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MILANO: I “Lunedì dell’Arte” del FAI. 61 lezioni di storia dell’arte contemporanea all’Università.

Capire l’arte contemporanea? Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, organizza appositamente un il nuovo ciclo dei Lunedì dell’Arte.

Trentasei professori, tra storici e critici dell’arte, filosofi, architetti e musicologi di fama nazionale e internazionale, accompagnano il pubblico in un viaggio attraverso le teorie e i linguaggi della creatività contemporanea.

In tutto 61 lezioni – suddivise nell’arco di due anni – per acquisire gli strumenti necessari alla comprensione e la lettura delle opere più recenti della storia dell’arte. Centocinquant’anni di produzione artistica, partendo dall’Impressionismo, fino ad arrivare all’attualità: accanto agli artisti sono individuate le altre figure chiave del mondo dell’arte, dai mercanti, ai grandi collezionisti, al pubblico, nell’intento di ricostruire i mutamenti avvenuti via via nel gusto e nel sistema di organizzazione e diffusione delle arti.

Tra i docenti: da Vincente Todoli a Pio Baldi, da Gae Aulenti a Mario Botta, da Angela Vettese a Carlos Basualdo, da Stefano Boeri a Carolyn Cristov Bakargiev.

Info:
“I lunedì dell’Arte 2005/2007” – “Voler capire” – Corso di Storia dell’Arte, 61 lezioni per conoscere l’arte contemporanea – dal 3 Ottobre 2005 a Maggio 2007.
Milano, Università degli Studi (Aula Magna) – via Festa del Perdono 7
orari: tutti i lunedì, h. 18 (durata: di 1 ora e 15 minuti a lezione).
tel. 0039-02503111

Link: http://wwwunimi.it

Fonte:Exibart on line

RIVOLI (To): Retrospettiva a Mario Merz e costituenda Fondazione Merz.

Martedì 11 gennaio alle ore 19,30 verrà inaugurata la retrospettiva che Il Castello di Rivoli, la GAM e la Fondazione Merz dedicano un’ampia retrospettiva a Mario Merz (Milano, 1925 – 2003), una delle personalità artistiche più rilevanti dell’arte italiana e internazionale. La rassegna vuol essere un omaggio al grande artista recentemente scomparso e preannunciare l’apertura della fondazione a lui dedicata che verrà ufficialmente inaugurata nel 2005.

Inoltre, a partire da sabato 15 gennaio ci saranno le visite guidate alla mostra di Merz, oltre che alla Permanente e alla mostra di Franz Kline che chiuderà il 30 di gennaio.

Le visite, comprese nel costo del biglietto, sono per il sabato alle 15,30 e alle 18,00, mentre la domenica sono alle 11,00, 15,00 e 18,00; inoltre, alle 16,30 c’è la visita guidata alla Residenza, ed anche alle sale del secondo piano appena restaurate.

Riprendono altresì i week-end famiglia, domenica 9 gennaio alle 15.00, con ‘Chi ha messo i baffi alla Gioconda?’

Info: Dipartimento Educazione tel. 011 9565213

Da Mario Turetta:

Saranno due le sedi espositive che ospiteranno una vasta retrospettiva dedicata Mario Merz. Gli spazi della Gam di Torino e del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea renderanno omaggio al grande artista scomparso nel 2003, con una rassegna che verrà inaugurata il 12 gennaio 2005. La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Merz, resterà aperta fino al 27 marzo.

L’esordio dell’autodidatta Mario Merz risale al 1953, quando l’artista s’impone all’attenzione della critica con una pittura di segno astratto-espressionista, con un trattamento informale del dipinto. Successivamente Merz sarà protagonista dell”arte povera’. L’abbandono della pittura fa spazio all’uso dell’installazione e alla sperimentazione con materiali naturali o tecnologici come i celebri tubi di neon luminoso, che inserisce negli oggetti più comuni.

Dal 1968 indaga su strutture archetipiche come gli igloo, che realizza attraverso la sperimentazione di materiali diversi. Usa e si rende interprete della progressione numerica di Fibonacci come simbolo dell’energia propria della materia, collocando le cifre relizzate al neon sia sulle proprie opere che negli spazi espositivi come il Guggenheim Museum di New York nel 1971, la Mole Antonelliana a Torino nel 1984 e sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli nel 1990. La spirale e il tavolo diventano dal 1976 due ricorrenti figure simboliche nei lavori di Merz: sulle superfici di questi due manufatti vengono adagiati diversi tipi di frutta che lasciata al proprio, naturale decorso introduce, nell’opera, la reale dimensione della categoria temporale. La fine degli anni Settanta decreta, per Merz, un ritorno all’arte figurativa con grandi immagini di animali ancestrali o, come l’artista stesso usava definirli: ‘preistorici’.

L’importanza che l’opera di Merz ha raggiunto nel corso degli anni è testimoniato dalle prestigiose rassegne a cui ha partecipato, come la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel, e da esposizioni a lui dedicate dai più importanti musei del mondo.

Email: educa@castellodirivoli.org

COMACCHIO (Fe): La comacina Riccardo I è un bene culturale.

Il 17 luglio di quest’anno il Ministero ha ufficialmente riconosciuto l’imbarcazione ‘Comacina’ Riccardo I come bene culturale. Questa imbarcazione a fondo piatto da trasporto, spinta da due vele, è una se non l’ultima di questo tipo di imbarcazioni presenti a Comacchio, salvata da distruzione certa dall’attuale proprietario, un anziano pensionato di 77 anni che dopo anni di paziente e costante opera di recupero ha riportato a proprie spese il vecchio legno a nuova vita.

L’mbarcazione priva di chiglia, prua e poppa, è stata costruita nel 1910 nei cantieri Marchetti di Chioggia, lunga 23 m. e larga 5,46 m. con una stazza lorda di 48,19 ton.; oggi l’imbarcazione è visibile presso la darsena dei Cappuccini a Comacchio. Grazie ad una collaborazione fra due diversi enti ISTIAEN di Venezia, e la Soprintendenza per i Beni Demoantropologici di Bologna, i quali hanno, dopo diversi incontri, formulato la necessità di attuare la pratica di vincolo conclusosi con la posa su l’albero maestro di una targa che riporta la dichiarazione di bene culturale.

Questa è la prima di una serie di interventi che si sono messi in atto nell’area del parco del delta del Po per recuperare alla storia ed alle generazioni future questo tipo di manufatti che purtroppo, grazie anche ad una legge comunitaria che ne finanzia la rottamazzione, vanno sempre più scomparendo. Altre realtà sono già da tempo al lavoro, con risultati di una certa rilevanza, sia nel Veneto che nella parte sud della costa Emiliana.

Con questo recupero si è voluto in qualche modo riempire un vuoto, che vedrà, si spera, l’attivazione di un corso di formazione indirizzato proprio alla preparazione di personale preposto al recupero e valorizzazione di questo tipo di natanti definibili a pieno titolo ‘Relitti galleggianti’

Autore: Alain Rosa

Email: dralainrosa@yahoo.it