Archivi autore: Amministratore

BRESCIA. II Premio Giovanni Urbani per Tesi di ricerca per la durabilià dell’arte: esito.

La ricerca per la prevenzione delle cause di degrado, può essere favorita da:

 – le università che accrescano la scienza della durabilità dell’arte;
 – i committenti di processi di prevenzione, invece che di continui “ri-restauri”.

Le tesi premiate e segnalate: vedi allegato.

Non si può tacere, peraltro, che la domanda di più compiute conoscenze per la durabilità dell’arte sarà sempre inesistente finché i proprietari ed i responsabili (pubblici e privati) del patrimonio storico continueranno a ritenere che la conservazione dell’arte si consegue soltanto con continui “ri-restauri”.
Se non matura nuova coscienza del contributo che le condizioni ambientali possono dare alla duratura conservazione del maggiore patrimonio italiano (oltre che alla salute degli Italiani), continuerà a languire la ricerca per la durabilità dell’arte e, nonostante prestigiosi “ri-restauri”, crescerà il deterioramento della nostra più qualificante risorsa.

Info:
a cura di Fondazione ASM, Assessorato all’Istruzione della Provincia di Brescia e Istituto Mnemosyne – Istituto per la Salvaguardia del Patrimonio Storico – via Oberdan, 10 – 25128 Brescia – tel. 3298642280.

Link: http://www.istituto-mnemosyne.it

Email: info@istituto-mnemosyne.it

Allegato: II Premio Urbani.pdf

MILANO. Cézanne les ateliers du Midi.

Entrare nell’atelier di Paul Cézanne significa penetrare nel profondo del suo processo creativo.
Dentro lo studio ha origine la sua storia, si incrociano la vita biologica e la vita del sogno; la sua opera attinge all’unità attraverso la conoscenza. Le sue sensazioni, la percezione, la riflessione vengono sublimate; la sua poetica viene elaborata e si realizza compiutamente.
Per chi, come il grande Maestro di Aix, ha consacrato l’intera esistenza alla ricerca pittorica, lo spazio dove concentrarsi e lavorare rappresenta una dimensione fondamentale, un vero e proprio ‘luogo della mente e della memoria’, che è sì lo spazio delimitato dentro il quale l’artista consolida il suo lavoro e costruisce le sue composizioni ma al tempo stesso si identifica con una dimensione mentale in cui il motif ovvero il mondo naturale, la sua Provenza, emblematicamente rappresentata dalla montagna Sainte Victoire, viene recepito nella sua essenza e trasformato in immagine.
In questo grande, ideale e straordinariamente unico ‘atelier du Midi’ Cézanne elabora e sviluppa le direttrici fondamentali dell’arte moderna sia rispetto ad una linea di continuità con la grande tradizione sia in relazione al rinnovamento delle avanguardie, per le quali la sua silenziosa e caparbia ricerca risulterà un riferimento imprescindibile.

Basta guardare gli autoritratti per capire al volo il carattere di Cézanne: duro, testardo, determinato. Nel fisico e nel carattere, assomiglia al profilo della montagna di Sainte-Victoire, il suo panorama preferito: ostinatamente uguale a se stessa, immobile davanti al cambiare dei tempi e delle stagioni, eppure capace di cogliere le sottili variazioni della luce, di cogliere ragioni e geometrie, di misurare con calma ogni spazio.
Nella sua inscalfibile coerenza, Cézanne ha litigato con tutti: amici, letterati, pittori. Si è affacciato su Parigi, ma non l’ha amata, preferendo uno stretto e sobrio circuito di luoghi familiari; ai sigari ostentati dagli impressionisti preferisce la pazienza della pipa, ai balli popolari una partita a carte nel bar del paese, ai locali di Montmartre e ai parchi lungo la Senna una semplice casa di campagna immersa nella natura.
In questa sua rocciosa solitudine fuori moda, Cézanne è certamente il più grande e consapevole pittore della sua generazione.

Ha capito tutto: la luce e il colore, la forma e il disegno, la prospettiva e la libertà. Ha colto al volo il limite dell’Impressionismo, la parabola discendente di un movimento che si stava specchiando in se stesso, rischiando di non trovare sbocchi e sviluppi; ha restituito un senso profondo alla ‘storia dell’arte’, recuperando temi, maestri e composizioni che troppo frettolosamente venivano ritenuti sorpassati; ha anticipato in modo clamoroso i movimenti d’avanguardia del primo Novecento con dichiarazioni secche e folgoranti, ma soprattutto con quadri di una modernità sconcertante.
In una vita inquadrata entro l’agiata borghesia di provincia, Cézanne costruisce praticamente da solo l’arte del XX secolo. La sua è un’intelligenza superiore, nel senso della capacità di comprendere le regole dell’arte, di smontarle una per una e di rimontarle in modo nuovo, straordinariamente efficace.
Lontano dai riflettori della Ville Lumière, e solo marginalmente lambito dall’attenzione dei critici, Cézanne mantiene il profilo di un ‘artigiano’ della pittura. Solo dopo la sua morte, quando gli viene tributata una mostra retrospettiva, giovani pittori come Picasso e Matisse capiscono il debito nei confronti di un grande maestro, anzi, nei confronti di un ‘classico’ che dà un senso nuovo all’intero corso dell’arte moderna.

Info:
Palazzo Reale, piazza Duomo, 12 – 20121 Milano
Fino al 26 febbraio 2012
ORARI: Lunedì: 14.30-19.30, Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30-19.30, Giovedì e Sabato: 9.30-22.30
Tel. 02.92800375
Biglietto: Intero € 9,00, Ridotto € 7,50, Ridotto scuole € 4,50, Ridotto famiglia € 16,50.

TORINO. Giuseppe Pietro Bagetti al servizio di Napoleone.

Omaggio a Giuseppe Pietro Bagetti, artista torinese che svolse un ruolo chiave nel quadro del rinnovamento della pittura piemontese tra fine Settecento e primo Ottocento.
L’esposizione, a cura di Virginia Bertone, presenta una ristretta scelta di disegni acquerellati, parte del fondo Vues des Campagnes des Français en Italie (1796 e 1800) che Vittorio Viale acquisì per le raccolte civiche negli anni Cinquanta. Appartenuti ad Eugène de Beauharnais, essi costituiscono l’ultimo anello del progetto che portò all’esecuzione degli acquerelli oggi al Castello di Versailles.
La raccolta completa dei 103 disegni delle campagne napoleoniche in Italia è stata esposta alla GAM nell’aprile del 2000, con l’intento di far conoscere questo prezioso fondo di opere. La mostra è stata l’occasione per svolgere una puntuale schedatura del corpus, che ha permesso di riconsiderare la storia dell’acquisto e indicare, sulla scorta di nuove ricerche d’archivio, le date di esecuzione degli acquerelli.
Lo studio e la valorizzazione del patrimonio grafico sono anche oggi tra le priorità del programma scientifico della GAM. Coerente con questa direzione di lavoro è stata la creazione della Wunderkammer e lo è il progetto, attualmente in corso, di realizzare un Gabinetto Disegni e Stampe GAM che ha trovato il sostegno della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino.
Oltre al corpus delle battaglie napoleoniche, la GAM conserva un gruppo di 19 tra acquerelli e incisioni di Bagetti databili all’incirca fra il 1790 e il 1820. In questa occasione sarà esposta l’Allegoria Napoleonica, l’acquerello che l’artista piemontese eseguì nei primi anni della presenza francese a Torino. La sua presentazione è di particolare interesse poiché l’opera ha ritrovato una nuova leggibilità grazie al restauro eseguito in occasione di una recente esposizione in Germania.

Info:
GAM – Galleria civica d’Arte Moderna e Contemporanea
tel. 0114429518
Prezzo: intero € 7,50 – ridotto € 6,00 – gratuito il primo martedì del mese. Ingresso libero per i possessori di Abbonamento Musei e Torino Card
Fino al 11/12/2011 dalle ore 10:00 alle ore 18:00 nei giorni: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica.

Email: gam@fondazionetorinomusei.it

TORINO. UNA STANZA UNA VITA – Apertura delle Stanze del Re e della Regina Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide al secondo piano del Palazzo Reale di Torino.

Il Palazzo Reale di Torino riapre al pubblico da martedì 11 ottobre le stanze al secondo piano, come ulteriore tassello nel percorso celebrativo del 150° anniversario dell’Unità italiana, con un percorso di visita dedicato alla vita a palazzo del primo sovrano della nazione unita, Vittorio Emanuele II e della consorte Maria Adelaide d’Asburgo Lorena.
Partendo dalla spettacolare Scala delle Forbici juvarriana, il percorso si snoda con l’accompagnamento del personale interno del palazzo, che si soffermerà sugli aspetti più legati alla vita familiare dei due sovrani. Le preziose testimonianze materiali, dalle stoffe originali ai cimeli del re, ci restituiscono una visione di tipo intimistico che nasce dalla ricostruzione filologica degli ambienti a cura di Daniela Biancolini e Enrico Barbero.
Il percorso di mostra dedicato alla vita a palazzo di Vittorio Emanuele II e della consorte Maria Adelaide d’Asburgo Lorena sarà aperto al pubblico da martedì 11 ottobre fino al 15 novembre 2011.

Info:
Orari di accesso dei gruppi dal martedì al venerdì, ogni 30 minuti, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30 (escluso sabato e domenica, lunedì chiuso).
Servizio gratuito di accompagnamento con obbligo di prenotazione: al momento dell’ingresso in biglietteria (secondo le disponibilità) o telefonando allo 011- 4361455.
Sarà possibile richiedere l’ingresso cumulativo con il percorso libero al primo Piano Nobile.

Fonte:
Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte
Loris Gherra, t. 334 1124914, loris.gherra@beniculturali.it

 

COSENZA. ARTE SVELATA. Il San Ladislao di Simone Martini e altri capolavori del Museo Civico di Altomonte.

Cosenza, Galleria Nazionale di Cosenza, Palazzo Arnone
La mostra Arte svelata – Il San Ladislao di Simone Martini e altri capolavori del Museo Civico di Altomonte, allestita a Cosenza, Palazzo Arnone,  sede della Soprintendenza  per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, inaugurata il 30 giugno del 2011, potrà essere ammirata fino al 6 novembre prossimo.
L’esposizione è curata da Fabio De Chirico, soprintendente BSAE della Calabria, con il coordinamento organizzativo di Domenico Bloise.
La mostra presenta alcuni capolavori di proprietà del Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) provenienti dal Museo Civico di Altomonte  (Cosenza) databili per lo più al Trecento e ai primi decenni del Quattrocento e che raccontano di eccezionali e spesso aggiornatissimi episodi di committenza e collezionismo feudale.
La rassegna si apre con la pregevole tavola del senese Simone Martini raffigurante San Ladislao. L’opera, che venne ascritta al maestro toscano da Giovanni Paccagnini nel 1948, contiene in nuce elementi riconducibili alla pittura gotica della prima metà del Trecento. Verosimilmente commissionata da Filippo Sangineto, feudatario di Altomonte, è espressione del gusto di un potere signorile colto e raffinato.
Il percorso espositivo continua con le due tavole di Bernardo Daddi raffiguranti San Giovanni Battista con Santa Maddalena e Sant’Agostino con San Giacomo, probabilmente parti di un trittico il cui pannello centrale è andato disperso.
Segue la Madonna delle Pere, l’enigmatica tavola attribuita a Paolo di Ciacio da Mileto.
L’altarolo con storie della Passione di Cristo, commissionato dalla contessa Cobella Ruffo, è opera che segna una netta linea di demarcazione rispetto ai contemporanei sviluppi stilistici dell’arte locale.
Il percorso si chiude con le due finissime lastre in alabastro, con storie della Vita della Vergine e storie della Vita di Cristo e Giudizio Universale, scolpite a bassorilievo da maestri francesi.

Info:
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria – Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

Email: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it