionerà anche dei brani musicali da condividere con il pubblico che vorrà sedersi al di fuori della stanza. Una sorta di inspirational soundtrack di accompagnamento al processo creativo e, per estensione, alla fiera. La rosa dei partecipanti, coordinata da Elena Bordignon, comprende: ATP Diary, Droste Effect, Kabul, Widewalls.
Infine, accanto all’area dedicata ai blogger e in continuità con essa, Artissima amplia la #SocialRoom, spazio fisico in cui il pubblico digitale potrà ricaricare i propri dispositivi in un ambiente ricco di stimoli e suggestioni, e introduce per la prima volta un’area dedicata al palinsesto video #ArtissimaRewind, dove si potranno scoprire e approfondire anche le edizioni precedenti della fiera, celebrandone i primi 25 anni.
Tutto l’ecosistema digitale sarà consultabile in fiera grazie a due postazioni dedicate poste all’ingresso del padiglione che consentiranno di sfogliare non solo il catalogo virtuale per informazioni last-minute, ma anche il ricco calendario di eventi.

Info:
Artissima – 2-4 Novembre 2018 – Torino
Artissima – Corso Vittorio Emanuele II, 12 – Torino, Italia
T +39 011 19744106
info@artissima.itwww.artissima.it