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FIRENZE. Caravaggio e Caravaggeschi prorogata fino al 9 gennaio 2011.

E’ stata prorogata fino al 9 gennaio 2011 l’apertura della mostra ”Caravaggio e caravaggeschi a Firenze”, in corso dal 22 maggio alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti e alla Galleria degli Uffizi. L’esposizione, aperta a primavera in occasione del quarto centenario della morte del Caravaggio, e’ un percorso che si snoda da Palazzo Pitti agli Uffizi, una parata, completa ed unica, di capolavori del Caravaggio e dei caravaggeschi che rinnovarono all’inizio del Seicento la pittura e l’iconografia sacra e profana.

La decisione di prolungare il periodo e’ stata presa dato l’alto numero di visitatori italiani e stranieri e il successo della critica riscontrato. L’articolato evento espositivo e’ promosso dal Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citta’ di Firenze con la Galleria Palatina e la Galleria degli Uffizi, Firenze Musei, l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Dopo decenni di nuove ricerche scientifiche, scoperte, attribuzioni e acquisizioni storiche, il Polo Museale Fiorentino propone, a cura di Gianni Papi, un nuovo viaggio nel mondo del Caravaggio e del caravaggismo internazionale, presentando una rassegna di opere (oltre 100), una sorta di excursus alla scoperta delle novita’ artistiche dei primi decenni del Seicento, legate al naturalismo e alla rappresentazione della realta’ quotidiana, resa attraverso i mezzi pittorici della luce e dell’ombra.

Autore: Renzo De Simone

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

ROMA. 1861 I pittori del Risorgimento.

Scuderie del Quirinale: 6 ottobre 2010 – 16 gennaio 2011
In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, le Scuderie del Quirinale presentano una grande mostra per illustrare come la pittura italiana abbia rappresentato gli eventi che tra il 1859 e il 1861 portarono il nostro Paese alla conquista dell’indipendenza e dell’unità nazionale.
L’esposizione presenterà le opere dei maggiori artisti dell’epoca (tra i quali Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Federico Faruffini, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Odoardo Borrani, Michele Cammarano e Giuseppe Sciuti) ed evidenzierà come la loro lettura degli accadimenti di quegli anni abbia privilegiato  una commossa rappresentazione dell’adesione popolare a dispetto di una più scontata e retorica celebrazione.
Saranno messi a confronto, per la prima volta, i monumentali dipinti di Giovanni Fattori e Gerolamo Induno, per mettere in luce come entrambi gli artisti, pur con linguaggi diversi, ambissero al medesimo obiettivo: rappresentare le fondamentali battaglie per la conquista dell’Unità spostando l’attenzione dagli aspetti militari a quelli ideali e popolari.

In mostra sarà possibile ammirare il celebre La Battaglia della Cernaia di Gerolamo Induno che partecipò personalmente alla Guerra di Crimea e alla famosa battaglia che immortalò sulla tela in un’opera che costituirà un modello per tutta la pittura del periodo. Tra i più conosciuti artisti dell’epoca, Giovanni Fattori, invece, non partecipò direttamente alla Seconda Guerra d’Indipendenza ma seppe rendere, forse più di ogni altro, la dimensione epica del nostro Risorgimento realizzando capolavori artisticamente assimilabili alle più belle pagine del Tolstoj di Guerra e Pace.
Nelle opere dei lombardi Eleuterio Pagliano e Federico Faruffini come in quelle del napoletano Michele Cammarano si potrà ammirare, poi, quel rivoluzionario e impressionante realismo che ispirò l’immaginario cinematografico di registi come Blasetti e Visconti che proprio al racconto del Risorgimento dedicarono alcuni loro capolavori.
In mostra, quindi, il racconto di alcuni degli anni e delle vicende più importanti della nostra storia, i fatti rivoluzionari del 1848, indispensabile premessa per capire le vicende dal 1859 al 1861, il mito delle Cinque giornate di Milano e quello di ‘Roma ferita al cuore’, la partecipazione popolare  e l’epica della storia nelle opere di Hayez, Molteni, Induno. E ancora, lo spirito popolare dell’epopea dei Mille,  il mito delle camice rosse e la figura di Garibaldi interpretati da Fattori, Gerolamo Induno, Filippo Liardo e Umberto Coromaldi.
Con le delusioni di Villafranca e di Aspromonte, drammaticamente restituiteci dai capolavori di Domenico e Gerolamo Induno, la mostra si avvia a conclusione. Il tragico dipinto del Fattori, Lo staffato, è l’opera emblematica di questo periodo, il simbolo delle riflessioni e delle inquietudini che caratterizzarono quegli anni, forse, come è stato da più parti definito, il più vero e antiretorico monumento ai caduti delle guerre risorgimentali.

Info:
Biglietti e visite guidate: Intero € 10,00 – Ridotto € 7,50
Biglietto integrato Scuderie del Quirinale + Palazzo delle Esposizioni: Intero € 18,00 – Ridotto € 15,00
Il biglietto ridotto è valido per: giovani fino a 26 anni, adulti oltre i 65 anni, insegnanti in attività, giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti), gruppi convenzionati, forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento.
L’ingresso gratuito è valido per: bambini fino a 6 anni, disabile (accompagnatore gratuito), invalido (accompagnatore gratuito), guide turistiche Regione Lazio, accompagnatori turistici Regione Lazio, possessori tessera ICOM e ICROM.
E’ possibile prenotare solo telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00; sabato dalle 9.00 alle 14.00.
Visita guidata individuale in italiano: sabato, domenica e festivi 10.30 – 12.00 – 16.30 – 18.00 – € 4,00
Audioguida in italiano e in inglese: singola € 4,00*, doppia € 6,00*
Tel. 06 39967500

Link: http://www.palazzoesposizioni.it

FIRENZE. FLORENS 2010 I settimana internazionale dei beni culturali e ambientali.

Florens 2010 – Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, che si svolgerà a Firenze dal 12 al 20 novembre 2010, è una manifestazione ideata da Giovanni Gentile, Presidente di Confindustria Firenze e dal Comitato Promotore di Florens 2010 composto da: Intesa Sanpaolo, Banca Cassa di Risparmio di Firenze, Confindustria Firenze, Confederazione Nazionale Artigianato Piccola e Media Impresa Firenze (Cna Firenze).
La direzione artistica della prima edizione è a cura di Davide Rampello. La prima Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali prevede 30 convegni, 10 mostre, 150 eventi ed il Forum Internazionale, organizzato in collaborazione con The European House – Ambrosetti, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze e Unesco. Florens 2010 ospiterà personalità ed esperienze di rilevanza mondiale ed al contempo le eccellenze culturali, artistiche ed economiche del territorio nazionale. L’intera città di Firenze sarà coinvolta: dai luoghi del sacro (Cattedrale, Battistero) a quelli delle istituzioni civiche (Palazzo Vecchio, Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Sacrati Strozzi), dai palazzi privati alle piazze, dai musei alle università, dagli ‘spedali’ alle biblioteche, dai teatri alle librerie, fino ai comuni limitrofi di Scandicci, Fiesole, Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli.
L’iniziativa mira a promuovere il patrimonio culturale e ambientale quale volano di sviluppo economico e sociale, proponendo un modello innovativo di golden economy, per la valorizzazione industriale del giacimento di beni culturali e ambientali.

Firenze e la Toscana rappresentano la sede ideale per la nascita di un laboratorio globale di arte, cultura ed economia, esportabile a livello internazionale e capace di formulare azioni concrete in chiave innovativa.
La valorizzazione è reinterpretazione”, questo il tema guida della manifestazione, che vuole indurre ad una riflessione sulle ragioni e necessità del cambiamento, non solo nell´ambito culturale, ma anche presso i sistemi di produzione e le istituzioni, a favore del miglioramento della qualità della vita, dell’aumento della competitività intellettuale ed imprenditoriale.
Partendo da questo concetto la manifestazione proporrà 150 eventi tra workshop, mostre, lectio, dialoghi, convegni, percorsi e riflessioni scientifico-culturali rivolti sia ad un pubblico di addetti ai lavori e studiosi, sia a studenti, famiglie e turisti, il programma offre infatti proposte per tutti i target di pubblico.
A Palazzo Vecchio da giovedì 18 a sabato 20 novembre si svolgerà il Forum Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, che vedrà riuniti esperti, rappresentanti dei più importanti musei del mondo, organizzazioni e istituzioni internazionali.
Affronteranno temi relativi al futuro dei beni culturali e ambientali in Italia e nel mondo, con focus sull’evoluzione economica delle città d’arte, sulla gestione del patrimonio e sulle nuove tecnologie per costruire innovazione. Oltre 70 relatori provenienti da 20 paesi e 4 continenti si confronteranno in un dialogo tra il mondo dell’impresa e della cultura, al fine di valorizzare i beni culturali ed ambientali quali paradigma produttivo vincente e nuovo motore dello sviluppo industriale. Saranno presentate alcune tra le principali esperienze mondiali di successo.
Sono attesi 300 partecipanti, provenienti da 27 paesi, che avranno occasione di contribuire attivamente ai dibattiti nel corso delle tre giornate.
Tra i protagonisti internazionali: Jean Paul Fitoussi, Presidente dell’Observatoire Français des Conjonctures Économiques; Patrick Blanc, ideatore dei giardini verticali; Marc Olivier Wahler, Direttore del Museo di Arte Contemporanea Palais de Tokyo di Parigi; Laurent Fabius, già Primo Ministro francese, Presidente del Rouen District Council; Jeffrey H. Patchen, Presidente e Amministratore Delegato del Museo dei Bambini di Indianapolis; Glenn Adamson, Vice Direttore della Ricerca del Victoria and Albert Museum; Terry Garcia, Vice Presidente Esecutivo, National Geographic Society; Philippe de Montebello, Direttore Emerito del Metropolitan Museum di New York; Wafaa el Saddik, Direttrice del Museo Egizio del Cairo; Michael Govan, Direttore, Los Angeles County Museum of Art; Charles Leadbeater, esperto di innovazione e scrittore; Peter Reed, Senior Deputy Director for Curatorial Affairs del Moma di New York; Zahi Hawass, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie; Edward Dolman, Amministratore Delegato, Christie’s.
Il Forum proporrà i risultati dello Studio Strategico L’economia dei beni culturali e ambientali, realizzato nell’ultimo anno appositamente per Florens 2010 da The European House – Ambrosetti nelle venti regioni Italiane ed in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.
Tra gli eventi di maggior richiamo Piazza del Duomo sarà protagonista di un’installazione d’arte urbana di grande impatto visivo: la sua pavimentazione sarà trasformata in un immenso prato fiorito come avvenne nel famoso Miracolo di San Zanobi.
E ancora David, la forza della bellezza, omaggio al capolavoro di Michelangelo, con una riproduzione a grandezza naturale della statua che verrà alloggiata sugli sproni della Cattedrale, sul sagrato di S. Maria del Fiore e nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per ripercorrere virtualmente la disputa che la sua collocazione scatenò nel ‘500.
In calendario le lectio magistralis con l’architetto Rem Koolhaas, il designer Chris Bangle, il critico Achille Bonito Oliva; e i dialoghi fra Mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e l’artista Mimmo Paladino; fra il filosofo Sergio Givone e l’architetto Richard Rogers; fra l’architetto Elisabetta Susani e il professor Gianfranco Gensini.
Dal 12 al 17 novembre si svolgeranno workshop tematici in città e nei comuni limitrofi: a Scandicci l’architetto Mario Botta, l’urbanista Alberto Magnaghi e il docente di Economia Antonio Calafati parleranno de “La città come bene culturale”. A Fiesole il Presidente del Consiglio Superiore dei Bbcc Andrea Carandini, il professore di culture arboree Giuseppe Barbera e il commissario all’emergenza dei siti archeologici vesuviani Marcello Fiori parleranno de “Il passato e presente”, un incontro per affrontare il grande tema dell’archeologia come possibile museo della memoria; a Bagno a Ripoli Peppino Ortoleva dell’Università di Torino parlerà di “Beni culturali viventi” nel workshop La sapienza delle mani”, con l’architetto Alessandro Mendini, la neuroscienziata Cinzia Di Dio, il compositore e musicista Riccardo Tesi, gli imprenditori Maurizio Riva e Walter Filiputti.
Due i workshop cittadini: il primo sul tema “Il Patrimonio contemporaneo del paesaggio in un mondo sostenibile”, curato da Brunswick Arts, con l’architetto del paesaggio Bas Smets, l’Head of Design & Creativity del King Abdul Aziz Center for World Culture dell’Arabia Saudita Fatmah Rashid, Gail Dexter Lord, Co-president di Lord Cultural Resources di Toronto; il secondo sul tema “Restaurare il paesaggio” con il Segretario generale del Mibac Roberto Cecchi, l’ex Presidente della Regione Sardegna Renato Soru, il docente di restauro Francesco Gurrieri, il Direttore del Landmark Trust di Londra Peter Pearce e il paesaggista e architetto di giardini Paolo Pejrone.
Tra i convegni: “Sopravvivere al digitale: dalla carta al digitale”; “Le riviste italiane di cultura e il loro ruolo nel Xxi secolo”;Parole e immagini dei mestieri e delle arti: dalle parole di Crusca al Novecento”; “Le pagine dell’arte: Vasari e le vite dei più eccellenti architetti, pittori e scultori italiani”. Tra le mostre: “Le stanze della meraviglia.
Mirabilia, curiosità e rarità” cinquanta capolavori dell’artigianato fiorentino; “Le Stanze del Collezionista”, organizzata dall’Associazione Antiquari d’Italia nella cornice di Palazzo Corsini sull’Arno; “Oltre il corpo, l’uomo”, la collezione di cere del museo di Anatomia Patologica dell’Università di Firenze; “Pasolini: dal laboratorio” con materiali inediti del Fondo Pasolini, esposti per la prima volta al pubblico; “A regola d’Arte”, storia dell’azienda Salvatore Ferragamo; “A&p Young, i giovani artigiani e la moda”, mostra dei manufatti dei giovani artigiani fiorentini.

In calendario numerose presentazioni ed incontri con gli autori in tutte le librerie e biblioteche della città, concerti e serate musicali, performance urbane e rievocazioni storiche, proiezioni di film e documentari, spettacoli e laboratori per bambini.
National Geographic Society, che collabora all’iniziativa, organizzerà la tavola rotonda ‘L’arte a portata di mano”, la mostra fotografica “Polar Obsession”, le proiezioni dei film ‘Secrets of Florence‘ e “Great Migration – The making of”.

Fonte: www.marketpress.info, 11/11/2010.

Link: http://www.Florens2010.com

FIRENZE. Dopo otto anni Giotto torna in Ognissanti.

Dopo esser stata esposta alla Galleria dell’Accademia di Firenze nella mostra del 2000 dedicata a Giotto, la grande (5 metri di altezza e 450 kg di peso) Croce della chiesa di Ognissanti, di cui fino ad allora si era discussa la paternità, venne riconosciuta opera di Giotto maturo (1310-15), con la collaborazione della bottega nel Cristo benedicente.
Trasportata all’Opificio ne fu avviato il restauro condotto, sotto la direzione di Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, da Paola Bracco e Ottavio Ciappi per la parte pittorica, Anne Marie Hilling, Ciro Castelli, Mauro Parri e Andrea Santacesaria per il supporto ligneo (cfr. n. 262, feb. ’07, p. 49).
Rispetto alla Croce di Santa Maria Novella, opera giovanile cui la Croce di Ognissanti viene assimilata, quest’ultima presenta due tele sovrapposte solo nella parte piana e non in quelle a rilievo.
Giotto aveva infatti canonizzato la complessa procedura della pittura fiorentina del tempo: solido supporto in legno di pioppo, strati preparatori complessi composti da tela di lino, gesso e colla, strati pittorici sottili a tempera a uovo, ricercati effetti decorativi nelle dorature a guazzo e a missione.
Il disegno della Croce di Ognissanti appare molto studiato, talvolta con incisioni e grandi ombreggiature che creano il chiaroscuro, ancor  prima dell’applicazione del colore, dando volume e plasticità alle figure. È emerso un pentimento che riguarda l’aureola di Gesù, dapprima concepita più grande e poi ridotta: un «capriccio» che comportò la stesura di un nuovo pezzo di tela sul supporto ligneo. Ciò ha portato a interrogarsi anche sul progetto esecutivo generale che probabilmente doveva essere molto dettagliato e far uso di cartoni o patroni sagomati, come ha approfondito Cecilia Frosinini in uno dei saggi nel volume edito da Edifir in occasione del restauro: L’officina di Giotto. Il restauro della Croce di Ognissanti a cura di Marco Ciatti.

Benché la metodologia dell’Opificio imponga un approccio trattenuto e rispettoso, che non deve mai far apparire l’opera «troppo pulita», a fine restauro la maestosa Croce rivela la finezza di esecuzione (basti guardare la sottigliezza delle pennellate nell’addome di Cristo), lo splendore della cromia (ottenuto con una pulitura delicatissima essendovi, sotto la pellicola pittorica, una preparazione molto sensibile all’umidità che ha richiesto la messa a punto di formulazioni specifiche), e l’effetto straordinario dei vetri intorno all’aureola.
Avviato nel 2002 ma senza sponsor, il restauro dal 2004 ha avuto come mecenate attento e appassionato Alvise di Canossa, presidente di Arterìa, che ne ha seguito anche il ricollocamento curato da Anna Bisceglia della Soprintendenza fiorentina: non nel luogo originario sul tramezzo, ma nella cappella sinistra del transetto, in una suggestiva elevazione.

Autore: Laura Lombardi

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

MILANO. Botticelli nelle collezioni lombarde.

In occasione del cinquecentenario della morte dell’artista fiorentino, la mostra Botticelli nelle collezioni lombarde, in programma al Museo Poldi Pezzoli dal 12 novembre 2010 al 28 febbraio 2011, riunisce per la prima volta le opere di uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano conservate nelle collezioni pubbliche milanesi e lombarde.
‘È un’occasione unica – dichiara Annalisa Zanni, direttore del Museo – per poter ammirare uno accanto all’altro alcuni dei capolavori di Botticelli ‘dispersi’ in alcuni dei più importanti musei lombardi e forse non noti al grande pubblico, anche perché ‘immersi’ tra altre grandi opere, quanto quelli conservati a Firenze’.

Il Museo Poldi Pezzoli, infatti, possiede ben tre opere di Sandro Botticelli: due dipinti di grande qualità, la Madonna del libro e il Compianto sul Cristo morto, e un bellissimo ricamo raffigurante l’Incoronazione della Vergine, eseguito su disegno dell’artista per un cappuccio di piviale.
Accanto a queste opere la mostra presenta importanti prestiti provenienti dalla Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo – il Ritratto di Giuliano de’ Medici, la tavola raffigurante la Storia di Virginia Romana e il Redentore Benedicente – e due disegni conservati alla Biblioteca Ambrosiana, appartenenti al celebre Codice Resta, San Tommaso che riceve la cintola dalla Vergine e Pallade Atena.

L’esposizione, a cura di Andrea Di Lorenzo e Annalisa Zanni, intende valorizzare la presenza nelle collezioni lombarde dell’artista fiorentino e guidare il visitatore alla scoperta della sua produzione attraverso una rappresentazione completa delle tecniche in cui si manifestò l’arte di Botticelli e della sua bottega, nel periodo più significativo della sua attività, che va dall’inizio degli anni ottanta alla fine degli anni novanta del Quattrocento.
Seguendo l’evoluzione dello stile dell’artista, la mostra propone una riflessione sui temi della bellezza, della devozione e della penitenza, passando dal carattere pacato e prezioso della Madonna del libro ai toni patetici e drammatici e ai colori squillanti del Compianto.

L’esposizione è anche l’occasione di un importante recupero: infatti la Madonna del libro, molto sofferente, è stata restaurata grazie alla generosità di Marta Marzotto, in ricordo della figlia Annalisa.
Botticelli nelle collezioni lombarde prosegue il percorso espositivo del Museo Poldi Pezzoli dedicato al collezionismo, approfondendo il tema della riscoperta dell’artista fiorentino nel corso del XIX secolo a Milano e in Lombardia.

La preparazione della mostra, inoltre, ha portato a importanti scoperte legate alla tavola del Redentore benedicente, che vengono presentate al pubblico per la prima volta. Il dipinto, che in origine faceva parte di un dittico, è stato a lungo trascurato dalla critica e considerato opera di bottega, viene ora attribuito a Botticelli da Everett Fahy, già direttore del dipartimento di pittura europea del Metropolitan Museum di New York.

Il pendant, raffigurante la Mater Dolorosa, fino agli anni dieci del Novecento era conservato in una collezione privata di San Pietroburgo ed è oggi considerato perduto, ma il suo aspetto ci è noto grazie al ritrovamento di una riproduzione fotografica, mai pubblicata o segnalata finora nella bibliografia sull’artista, che permetterà di ricostruire virtualmente in mostra il dittico, dopo più di un secolo dal suo smembramento.
L’allestimento, progettato da Luca Rolla e Alberto Bertini, è di grande impatto emotivo, isola i capolavori e, favorendo un incontro personale e diretto con l’opera, permette di coglierne i significati più profondi.

A disposizione dei visitatori, un apparato didattico completo a cura di Stefano Zuffi, costituito da audio guide realizzate da Start s.r.l., che accompagnano nel percorso espositivo e nella comprensione delle opere e da pannelli a cura di Emilio Fioravanti (G&R Associati) per la parte grafica.
Accompagna l’esposizione un catalogo, a cura di Andrea Di Lorenzo, edito da Silvana Editoriale (www.silvanaeditoriale.it), con saggi e schede delle opere dei maggiori esperti dell’artista rinascimentale fiorentino.

Info:
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00; Chiuso il martedì
Ingresso: 8,00 € | 5.50 € ridotto | bambini fino ai 10 anni gratuito
Fino al 28 febbraio 2011
Costo del biglietto: 8,00 euro
Milano, Museo Poldi Pezzoli – via Manzoni, 12
Telefono: 02 794889, 02 796334

Link: http://www.museopoldipezzoli.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali