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MILANO. In meraviglia percorrendo le distanze.

Personale di Anna Paola Pizzocaro, dal 10 Gennaio al 13 Marzo 2014, presso la Galleria Sabrina Falzone di Milano – Via G. Pallavicino, 29.
In concomitanza con l’uscita del nuovo libro “In meraviglia percorrendo le distanze” edito da Umberto Allemandi & C., il 10 Gennaio sarà inaugurata la mostra personale di Anna Paola Pizzocaro nella cornice novecentesca di un palazzo nobiliare milanese, sede oggi della Galleria Sabrina Falzone.

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TORINO. RAFFAELLO. La Sacra Famiglia dell’Ermitage.

Fino al 23 febbraio 2014, Palazzo Madama, Piazza Castello – Torino – Torre Tesori, piano terra – Raffaello Sanzio (Urbino 1483 – Roma 1520), Sacra Famiglia, 1506-1507 circa, Olio e tempera su tela, 72,5 x 56,5 cm ., San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage.
Palazzo Madama ospita la Sacra Famiglia di Raffaello appartenente alle collezioni del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo.
Dipinta probabilmente intorno al 1506, dopo l’arrivo a Firenze di Raffaello, l’opera è stata identificata con uno dei due “quadri di Nostra Donna” che Giorgio Vasari segnala tra quelli realizzati per Guidobaldo da Montefeltro, duca di Urbino.
Fino al 23 febbraio sarà possibile ammirare, in Torre Tesori al piano terra, l’opera dipinta da uno dei protagonisti del Rinascimento in Italia, il cui perfetto equilibrio di forme, proporzioni, prospettiva e colori ha sempre sollecitato artisti e letterati, come ben testimonia un passo dello scrittore francese Honoré de Balzac: “Ogni figura è un mondo, un ritratto il cui modello apparve in una visione sublime, intriso di luce, designato da una voce interiore, tracciato da un dito celeste” (1832).
L’opportunità di vedere a Torino questo dipinto nasce da un più ampio programma di collaborazione tra le due istituzioni museali che ha avuto un primo episodio di grande successo con la mostra Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky.
Mentre il dipinto di Raffaello sarà a Torino, un’altra grande opera del Rinascimento italiano, il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina appartenente alle raccolte di Palazzo Madama è esposto a San Pietroburgo, in uno scambio finalizzato a sottolineare i rapporti di collaborazione culturale e scientifica tra le due istituzioni.
Approfondimento sull’opera
Durante il soggiorno fiorentino, appena ventenne, Raffaello si confronta con i maestri del Quattrocento e con le opere di Leonardo e di Michelangelo. Nel corso della sua breve e folgorante carriera, il pittore indaga e rinnova il collaudato soggetto della Madonna con il Bambino, creando diverse variazioni sul tema, destinate a diventare modelli di riferimento per la devozione cristiana. Rispetto all’ampio sfondo di paesaggio che domina negli esempi più noti e celebrati,  Raffaello privilegia qui un’imponente quinta architettonica. La Vergine, idealizzata e con lo sguardo perso in meditazione, indossa abiti classicheggianti; un velo cangiante e un nastro rosso trattengono la sofisticata acconciatura con trecce. Giuseppe le fa da contraltare e incrocia lo sguardo con il Bambino: la sua espressione malinconica allude forse al futuro che attende Gesù. Questi, in grembo alla madre e nudo a simboleggiare che Cristo è vero Uomo, sembra cercare protezione da questo cupo presagio aggrappandosi al seno della madre.
Nel Settecento l’opera è documentata in Francia, nella celebre collezione di Pierre Crozat (1665 – 1740). Arrivò in Russia nel 1772, per acquisto dell’imperatrice Caterina II e nel 1827 fu oggetto di restauro con il trasferimento della pittura dalla tavola alla tela.
La circolazione di opere di Raffaello è attestata a livello documentario e figurativo anche in Piemonte: nel 1507 il pittore Martino Spanzotti restituiva al duca di Savoia la “madonna fiorentina”, identificata con la Madonna d’Orléans di Raffaello oggi al Musée Condé di Chantilly. Spanzotti era stato incaricato di realizzarne una copia per il duca, ma altre circolarono nel corso del Cinquecento, per mano di diversi artisti: tra queste una realizzata da Gerolamo Giovenone fa parte oggi delle collezioni del museo.

Info:
La mostra è compresa nel biglietto del Museo
Ingresso al museo: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi minori di 18 anni
Orario del museo: martedì-sabato 10-18, domenica 10-19, chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima
Tel. 011 4433501

Link: http://www.palazzomadamatorino.it

Rosario SAPIENZA Per il decennale della Dichiarazione dell’UNESCO sulla distruzione intenzionale del patrimonio culturale.

Il patrimonio culturale si trova esposto a gravi rischi ovunque nel mondo e ciò in particolare nei periodi di accesa conflittualità politica e militare. L’Unesco ha lanciato ad esempio, qualche tempo fa, un allarme per i siti archeologici siriani, dall’antica città di Palmira alla fortezza crociata del Krak des Chevaliers, minacciati dalla guerra civile tutt’ora in corso in quelle aree e sono noti i gravi danni che la guerra in Iraq produsse sul patrimonio archeologico di quella terra, nonostante i generosi sforzi della cooperazione internazionale.

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Autore: Rosario Sapienza

Email: sarosapienza@gmail.com

Allegato: Sapienza Per il decennale della Dichiarazione Patrimonio C….pdf

TORINO. Verso il nuovo Museo Egizio.

Tredici anni di Programma Musei: ora il traguardo è il nuovo Egizio.
Il ruolo della Compagnia di San Paolo nella trasformazione della città e nella nascita di un Sistema  museale che ha l’Egizio come simbolo. 
Dal 2000, anno in cui è nato il “Programma Musei” della Compagnia di San Paolo, Torino ha cambiato pelle. In 13 anni, a grandi passi, la città è diventata una capitale culturale e turistica, capace di svilupparsi anche economicamente attraverso la valorizzazione della sua storia e l’organizzazione dei suoi tesori storico-museali in un vero e proprio “Polo”. Spinto dalle Olimpiadi invernali del 2006, questo processo si concluderà nel 2015, quando a Milano si svolgerà l’Expo.
Per quell’appuntamento l’allestimento del nuovo Museo Egizio sarà completato, senza che mai sia stato precluso – nel corso dei lavori di rifunzionalizzazione – l’accesso al pubblico se non in alcune sue parti. Il secondo piano del Collegio dei Nobili, sede per anni della Galleria Sabauda, verrà ristrutturato e, nell’itinerario museale, sarà accessibile direttamente dagli ambienti ipogei grazie a un complesso di scale mobili. Nella realizzazione di questo percorso “in verticale”, grande ruolo ha avuto la prestigiosa collaborazione con Dante Ferretti. Lo scenografo premio Oscar, che aveva già firmato per il Museo l’attuale illuminazione dello statuario, ha ideato alcune proiezioni ispirate a un’ideale “risalita del Nilo”rivestendone l’itinerario e unendo così l’ intrattenimento del grande pubblico alle esigenze di ricerca di studiosi e specialisti. Proprio come i primi esploratori tra le Piramidi, gli ospiti potranno così guadare le acque dell’antico fiume e riscoprire le meraviglie perdute della civiltà dei Faraoni.
In parallelo all’Egizio, anche la riorganizzazione del polo reale verrà conclusa: è in fase di conclusione il trasferimento delle collezioni della Galleria Sabauda  nella manica  nuova  di Palazzo Reale, una collocazione più idonea e coerente rispetto alla precedente perché consente a un visitatore che intenda conoscere la storia dei Savoia di ammirare il loro patrimonio artistico senza uscire dal Palazzo. Ma non è tutto: il programma sul Polo reale prevede che entro il 2015 i Giardini diventino il collettore di chi vorrà accedere alla dimora sabauda, ai vari spazi, al meraviglioso archivio juvarriano alla biblioteca.
Questi gli interventi ancora da concludersi, ma molto altro è stato realizzato grazie al supporto della Compagnia: la valorizzazione della Porta Palatina e del parco archeologico con gli itinerari della romanità, i lavori nella zona di via Po e piazza Vittorio, legati al Museo del Cinema, e la ristrutturazione di Palazzo Carignano con gli itinerari del Risorgimento italiano e del Barocco guariniano.
Investendo circa 90 milioni di euro (25 milioni solo per l’Egizio), la Fondazione ha dimostrato, insieme alle istituzioni comunale, regionale ed al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di credere nel futuro di Torino come città d’arte. La rinascita di Torino è, quindi, una sfida a lungo termine: sostenerla significa, per la Compagnia e secondo il suo stesso Statuto, compiere un atto di pubblica utilità e contribuire a migliorare la vita dei cittadini, nella ferma convinzione che Torino sia un organismo vivo, in continua evoluzione e capace di rigenerarsi e reinventarsi.

Link: http://1563.compagniadisanpaolo.it

BOLOGNA. La Madonna del Latte. Un capolavoro ritrovato una storia per Bologna.

La Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro e l’Opera Diocesana Madonna della Fiducia sono liete di presentare un tondo in gesso ritrovato a Bologna in palazzo Tartagni Bianchetti, storico edificio situato in Strada Maggiore, nel cuore della Città.
Si tratta di un altorilevo raffigurante una Madonna del Latte, che replica e riproduce il tondo in marmo inserito nella lunetta del sepolcro Tartagni, monumento funebre realizzato in marmo nella basilica di San Domenico dallo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci (1437-1493) per il giurista imolese e dottore dello Studio bolognese Alessandro Tartagni, morto nel 1477.
Il rilievo è stato oggetto di un restauro conservativo realizzato grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che, insieme ad analisi di laboratorio, ha permesso di formulare un’ipotesi di datazione, ascrivendo l’opera ad un periodo compreso tra l’ultimo decennio del Quattrocentro e l’inizio del Cinquecento.
La rappresentazione della Madonna del Latte, secondo la quale la Vergine sta allattando il Bambino o è colta sul punto di farlo, riprende un’antica iconografia molto diffusa nell’occidente cristiano.
L’immagine di una madre che allatta al seno il proprio figlio è presente in tutte le culture. È il simbolo stesso della maternità, della fecondità, della continuità delle generazioni.
Nel mondo cristiano è la manifestazione dell’umanità di un Dio che entra nella storia, prendendo forma umana nel grembo di Maria di Nazareth e assumendo i tratti di Gesù.
Dall’oriente bizantino, l’iconografia si propaga in Occidente, dove trova pieno sviluppo tra i secoli XIV e XV in Nord Europa e soprattutto in area toscana.
In questo periodo, infatti, la devozione a Maria si orienta al recupero della sua femminilità e della sua vita nel contesto familiare: accanto a immagini solenni destinate alla liturgia nascono una serie di rappresentazioni destinate al culto privato e popolare, dove la Vergine è raffigurata nel suo essere “donna”. Queste immagini – colme di tenerezza e di dolcezza, testimoni della speranza di salvezza che i fedeli, nel corso dei secoli, hanno riposto nella Madre di Dio – accompagnano la cristianità occidentale per tutto il periodo dal Trecento agli anni del Concilio di Trento, per poi essere sostituite da raffigurazioni tratte direttamente dai testi evangelici.
Il rilievo presentato alla Raccolta Lercaro è riconducibile a questo contesto di devozione mariana: raffigura la Vergine e il Bambino, con una modalità espressiva diretta al coinvolgimento di chi guarda. Maria, con gli occhi socchiusi, volge leggermente il capo verso quello del Bambino, fermando la mano sul seno in un gesto di paziente e tenera attesa.
Il bambino, seduto sulle gambe della madre e in procinto di essere allattato, si volge verso il fedele. È un invito a contemplare il mistero che si compie nel Natale: un Dio che si fa uomo e una madre che lo nutre, stringendolo in un abbraccio affettuoso in cui ogni uomo, interrogandosi sull’origine della propria vita, può ritrovarsi.

Info:
Fino al 13 luglio 2014
Costo del biglietto: gratuito;
Bologna, Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro, Via Riva di Reno n. 57
Orario: da martedì a domenica 11,00-18,30 anche il il 26 dicembre 2013 e il 6 gennaio 2014
Telefono: 051 6566210/211 – Fax: 051 6566260.

Autore: Antonella Corona

Link: http://www.raccoltalercaro.it

Email: segreteria@raccoltalercaro.it