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ROMA. Vivere il futuro del passato con i musei virtuali.

V-MusT.net è una rete transnazionale per la creazione di Musei Virtuali, finanziata dalla Comunità Europea e coordinata dal Cnr (Itabc in collaborazione con Isti e Itd).
Partecipano a questa rete 12 Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Olanda, Inghilterra, Irlanda, Svezia, Grecia, Cipro e Bosnia) e uno extraeuropeo (l’Egitto).
Con lo slogan «Experience the Future of the Past», ovvero «vivi il futuro del passato», V-Must.net si propone di indicare le linee guida che porteranno i musei del futuro a un approccio sistematico con il settore delle nuove tecnologie e delle realtà virtuali, con l’obiettivo primario di riportare il visitatore al centro della scena. 
Il progetto mira a superare il divario fra la ricerca tecnologica e la sua applicazione nel settore museale, con conseguenti soluzioni di investimento anche da parte delle aziende; a superare la frammentazione della ricerca e raggiungere risultati concreti che valorizzino le nostre strutture museali con supporti altamente tecnologici e scientificamente corretti.
Gli ambiti di intervento di V-MusT.net spaziano dall’archivistica e la museologia, alle strategie di comunicazione, alla diffusione della conoscenza del patrimonio culturale, alla sua valorizzazione e conservazione in ambito analogico.

Partner del progetto: Cnr (Italia), Assessorato alle Politiche culturali e Centro storico – Sovraintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale – Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano (Italia), King’s College di Londra (Regno Unito), Università di Sarajevo (Bosnia – Herzegovina), Inria (Francia), Università di Lund (Svezia), Cref-Cyl (Cipro), Cineca (Italia), Foundation of the Hellenic World (Grecia), Allard Pierson Museum – University of Amsterdam (Paesi Bassi), Cultnat (Egitto), Fraunhofer Institut(Germania), Virtualware (Spagna), Visual Dimension (Belgio), Seav(Spagna), Noho Ltd (Irlanda), University of Brighton (Regno Unito).

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line

ROMA. Tamara de Lempicka. La regina del Moderno.

La regina del Moderno”. E’ con questo sottotitolo che si è aperta a Roma l’ampia rassegna monografica dedicata alla pittrice polacca Tamara de Lempicka, che si potrà ammirare fino al 10 luglio nelle sale del Complesso del Vittoriano.
La mostra, per la varietà delle opere esposte, molte delle quali inedite in Italia, presenta elementi di grande novità, fra cui il ritrovamento di documenti finora mai pubblicati che rivelano il legame dell’artista polacca con i futuristi italiani.
La mostra ripercorre, tra dipinti, disegni, fotografie in bianco e nero e filmati, la vita eccessiva e spregiudicata dell’artista che più e meglio di ogni altro ha saputo incarnare, fra la prima e la seconda guerra mondiale, lo spirito della modernità, anticipando mode e “modi” che alcuni decenni più tardi sarebbero diventati il segno distintivo della Pop Art.
Nata a Varsavia negli stessi anni in cui il cinema muove i primi passi, Tamara de Lempicka diventa ben presto cittadina del mondo, legando il proprio destino di donna e di artista a tante patrie: la Russia, alla quale deve la sua formazione culturale; la Francia dei salotti intellettuali dove conosce Joyce, Cocteau, Gide, Colette, Isadora Duncan, ma anche la Parigi malfamata dei bordelli, della cocaina e dei locali notturni; l’Italia di Prampolini, Marinetti e D’Annunzio; l’America delle grandi metropoli con i loro saettanti grattacieli di acciaio e cemento, ma anche quella glamour e patinata del jet-set hollywoodiano, di cui l’artista polacca è regina incontrastata negli anni 40.
Tamara de Lempicka nasce in Polonia, ma quando decide di affermarsi sulla scena artistica sceglie una nuova patria e una nuova identità, facendo credere a tutti di essere un pittore russo, Monsieur Lempitzky.

A questa “doppia” identità di genere si aggiunge la doppia vocazione della sua arte, sempre in bilico fra modernismo sfrenato e purezza classica (i suoi modelli sono Hayez, Pontormo, Ingres). Anche la sua vita scorre su un doppio binario: da un lato il successo mondano e la sfacciata ostentazione della propria ricchezza, dall’altro la rappresentazione di santi e personaggi umili e diseredati, testimonianza di un’inquietudine che percorre tutta la prima metà del XX secolo, con le sue guerre, le sue rivoluzioni, le sue dittature.
Complessa ed enigmatica come le donne che dipinge con passione nelle sue tele, la “doppia” Tamara de Lempicka posa da femme fatale provocante e trasgressiva ma accetta la sfida della “donna virile”.

L’artista polacca, apolide e pansessuale, non teme gli scandali, anzi li cavalca, e quindi non fa mistero delle proprie inclinazioni lesbiche, diventando tra le icone saffiche più famose del 900.
Dalle tempestose relazioni con Ira Perrot, Rafaela e Suzy Solidor nascono alcune delle sue opere più conturbanti, come la splendida serie di nudi dedicati alla bella Rafaela, in mostra al Complesso del Vittoriano, che faranno dire a Prampolini “i vostri ritratti sono un meraviglioso panorama della sensualità e della psicologia della carne”.

Corpi ampi e scolpiti, dalla superficie turgida, liscia e satinata, inguainati in abiti dai colori squillanti e metallici – il rosso, il verde, il “blu Lempicka” – che sembrano aderire alla carne come una seconda pelle strizzando le forme con torbida voluttà.

I ritratti femminili emanano tutta la tensione erotica di un rapporto d’amore, fatto di lente svestizioni e prolungate carezze stese sulla tela come se fosse il corpo dell’amata.

Alla posa languida e seduttiva delle modelle si contrappone quasi sempre l’ambiguità dello sguardo, che non si lascia mai svelare del tutto, inespugnabile come i sentimenti che vi fluttuano: desiderio, noia, stupore, dispetto, malinconia, chi può dirlo?
A spazzar via il turbamento di quegli occhi imbronciati ci vuol davvero poco perché alla fine su tutto domina incontrastata un’unica idea: l’arte è un gioco e la de Lempicka, con goliardica leggerezza, si diverte un mondo a strizzare l’occhio  a quei corpi troppo pieni, a quei seni troppo rigidi svettanti come vele rigonfie, a  quei colori troppo chiassosi che hanno riempito il nostro immaginario collettivo  non meno delle lattine Campbell’s.
“Una, nessuna e centomila Tamara de Lempicka” potrebbe essere un altro sottotitolo della mostra. L’artista polacca, infatti, come in un gioco di specchi, moltiplica all’infinito la propria immagine e il proprio corpo trasformandoli da un lato  in un inconfondibile marchio di fabbrica, dall’altro in un enigma senza soluzione.
Unendo il fascino mondano di una femme fatale alla spregiudicatezza di un impresario, l’enfant terrible dell’Art Deco intuisce subito l’irresistibile seduzione del binomio arte-pubblicità e non esita a cavalcare le nuove tecnologie della comunicazione di massa per abbattere gli ultimi baluardi che separano la cultura “alta” dalla vita quotidiana, anticipando così quelle strategie di marketing che negli anni 60 decreteranno il successo commerciale dell’icona “pop” Andy Warhol, guarda caso anche lui figlio dell’immigrazione polacca.
Come sottolinea Gioia Mori, curatrice della mostra, Tamara de Lempicka prende dal cinema ma fa anche il cinema ed è incredibilmente a suo agio sia davanti che dietro la cinepresa; prende dalla moda ma fa anche la moda – nasce infatti come disegnatrice di modelli; prende dall’architettura moderna ma fa anche architettura, trasformando  la propria casa di rue Méchaine in un corpo lucido e metallico come un transatlantico; prende dalla grafica ma disegna personalmente le copertine della rivista berlinese ”Die Dame”. 

Fotografia, grafica, cinema, pubblicità, telefono, metropoli, velocità: non vi è elemento di modernità nei suoi quadri che non sia intimamente mescolato e modellato con la stessa materia di cui è fatta la sua travolgente esistenza, scossa dai fremiti di una ricerca inesausta dell’eterno nell’effimero, dell’Arte nella Vita.

Autore: Veronica Rocco

Fonte:Scienze on line

TORINO. Salone Internazionale del Libro – 12 – 16 maggio 2011

Il Salone Internazionale del Libro torna con la sua XXIV edizione da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2011 al Lingotto Fiere. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Salone offre un layout completamente nuovo.

Il Salone 2011 occupa con i propri spazi espositivi tre padiglioni espositivi di Lingotto Fiere: l’1, 2 e il 3. Il Padiglione 5 quest’anno è riservato all’area professionale con l’International Book Forum.

New entry del 2011 è l’Oval, il palazzo di 20.000 metri quadri a campata unica nato per ospitare le gare di pattinaggio ai Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, dal luglio 2009 parte del polo espositivo. L’Oval ospita il Bookstock Village, l’area per i giovani lettori sostenuta dalla Compagnia di San Paolo; la mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri; il Padiglione Italia con gli stand delle Regioni italiane per la prima volta riunite in un’unica area; gli stand delle Istituzioni nazionali; l’area Lingua Madre; lo spazio Libro e Cioccolato, Tentazione e Meditazione; lo spazio dedicato dalla Russia paese ospite ai piccoli lettori e una nuova Sala convegni.

L’Oval è raggiungibile sia dal Padiglione 3 di Lingotto Fiere, attraverso un camminamento coperto appositamente realizzato per il Salone e costellato da aree sosta e stand commerciali e di servizio, sia direttamente dalle biglietterie e ingressi sul lato ferrovia, accessibili da via Nizza e corso Spezia seguendo le indicazioni «Oval».

La serata inaugurale a inviti in onore del Paese ospite è mercoledì 11 maggio 2011 alle 21 alle Ogr – Officine Grandi Riparazioni. Dopo i saluti istituzionali, la prolusione della scrittrice russa Ljudmila Ulitskaja e il concerto della Bis – Quit Orchestra.

Star indiscussa della 24a edizione del Salone è la mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri, ideata da Rolando Picchioni e curata da Gian Arturo Ferrari. La nostra storia unitaria letta attraverso la lente del libro e dei suoi protagonisti. Forse la più importante iniziativa che il Paese dedica ai testi fondativi, i libri che hanno fatto e diviso gli Italiani. Una nebulosa fatta a spirale dove si intrecciano cinque percorsi di visita. I 150 Grandi Libri, i 15 SuperLibri, i 15 Personaggi, gli Editori, i Fenomeni Editoriali. E al centro, il «sedicesimo decennio»: lo Spazio Telecom Italia con il libro del futuro fra digitale ed eBook.

Paese ospite d’onore 2011 è la Russia, che porta a Torino testimoni del Novecento e nuovi autori per raccontare come sta cambiando una civiltà da sempre al centro degli scenari geopolitici. E in un focus realizzato assieme alla Camera di Commercio e in programma venerdì 13 maggio si fa il punto sulle sfide che il fronte Est offre ai player economici di Torino e Piemonte.

Accanto alla Russia, special guest è la Palestina, già presente nel programma 2008 con propri autori e quest’anno al Salone con un proprio stand.

Tornano puntuali due iniziative senza le quali sarebbe ormai difficile immaginare l’appuntamento torinese. Lingua Madre, l’area dedicata al meticciato culturale che da quest’anno è di nuovo firmata direttamente dal Salone, con l’omonimo concorso per scrittrici. E Libro e Cioccolato. Tentazione e meditazione che schiera il meglio degli chocolatiers di Torino e Piemonte in un programma di incontri con grandi chef e maîtres à penser del gusto, messo a punto dai critici gastronomici di Repubblica Stefano Cavallito & Alessandro Lamacchia.

L’Ibf – International Book Forum, l’area business del Salone realizzata con il fondamentale sostegno dell’Ice – Istituto per il Commercio Estero, quest’anno compie dieci anni di vita. Riconfermato l’Incubatore per sostenere gli editori da meno di due anni sul mercato. Le Invasioni Mediatiche nel 2011 presentano ben tre progetti: Dimensione Musica, Book to the future e Comics Centre.

Sempre più irresistibile l’istinto del Salone a uscire dal Lingotto e andare sul territorio. Il Salone Off da venerdì 6 a lunedì 16 maggio esonda in spazi aulici e popolari, ex fabbriche e piazze di quattro circoscrizioni cittadine, una in più dello scorso anno: la 3, 7, 8 e la new entry della 4. Con domenica 15 una caccia al tesoro sui mezzi Gtt e venerdì 6 maggio un’azione coreografica di massa nelle piazze delle Circoscrizioni coinvolte e 250 danzatori volontari.

L’impegno sociale di Voltapagina porta nuovamente i grandi scrittori nei giorni del Salone a lavorare con gli ospiti della Casa di Reclusione di Saluzzo.

Seconda edizione per il Premio Salone Internazionale del Libro. Dopo Amos Oz, un altro grande autore si sottomette al voto elettronico di visitatori ed espositori per tornare in autunno a incontrare gli studenti e il territorio del Piemonte: i candidati stavolta sono Javier Cercas, Assia Djebar e Anita Desai.

Su tutto una piccola, grande rivoluzione: al Lingotto ora si arriva comodamente in metropolitana. E dopo aver celebrato i 150 anni dell’Italia, il prossimo anno il Salone si appresta a festeggiarne 25: i suoi. Il suo primo quarto di secolo. Preparatevi. 

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.salonelibro.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

TORINO. Convegno Internazionale di Studi MUSEI TORINO 2011. Da crisi a opportunità.

Torino, villa della Regina – 5-6 maggio 2011Come sono cambiati i musei torinesi?
E come cambieranno in futuro?
Questo il tema del convegno internazionale di studi che si terrà il 5 e il 6 maggio a Villa della Regina a Torino, realizzato dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte.
Il convegno, a cura del Soprintendente Edith Gabrielli, prende le mosse da una semplice considerazione: il ruolo centrale che il Museo ha assunto per Torino negli ultimi anni.
L’organizzazione del convegno è affidata a Civita srl; la pubblicazione degli atti a Leo S. Olschki di Firenze.
Il convegno è a ingresso libero senza accredito.

Programma:

GIOVEDÌ 5 MAGGIO 2011
 – Ore 9.30 Indirizzi di saluto e apertura del convegno
Mario Turetta, Direttore per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte
Edith Gabrielli, Soprintendente per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici del Piemonte
 – Ore 10.00 – Prima sessione: Identità e prospettive. Modera Marisa Dalai, “Sapienza” Università di Roma.
Krzysztof Pomian, École des Hautes Études en Sciences Sociales, Parigi, Museum’s present challenges
Paolo Carafa, “Sapienza” Università di Roma, Il Museo racconta: archeologia, città e territorio
Paolo Coen, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS), I musei della Shoah ieri ed oggi, fra identità sottaciute e politiche di riparazione
 – Ore 11.00 Pausa per il caffè
Andrew McClellan, Tufts University, Medford (MA), Museum expansion in the 21st century: Abu Dhabi
Mario Epifani, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, Musei italiani e musei americani: il caso del Getty
Donata Pesenti, Fondazione Maria Adriana Prolo, Torino, Il Museo Nazionale del Cinema: una scommessa vinta.
 – Ore 13.00 Pausa per il pranzo
 – Ore 14.30 – Seconda sessione: Dal territorio al Museo, dal Museo al territorio. Modera  Bruno Toscano, Università Roma Tre
Daniele Lupo Jallà, Comune di Torino, Dal Museo al patrimonio, dall’accoglienza alla partecipazione
Sara Abram, Scuola Normale Superiore di Pisa, Per una mappa delle identità misconosciute: origini dei musei civici piemontesi
Gian Luca Kannes, Regione Piemonte, Architettura per i musei in Italia, dall’Unità agli anni del Fascismo
Lucetta Levi Momigliano, Fondo per l’Ambiente Italiano, Le proprietà piemontesi del Fondo Ambiente Italiano e la Convenzione del 1992 con la Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici del Piemonte
 – Ore 16.00 Pausa per il caffè
Christa Clarke, Newark Museum, Newark (NJ), Art and Audience: Engaging Immigrant Communities at the Newark Museum, New Jersey
Giacomo Giacobini, Università degli Studi di Torino, Un nuovo polo museale torinese, il Palazzo degli Istituti Anatomici. Tutela e valorizzazione di collezioni storiche, comunicazione scientifica, educazione museale
 – Ore 17.30 Tavola della discussione. Partecipano:
Giovanna Cattaneo Incisa, Fondazione Torino Musei; Marcella Pralormo, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli; Patrizia Picchi, Regione Piemonte; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; Alberto Vanelli, Consorzio La Venaria Reale
 – Ore 18.30 – Visita della mostra Palazzo Carignano. Gli appartamenti barocchi e la pittura del Legnanino
 – Ore 20.00 Cena

VENERDÌ 6 MAGGIO 2011
 – Ore 9.30 Indirizzi di saluto e riapertura dei lavori
Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura del Comune di Torino
Terza sessione: Il Museo nella storia e nell’odierna geografia culturale. Modera Enrico Castelnuovo, Scuola Normale Superiore di Pisa.
Marcello Tagliente, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Progetti strategici di valorizzazione per il sistema museale statale.
Austeja Brasiunaite, Vilnius Art Academy, Rokiskis Manor: Lithuania’s Grand Duchy’s noble residence – region museum, from historical monument to heritage object (16th – 21st centuries)
Paola Nicita, “Sapienza” Università di Roma, Elogio delle gallerie nazionali. L’identità difficile ma vitale della Galleria d’Arte Antica di Roma
Paola Astrua, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, Per la storia della Galleria Sabauda: da Reale Galleria a Regia Pinacoteca Nazionale, dal Palazzo Madama al Palazzo dei Musei
 – Ore 11.00 Pausa per il caffè
Johann Kraeftner, The Liechtenstein Museum and of the Collections of the Prince of Liechtenstein, Vienna, The Liechtenstein Museum in Vienna, its history and its development
Maria Beatrice Failla, Università degli Studi di Torino, Storia delle collezioni e storia dell’arte. Ordinamenti museali in Italia tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del Novecento: Firenze, Torino, Napoli
Pietro Petraroia, Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Musei e valorizzazione del patrimonio culturale: la sfida della gestione quotidiana nell’assenza di standard di qualità
Cristina Mossetti, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, Residenze e palazzi aperti al pubblico: quale identità? Il caso di Villa della Regina
 – Ore 13.00 Pausa per il pranzo
 – Ore 14.30 Visita al cantiere della cosiddetta Manica Nuova, futura sede della Galleria Sabauda
 – Ore 16.30 Conclusione dei lavori

Info:
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, Loris Gherra – T. 334 1124914 – 011 5220450
CIVITA – Barbara Izzo, Arianna Diana    
T. 06 692050220,  06 692050258 – 348 8535647 
E-mail: izzo@civita.it ; diana@civita.it      – http://www.civita.it

Email: loris.gherra@beniculturali.it

MILANO. L’ultimo Michelangelo.

Dal 24 marzo al 19 giugno 2011 prosegue il progetto Michelangelo al Castello Sforzesco, – promosso dal Comune di Milano – Cultura, Direzione Centrale Cultura e Direzione Settore Musei, dal Castello Sforzesco, da Palazzo Reale e dall’Associazione MetaMorfosi, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Provincia di Milano – con il secondo momento espositivo dedicato questa volta a L’ULTIMO MICHELANGELO.
Dopo aver documentato il suo apporto nel campo dell’architettura con Michelangelo Architetto, la nuova mostra si propone di raccogliere intorno alla Pietà Rondanini, conservata nella sala 15 del Museo d’Arte Antica del Castello, l’ultima produzione artistica e letteraria del Buonarroti.
Il progetto, nato da un’idea del Settore Musei e del Castello Sforzesco (Civiche Raccolte Artistiche) per la cura di Alessandro Rovetta (Università Cattolica di Milano), illustra il cammino che condusse il maestro a quello che è il suo estremo capolavoro, ideale compimento della sua straordinaria esperienza artistica, e conta su prestiti giunti dai musei italiani e stranieri più prestigiosi quali, tra gli altri, British Museum e Courtauld Gallery (Londra), Ashmolean Museum (Oxford), Bibliothèque Nationale de France (Parigi),  Graphische Sammlung Albertina (Vienna), Royal Library (Windsor Castle), Musèe du Louvre (Parigi), Fondazione Casa Buonarroti (Firenze), Galleria Borghese (Roma), Biblioteca Apostolica Vaticana (Roma).
“In questa mostra, concepita attorno alla Pietà Rondanini, sono esposti la serie degli studi per Crocifissioni e alcuni altri schizzi e disegni autografi oltre a quelli appartenenti alla cerchia del maestro, sculture in  marmo e bronzo e dipinti – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory –  Vi si trovano, inoltre, le ultime Rime michelangiolesche su fogli provenienti dalla Biblioteca Vaticana. L’avere unito intimamente scultura e scrittura costituisce l’idea originale di tale esposizione che considera le arti come saperi in dialogo, movimenti di pensiero ed emozione per esprimere il desiderio di bellezza, redenzione e amore che abitano il cuore dell’uomo”.
‘Per la prima volta, grazie a un’idea del Settore Musei e del Castello Sforzesco, e al lavoro scientifico coordinato dal prof. Rovetta  – sottolinea Pietro Folena, Presidente di Metamorfosi – viene proposta al pubblico l’opera dell’Ultimo Michelangelo, segnata da un rapporto con la morte, con Dio, e con la ricerca della perfezione di sconvolgente contemporaneità. Michelangelo con la Pietà Rondanini sembra già entrare nel contemporaneo, saltando tre secoli. Aver raccolto attorno a questo capolavoro le opere e le testimonianze del non-finito di Michelangelo, è per MetaMorfosi una ragione di soddisfazione e di orgoglio’
Il percorso espositivo, che coinvolge le sale 13 e 15 del Museo d’Arte Antica,  raccoglie cinquantatre opere, di cui trentatre, prevalentemente disegni, tra i più importanti del catalogo michelangiolesco, in gran parte databili agli ultimi decenni di vita, dove si osserva un profondo mutamento delle scelte figurative e tecniche del maestro, tese a un luminismo di straordinaria intensità fisica e spirituale che trovano nella Rondanini il riscontro e l’esito scultoreo più suggestivo.
Sono presentati i diversi momenti che descrivono la ripresa degli studi michelangioleschi sul tema della Pietà: dai disegni databili agli anni Trenta, alle incisioni e ai disegni che documentano l’elaborazione della celebre Pietà per Vittoria Colonna, fino alle esigue ma significative attestazioni grafiche che preparano alla Pietà Rondanini, passando attraverso la Pietà Bandini e la discussa Pietà di Palestrina. Si tratta di un tentativo espositivo inedito che aiuterà a comprendere le radici e le varianti che determinano la tensione creativa di Michelangelo su un soggetto entro il quale sperimenta alla fine della vita una totale immedesimazione. 
Si distingue poi la serie di studi per Crocifissioni che, come concezione iconografica e resa formale, muta radicalmente dall’ultima redazione del soggetto offerta dal Crocefisso per Vittoria Colonna. I sei fogli principali si possono considerare una serie omogenea che rivela una continuità di ricerca formale e di riflessione spirituale decisiva per comprendere l’ultimo Buonarroti, in perfetta assonanza con la ricerca espressa nella Pietà Rondanini.
In tale direzione risulta suggestiva la considerazione delle ultime Rime michelangiolesche, in particolare quelle attestate da alcuni fogli conservati alla Biblioteca Vaticana – in mostra saranno presenti otto fogli – che riportano anche schizzi per Crocifissioni e Getsemani. In queste carte la compresenza di testo e figura raccorda il tema del destino personale di Michelangelo con gli studi sui soggetti che descrivono gli ultimi atti della vita terrena di Cristo.
Particolarmente suggestiva è la lettera del 17 marzo 1564, proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, in cui Daniele da Volterra annuncia a Giorgio Vasari la morte di Michelangelo.
Completano il percorso allestito nella sala che attualmente ospita la Pietà Rondanini – sistemata in modo da consentire la visione ravvicinata e contemporanea della scultura e dei disegni più significativi – sculture in bronzo, come il Ritratto di Michelangelo Buonarroti di Daniele da Volterra, in marmo, come la Deposizione di Guglielmo della Porta, e di dipinti, tra cui la Crocifissione con la Vergine e san Giovanni Evangelista e Cristo deposto con la Madonna e due angeli di Marcello Venusti, Pietà con gli angeli di Federico Zuccari, oltre a bulini, acqueforti e incisioni.

Info:
L’ULTIMO MICHELANGELO. Disegni e rime attorno alla Pietà Rondanini; Milano, Castello Sforzesco  – Museo d’Arte Antica (Sale 13 e 15), fino al 19 giugno 2011
Orari: da martedì a domenica 9.00 – 17.30; Ultimo ingresso ore 17.00
Ingresso: € 6,00 intero; € 3,00 ridotto studenti, over 65 e convenzioni;
Il biglietto è comprensivo anche della visita ai Musei del Castello.
02 88463700
Http://www.milanocastello.it
Catalogo: Silvana Editoriale.

Link: http://www.mostramichelangelo.com