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TRIPOLI (Libia). Museo della Libia. Le tecnologie multimediali e interattive.

Il progetto Museo della Libia
Il progetto della realizzazione del Museo ha previsto tre fasi principali di intervento da parte di Touchwindow: la prima fase ha riguardato le missioni in Libia per la ricerca iconografica e la produzione dei filmati video, scansioni laser 3D di statue e ricostruzione virtuale di siti archeologici.
La seconda fase ha riguardato la produzione dei dispositivi hardware e software, la programmazione dei sistemi interattivi e la creazione di supporti multimediali attraverso i quali il visitatore può esplorare il tema proposto, approfondire, manipolare immagini ed esplorare ambienti, statue o reperti fisicamente non presenti all’interno dello spazio espositivo.
La terza fase della realizzazione ha riguardato l’allestimento del Museo dove Touchwindow si è occupata, oltre che della produzione, anche dell’installazione di: 20 video proiezioni murali, 8 proiezioni olografiche e ologrammi interattivi, 4 stand interattivi olografici, 1 tappeto interattivo, 2 proiezioni architetturali, 2 proiezioni particellari screen less,10 campane sonore interattive, impianto audio ambiente multizona wireless, 2 sale server e 2 rack dati, tutti i sistemi di rete cablata e wireless, 16 monitor LCD interattivi in totem e wall, 4 leggii interattivi, 35 diffusori di essenze e tutta l’infrastruttura di rete necessaria a rendere raggiungibile e gestibile ogni device da remoto.
Per rendere accessibili tutti i dispositivi dalle 2 sale controllo è stato necessario stendere oltre 5000 m di cavo lungo le canalizzazioni murarie predisposte dal Gruppo Maltauro e oltre 2000 m di cavo lungo i binari a sospensione.

Per vedere i risultati del progetto, vai a >>>

Info:
Touchwindow S.r.l. – Via Lesina, 5 – 48015 Cervia (RA) – Italy
Tel. +39.0544.976056 – Fax +39.0544.976343.

Link: http://www.touchwindow.it

Email: info@touchwindow.it

ANCONA. Accendiamo Lorenzo Lotto.

Dopo una breve pausa estiva riparte a settembre il ricco calendario di eventi e inaugurazioni alla scoperta delle opere di Lorenzo Lotto e dei territori che le custodiscono, nell’ambito del progetto Terre di Lotto.
Il prossimo appuntamento è in programma per lunedì 5 settembre ad Ancona, in occasione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale.
Per l’occasione l’Assunzione (1550) di Lorenzo Lotto in San Francesco alle Scale, una delle sue ultime spettacolari opere prima del ritiro come oblato nella Santa Casa di Loreto, sarà dotata di una innovativa e permanente illuminazione a led che viene conferita gratuitamente da Targetti Sankey nell’ambito del progetto Terre di Lotto, iniziativa di valorizzazione territoriale che segue alla grande mostra che le Scuderie del Quirinale hanno recentemente dedicato a Lorenzo Lotto.
Una prima fase del progetto ha interessato lo studio e restauro delle opere di Lorenzo Lotto che ha contribuito alla realizzazione della mostra alle Scuderie del Quirinale, segue ora la restituzione delle opere ai territori e il concreto avvio del progetto Terre di Lotto: completamento dei restauri, installazione di spettacolari illuminazioni tra cui quella di Ancona del 5 settembre che si aggiunge a quelle di Cingoli e Recanati inaugurate nel mese di luglio e a quelle di Mogliano e Monte San Giusto previste per il mese di dicembre, creazione di itinerari culturali, attività di promozione turistica duratura e un ricco calendario di eventi.
Lombardia, Veneto e Marche sono le tre regioni italiane che conservano il maggior numero di opere di Lorenzo Lotto: a questi luoghi è dedicato il progetto Terre di Lotto, con un’attenzione particolare alle Marche, Regione che ha supportato in maniera considerevole sia la mostra sia Terre di Lotto e che conserva 24 opere, un numero eccezionalmente importante nella produzione artistica del maestro veneziano, e che ha garantito un notevole finanziamento al progetto.

Link: http://www.lorenzolotto.info

BOLOGNA. 8° Edizione – Artelibro Festival del Libro d’Arte: Archeologia e I° Edizione di Archeopolis – I 2200 anni di Bononia.

ARTELIBRO E ARCHEOPOLIS
23-25 settembre 2011: queste le date dell’ottava edizione di Artelibro Festival del Libro d’arte e di Archeopolis – I 2200 anni di Bononia, alla sua prima edizione.
Il 2011 è un anno importante per Bologna: si festeggiano i 2.200 anni dalla fondazione della colonia romana di Bononia e i 130 anni dall’istituzione del Museo Civico Archeologico, una delle più significative realtà culturali della città. Artelibro e Comune di Bologna, attraverso il Museo Civico Archeologico, hanno ideato un evento dalla doppia anima, colta e popolare, che celebri degnamente tali ricorrenze. È nato così il progetto Artelibro – Archeopolis, che vede coinvolte le istituzioni culturali cittadine in un week-end interamente dedicato a quest’affascinante disciplina: mostre, rievocazioni storiche, visite guidate tematiche, laboratori didattici per i più piccoli, conferenze e importanti eventi serali.
Tema guida del Festival Artelibro è dunque Archeologia/Archeologie, per proporre al grande pubblico l’interpretazione più ampia possibile del termine e coglierne l’attualità. Un tema volutamente non vincolante per le istituzioni e gli studiosi coinvolti, tale da consentire incursioni anche nel mondo del libro d’arte e d’artista contemporaneo.

Conferenze, letture, presentazioni di libri e incontri professionali completeranno il programma del Festival.
Dal 23 al 25 settembre le sale di Palazzo Re Enzo e del Podestà, nel cuore del centro cittadino, ospiteranno librai antiquari, editori di pregio, libri d’artista, facsimilari e riviste specializzate.
Gli editori d’arte saranno riuniti in una grande Libreria dell’Arte in Piazza Nettuno, di fronte a Palazzo Re Enzo e del Podestà, aperta dal 10 al 25 settembre 2011 e realizzata in collaborazione con Libreria Coop Ambasciatori.
In parallelo la città mostra il suo volto antico con iniziative promosse dal Museo Civico Archelogico e rese possibili anche grazie alla collaborazione con Università di Bologna, IBACN-Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, e CINECA.
Il progetto Archeopolis si imposta, oltre che su una solida base scientifica, anche sulla presenza di alcuni spunti fortemente innovativi, quali l’utilizzo della rievocazione storica a fini didattici, in linea con i principali musei europei, e l’applicazione all’archeologia di tecnologie informatiche di ultima generazione, come l’utilizzo del sistema QR, già attivo in alcuni Musei dell’Istituzione, ulteriormente potenziato con un percorso dedicato ai 130 anni del Museo.

MOSTRE E LIBRI D’ARTISTA
Con le iniziative dedicate al libro d’artista Artelibro intende continuare nella ricognizione e valorizzazione di questa produzione artistica concentrandosi sullo “scavo” degli anni Sessanta e Settanta. Editori, stampatori ed artisti esporranno nella mostra mercato e importanti mostre saranno allestite negli spazi pubblici della città.
Nell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna Artelibro propone Libro / Opera.

Viaggio nelle pagine d’artista. 1958 – 2011: duecento tra libri e edizioni d’artista della collezione di Danilo Montanari pubblicati in Italia negli ultimi cinquant’anni da artisti come Giulio Paolini, Luciano Bartolini, Lucio Fontana, Maurizio Cattelan fino a Joseph Beuys e Sol Lewitt.

All’interno del Museo della Musica è prevista la mostra ControCorrente. Riviste, dischi e libri d’artista delle case editrici della poesia visiva italiana, con opere di artisti quali Emilio Isgrò, Franco Vaccari, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lucia Marcucci, realizzata in collaborazione con la Fondazione Berardelli e il Museo Pecci.

A Palazzo Re Enzo e del Podestà, si potranno ammirare libri d’artista a tema archeologico di Franco Guerzoni, i Libri di luce di Mario Nanni e le pubblicazioni storiche dell’Officina d’Arte Grafica Lucini.
Nella Piazza coperta di Salaborsa i 150 anni dell’Unità d’Italia saranno celebrati da un’installazione di Lorenzo Perrone, mentre rari libri di Pirro Cuniberti saranno visibili nel Lapidario del Museo Civico Medievale.

LA MOSTRA – MERCATO
Anche quest’anno i librai antiquari italiani e internazionali parteciperanno numerosi alla ottava edizione di Artelibro Festival del Libro d’Arte, rinnovando, insieme con ALAI-Associazione Librai Antiquari d’Italia, la fiducia nella manifestazione e nella città di Bologna che la ospita e la promuove: tra questi Antiquaria Perini, Antiquariat Hans Lindner, Antiquariato Librario Bado e Mart, Archetypon Studio Bibliografico, Arnaldo Forni, Atlantis Studio Bibliografico, Bibliopathos, Chartaphilus – Libri antichi e rari, Galleria Gilibert, Giorgio Maffei, Giuseppe Solmi Studio Bibliografico, Ex Libris, Il Polifilo Libri Rari, L’arengario Studio Bibliografico, La Darsena, Libreria Alberto Govi, Librairie Ancienne des Trois Islets, Libreria Antiquaria Gonnelli e Casa d’Aste, Libreria Antiquaria Il Cartiglio di Roberto Cena, Libreria Antiquaria Sonia Natale, Librerie Arion, Libreria Brighenti, Libreria Docet, Libreria Editrice Goriziana, Libreria La Fenice, Libreria Paolo Buongiorno, Libreria Xodo, Philobiblon, Prometheos, Seab, Studio Bibliografico Marini, Studio Montespecchio di Jan Van Der Donk, Studio Bibliografico Gribaudi, Studio Bibliografico Lex Antiqua, Studio Bibliografico Paolo Rambaldi. Completeranno la mostra-mercato in Palazzo Re Enzo e del Podestà importanti editori e stampatori di facsimili, libri di pregio e libri d’artista, tra cui Arts Libris, Associazione Artistico Culturale Lineadarte Officina Creativa, Associazione Culturale IL NAVILE carte d’arte, Colophon Arte di Egidio Fiorin – Edizioni d’Arte Colophon, Danilo Montanari Editore, Drago Arte Contemporanea, Edizioni Nuova Prhomos di Fratini Fabio Domenico, Giunti Editore, ILFILODIPARTENOPE, Il laboratorio – Le edizioni di Maurizio Avella, Le Magnifiche Editrici, Legatoria Antiquaria Apparuti e Unione Di Prodotto Città Arte Cultura Affari Emilia Romagna, nonché libri-opera  realizzati dagli stessi artisti come i Libri bianchi di Lorenzo Perrone.

La Libreria dell’Arte in Piazza Nettuno ospiterà la produzione dei maggiori editori tra cui: Adriano Salani Editori, Allemandi & C. Società Editrice, Bonomia University Press, Casa editrice Corbaccio, Casa Editrice libraria Ulrico Hoepli, Contrasto, De Luca Editori d’Arte, Editrice Compositori, Edizioni Cineteca di Bologna, Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Raggianti, Giunti Editore, Logos / Taschen, Longanesi & C., L’Ippocampo, Mondadori Electa, Olschki Editore, Phaidon Press, Ponte alle Grazie, RCS libri, Sassi Editore, TEA Tascabili degli editori Associati, Ugo Guanda Editore, Zanichelli Editore.

Il Festival riserva inoltre uno spazio alle riviste d’arte, archeologia, fotografia, moda, design, letteratura ed editoria tra le quali Archeologia Viva (I), Artkernel (I), Art.es (E), Art e Dossier (I), Arte e critica (I), Artribune (I), Casantica (I), C Magazine (US), Drome Magazine (I), Fotograf (CZ), Gagarin (I), Gagarin (B), Hot Shoe (UK), Il poligrafico italiano (I), In-Arte (I), La Bibliofilia (I), La Gazzetta dell’Antiquariato (I), Leggendaria (I), Ojo de pez (E), Print Buyer (I), Springerin (A), Zoom Magazine (I), oltre alle storiche italiane Charta, Alumina, L’Indice dei libri del mese, Il Giornale dell’Arte e L’Ospite di Bologna.
 
ARTELIBRO-ARCHEOPOLIS E IL TERRITORIO. UNA “BIBLIOTECA D’ARTE DIFFUSA”
Molte le iniziative delle istituzioni cittadine, che confermano alla città di Bologna e al suo territorio l’immagine di “biblioteca d’arte diffusa” già sperimentata negli anni passati.

Bologna offrirà il meglio del suo straordinario patrimonio librario attraverso le Biblioteche e i Musei della città: filo conduttore l’archeologia e la ricostruzione della storia attraverso libri, stampe e documenti visti come particolarissimi ritrovamenti “archeologici”.
In occasione di Artelibro-Archeopolis la Biblioteca Salaborsa, in accordo con la Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Emilia-Romagna, inaugurerà l’allestimento espositivo e didattico degli scavi romani sottostanti la Piazza coperta.

Rivelano i propri tesori il Museo del Patrimonio Industriale con il percorso guidato lungo i sostegni del Canale Navile e l’Accademia Nazionale di Agricoltura che condurrà il pubblico a “scavare” nella storia degli Orti botanici e orti agrari di Bologna dall’Aldrovandi a Martinetti.
Al Museo Civico archeologico la mostra Una giornata alle terme illustrerà una delle più antiche e frequentate pratiche romane, mentre una vasta selezione di libri di archeologia delle case editrici specializzate inviterà i visitatori ad approfondire il tema di Archeopolis.

Promossa dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna, l’esposizione Il mestiere dell’archeologo mostrerà con fotografie e documenti in che cosa consiste e come viene svolto uno dei più affascinanti e attraenti mestieri del mondo. Presso la Biblioteca dell’Archiginnasio si potrà visitare la mostra Le origini dell’archeologia a Bologna attraverso le raccolte dell’Archiginnasio.

Alla Biblioteca Universitaria di Bologna la mostra Antiquitates. Libri di antiquaria dal Cinquecento al Settecento offre preziose e rare immagini tra epigrafia e gemmologia.

Dal recupero di elementi del passato l’artista bolognese Mirta Carroli esibisce i suoi Gioielli e frammenti alla Biblioteca e Centro di documentazione delle donne dove viene anche presentata una selezione di libri sul tema Donne soggetto e oggetto dell’archeologia.

Il Sistema Bibliotecario di Ateneo e le biblioteche dei Dipartimenti di Archeologia, Arti Visive e Ingegneria propongono esposizioni di fotografie e documenti a tema archeologico: nella suggestiva Sala del Consiglio della Facoltà di Ingegneria progettata nel 1935 da Giuseppe Vaccaro, antichi volumi dal fondo storico della Biblioteca Dore documentano le origini dell’archeologia come disciplina di studio e ricerca.

Se la Fondazione Federico Zeri mette a disposizione dei visitatori una selezione di fotografie d’epoca dalla sezione Archeologia della Fototeca Zeri, una mostra-laboratorio dal titolo Archeologia del 6000.

Un viaggio nel tempo per riscoprire il presente sarà il contributo del Dipartimento educativo di MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna in collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

I Musei Civici d’Arte Antica saranno presenti con la mostra Tra Corrado Ricci e Francesco Malaguzzi: pagine da “Emporium” e dalla Divina Commedia mentre al Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini si potrà visitare l’esposizione Francesco Malaguzzi Valeri: il Museo Davia Bargellini e il suo creatore.

Al Museo Civico Medioevale, la mostra Kinku. Sigilli dell’età del bronzo dalla regione di Gaziantep in Turchia ci porta nel cuore di una delle più antiche civiltà orientali.

L’ACCAMPAMENTO ROMANO
Fulcro di Archeopolis sarà un grande accampamento romano posizionato in piazza Maggiore, realizzato dal Museo Civico Archeologico, in collaborazione con l‘associazione I legio Italica: si entrerà nell’accampamento per giocare, scoprire, immaginare, costruire, e vivere le storie curiose e nuove di un’antica città. I legionari con armi e armature, tende, quartier generale, ospedale da campo e macchine da assedio sono pronti a trasportare tutti i visitatori alla metà del I secolo d.C., ai tempi dell’imperatore Nerone. All’interno del campo vi saranno i soldati pronti a raccontare e a dimostrare come si viveva, quali attività si facevano in tempo di pace, come si combatteva in tempo di guerra.

ARTELIBRO – ARCHEOPOLIS PROFESSIONALE
Sotto la dicitura ARTELIBRO PROFESSIONALE si svolgeranno tavole rotonde e convegni tecnico-scientifici sulle problematiche più attuali dell’editoria d’arte, delle biblioteche e del mercato antiquario. Tra questi segnaliamo l’incontro Più simile del facsimile. Editoria d’arte tra libreria, collezionismo e iPad promosso da AIE-Associazione Italiana Editori che si propone di aggiornare il quadro del mercato con un focus sull’editoria facsimilare.

L’argomento, finora poco affrontato, tocca al contrario una parte importante dell’export e dell’internazionalizzazione dell’editoria d’arte. I fondi archivistici, fotografici e librari, in relazione alle raccolte archeologiche, saranno l’oggetto di incontri promossi dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del MIBAC e dalla Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna. Il mestiere dell’archeologo è invece l’affascinante tema della tavola rotonda promossa dall’Università di Bologna-Dipartimento di Archeologia.

LEZIONI MAGISTRALI, SPETTACOLI, CONFERENZE E CICLI DI INCONTRI
Per gli appassionati e connaisseurs vengono proposte lezioni magistrali di grandi maestri e cicli di conferenze per il grande pubblico.

Ad Andrea Carandini, archeologo di fama internazionale e presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, è stata affidata la Lectio Magistralis della serata inaugurale di giovedì 22 settembre, seguita dal concerto del Coro Athena del Museo Civico Archeologico di Bologna dedicato al 130° anniversario del Museo. 

Nella serata di venerdì 23 settembre si potrà assistere allo spettacolo dell’attore ravennate Ivano Marescotti “Zòlla e parsòtt” sul mito nella cultura popolare.
I cicli di conferenze vedranno la partecipazione di grandi personalità del mondo dell’arte e dell’archeologia: segreti e desideri verranno svelati ne Il sogno dell’archeologo a cura di Marco Carminati; La forza del mito a cura di Stefano Zuffi indagherà invece sui misteri di alcune delle più affascinanti figure mitologiche della classicità.

Tra i protagonisti: Cristina Acidini, Marco Bazzini, Pierangelo Bellettini, Jadranka Bentini, Carla Bernardini Attilio Brilli, Gianpiero Cammarota, Rosaria Campioni, Flavio Caroli, Mirta Carroli, Luca Cerizza,  Duilio Contin, Andrea Dall’Asta, Carla Di Francesco, Filippo Maria Gambari, Paolo Garuti, Silvia Grandi, Guido Guidi, Marzia Faietti, Luigi Ficacci, Paola Giovetti, Louis Godart, Franco Guerzoni, Andrea Kerbaker, Giorgio Lucini, Luigi Malnati, Gianfranco Maraniello, Pier Luigi Masini, Paolo Matthiae, Massimo Medica, Piero Mioli, Danilo Montanari, Cristiana Morigi Govi, Mario Nanni, Alessandra Novellone, Anna Ottani Cavina, Giulio Paolini, Brigitte Pasquet Gotti, Lorenzo Perrone, Eugenio Riccomini, Pierre Rosenberg, Giuseppe Sassatelli, Stefano Salis, Daniela Scaglietti Kelescian, Marco Vallora, Stefano Zuffi. 

RAGAZZI
A fianco delle attività dedicate agli adulti, si articola un ricco programma di mostre, concorsi, giochi e laboratori riservati all’infanzia e all’adolescenza che si svolgeranno al Museo Civico Archeologico e nelle principali biblioteche cittadine. Negli spazi di Salaborsa Ragazzi sarà possibile vedere e consultare i più interessanti libri di archeologia del patrimonio librario selezionati secondo quattro filoni principali, età egizia, greca, etrusca, romana; al Museo Civico Archeologico le tavole dell’ARCHEOGAME, illustrazioni e storie per bambini all’insegna del gioco e dell’archeologia, si ammireranno nella mostra Stiamo scavando per voi promossa da Edizioni Còccole e Càccole mentre in Vota il tuo preferito verranno esposti gli elaborati dei bambini che hanno partecipano ai laboratori sull’antico.

Ancora disegni di bambini in La luce che ho in mente, su idea e progetto di Mario Nanni, nella Piazza coperta di Salaborsa. Laboratori e attività sperimentali saranno attivati in collaborazione con Start-Laboratorio di culture creative, Cooperativa Giannino Stoppani e Associazione Mus-e Bologna. 

I SITI DI ARTELIBRO E DI ARCHEOPOLIS
 – www.artelibro.it nella versione italiana e inglese, continua a svolgere la propria funzione di supporto e di diffusione per, e con, l’editoria d’arte italiana e internazionale. I visitatori possono commentare le notizie pubblicate, e navigare più agevolmente grazie all’inserimento dei tag sulle news, che permettono di scegliere l’argomento. E’ inoltre attivo il collegamento con tutti i profili dei social network più noti (facebook, flickr, youtube, anobii). In particolare la libreria di anobii può essere condivisa da tutti, e contiene i libri d’arte e i cataloghi consigliati da Artelibro. Per rimanere aggiornati su tutti gli eventi di Artelibro vi invitiamo a iscrivervi alla newsletter e ai feed RSS.
 – www.archeopolis.net è il sito dedicato ad Archeopolis, in cui trovare aggiornamenti e informazioni sul programma. Nei giorni del festival la pagina su Facebook si riempirà di notizie, curiosità e aggiornamenti in tempo reale.

RIMINI. LA SAPIENZA RISPLENDE. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento.

Da un’epigrafe che leggiamo in calce alla superba Madonna duecentesca di Sivignano, ‘Nel grembo della Madre risplende la sapienza del Padre‘, trae ispirazione il titolo della mostra, curata da Lucia Arbace e da un folto comitato scientifico, nella quale verrà presentato un insieme assolutamente eccezionale di dipinti e sculture lignee di area abruzzese che coprono l’arco cronologico tra la fine del XII e gli inizi del XVI secolo.
E’ la certezza che proviene dalla sapienza a stringere un nesso concettuale fra queste superbe raffigurazioni mariane, che fondono il carattere popolare con l’intonazione aulica della regalità di Maria ‘sedes Sapientiae’ e Madre.
Alcune di queste opere non furono indenni dai terribili effetti del terremoto del 2009.
Il loro restauro è la prova di come le Soprintendenze d’Abruzzo si siano date da fare per restituire all’antico splendore e alla fruizione del pubblico, un patrimonio d’arte straordinariamente importante e amato, benché ancora troppo poco conosciuto, testimone di una sintesi di influssi di varia origine culturale e di una devozione profondissima, che si manifesta tuttora nelle processioni e nella presenza, in Abruzzo, di una fitta serie di santuari.
La mostra di Rimini comprende una ventina di esemplari di notevoli dimensioni, fra i quali non mancano alcune Maestà più grandi del naturale, che nell’imponenza della rappresentazione e nella smagliante veste cromatica esercitano su qualunque osservatore un indubbio fascino, ed è caratterizzata dal forte accento sul quale si fonda il titolo.
Rispetto alle due edizioni precedente, del Castello di Celano e del Buonconsiglio, questa mette insieme esemplari medievali e rinascimentali, in una continuità sancita innanzitutto dal tema mariano e poi dalla connotazione geografica, che, sul piano stilistico, si riveste di una peculiare intensità; le Madonne con Gesù bambino ostentano infatti una intensa vivacità di affetti, sia quando sono atteggiate alla pensosa severità degli sguardi, sia quando entrano in affabile rapporto con chi le osserva.
Per questa ragione non sono mai ‘distanti’, perché sono concepite in un dialogo; affermano in tal modo sia la loro umanità, ma nel contempo la loro divinità, segno eloquente di come l’arte popolare sia innanzitutto ‘arte per il popolo’, intesa per essere capita da una realtà più varia possibile di persone. In tal senso, la rassegna, allestita nelle sale del Museo della Città, è in perfetta sintonia con gli interessi culturali di Rimini e del Meeting per l’Amicizia, in concomitanza con il quale aprirà i battenti il giorno 21 agosto.
L’articolato capitolo della scultura lignea e della pittura abruzzese medievale e rinascimentale rappresenta un fatto d’arte autonomo, pur nelle relazioni che le arti abruzzesi stringono con la cultura figurativa umbra e laziale.
In età medievale sopravvive, almeno sino alla fine del XIII secolo, il substrato bizantino, così influente nell’arte italiana. L’autonomia dell’arte abruzzese viene poi riconfermata nel Rinascimento, momento che assiste alla presenza di artisti del calibro del pittore Saturnino Gatti e dello scultore Silvestro dell’Aquila.
Fra le opere esposte spiccano per la classica severità la Madonna col Bambino di Castelli, che in antico si conservava nella distrutta abbazia di San Salvatore, e la Madonna di Ambro, proveniente in origine da San Pio di Fontecchio, nei pressi dell’Aquila.
La prima è intagliata in due blocchi cavi di legno di noce che conferiscono una consistenza monumentale al compatto gruppo di Maria e di Gesù, ideato per essere collocato su un trono non più esistente. Qui la Vergine sfuma il suo ruolo di regina, descritto dalla splendida corona un tempo ornata di borchie di vetro, in un’espressione confidenziale, mentre il Bambino, a sua volta incoronato, punta verso l’osservatore uno sguardo fermo, leggermente assorto e giudice.
La Madonna di Ambro, così denominata forse da un santuario nei pressi di Ascoli Piceno dipendente da Farfa, fin dalla prima occhiata tradisce un ascendente bizantino. Lo vediamo in ogni dettaglio: dalla sontuosa acconciatura di Maria, ai pendilia, i fili di perle che ricadono come quelli di un’imperatrice di Costantinopoli. Anche qui la ieratica regalità di Maria si addolcisce nella sua maternità, perché questa regina in trono è anche lactans, del latte, e deriva da un’iconografia di radici orientali.
Saranno in mostra, eccezionalmente, anche la Madonna del latte di Montereale nel suo smagliante cromatismo, e la Madonna di Sivignano, riscoperta e ‘salvata’ da Federico Zeri negli anni sessanta del Novecento da un increscioso episodio di vendita clandestina, sventato dagli abitanti di Sivignano che fecero di tutto per nascondere la ‘loro’ Madonna, impedendone così l’alienazione.

Tra i capolavori del Rinascimento non si può dimenticare la Madonna in trono con angeli di Saturnino Gatti, pittore che si innesta nel solco della tradizione del centro Italia, simile nella finezza al Pinturicchio e nell’eleganza ai maestri umbri e laziali del Quattrocento.

Info:
LA SAPIENZA RISPLENDE. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento. Rimini, Musei Comunali, dal 21 agosto – 1 novembre 2011.
Orari da domenica 21 a sabato 27 agosto: tutti i giorni 9,30 – 19,30.
Orari dal 28 agosto al 15 settembre: da martedì a sabato 9.30 – 12.30, 16.30 – 19.30.
Orari dal 16 settembre al 1 novembre: da martedì a sabato 8.30 – 13.00, 16.00 -19.00; domenica e festivi 10.00 – 12.30, 15.00 – 19.00.
Apertura serale: martedì e venerdì di agosto dalle 21 alle 23. Chiuso i lunedì non festivi.
Mostra promossa da: Meeting per l’amicizia fra i popoli, con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo e la Soprintendenza per i beni storici, artistici e etnoantropologici dell’Abruzzo.
In collaborazione con: Museo della città di Rimini, Arcidiocesi di L’Aquila e la Diocesi di Teramo-Atri.
Con l’alto patronato della: Presidenza della Repubblica.
Con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Abruzzo, Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Rimini.
Comitato scientifico: Lucia Arbace, Marco Bona Castellotti, Anna Colangelo, Mauro Congeduti, Caterina Dalia, Gaetano Curzi, Fabrizio Magani, Franco Marzatico, Graziella Mucciante, Cristiana Pasqualetti, Rosella Rosa, Ernestina Stinziani, Alessandro Tomei, Marta Vittorini.
Catalogo Allemandi.
tel. 0541.783100.

Link: http://www.meetingrimini.org

Email: madonne.abruzzo@meetingrimini.org

BELLUNO. Arte del Novecento.

I protagonisti del Novecento Italiano in mostra a Belluno.
Le collezioni della Fondazione Cariverona e della strumentale Fondazione Domus si aprono per una mostra che ripercorre le tappe dell’arte italiana del secolo scorso.
Ci sono tutti i grandi nomi della storia dell’arte del secolo appena passato: da Balla a Morandi, da Fontana a Manzù, da Vedova a Chia.
E’ la mostra «Arte del Novecento» curata da Sergio Marinelli e promossa dalla Fondazione Cariverona e dalla sua società strumentale per l’arte moderna e contemporanea, Fondazione Domus, istituita nel 2004 per la valorizzazione della propria grande collezione d’arte, attraverso la selezione di 70 opere che ripercorrono le tappe salienti della scena artistica italiana del Novecento.
Inaugurata a Palazzo Crepadona a Belluno lo scorso luglio, la mostra sarà aperta fino al 2 ottobre 2011, riservando ai visitatori alcune sorprese.
La prima è un omaggio alla città di Belluno con l’esposizione di due sale tematiche dedicate alla cultura delle Alpi: la sala della neve, dove spicca un paesaggio giovanile di Beppe Ciardi e la sala dei fiori, tra cui si segnala un inedito Afro Basaldella. 
Tra i capolavori moderni e contemporanei, sorprende poi la presenza di un nucleo di opere d’arte antica, tra cui il dipinto «Il satiro e il contadino» di Sebastiano Ricci, recentemente acquisito dalla Fondazione Cariverona e mai esposto prima.
Il percorso, che parte con alcune opere pre-futuriste di Balla e Boccioni, riserva un ampio approfondimento al movimento futurista con l’esposizione di opere di Soffici e Martini.
Segue un importante nucleo di pittura veneta con il realismo magico di Carlo Sbisà e Gino Rossi, poi Casorati, Morandi, Campigli, fino all’informale della fine degli anni ’50 con opere di Vedova, Afro, Birolli e Dorazio.
Un fiore all’occhiello è l’opera «Tebe distesa nell’ovale», una trasposizione del tema di Leda e il cigno dal mito alla psicanalisi a firma di Giacomo Manzù ed esposto a Belluno in prima assoluta.