Archivi autore: Amministratore

Appello al Ministro Bray al Ministro Carrozza ed all’Assessore della Sicilia Sgarlata.

In allegato un appello sottoscritto dai partecipanti al Convegno ‘Archeologia pubblica al tempo della crisi’ svolto ad Agrigento, Parco della Valle dei templi, il 29 e il 30 novembre 29013, rivolto ai ministri ai Beni e alle attività culturali e al turismo on. Massimo Bray e all’Istruzione, Università e Ricerca on. Maria Chiara Carrozza e all’assessore ai Beni culturali della Sicilia prof.ssa Maria Rita Sgarlata.

Vedi allegato.

Allegato: appello bray carrozza.pdf

FIRENZE. Manutenzione straordinaria per il Perseo di Cellini.

A oltre dieci anni dall’ultimo restauro, il gruppo del Perseo di Benvenuto Cellini, nella Loggia dei Lanzi, torna al centro di un nuovo intervento. Nonostante il protettivo abbia mostrato un incremento di efficacia rispetto alle performances misurate appena dopo il restauro, la sua efficienza – costantemente rilevata durante le biennali manutenzioni ordinarie – si è ovviamente ridotta a causa del naturale invecchiamento delle resine, dovuto principalmente all’irraggiamento ultravioletto. Perciò si rende indispensabile effettuare un’accurata manutenzione straordinaria del capolavoro .
La superficie del monumento, che ha porosità molto ridotta grazie al lungo lavoro di rifinitura del bronzo eseguito da Cellini, pur avendo garantito una migliore resistenza del bronzo agli agenti di degrado, è causa di un moderato aggrappaggio delle vernici protettive; infatti durante l’ultima manutenzione sono stati individuati fenomeni di distacco dello stato protettivo e lacune  che lasciano la superficie del metallo non protetta.
“La decisione di mantenere il Perseo sotto la Loggia – afferma il Soprintendente Cristina Acidini – in una delicata condizione ‘semiconfinata’, fu presa a patto di sottoporre la statua (e il basamento) a costanti operazioni di monitoraggio e conservazione”.
“Tante volte – aggiunge il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, che ha responsabilità del bronzo di Cellini realizzato a metà del XVI secolo – si sostiene, a giusta ragione, la necessità di privilegiare la manutenzione delle opere d’arte rispetto ai restauri. L’intervento odierno sul Perseo è la dimostrazione della nostra adesione convinta a quel principio, cui peraltro da tempo ci si attiene con operazioni appunto manutentive, a cadenza biennale”.
L’INTERVENTO
L’intervento di manutenzione – a cura della ditta Morigi di Bologna – consisterà quindi nella sostituzione del sistema di protettivi. Più dettagliatamente, prevede la stesura di una vernice acrilica specifica per leghe di rame e di una pellicola di cere polietileniche e microcristalline ad alto punto di fusione. Lo strato protettivo sarà misurato in più punti per garantirne l’omogeneità e nuove aree di controllo saranno individuate e registrate per i futuri interventi di manutenzione. I lavori, compatibilmente con le condizioni atmosferiche, avranno una durata di circa quindici giornate lavorative.
LE VARIE FASI
Sabato 19 ottobre inizierà il montaggio del ponteggio; a seguire prenderà il via la campagna fotografica per documentare tutta la superficie, confrontando i dati con la precedente documentazione relativa al periodo del restauro. Solo a quel punto il gruppo sarà oggetto di un lavaggio con acqua deionizzata e tensioattivo non ionico, cui farà seguito la rimozione dei protettivi per mezzo di tamponatura di solventi, un nuovo, accurato lavaggio delle superfici con acqua deionizzata vaporizzata e quindi la disidratazione delle superficie con tamponi di acetone puro. Le due fasi finali dell’intervento prevedono la stesura del protettivo acrilico, e suo ritocco, e del protettivo ceroso.

Link: http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/accesso.php

LORETO (An). GAUDI’ E LA SAGRADA FAMILIA.

La Sagrada Familia sarà terminata verosimilmente entro l’anno 2026, che coincide con il centenario della morte di Gaudì. Per volontà della Basilica de La Sagrada Familia di Barcelona, oggi la straordinaria opera di Antoni Gaudì diviene un’importante e significativa mostra itinerante internazionale che prende il via dal Palazzo Apostolico di Loreto, dove, dal 4 di dicembre 2013 al 12 gennaio 2014, sarà allestita nelle Cantine del Bramante con il titolo “Gaudì e la Sagrada Famìlia”.
La scelta di Loreto ha una motivazione storica molto importante e una stringente connessione architettonica e religiosa con il tempio gaudiniano. L’Associazione dei Devoti di San Giuseppe, fondata nel  1866 dal libraio Josep Maria Bocabella, Ente promotore della costruzione del Tempio Espiatorio della Sagrada Família, diede il via al cantiere della Basilica barcellonese con la  premessa di costruire una copia della Basilica di Loreto, ispirandosi alla celebre reliquia della Santa Casa di Nazareth, dove secondo la tradizione vissero Giuseppe, Maria e Gesù, ossia la Sacra Famiglia.

Info:
Loreto, Palazzo Apostolico, Cantine del Bramante, dal 4 dicembre 2013 al 12 gennaio 2014
ORARI DI APERTURA: martedì pomeriggio: 15.00/18.00; dal mercoledì al venerdì: 10.00/13.00 – 15.00/18.00; sabato e domenica: 10.00/13.00-15.00/19.00; CHIUSURA: il lunedì e il martedì mattina

Vedi presentazione in allegato.

Allegato: gaudi.pdf

Salvatore Settis: Cinque milioni di volontari per salvare il nostro patrimonio artistico.

‘Stiamo vivendo un periodo buio in termini di crisi economica e questo, sicuramente, va a discapito del nostro patrimonio artistico che necessita di adeguate tutele e in certi casi d’interventi urgenti. Penso, ad esempio, all’affresco quattrocentesco realizzato dal Mantenga, a Palazzo Ducale di Mantova. La celebre ‘Camera degli sposi’ ha subito lesioni a causa del terremoto che un anno fa colpì l’Emilia Romagna. Da allora però è ancora chiusa’.
Quello dei Beni Culturali è certamente un tema nel quale più volte l’archeologo e storico dell’arte italiano Salvatore Settis è intervenuto. Oggi le sue considerazioni rivelano con estrema lucidità, e forse anche amarezza, quanto l’Italia sia indietro in materia di salvaguardia, tutela, politiche di rilancio dei beni storico-artistici. Anzi, per la verità siamo gli ultimi.
Secondo quanto rivela uno studio pubblicato da Eurostat, non solo il Bel Paese si trova dietro la Germania, la Francia, il Regno Unito, ma meglio di noi è riuscita a fare la Grecia, che infatti ci precede.
Per l’Unesco l’Italia detiene il più alto numero al mondo di beni patrimonio dell’umanità, ma ciò che destina alla cultura è appena l’1,1% del Pil, contro il 2,2% medio dell’Ue.

Professor Settis, alla luce dei dati e di quanto sino ad ora detto, pensa sia realizzabile un piano progettuale efficace attraverso cui sostenere e promuovere i Beni Culturali?
‘Esiste nel nostro paese un profondo divario tra la sensibilità, persino una certa operosità, della società civile e la totale sordità e autoreferenzialità della classe politica che dovrebbe rappresentarla. Tranne alcune singole eccezioni, fra le quali rientra l’attuale ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Massimo Bray, constato che la politica non tenga assolutamente conto delle oggettive problematicità del paese. Non è per nulla consapevole, ad esempio, dell’esistenza di circa 30mila associazioni impegnate nella tutela dei Beni Culturali. Una moltitudine composta da 4-5 milioni di italiani che autonomamente tenta con le proprie forze – e in molti casi riesce – a salvare segmenti importanti del nostro patrimonio artistico e paesaggistico: un bosco, un tratto di costa, un monumento. Un altro dato poi estremamente significativo, ma anche questo taciuto dalla politica, è il fenomeno dell’evasione fiscale. Secondo i dati diffusi dalla Guardia di Finanza e Confcommercio, l’Italia è ai primissimi posti nella classifica mondiale -peggio di noi fanno Messico e Turchia – con il più alto tasso di evasione. Nel 2012 i redditi sommersi ammontavano a 2,4 miliardi di euro. Ecco, se solo la politica riuscisse a recuperare il 10%, di questo enorme capitale, riusciremmo a garantire non solo la conservazione dei i Beni Culturali ma anche il funzionamento delle scuole e degli ospedali. Perché oggi ad essere negato è l’intero orizzonte dei diritti’.

Il critico d’arte Philippe Daverio ha lanciato un appello, ‘Save Italy’, rivolto alla Comunità Europea. Egli sostiene che l’Italia abbia dimostrato, in 150 anni, di non saper gestire il suo enorme patrimonio storico-artistico e per questo chiede un ‘Piano Marshall’ per avviare una potentissima operazione di restauro che salvi i nostri beni. Qual è la sua opinione in proposito?
‘È chiaro che quella di Daverio è una provocazione. Certo, anche comprensibile data la situazione. Basta pensare a quanto sta accadendo in questi giorni con Alitalia e Telecom. Una in mano ai francesi, l’altra che andrà agli spagnoli. Il nostro è attualmente un paese in vendita, non sa investire sul suo patrimonio. Per di più siamo condizionati da una pesante en passe politica. Il governare insieme di centro destra e centro sinistra, due schieramenti inconciliabili per idee, visioni, strategie, portano a uno stallo. È questo che blocca il paese. Se pure venisse approvato dall’Europa un Piano Marshall per l’Italia non cambierebbe la sostanza delle cose. Non è vero poi che in 150 anni non si sia saputo amministrare bene il nostro patrimonio. Penso al dopoguerra e alla ricostruzione di molti centri storici distrutti dai bombardamenti: l’Archiginnasio a Bologna, il Tempio Malatestiano a Rimini’.

Una nota dolente è certamente rappresentata dal Meridione e dalle condizioni, spesso disastrose, in cui si trovano musei, aree archeologiche, palazzi, ville, collezioni. Si può oggi sostenere che la vera questione meridionale sia rappresentata dalla gestione (o non gestione) dei Beni Culturali?
‘Esiste, in effetti, una diversità delle regioni meridionali rispetto al Nord o anche al Centro Italia. Sono di origine calabrese, faccio spesso ritorno nella mia terra, e conosco le molte criticità che l’affliggono. I problemi al Sud esistono non perché non vi siano persone abbastanza preparate per affrontare le emergenze, tutelare i Beni Culturali, ma perché mancano le risorse economiche. Non bisogna dimenticare che fu proprio il governo Berlusconi a tagliare per circa 1 miliardo e mezzo di euro i fondi ai Beni Culturali. Ancora oggi risentiamo di quella scelta scellerata’.

Poi forse c’è anche una questione di sponsor.
‘Sì, nel Meridione ci sono pochissime Fondazioni Bancarie, le quali con la loro liquidità potrebbero sopperire alla salvaguardia del patrimonio. Un tempo al Sud si poteva far ricorso ai tesori della Cassa di risparmio, ma adesso è stato tutto acquistato dalla banche del Nord. Così, secondo uno studio effettuato dalla Fondazione Cariplo, sono circa 47, con un capitale complessivamente di oltre 31 miliardi di euro, le fondazioni bancarie che hanno sede al Nord. E dunque la maggior parte delle risorse, circa il 60%, restano nel Settentrione, il 36% va al Centro, e solo il 4% viene investito al Sud. C’è un dovere costituzionale al quale dovremmo tutti attenerci ed è sancito dell’articolo 9 della Costituzione: ‘La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Se le risorse sono poche o mal distribuite, è vero anche che l’Italia avrebbe potuto sfruttare meglio i soldi che da anni l’Unione Europea ha messo a disposizione proprio per lo sviluppo regionale: progetti di recupero, promozione culturale. Sembra che questa occasione si stata sprecata. Lei non crede?
‘I fondi europei sono stati mal gestiti o non usati penso per una mancanza di coordinamento. Esiste però anche il rischio che questi contributi una volta ottenuti siano finiti nei mille rivoli della politica regionale e lì si siano persi’.

La Sicilia per esempio deve ancora sfruttare l’88% dei 716 milioni di euro stanziati dalla Ue. Nel frattempo ci sono musei che rischiano la chiusura, aree archeologiche senza manutenzione.
‘Per quanto riguarda la Sicilia uno dei limiti credo sia rappresentato dallo Statuto Speciale. Nel 1975, anno in cui in Italia nasceva il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, la Sicilia veniva espulsa da questo fondamentale passaggio, perché riuscì con due decreti ad avocare a sé il potere esclusivo su ‘turismo, vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio, conservazione delle antichità e delle opere artistiche, urbanistica, lavori pubblici e musei’. Ed infatti in Sicilia il peso dell’autonomia regionale grava sui suoi funzionari, sulle Soprintendenze, mentre il degrado del territorio e gli sprechi sono sotto gli occhi di tutti’.

Autore: Valeria Ferrante

Fonte: inchieste.repubblica.it, 29 settembre 2013

ROMA. Konstantin l’editto di Costantino 1700 anni dopo.

La perfetta ambientazione di Costantino il Grande e sua madre Elena negli spazi suggestivi dei Mercati di Traiano con le opere di Veljko Mihajlović.
Sono passati millesettecento anni dall’Editto di Milano, emanato nel 313 d.C. dall’Imperatore d’Occidente Costantino e dall’Imperatore d’Oriente Licinio per porre fine alle persecuzioni religiose e proclamare la neutralità dell’Impero nei confronti di qualsiasi fede. Un momento importante per la storia, che sancisce per tutti la libertà di espressione religiosa e che sarà ricordato e celebrato con la mostra Konstantin. L’editto di Costantino 1700 anni dopo, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Ambasciata di Serbia a Roma e dall’Ambasciata di Serbia presso la Santa Sede, e ospitata nei Mercati di Traiano dal 28 novembre 2013 al 12 gennaio 2014, con la cura di Jelena Jovanović e i Servizi Museali di Zètema Progetto Cultura.
Sarà presentato, per la prima volta in Italia, un ricco corpus di incisioni dell’artista serbo Veljko Mihajlović, composto da quarantanove opere ad acquatinta -tecnica a lui peculiare- tratte dallo straordinario ciclo di ottanta grafiche Costantino ed Elena realizzato nel 2012.
Mihajlović sceglie la figura di Imperatore cristiano per eccellenza associata, nell’iconografia del culto, alla madre Elena, colei che, nel corso di un viaggio a Gerusalemme, avrebbe scoperto miracolosamente la Vera Croce.
L’artista rappresenta Costantino il Grande e sua madre Elena ispirandosi agli affreschi delle chiese e dei monasteri che ha visitato in Serbia, Italia, Grecia, Albania, Macedonia, Montenegro, Romania ed Ungheria. Un’immagine, quella di madre e figlio, che appare unitaria in ogni opera: protagonisti ed interpreti di una visione intima della fede, essi invitano, un’opera dopo l’altra, a una sorta di contemplazione privata. Opere che non hanno bisogno di essere interpretate ma semplicemente guardate, contemplate, esaurendo nel contatto visivo tutto quello che c’è da vedere e capire.
Ciascun affresco è raffigurato nel proprio contesto originale, all’interno della chiesa o dell’eremo della Serbia medievale, comprendendo, tra gli altri, i suggestivi complessi di Žiča, Pećka Patrijaršija, Dečani, Sopoćani. Il pellegrinaggio dell’artista ha incluso santuari come Hilandar a Monte Athos, Luštica nel Montenegro, Semljug e Hodos in Romania, Staro Nagoričino e San Nicola in Macedonia, Ardenica e Berat in Albania, la chiesa dei Santi Quattro Coronati a Roma, la Basilica di San Francesco ad Arezzo.
A questo ciclo sacro si aggiungono l’interpretazione personale dell’Arco di Costantino, trasmessa dall’Artista attraverso toni sfumati e vellutati, più vicini all’acquarello che all’acquatinta, e cinque stampe dedicate alle scene più famose della Sala di Costantino delle Stanze di Raffaello ai Musei Vaticani, frutto di una percezione quasi onirica.
Un importante appuntamento, questa raccolta ricca e completa di incisioni di Mihajlović, che consente la prosecuzione del dialogo intenso già iniziato tra Italia e Serbia e che ha visto quest’ultima, durante gli ultimi anni, molto attiva nel proporre i suoi migliori artisti contemporanei. E, ancora, un’occasione in più per conoscere la storia della Serbia che, oltre a Costantino, ha dato i natali a ben 15 Imperatori Romani.
Serbia e Italia, due paesi che seguitano ad arricchire i loro scambi culturali scoprendo ogni volta nuovi punti di contatto e di crescita comune.

Info:
Konstantin. L’editto di Costantino 1700 anni dopo.Opere di Veljko Mihajlović
Roma, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali – Via Quattro Novembre, 94
Dal 29 novembre al 12 gennaio 2014
Orari: ore 9.00-19.00; Chiuso il lunedì; la biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto € 9,50 intero; € 7,50 ridotto; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Zètema Progetto Cultura – Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00) www.mercatiditraiano.itwww.zetema.it

Allegato: 4. Biografia Veljko Mihajovic.doc