Archivi autore: Amministratore

STUPINIGI (Nichelino – To). Palazzina di Caccia. Parterres del Cortile d’Onore e Salone Centrale.

Fino al 2 ottobre aperture straordinarie il sabato e la domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.30, con visite guidate ai Parterres del Cortile d’Onore e al Salone Centrale.
I Parterres antistanti la Palazzina di Caccia di Stupinigi tornano al loro originario splendore, con un intervento che ne ripropone il tracciato desunto, nelle proporzioni e negli allineamenti, dai documenti storici relativi alla Palazzina.
L’intervento di recupero ha interessato il giardino antistante la Palazzina che si sviluppa a partire dalla grande esedra, davanti alle scuderie alfieriane, nella piccola corte che precede la grande cancellata, per terminare all’interno del cortile d’onore ai piedi delle scalinate d’accesso al Salone centrale.
Il Salone, fulcro e regia della concezione spaziale juvarriana che orchestra il territorio circostante attraverso le Rotte di caccia che dallo stesso dipartono, viene proposto con un parziale allestimento quale fase intermedia del progetto di recupero.
Grazie al sostegno degli sponsor pubblici e privati, la Fondazione Ordine Mauriziano, erede del patrimonio storico e culturale dell’Ordine, riapre le sue porte sul verde, quale prima e significativa tappa del percorso di restituzione agli occhi di tutti dei magnifici tesori mauriziani.

Info:
Visite guidate con partenza di gruppi max 25 persone, ogni 30 minuti.
Non è attivo il servizio di prenotazione; per verificare in tempo reale possibili tempi di attesa, telefonare ai numeri 011 3581220 o 335 5820408 (servizio attivo esclusivamente il sabato e la domenica, dalle ore 11.00 alle ore 17.30)
Si avvisa dell’esistenza di barriere architettoniche per le quali sono in corso lavori di adeguamento, al momento non completati.
Per ulteriori informazioni contattare il numero 335 5820408 nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle ore 14 alle ore 18.   

VENEZIA. Lorenzo Lotto.

La mostra alle Gallerie dell’Accademia nasce dalla possibilità di uno scambio con l’Ermitage di San Pietroburgo: il museo russo ha concesso il prestito di due dipinti (il Doppio ritratto dei coniugi Bonghi e una Madonna col Bambino ed Angeli) raramente o mai prima visti in Italia.
A questi due dipinti è naturalmente accostato il celebre Ritratto di giovane delle Gallerie dell’Accademia, che probabilmente restituisce l’effigie di un gentiluomo trevigiano da datarsi alla fine del terzo decennio.

Info:
dal 29 agosto 2011 al 30 ottobre 2012
Venezia, Gallerie dell’Accademia
Telefono: 0415200345

 

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.lorenzolotto.info

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

COURMAYEUR (Ao). Alessandro Poma (1874-1960) – Pittore di Courmayeur.

Le opere di Alessandro Poma ritornano ora a Courmayeur.
I dipinti sono incentrati sui paesaggi e la natura di Courmayeur, così sovente ritratti dal pittore nei suoi soggiorni e nella sua lunga residenza in questo luogo, dove morì nel 1960 ed oggi riposa.
La sua vita fu influenzata dalla bellezza e unicità dei luoghi da lui prediletti, testimoni di una natura verso la quale ebbe particolare sensibilità e fu fonte di ispirazione.
Paesaggi e ambienti che sono diventati così i suoi “luoghi dell’anima”… Villa Borghese a Roma, Villa Maresca a Piano di Sorrento e la sua villa al Pussey di Courmayeur.

Sintesi biografica
Alessandro Poma nacque a Biella Piazzo nel 1874 in una grande famiglia di industriali tessili.
Completati gli studi classici, frequentò la Facoltà di Giurisprudenza a Torino, che abbandonò alla soglia della laurea per dare corso alla sua vocazione di artista in un ambiente dominato da figure di spicco come Fontanesi e Delleani, Avondo e Reycend. Sul finire del secolo XIX si trasferì a Roma, nella privilegiata residenza della “Casina di Raffaello” a Villa Borghese. Dal 1901 fece parte dell’entourage di Giulio Aristide Sartorio ed ebbe frequenti contatti con il gruppo de “I XXV della Campagna Romana”, artisti che rinnovarono la tradizione pittorica della raffigurazione dal vero. Nel suo soggiorno romano Poma dipinse soprattutto paesaggi, in buona parte ispirati a Villa Borghese, ma trattò anche i temi della figura, del ritratto e delle scene di animali affollate da cigni e farfalle con un senso istintivo di armonia, liberamente espresso in un fulgore prorompente di vividi colori come scrisse Cecilia Pericoli Ridolfini per la mostra al Museo del Folklore di Roma nel 1983. Poma cominciò ad esporre alla Promotrice di Torino dal 1896, poi sporadicamente a Milano e Venezia, ma abbandonò l’ambiente delle mostre nel 1910 per continuare a lavorare in solitudine, convinto di meglio esprimere il proprio talento del cui valore era profondamente consapevole. Uscì volontariamente dai circuiti artistici dell’epoca e si chiuse in un isolamento quasi totale, senza acquietarsi nel mestiere né cedere alla maniera, come suggerì Bruno Molajoli nel 1983.
Dopo varie sue visite a Courmayeur vi si trasferì definitivamente alla fine degli anni 30, lì continuando la sua intensa attività artistica.
Dalla testimonianza di un nipote: …era possibile incontrare il pittore che a passo lento saliva per le montagne con la cassetta dei colori, il fucile del cacciatore, poco usato per il troppo amore per gli animali, uno stuolo di nipoti e gli immancabili setters.
Nella bellezza dello scenario di Courmayeur e delle sue valli, Alessandro Poma dipinge anche qui con passione animali, fiori, alberi, montagne e cieli per trasmettere con la vivacità del colore intenso e puro l’amore per la natura già maturato negli anni del suo soggiorno romano.
La tecnica del pastello, su carta “George Rowney & Co” è il suo mezzo espressivo preferito per l’immediatezza della resa pittorica, anche se continua a sperimentare tecniche miste. Dal grande numero di pastelli emerge la sua visione poetica che si esprime in vortici di colore attraversati da essenziali segni grafici.
L’alta qualità delle immagini e il loro struggente fascino evocativo caratterizzano la sua vasta produzione dove il sentimento mai banale nei tagli e nelle scelte dei soggetti lo rendono un caso interessante nel quadro del paesaggismo piemontese del Novecento ha affermato Virginia Bertone che tra i primi ne analizzò l’opera nel 2006. Maurizio Calvesi nel 2007, presentando la mostra di Poma al Museo Carlo Bilotti presso l’Aranciera di Villa Borghese, ha scritto La pittura di Poma, misurata ma dinamica nei tagli compositivi, sensibile ed emotiva nel tratto, vibrante nell’uso ora sobrio, ora ricco del colore, ha momenti di straordinaria intensità che fanno di Poma un qualificato rappresentante della pittura italiana, in sintonia di ispirazione con Giacomo Balla per la finezza della visione e il suggestivo uso postimpressionista della luce.
Alla presentazione a Roma del volume Alessandro Poma (1874-1960) a cura di Maria Luisa Reviglio della Veneria e Lodovico Berardi, disponibile in mostra, Claudio Strinati, sottolinea che:
Il libro è una vera, autentica monografia, ricca di contributi filologici e critici che restituisce la figura di Poma come meglio non si potrebbe. Siamo di fronte a un caso tipico di un artista che riemerge magistralmente. Si può parlare, una volta tanto, di una riscoperta a tutto tondo.
Esposizioni recenti
2009 – Roma, personale presso la Galleria Paolo Antonacci.
2007 – Piano di Sorrento, Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina, Villa Fondi, mostra “Alessandro Poma a Piano di Sorrento”, a cura di Pier Andrea De Rosa.
2007 – Roma, Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, mostra “Alessandro Poma (1874-1960), pittore a Villa Borghese”, a cura di Maurizio Calvesi.
2005 – Courmayeur, Sala del Comune, mostra “Colori e Natura di Courmayeur”, a cura di Maria Luisa Reviglio della Veneria, con introduzione di Virginia Bertone.

Info:
a cura di Maria Luisa Reviglio della Veneria e Lodovico Berardi, fino al 15 settembre 2011 al Museo Transfrontaliero del Monte Bianco – Via Puchoz n. 4 – Courmayeur
Organizzazione:
CENTRO STUDI ALESSANDRO POMA – Via Pinerolo 7 – 10060 Candiolo (TO)
Tel.: 338 507 30 99 – 011 962 50 49 – Email: centrostudipoma@gmail.com
C.F. 95600330013

PAVIA. Degas Lautrec Zando’. Les Folies de Montmartre.

Dal 17 settembre al 18 dicembre 2011 le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia ospiteranno la mostra Degas, Lautrec, Zando’. Les folies de Montmartre, che raccoglierà i lavori di tre maestri della nouvelle peinture, quali Edgar Degas, Henri Toulouse-Lautrec e Federico Zandomeneghi, messi per la prima volta in dialogo sul mito di Montmartre, centro pulsante della vita artistica, e non solo, parigina di fine Ottocento e d’inizio Novecento.
L’esposizione presenterà ottanta opere, tra pitture e grafiche, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, con un apporto speciale di prestiti dalla città di Toulouse.

Ça c’est Paris!
Una nota canzone già tra fine Ottocento e primo Novecento celebrava l’appeal della capitale francese, paragonandola a “una bionda che piace a tutti”. Ma ancor di più, La Butte, la collina di Montmartre abitata dagli artisti, capace di attirare gli esponenti di ogni classe sociale e di far convivere strilloni, prostitute, gestori di cabaret, attrici, pittori, aristocratici, clown e ballerine, borghesi e benpensanti, è diventata nel tempo uno dei luoghi di culto della capitale francese.
Fu Degas a guardare per primo alla vitalità del quartiere parigino e a rivoluzionare la pittura in seno al realismo, onorando il programma fissato da Baudelaire nel testo Il pittore della vita moderna. Per primo, raccontò l’universo delle giovani e belle donne intente alla toeletta, le corse dei cavalli, il mondo equivoco dei cabaret e dei café-concert, quello del circo e delle case chiuse, e soprattutto quello del balletto, come espresso nella splendida Ballerina in prestito dal Museo cantonale di Lugano.
Una riserva di temi e soluzioni compositive a cui attinse – e già solo il titolo del celebre pastello Le Moulin de la Galette lo dichiara – anche Zandò, come veniva soprannominato dagli amici francesi Federico Zandomeneghi, uno dei tre italiani a Parigi, e di cui proprio i Musei civici di Pavia possiedono un consistente nucleo di opere.
Un universo che divenne centrale nella produzione di Henri de Toulouse-Lautrec, che identificò non solo la propria arte ma anche la propria vita nella cultura di Montmartre, quella che si respira osservando la Tête de femme della Fondation Bemberg di Toulouse e Au café: le patron et la caissière chlorotique del Kunsthaus di Zurigo.
I personaggi da lui ritratti sono divenuti icone, protagonisti e simboli del vero e proprio mito di Montmartre, che i manifesti creati dall’artista, in buona parte provenienti dal Centre de l’Affiche di Toulouse, hanno contribuito ad alimentare.
Quel microcosmo, quel mondo di depravazione e di malinconica poesia – popolato dalle ballerine della notte Yvette Guilbert, May Milton, May Belfort, La Goulue, Jane Avril, dal chansonnier Aristide Bruant e dal comico Caudieux – è rimasto nella memoria collettiva grazie soprattutto alla produzione del genio di Albi che portò l’arte in strada, sui giornali, nella “serialità” della produzione grafica.

La mostra, curata da Lorenza Tonani, è ideata, prodotta e organizzata da Alef – cultural project management, Milano, col patrocinio del Comune di Pavia,

Info:
Orari: lunedì – venerdì: 10.00 – 13.00 | 15.00 – 18.00
sabato, domenica e festivi: 10.00 – 13.00 | 1400 – 19.00
Biglietti: intero: € 9.00;ridotto convenzionati: € 8.00; ridotto: € 7.00 – + 39 02 – 45496873/4
Prenotazioni a visite guidate e laboratori didattici: segreteria@scuderiepavia.com – + 39 02 – 45496873/4

Link: http://www.scuderiepavia.com

Email: info@scuderiepavia.com

TORINO. ARTISSIMA 18. Internazionale d’Arte Contemporanea.

Artissima 18, Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino quest’anno per la seconda volta sotto la direzione artistica di Francesco Manacorda, si svolgerà dal 4 al 6 novembre 2011 (preview il 3 novembre) negli spazi dell’Oval, Lingotto Fiere.
Artissima ha saputo nel tempo imporsi sulla scena nazionale e internazionale dell’arte contemporanea come un osservatorio privilegiato sulla migliore ricerca nel campo delle arti visive e un grande appuntamento culturale, capace di conquistare l’interesse degli specialisti, del grande pubblico e della stampa. Lo dimostrano i dati di affluenza di Artissima 17, che ha visto la partecipazione di oltre 48.000 visitatori e 1300 giornalisti accreditati. Con l’edizione 2011, Artissima intende rafforzare ulteriormente il livello di qualità e di internazionalità della fiera e allo stesso tempo imprimere nuovo slancio alla forte vocazione sperimentale che ha caratterizzato l’ultima edizione, consolidandone il successo.
Molte delle novità che avevano contraddistinto la scorsa edizione della fiera tornano con rinnovata vitalità nel progetto di Manacorda per Artissima 18, rappresentandone veri e propri punti di forza.
È riconfermata la spettacolare sede dell’Oval, padiglione dall’originale taglio architettonico, realizzato in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, che con i suoi 20.000 mq illuminati naturalmente, si è mostrato un luogo di grande efficacia per ospitare la manifestazione.

La fiera
Artissima 18 ospiterà circa 150 gallerie suddivise in quattro sezioni:
·         Main section, che raccoglie le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale scelte dal Comitato di selezione.
·         New Entries, riservata alle più interessanti giovani gallerie, con meno di cinque anni di attività e presenti per la prima volta ad Artissima, scelte dal Comitato di selezione. Lo scorso anno sono state ammesse 29 gallerie provenienti da 14 paesi. Una giuria internazionale assegnerà durante la fiera il premio Guido Carbone alla galleria della sezione New Entries ritenuta più meritevole per il lavoro di ricerca e promozione di giovani artisti.
·         Present Future, dedicata ad un gruppo di artisti emergenti invitati da un team di curatori internazionali e presentati dalle loro gallerie di riferimento. La sezione è realizzata in collaborazione con illycaffè che mette a disposizione il premio illy Present Future assegnato all’artista considerato più interessante da una giuria composta da tre prestigiosi esperti.
·         Back to the Future, inaugurata nel 2010 con l’intento di portare l’attenzione su artisti attivi negli anni ’60 e ’70 che hanno avuto un limitato riconoscimento negli ultimi decenni, ma il cui lavoro è particolarmente significativo oggi, è una vera mostra a carattere museale di un gruppo di artisti selezionato da un Comitato curatoriale internazionale. Back to the Future nel 2010 ha riscosso grande interesse da parte delle gallerie che hanno aderito numerose, da parte dei collezionisti e della stampa.
 
Il Progetto curatoriale
Artissima 18 prosegue il percorso di ricerca sullo scenario futuro dei musei, avviato la scorsa edizione con la Casa delle Contaminazioni. Il programma propone quest’anno due diversi progetti, autonomi ma al contempo fortemente connessi l’uno all’altro: il primo si svolgerà all’interno della fiera, mentre il secondo avrà una collocazione all’esterno e sarà aperto solo in orario serale. Entrambi i progetti si concentrano su nuovi modelli e strutture per la produzione, l’interpretazione e la diffusione dell’arte contemporanea e, per la prima volta nell’ambito di una fiera, sono curati da artisti.

Approssimazioni Razionali Semplici
Collocato al centro del padiglione della fiera, Approssimazioni Razionali Semplici è un progetto per un museo immaginato dall’artista torinese Lara Favaretto in collaborazione con Francesco Manacorda. Questa “istituzione provvisoria” sarà modellata su alcune funzioni tradizionali dei musei di arte contemporanea ri-pensando il loro modus operandi, e proporrà una selezione di progetti già esistenti o di nuove proposte da parte di singoli, collettivi e istituzioni, scelti nel panorama artistico mondiale per la loro capacità di inventiva nel re-immaginare metodi operativi e programmatici. Il titolo del progetto si rifà a un modello matematico che definisce un’interpolazione – ovvero la determinazione approssimata dei valori di una grandezza usando valori noti – che usa funzioni razionali. Approssimazione, nel suo significato etimologico di “avvicinamento”, suggerisce anche le linee portanti del progetto che riunisce idee e attitudini diverse, proponendo un’organizzazione fittizia, effimera, nomade che esisterà solo per i quattro giorni di fiera. Il risultato è la costruzione di un paradosso per un modello istituzionale, il quale normalmente è pensato per essere stabile e duraturo, mentre in questo caso sarà costruito nel segno dell’impermanenza e della frammentazione.

Artissima LIDO
Quest’anno per la prima volta, Artissima organizzerà un programma di mostre e eventi al di fuori della fiera e dei suoi orari di apertura, nel centro di Torino. Nel quartiere medioevale del Quadrilatero Romano, diversi spazi no-profit gestiti da artisti provenienti da tutta Italia saranno provvisoriamente dislocati in una serie di spazi urbani per portare avanti, allo stesso tempo e nello stesso luogo, le loro diverse attività sperimentali. Il progetto intende sviluppare e mostrare una rete di spazi e collettivi che spesso sono le uniche organizzazioni che promuovono la sperimentazione artistica nel loro territorio al fine di attrarre l’attenzione internazionale su un aspetto poco noto dell’Italia e della sua scena artistica più nascosta. Pensato come una mostra collettiva di spazi sperimentali, Artissima LIDO sarà curato da tre artisti italiani, Christian Frosi, Renato Leotta e Diego Perrone, e offrirà un fitto, vario e articolato calendario di mostre, performance, proiezioni, concerti e conversazioni in  spazi scelti della zona. Punto di partenza per una passeggiata nel quartiere sarà l’Artissima Social Bar, un locale temporaneo dove il mondo dell’arte e i visitatori della fiera potranno incontrarsi ogni sera.

“Lavoriamo sulla vocazione sperimentale, la capacità innovativa e la dimensione internazionale di Artissima attraverso un impianto curatoriale rigoroso che costruisce sul progetto dello scorso anno”  ha detto Francesco Manacorda.”La nostra scelta è andata nel senso della continuazione e della “profondità” senza privare la fiera di molti elementi di innovazione e spettacolari. Obiettivo: costruire un progetto di grande attualità, capace di mettere a frutto la particolare natura di Artissima, basata sulla duplice valenza, culturale e di business e che fa di questa fiera un laboratorio per l’arte contemporanea e un ideale crocevia per tutti i suoi protagonisti”.

ARTISSIMA è un marchio di Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino; per incarico dei tre Enti, è promossa dalla Fondazione Torino Musei, costituita dal Comune di Torino per curare e valorizzare il patrimonio artistico e museale della Città. La diciottesima edizione di ARTISSIMA viene realizzata attraverso il sostegno dei tre Enti proprietari del marchio, congiuntamente a Camera di commercio di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Info:
Fondazione Torino Musei
t. +39 011 4429523          
daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it