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ROVERETO (Tn). Modigliani scultore.

Alla presentazione della mostra «Modigliani scultore», in corso sino al 27 marzo al Mart la direttrice Gabriella Belli e gli altri curatori Flavio Fergonzi e Alessandro del Puppo hanno spiegato la genesi dell’importante appuntamento.
«Da giovane studiosa, dice Belli, mi aveva colpito profondamente la beffa di Livorno e già nei primi anni Novanta realizzai una piccola mostra di scultura di Modì. In questi anni di studio, sei, siamo stati fortunati che nessun grande museo internazionale se n’è occupato dunque il nostro è l’appuntamento espositivo numero zero sull’argomento, accresciuto visto che l’ultima sua scultura appena passata in asta ha totalizzato 44 milioni di euro».
«Proviamo a sottrarre l’artista, dicono Fergonzi e Del Puppo, alla sua inconfrontabilità e restituirlo a una dimensione storica e non “mitica”. Noi partiamo da due domande che si ci è posti pochissimo: che significa fare scultura a Parigi e farla dal punto di vista del pittore e qual è il rapporto con l’architettura e il disegno? Perché Modigliani dopo il 1914 esce dalla scultura nonostante si fosse dimostrato entusiasta visitando a Carrara le cave Michelangelo?».
La mostra, accompagnata da un catalogo Silvana editoriale, rispetto alle 25 opere catalogate da Cerioni ne individua altre tre: La testa ex Levy, passata in asta a 44 milioni nella scorsa primavera, era stata «confusa» dallo studioso con quella nota fotografata nel 1911 da Amadeo de Sousa Cardoso mentre si tratta di due differenti.

La testa di proprietà della Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe (Germania) è autografa dopo il ritrovamento di una foto pubblicata nel 1914 sulla rivista «Revista Nova», mentre ce n’è una terza identificata ma non ritrovata.

In una foto raffigurante Paul Guillaume davanti al camino di casa nel 1916 si intravedono due Modigliani: una di esse è quella della Barnes Foundation di Merion (Filadelfia) mentre l’altra non è tra quelle conosciute. E siamo a 28 pezzi.

Autore: Stefano Luppi

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

ROMA. Un inedito dell’VIII secolo tra i capolavori del nuovo Museo di Santa Sabina.

Oltre al ricco itinerario della basilica paleocristiana che offre al pubblico un dipinto dell’VIII secolo riemerso da recenti scavi archeologici, il chiostro duecentesco e la cella di San Domenico del Bernini, si è inaugurata una mostra di capolavori (fino al 13 gennaio) nel nuovo Museo Domenicano di Santa Sabina all’Aventino.
Tra le novità, una scultura duecentesca attribuita ad Arnolfo di Cambio, una tavola di Antoniazzo Romano, la Madonna del Rosario del Sassoferrato e alcuni inediti seicenteschi.

Autore: Tina Lepri

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

COSENZA. Ancora un dipinto di Mattia Preti nella Galleria Nazionale di Cosenza.

La pregevole raccolta si arricchisce di una nuova, importante acquisizione portata a felice compimento dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su proposta avanzata fin dal 2008 dal Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, Fabio De Chirico.
Il dipinto è arrivato a Cosenza ed è stato presentato in anteprima a Palazzo Arnone, mercoledì 15 dicembre 2010, da Fabio De Chirico, soprintendente; Francesco Prosperetti, direttore regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Mario Caligiuri, assessore regionale alla cultura e  Salvatore Perugini, sindaco di Cosenza.
La tela raffigura Sant’Agostino, assorto nello studio, mentre interrompe la scrittura per volgere lo sguardo attento verso l’osservatore. L’immagine, isolata nel buio dello sfondo, è illuminata con rapidi tocchi. L’analisi introspettiva del volto e l’accurata descrizione dell’abito vescovile conferiscono all’anziana figura l’autorevole dignità di dottore della Chiesa.
Il dipinto potrebbe risalire al primo periodo maltese, fase artistica che vide il Cavalier Calabrese meditare attorno a suoi precedenti lavori, per sperimentare, con l’ausilio della bottega, inedite sintesi stilistiche.
L’opera sarà sottoposta ad indagini diagnostiche e delicati interventi conservativi al termine dei quali andrà ad aggiungersi alla prestigiosa quadreria di Palazzo Arnone, trovando definitiva collocazione negli spazi espositivi dedicati al Maestro calabrese.

Scheda critica
Autore: Mattia Preti detto il Cavalier Calabrese (attr.)  (Taverna 1613 – La Valletta 1699)
Soggetto: Sant’Agostino – Materia: olio su tela
Dimensioni: cm. 187,5 x 133,5 – Datazione: sec. XVII (sesto decennio).

Il dipinto non è firmato né datato. Il soggetto replica, con varianti, il Sant’Agostino dell’Abbazia di Montecassino, già assegnato dalla Utili (1989) all’attività del Preti del sesto decennio. Secondo il giudizio di Spike (1999, p. 387-388) l’attribuzione al Calabrese e la datazione dell’opera di Montecassino ancora necessitano di una definitiva conferma in quanto, trattandosi di una copia da un dipinto probabilmente eseguito da Claude Vignon a Roma tra il 1617 ed il 1624, (p. 387) e dunque se ne dovrebbe ipotizzare una anticipata realizzazione.
Il dipinto di Montecassino, rielaborando le invenzioni di Vignon, tratte da Les quatre pères de l’Eglise latine a Roma, presso la Curia Generalizia della Compagnia di Gesù e dall’Apostolo San Paolo nella Galleria Sabauda a Torino, presenta Sant’Agostino, intento allo studio, mentre interrompe la scrittura per volgersi verso l’osservatore; l’analisi introspettiva del santo, più incisiva di quella condotta da Vignon, insieme alla descrizione accurata dell’abito vescovile, conferiscono al soggetto raffigurato l’autorevole dignità di dottore della Chiesa. Spike informa che una copia della tela di Montecassino è a Dublino, presso la National Gallery of Ireland (1999, p. 388).   
Il dipinto romano ripropone sant’Agostino, in uguale atteggiamento; il volto, raffigurato di tre quarti, mostra gli stessi intensi tratti somatici, più volte rappresentati dal Preti. La tela presenta dimensioni maggiori rispetto al dipinto di Montecassino, pertanto risulta ampliata la struttura compositiva ai lati del Santo. Il busto, isolato nel buio dello sfondo, è collocato ad una maggiore distanza dal limite superiore della tela  e ciò conferisce all’immagine un maggior respiro. Gli effetti della fonte di luce proveniente dall’alto a sinistra sono resi sull’incarnato, sulle vesti, sugli oggetti con rapidi tocchi. 
Potrebbe trattarsi di uno studio compiuto dal Preti nel primo periodo maltese; dalla seconda metà del sesto decennio, probabilmente il Calabrese era tornato a meditare su precedenti lavori, avvalendosi di aiuti di bottega, per sperimentare inedite sintesi.
Gli inventari di collezioni storiche rivelano che la rappresentazione a figura singola di un santo vescovo fu più volte replicata dal Preti. Citati dal Getty Provenance Index sono un <Santo Vescovo del Cavalier Calabrese, in tela d’imper.[ato] re per alto>, presente nell’inventario dei beni di Caterina Chellini (Roma 1687) con altri dieci quadri del Preti, diciassette del fratello Gregorio e sette di Giacinto Brandi ed un dipinto con Sant’Agostino, insieme ad un altro con Sant’Ambrogio, citato nell’inventario dei beni della  nobile fiamminga Grunemberg Maria Gaetana (Napoli 1728).

Fonte:

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta .

Info:

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

Email: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

CATANIA. Modigliani ritratti dell’anima.

L’inedito “Ritratto di Agatae” di Modigliani, il disegno mai pubblicato sinora che raffigura la santa patrona della città di Catania, è stato svelato oggi, nel municipio di Catania, nel corso della conferenza stampa di presentazione di “Modigliani, ritratti dell’anima” la mostra in programma al Castello Ursino di Catania dall’11 dicembre all’11 febbraio 2011.
Un evento senza precedenti per la città etnea che, grazie alla presenza di quest’opera – definita come una fra le poche immagini del cristianesimo rivisitato, periodo brevissimo nella produzione di Modigliani dedicato all’iconologia della santità – lega per sempre la sua storia a quella dell’artista toscano.
La mostra è organizzata dal “Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome”, in collaborazione con il Comune di Catania e la galleria Side A del collezionista Giovanni Gibiino, coordinatore in Sicilia delle opere dell’artista livornese. Ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.
Il Sindaco Raffaele Stancanelli non nasconde l’orgoglio di aver contribuito a organizzare la mostra proposta dall’Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania, la stilista Marella Ferrera.
“In genere non mi emoziono – dice il sindaco – ma davanti a questa icona sconosciuta della nostra Agata mi sento molto coinvolto e mi farò carico di parlare con il proprietario perché penso proprio che Catania sia la sede ideale per esporla per sempre”.
La Agata di Modigliani, però, al momento non è in vendita.
Aggiunge la Ferrera: “Quando me la sono trovata fra le mani, a fine estate, l’ho interpretato come un dono, un segno del destino: eravamo in un momento di grande crisi organizzativa, bisognava coinvolgere i privati per avere un sostegno economico e scoprire che il proprietario, un gallerista italo-londinese l’avrebbe prestata per la mostra di Catania mi è sembrata un’occasione imperdibile che ha dato a tutti noi una carica di entusiasmo in più”.
A fare da trait-d’union fra il gallerista proprietario di Agatae e la Ferrera, è stato il collezionista catanese Giovanni Gibiino e che, per la mostra al Castello Ursino, ha procurato 7 opere prestate a musei e gallerie internazionali ma mai esposte in Sicilia.
L’assessore Ferrera sottolinea il sostegno di tutta la squadra dell’assessorato e delle energie positive della città, le aziende siciliane che a vario titolo hanno deciso di sostenere l’operazione Modigliani.
“Una sinergia mai sperimentata che ci fa sperare bene per il futuro: Modigliani apre infatti la stagione delle grandi mostre al Castello Ursino. Abbiamo altri due progetti nel cassetto”.
Gibiino ricostruisce il recupero del Ritratto di Agatae, la cui esistenza era già nota agli Archivi Modigliani, ma che non era mai stato esposto al pubblico.
“Mi telefona da Londra, me la descrive: c’era il nome inequivocabile e poi c’erano le tenaglie. Ma quando l’ho vista è stato folgorante”. Il “Ritratto di Agatae” nasce nel 1919, durante gli anni parigini di Modigliani e viene scoperto per caso, da un collezionista di documenti antichi, molti anni dopo l’acquisto di un lotto in una prestigiosa casa d’aste internazionale. Era sul retro di una lettera, a lungo piegata in diverse parti e quindi impossibile da vedersi, scritta da un prelato di Noto (Sr).
E’ il prof. Salvo Russo, artista e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Catania, a portare i saluti del presidente degli Archivi Modigliani, Christian Parisot, a Praga per l’inaugurazione di una mostra dedicata al maestro e ad aggiungere altri dettagli sulla storia del disegno e sulla “presunta” – non è stata mai accertata – presenza di Modigliani a Catania.
“Il giornale di famiglia redatto dalla madre – spiega Russo – dice che i fratelli Emanuele e Umberto ‘faranno tana a Catania’. Credo sia un’espressione popolare per dire che avrebbero vissuto qualche tempo nella nostra città. Di più non sappiamo ma se provassimo a fare indagini negli archivi di stato e notarili dell’epoca, o nei circuiti delle famiglie ebree (i Modigliani lo erano), forse potremmo saperne di più. Modigliani perse i suoi documenti a Nizza, ma chissà che in questa sua follia non sia capitato a Catania: il disegno di Agatae, con quei dettagli sul gioiello, sembrerebbe farlo pensare”.
Ipotesi di cui il commendatore Maina, cultore delle tradizioni e dei riti agatini, è pienamente convinto.
“E’ bellissima”, esclama commosso non appena si scopre il ritratto e poi in conferenza stampa auspica come il sindaco che resti per sempre a Catania. Marella Ferrera riferisce del progetto “Casa Modigliani” promosso dagli Archivi per istituire un polo dell’arte moderna e contemporanea in alcune città d’Italia. “Catania potrebbe essere l’antenna per il Sud, è uno scenario possibile, ma occorre rifletterci”.

LA MOSTRA, notizie
“Modigliani, ritratti dell’anima” è organizzata dal “Modigliani Institut Archives Légales, Paris-Rome”, in collaborazione il Comune di Catania e la galleria Side A del collezionista Giovanni Gibiino, coordinatore in Sicilia delle opere dell’artista livornese, su iniziativa del Sindaco, Raffaele Stancanelli, e dell’Assessore alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania, la stilista Marella Ferrera
La mostra ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali (MIBAC).

LA SEDE, il Museo Civico Castello Ursino
E’ ospitata dall’11 dicembre all’11 febbraio nel Museo Civico Castello Ursino, una fortezza d’epoca medievale realizzata da Federico II di Svevia, sede delle principali collezioni civiche cittadine, come la Finocchiaro, la cui quadreria è la raccolta fondante della pinacoteca del Museo.

IL PROGETTO, I CONTENUTI
“Modigliani, ritratti dell’anima” è una inedita retrospettiva, un vero e proprio “viaggio sentimentale” attraverso l’infanzia, la giovinezza e la maturità di Amedeo Modigliani (Livorno 1884 – Parigi 1920). Un’operazione  di carattere culturale ed educativo che consentirà di indagare per la prima volta lungo il percorso artistico e umano di Modigliani: un itinerario, fra opere e documenti d’epoca – fra cui il “Diario della madre”, una sorta di giornale di famiglia curato da Eugénie Garsin-Modigliani – che ripercorrono la vita del ritrattista erede della tradizione rinascimentale toscana.

LE OPERE
Un centinaio le opere esposte al Castello Ursino secondo un ordine cronologico che prende il via dalla nascita di Amedeo: 25 disegni, 3 oli su tela, 5 sculture oltre a 7 disegni inediti di Modigliani selezionati da Gibiino fra quelli in possesso dei collezionisti siciliani, realizzati a Parigi tra il 1909 e il 1919 e mai esposti in Sicilia. In mostra anche le opere degli amici di Modigliani, che nel quartiere di Montmartre, un secolo fa, visse a contatto con artisti e intellettuali del tempo come Cocteau e Apollinaire. Una quarantina le opere degli amici più intimi di Modigliani, come Picasso, Toulouse-Lautrec e Jacob, e dei contemporanei Orloff, Chéret, Viegels, Foujita. Arricchisce la mostra l’esposizione di un inedito, il “Ritratto di Agatae” realizzato da Modigliani nel 1919, durante gli anni parigini. Viene scoperto per caso, da un collezionista di documenti antichi, molti anni dopo l’acquisto di un lotto in una prestigiosa casa d’aste internazionale. Era sul retro di una lettera, a lungo piegata in due e quindi impossibile da vedersi, indirizzata a Modigliani da un prelato del Vescovado di Noto (Sr). In mostra, per la prima volta in Sicilia, anche 7 disegni di proprietà di collezionisti siciliani.

L’ALLESTIMENTO, il contributo del Teatro Stabile di Catania
Il concept museale della mostra è stato progettato e realizzato dagli scenografi e dalle maestranze del Teatro Stabile di Catania che, d’accordo con gli Archivi Modigliani di Roma, hanno messo a disposizione  tutta la loro competenza nell’allestimento di spazi scenici ed espositivi. Scenografie e luci a cura di Franco Buzzanca.

EVENTI “ROSSO MODIGLIANI”,
“Quando l’arte si racconta col cibo”, il duo Parolino-Chiaramonte protagonista dei buffet dell’inaugurazione
Il colore rosso sarà il filo conduttore della mostra di Catania dedicata all’artista. E “Rosso Modigliani” è il titolo di una serie di eventi paralleli alla mostra. Si comincia il 10 dicembre  in occasione del tour stampa e del vernissage della sera con due momenti di altissima arte culinaria diretti dall’organizzatrice di eventi Giusy Parolino e dal “cuciniere errante” – così ama definirsi – lo chef Carmelo Chiaramonte.
Un brunch d’autore al mattino con un “Quadro da mangiare”: la tavolozza di cibo riproduce l’immagine guida della mostra, “La donna dagli occhi blu”, che rivive di suggestioni olfattive e visive grazie ai profumi di confetture e conserve di arance rosse, frutti selvatici dell’Etna e frutti rossi.
Per il vernissage della sera, invece, Parolino e Chiaramonte lanciano il Concept-Taste: arte, moda, cultura e cibo insieme per vivere l’arte attraverso i cinque sensi. In programma anche il nuovo “Acqua Concept”, la degustazione delle più preziose acque minerali: la Voss, la Baduait e l’Evian. E poi dieci celebrità DOC italiane – dal pecorino di fossa al lardo toscano, dal carpegna (prosciutto di Montagna) ai pecorini in barrique e sottocenere – e i vini siciliani Duca di Salaparuta, bianco Brut al mattino e rosso nerello mascalese la sera, che faranno da colonna sonora alle esplorazioni del gusto.

AGATA DONNA PER LE DONNE
Il 5 febbraio, giorno di Sant’Agata, patrona della città di Catania, l’intero incasso dei biglietti della mostra sarà devoluto ad “Agata Donna per le donne”, l’associazione guidata dal chirurgo senologo Sara Pettinato che si occupa di prevenzione e cura dei tumori al seno e che ogni anno, durante la festa di Sant’Agata, promuove iniziative per la raccolta di fondi da destinare agli screening sulla popolazione femminile: la diagnosi precoce, infatti, è ancora adesso l’unico strumento per scongiurare l’asportazione del seno, il martirio subito appunto da Sant’Agata. L’incasso della mostra confluirà nella raccolta fondi per l’acquisto di un camper con cui fare informazione e prevenzione nei quartieri popolari e nei paesi della provincia etnea.

IL CATALOGO
E’ pubblicato da Domenico Sanfilippo Editore il raffinato volume d’arte redatto dagli Archivi Modigliani e che ha fatto da ispirazione alla mostra di Catania. Si tratta di un’edizione biografica illustrata che, attraverso foto, documenti e opere, ricostruisce per immagini la vita e l’opera di Modigliani e dei suoi amici, attraverso i suoi studi tra Livorno, Firenze, Venezia e Parigi. Coordina il comitato scientifico Claudio Strinati, già Soprintendente del Polo Museale di Roma che di Modigliani dice: “E’ l’artista che si pone come trait-d’union tra tutte le correnti d’avanguardia, dall’Italia alla Francia, identificabile in quella sua particolare espressione pittorica, tra l’innovazione parigina e la continuazione della tradizione figurativa livornese. Il segno, la grafia e la pittura di Modigliani sono di una qualità estrema, introversa, introspettiva, votata al ritratto”. Alla fotografa Anna Marceddu, poi, si deve il delicatissimo lavoro di recupero delle immagini d’epoca che, riprodotte per il libro e ingrandite per l’allestimento al Castello Ursino, consentiranno una migliore fruizione al pubblico. All’interno del volume, l’intervento di Salvo Russo, artista e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Catania, con un testo dedicato alla “virtuale” giornata catanese di Modigliani che, pur desiderandolo, non potè conoscere la città ai piedi dell’Etna dove si erano trasferiti per qualche tempo i fratelli Emanuele e Umberto.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Museo Civico Castello Ursino, dalle 8.30 alle 19 – Tel. 095-34.58.30, Fax 095-723.35.68
Marina Cafà, cell. 392-24.411.84, Email:

LA SEDE: Museo Civico Castello Ursino, Piazza Federico di Svevia, Tel. 095-34.58.30, Fax 095-723.35.68

ORARI E APERTURE STRAORDINARIE
La mostra è visitabile dal lunedì al sabato 10-19, la domenica 9.30-20.30.
Aperture festive e straordinarie: 11 e 18 dicembre apertura fino all’ 1.30 (ultimo ingresso ore 00.30) per la Notte dei Musei organizzata dall’Assessorato alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Catania
1 gennaio 15.30-20.30
6 gennaio 9.30-20.30
5 febbraio (S. Agata) 9.30-20.30
Chiusura: 25 dicembre

BIGLIETTI
Il biglietto d’ingresso alla mostra è di Euro 6 (intero), Euro 5 (gruppi minimo 15,  massimo 40 persone, previa prenotazione, vedi nota) Euro 3 (ridotto).
RIDOTTO:
– studenti di scuole di ogni ordine e grado accompagnati dagli insegnanti previa prenotazione ed elenco su carta intestata dell’Istituto di appartenenza
– allievi delle accademie e universitari previa esibizione del libretto universitario
– insegnanti non accompagnatori di un gruppo
– militari e forze dell’ordine non in servizio
– ragazzi di età compresa fra gli 8 ed i 18 anni
– visitatori di età superiore ai 65 anni
– dipendenti del Comune di Catania

GRATUITO:
– amministratori in carica di Comune e Provincia di Catania e della Regione Siciliana
– direttori e conservatori dei Musei Italiani e stranieri
– gallerie e istituti artistici italiani e stranieri
– funzionari preposti alle Soprintendenze BB.CC.AA
– dirigenti MIBAC
– giornalisti iscritti all’Ordine (previa esibizione del tesserino con bollo anno in corso)
– insegnanti accompagnatori degli studenti di ogni ordine e grado, regolarmente prenotati e autorizzati dal capo d’istituto
– personalità dello stato e della politica in rappresentanza ufficiale
– guide turistiche regolarmente autorizzate (patentino)
– invalidi civili e di guerra al 100% con o senza accompagnatore
– disabili e invalidi riconosciuti dalla legge
– bambini fino a 7 anni.
NOTA: La biglietteria chiude 60 minuti prima dell’orario di chiusura del Castello Ursino.

PREVENDITA
I biglietti d’ingresso della mostra possono essere acquistati in regime di prevendita (che consentirà l’accesso al Castello evitando le code al botteghino) in tutte le agenzie collegate al circuito Box Office. Il diritto di prevendita è di Euro 1.50. Il visitatore dovrà presentarsi al botteghino del Castello Ursino nella fascia oraria da lui scelta e indicata sul biglietto.
Informazioni: Box Office, Tel. 095-722.53.40 www.ctbox.it

PRENOTAZIONE GRUPPI
Scuole, associazioni e gruppi potranno prenotare la propria visita e acquistare in anticipo il biglietto sia al botteghino del Castello Ursino, sia nelle agenzie nazionali del circuito Box Office (con diritto di Euro 1.50). Le visite di gruppo (minimo 15, massimo 40 partecipanti) devono essere prenotate e pianificate secondo disponibilità dalla Segreteria Organizzativa.
Informazioni
Segreteria Organizzativa Castello Ursino Tel. 095-34.58.30, Fax  095-723.35.68
Marina Cafà cell. 392-24.411.84.

VISITE GUIDATE
L’Associazione Guide Turistiche di Catania (Federagit-Confesercenti) offre un servizio di visite guidate alla mostra. Per singoli o piccoli gruppi non occorre la prenotazione, che diventa obbligatoria e con 15 giorni di anticipo per i grandi gruppi (minimo 15 massimo 40 persone). La visita guidata ha la durata di circa un’ora, costa Euro 1.50 a persona (per gruppi di adulti), Euro 1 a persona per le scolaresche. Si svolge ogni 30 minuti.
Informazioni
Segreteria Organizzativa: Castello Ursino Tel. 095-34.58.30, Fax  095-723.35.68
Marina Cafà cell. 392-24.411.84.

BOOKSHOP
Alla mostra “Modigliani, ritratti dell’anima” è dedicato un prestigioso volume d’arte curato dagli Archivi Modigliani e pubblicato da Domenico Sanfilippo Editore. Sugli scaffali del bookshop allestito di fianco alla biglietteria – che completa l’offerta museale del Castello Ursino – anche cataloghi, biografie di Modigliani, monografie, pubblicazioni d’arte, riproduzioni anastatiche di documenti e foto d’epoca, litografie di opere celebri. E per gli appassionati cultori dell’artista toscano anche una sezione “merchandising” con una serie di oggetti di cartoleria a marchio “Modiglian” – un brand stimato da una recente ricerca internazionale in 28 milioni di euro – che consentirà ai visitatori di portare a casa l’emozione di un ricordo unico legato alla mostra-evento catanese. La realizzazione dei gadget è stata affidata dal Modigliani Brand all’azienda catanese CIPI, leader da 40 anni nel settore della realistica aziendale.

Email: modiglianicatania@gmail.com

Emanuele RUBINI. La Geisha opera in marmo bianco.

Il bianco di questo prezioso marmo dona un’aurea di purezza al concetto e alla forma della mia opera, ne esalta la spiritualità della Geisha e la raffinatezza della veste con cui si avvolge in un sinuoso passo di danza al limite dell’equilibrio.
La delicata torsione del bacino e del braccio nascosti dal kimono danno la parvenza di ali e danzando come fosse sospesa, la geisha si poggia lieve concludendo il suo volo in un inchino.
Simbolo della cultura nipponica, la geisha è una donna raffinata e colta che segue un rigido percorso di studi per raggiungere la massima padronanza nelle arti. Considerata a torto una prostituta, la geisha gode del massimo rispetto per le sue supreme doti da intrattenitrice
“…Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un’artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto.”
La sua estetica deve rappresentare al tempo stesso la fragilità della carne e la forza dello spirito: quando lavora controlla tutto il suo essere, in ogni gesto, parvenza, emozione; perfino la modulazione del respiro, ora leggero, lieve, ora vivo, affannoso, seppure impercettibile.
La sua figura deve essere snella e slanciata, così come il suo volto deve apparire pallido. La sua voce deve avere un tono particolarissimo e raffinato, adattato perfettamente ad ogni scopo e circostanza.

L’opera si può vedere in video all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=5ny4zoUIvkU

Emanuele Rubini
Scultore autodidatta dal 1997 lavora il marmo, partecipa a Simposi di scultura Italiani e Internazionali e importanti mostre personali e collettive in Italia.
Le sue opere monumentali si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia.
Le opere di piccole e medie dimensioni si trovano in collezioni private in Italia, Spagna, Germania, Lichtenstein, Inghilterra, Stati Uniti. Nato in Puglia, vive e lavora a Carrara in Toscana.

Link: http://www.emanuelerubini.com

Email: forme.sculture@gmail.com