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PADOVA. Settecento veneziano.

E’ un 700 veneziano che oltrepassa i “soliti noti” quello che, a partire dal 15 giugno e sino al 6 luglio si potrà ammirare in un luogo tra i più affascinanti e segreti della Basilica di Sant’Antonio, la Biblioteca Antica del Convento del Santo.
Questo spettacolare luogo di studio è precluso al pubblico, se non per ricerche preventivamente autorizzate.
La mostra sul Settecento veneziano, promossa da Graziano Gallo e Veneranda Arca di S. Antonio con la curatela di Fabrizio Magani, offre quindi l’opportunità, davvero unica, di penetrare in questo inaccessibile sancta sanctorum della cultura e dell’arte. L’accesso sarà limitato a gruppi di non più di 15 persone alla volta e secondo orari che rispettino la funzione della Biblioteca e le scansioni della vita claustrale. Ma è certo che le probabili attese saranno ripagate dalla visione di una mostra spettacolare e di sicuro interesse e di ambienti storici straripanti di tesori bibliografici e artistici. L’Antoniana è una delle poche biblioteche francescane antiche che si è conservata quasi integra, fino ad oggi, sfuggendo a razzie e dispersioni.
Questa eccezionale, temporanea apertura avviene, tra l’altro, proprio a conclusione di un intervento di restauro che ha interessato gli affreschi di Giovanni Antonio Pellegrini che nel 1702 ebbe l’incarico di impreziosire lo spettacolare Salone della biblioteca. In esso sono custoditi 90.000 volumi a stampa e 828 manoscritti di grande valore storico artistico, compresi centinaia di preziosissimi manoscritti musicali di Galluppi, Tartini e degli altri Maestri succedutesi nei secoli alla direzione della Cappella Musicale del Santo.
Uno di essi, un manoscritto musicale di Giuseppe Tartini, sarà restaurato proprio grazie ad un finanziamento messo a disposizione da Gallo Fine Art. Si tratta di uno dei più straordinari documenti musicali del Settecento, il manoscritto autografo I-Pca D.VI.1888 di Giuseppe Tartini, conservato presso l’Archivio della Cappella Musicale del Santo (Biblioteca Antoniana), che raccoglie un campione unico di 53 sonate tartiniane.
“Settecento veneziano” proporrà una sequenza di 30 dipinti, appartenenti alla Collezione privata di Graziano Gallo, con alcune integrazioni da altre importanti collezioni private. Opere tutte di maestri veneti dell’ultimo secolo di vita della Serenissima Repubblica. La selezione risponde al progetto scientifico di Fabrizio Magani che ha individuato opere di indiscusso interesse storico e artistico, a confermare l’riginalità e la varietà di un grande momento dell’arte veneta ed europea.
In mostra opere di Giuseppe Zais, Giambattista Piazzetta, Gaspare e Antonio Diziani, Rosalba Carriera, Jacopo Amigoni, Luca Carlevarijs, Francesco Zugno, Francesco Battaglioli, Michele Marieschi, Lorenzo Tiepolo, Maestro del Ridotto, Marco e Sebastiano Ricci, Francesco Guardi, Pietro Longhi, Francesco Zuccarelli, Giambattista Cimaroli, Francesco Fontebasso, Francesco Capella, Antonio Arrigoni, Giuseppe Bernardino Bison, Gian Domenico Tiepolo, Giambattista Pittoni, oltre che di Giovanni Antonio Pellegrini autore anche degli affreschi del Salone della Biblioteca.
“In questa mostra, anticipa il curatore Fabrizio Magani, il visitatore troverà ancora viva la leggerezza dello spirito settecentesco, ma anche alcuni canoni fondamentali della figurazione: il tema del pittoresco, tra varietà e sorpresa; la galanteria come forma del piacere; la libertà delle idee e del sapere, con i suoi simboli ed anche con l’aria nuova e vivificante che circolava nella vita intellettuale più moderna; la fedeltà all’eredità classica e le sue avventure pagane; la verità dell’osservazione che porta gli occhi ad affondare nella natura e nel ritratto”.
In occasione della Mostra “700 Veneziano”, la Pontificia Biblioteca Antoniana esporrà alcune rare e importanti opere geografiche a stampa del XVII e XVIII secolo. Tra queste alcuni eccezionali atlanti del Padre Vincenzo Coronelli, Cosmografo ufficiale della Serenissima Repubblica di Venezia e fondatore dell?Accademia cosmografica degli Argonauti, la prima società geografica del mondo. Del Padre Coronelli la Biblioteca Antoniana conserva ed esibisce due magnifici globi, uno terrestre, l?altro celeste.
«Ospitare questa mostra di grande interesse? dichiara l’Avv. Emanuele Tessari, Presidente Capo della dalla Veneranda Arca di S. Antonio, – valorizza e mette in luce la bellezza di luoghi generalmente poco accessibili del Complesso Antoniano, come la Biblioteca, facendo riscoprire la grande pittura veneta in essi custodita. È un obiettivo che questo Collegio di Presidenza, d’intesa con la Delegazione Pontificia e la Comunità dei frati francescani si è sempre posto: promuovere a Padova e nel mondo la basilica come luogo dove le arti di tutti i periodi storici sono rappresentate ai massimi livelli».

Info:
Dal 15 giugno al 6 luglio 2019
Graziano Gallo – 328 352 2032
Gianpiero Gallo – 320 095 0822
www.gallofineart.com
Ufficio Stampa della Veneranda Arca di S. Antonio, Giuseppe Bettiol 349.1734262 comunicati@giuseppebettiol.it

Goboony: in camper per la Sardegna, nuraghi e non solo.

Ph credit Ele Casula

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La Sardegna è un’isola antica tutta da scoprire. Una delle vacanze più belle ed affascinanti la si può fare in camper. Utilizzando Goboony, applicazione di sharing mobility, tutto diventa più semplice. Goboony mette in contatto camperisti e viaggiatori rendendo possibile la condivisione del mezzo di trasporto.
Organizzare un viaggio archeologico e storico per la Sardegna è forse una delle vacanze più intriganti da pensare.

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Ph credit Ele Casula

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Con Goboony alla scoperta dei Giganti di Monte Prama
Nella costa Ovest dell’isola sorge Cabras, un antico borgo di pescatori. Affacciata sull’omonimo stagno la bella Cabras offre un panorama esclusivo, ma oltre alla bellezza naturalistica c’è molto di più.
Il paese del Sinis è diventato noto per i Giganti di Monte Prama, antichissime statue in arenaria belle da vedere all’interno del museo Marongiu. Se i Giganti di Monte Prama ci portano alla scoperta di un’epoca storica prenuragica veramente poco nota, il Sinis offre anche altro.
Qualche chilometro dopo Cabras è possibile ammirare Tharros città di fondazione punico-fenicia dove si può osservare l’antica architettura di uno dei popoli che per primo ha colonizzato la Sardegna.
Oltre l’archeologia e la storia il territorio offre un mare incantato e naturale, tanto è vero che ci si trova all’interno del Parco Marino del Sinis-Mal di Ventre.
Tappa ideale per un viaggio con Goboony.

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Ph credit Ele Casula

Il pozzo sacro di Santa Cristina: la magia ed il mistero.
La Sardegna ha tanto da offrire specie a chi come noi è appassionato di storia. Utilizzare il camper permette di viaggiare tanto, percorrere chilometri e scegliere mete insolite.
Sempre in provincia di Oristano esiste un bel pozzo sacro da ammirare. Il pozzo di Santa Cristina, situato nell’omonima area archeologica facilmente raggiungibile dalla SS 131. Il pozzo fa parte di una area archeologica molto ricca che comprende anche un antico villaggio nuragico ed un nuraghe. Una tappa imprescindibile per gli appassionati di archeologia in vacanza in Sardegna.

In camper Goboony verso il cuore della Sardegna.
La Sardegna ha tanto da descrivere e raccontare, al di fuori delle solite tappe turistiche, tra curve e salite, panorama mozzafiato ed ottimi vini l’isola racconta di storia millenaria.
A meno di 50 minuti di percorrenza dalla SS 131 Sorgono, centro del Mandrolisai, nasconde un antico tesoro.
Lungo la SS 388 a meno di 10 km da Sorgono chi viaggia con un camper Goboony deve fare tappa a Biru e Concas. Su una collinetta facilmente raggiungibile dall’area di sosta, una serie di menhir che per formazine ricordano Stonehange. La loro posa probabilmente risale al Neolitico.
Nei pressi di Biru e Concas poi sorge San Mauro, un santuario particolarmente bello. Non solo per la maestosa chiesa che si erge su una collina ma perchè qui sono ancora perfettamente conservate le case dei pellegrini dette Muristenes.

Un viaggio in Sardegna non può prescindere da queste tappe antiche e belle.

Alessandro TURCHI, La valorizzazione del territorio: il legame con l’identità locale e il patrimonio culturale.

I musei del Cibo del parmense come esempio di Best Practice.
L’autore intende portare all’attenzione del lettore la relazione esistente tra la valorizzazione del territorio e il suo patrimonio culturale, ovvero quell’insieme di caratteristiche, tangibili ed intangibili, che danno al luogo la sua definizione ed immagine particolare; in altre parole, la sua identità.

Leggi tutto nell’allegato: Valorizzazione del territorio e Musei del Cibo

Autore: Alessandro Turchi – alessandro.turchi@outlook.com

NAPOLI. Chagall, sogno d’amore.

C’e’ anche una ‘dream room’ dove le opere di Chagall avvolgono il visitatore dando vita ad immagini oniriche su misura per le suggestioni di ‘Un sogno d’amore‘: si apre domani alla Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli una originale mostra che in 150 opere racconta la vita, il percorso e in particolare il sentimento del grande artista russo per la sua sempre amatissima moglie Bella.
Tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, anche un nucleo di opere rare provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. Curata da Dolores Dura’n Ucar, la mostra e’ un viaggio nel mondo ricco di stupore e meraviglia di Chagall (1887-1985), dai ricordi d’infanzia intrisi nella tradizione russa alle fiabe, tra poesia, religione e guerra, in un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi e personaggi fantasiosi, sempre al confine tra realta’ e sogno.
La mostra, che restera’ aperta fino al 30 giugno 2019, si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravita’.
Tra le opere esposte ‘Mazzo di fiori su sfondo rosso‘, ‘Gli innamorati con l’asino blu‘, ‘Il gallo viola‘, ritratto di Vava, Grande Nudo, ‘Villaggio russo’ , ‘Nozze sotto un baldacchino’, ‘Il Clown’.
La video installazione ‘Dream room’ e’ firmata da Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi ed e’ realizzata da Art Media, studio di Firenze.
‘Chagall. Sogno d’amore’, realizzata con il contributo di Fondazione Cultura e Arte, e’ organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia. Si avvale del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Napoli. Catalogo edito da Arthemisia Books.
La mostra dedicata a Chagall e’ sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura. Alla presentazione hanno partecipato Vincenzo de Gregorio, rettore della Basilica, Raffaele Iovane, presidente dell’associazione Pietrasanta Polo culturale Onlus, l’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele, Iole Siena del Guppo Arthemisia, la curatice.
La mostra inaugura il progetto L’Arte della solidarieta’, realizzato da Arthemisia insieme a Susan G. Komen Italia, organizzazione impegnata per la lotta del tumore al seno. Nella cripta e nel sottosuolo della Basilica della Pietrasanta, sono aperte anche le mostre ‘Sacra Neapolis – culti, miti, leggende‘ in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, partner isituzionale.

Fonte: www.qaeditoria.it, 14 feb 2019