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MILANO. Mantegna? Va bene. Ma non perdiamo i Canaletto contesi.

Decisamente Milano si è avviata su di una politica di potatura.
I grattacieli si faranno, ma più bassi; il museo della moda non si farà più; del museo del XX secolo, all’Arengario, non si dice nulla; della Grande Biblioteca sentiamo che l’assessore alla cultura, il mio amico Vittorio Sgarbi, pensa che sia meglio che non si faccia, dei programmi dell’ex Ansaldo non si sa più niente…
Così Milano si prepara ad affrontare il futuro.
Penso che sia in questo spirito di amare rinunce che Vittorio Sgarbi ha trattato con il ministro Rutelli sulla destinazione della grande raccolta Terruzzi, la più ricca raccolta privata di pittura del Settecento e dell’Ottocento in mani private In Italia.
Ma ciò che mi stupisce è il silenzio della Provincia di fronte a un boccone tanto ghiotto
che sfugge a Milano. E’ un’indifferenza che non corrisponde alla politica che la Provincia ha perseguito negli anni occupandosi del recupero e della destinazione culturale delle ville nei comuni del Milanese.
Come tutti sanno, la città di Milano è circondata da ville importanti, a incominciare da quella Reale di Monza. Molte di queste ville sono state lottizzate dalla speculazione, ma altre, e di grande fascino, si sono salvate e offrono ora a rari visitatori le loro sale vuote lasciando al comuni di scervellarsi sulla loro destinazione.
Ctedo che Milano, la città di Milano, sia interessata al recupero, nelle forme moderne, di quella corona di luoghi ameni, Interessanti per la cultura e lo svago, che la circondava In tempi lontani.
La trasformazione da città industriale ad una città del XXI secolo passa anche dl lì, col togliere alla città e al suo immediato dintorno quel senso dl vuoto che fa sì che il sabato e la domenica Milano diventi deserta.

 

Autore: Carlo Bertelli

Fonte:Corriere della Sera

ROMA. I capolavori dei writer ci costeranno oltre un milione.

Se dovessero cancellare tutte le scritte che ci sono sui muri di Roma servirebbero 50 milioni di euro, ben 100 miliardi delle vecchie lire.
E’ questo il danno che recano writer e semplici vandali alla collettività quando con un pennarello o una bomboletta spray fanno una scritta su monumenti e palazzi. E poi una volta cancellata, si ricomincia. Perché sembra che i ragazzi ci provino più gusto a scarabocchiare i muri appena puliti.
«Dall’inizio dell’anno l’Ufficio decoro urbano del Comune ha tolto scritte per 40 mila metri quadrati – nel 2005 i metri quadri ripuliti sono stati ben 62.500 – spendendo quasi un milione e mezzo di euro», spiega il responsabile Mario Schina.
Eppure basta guardarsi intorno per accorgersi che c’è ancora molto da fare. In questi giorni il lavoro è concentrato nelle strade dietro al Colosseo, via Celio Vibenna. Un progetto che è partito la prima settimana di agosto e che ha già ripulito via S. Gregorio al Celio. Un mese di lavoro per un costo di circa 30 mila euro.
«Questa operazione ha un prezzo più alto – continua Schina – perché il muro ricoperto di scritte è fatto di mattoncini di cotto». Tanto che il Comune ha dovuto assoldare una squadra ad hoc. Un processo delicato e più lungo del solito: un’ora di lavoro per ogni metro quadro di superficie. Con un macchinario che arriva dalla Germania. Si chiama turbo microsabbiatrice, è a bassa pressione – la pressione alta rovinerebbe i mattoncini – e usa solamente agenti naturali, materiali ecologici che non inquinano l’ambiente.
La squadra di lavoro è formata da tre addetti che con una pistola sparano sulla parete il composto di acqua e sabbia e poi si sciacquano. «In questo modo riusciamo a mandare via tutte le scritte – assicura il responsabile -.
Per i disegni o i graffiti però è più difficile perché sono fatti con diversi colori e il tratto è più pesante».
Si definisce soddisfatto dell’operazione il capogruppo di An alla Provincia Piergiorgio Benvenuti che negli ultimi giorni aveva lanciato un appello alle Istituzioni proprio al fine di ripulire la città ricordando però che «non bisogna dimenticare la periferia». In effetti, la zona maggiormente colpita dai graffitari è il centro storico e in particolare le strade che di solito vengono percorse dalle manifestazioni. Ma in generale gli «scrittori» non disdegnano nessun muro di Roma, dice affranto Mario Schina che per contrastarli ha a disposizione 36 squadre di lavoro. Ognuna ha assegnata un’area della città.
La priorità di intervento sono gli edifici pubblici, poi le scritte antisemite. ingiuriose o razziste. Le segnalazioni possono arrivare dai cittadini, dai vigili urbani, dalla polizia, dai comuni. Quest’anno ce ne sono state più di 4 mila.

 

Autore: Virgilia Polizzi

Fonte:Il Giornale

NAGO – TORBOLE SUL GARDA (Tn): I QUATTRO GRANDI DI SPAGNA. LIBERO DI SCEGLIERE.

ARTATLANTIC – arte fuori dalle gabbie

Presenta: I QUATTRO GRANDI DI SPAGNA. LIBERI DI SCEGLIERE.
GOYA
. Le follie, acqueforti, 1819; 
PICASSO. Le cocu magnifique, acqueforti più acquatinta, 1968;
MIRO’. Ubu Roi, litografie, 1966;
DALI’. Le dodici tribù di Israele, acqueforti più acquatinta e puntasecca, 1973.

Voglia di nuovo?… Se pensate di avere già visto tutto, se credete che l’arte sia un clichè da museo, allora siete sulla buona strada… per il lago di Garda!
Vogliamo sfidarvi, vogliamo invitarvi ad assaporare un modo innovativo di sentire e carpire l’arte. Pensate alla sala di un suggestivo hotel arroccato sul lago che dall’alto domina, imperante, sullo specchio d’acqua più grande d’Italia; pensate ad un ambiente caldo, misterioso, in cui tutta la passionalità spagnola sprigiona i profumi di una terra ardente, carica di orgoglio e pathos. Quello stesso pathos che ispirò quattro artisti di nota fama che abbiamo l’onore di celebrare il prossimo inverno presso l’Atlantic Club Hotel di Nago – Torbole sul Garda.

Goya, Picasso, Mirò, Dalì… non vi suggeriscono nulla? Abbiamo concepito un modo nuovo di esporre l’arte seguendo uno stile totalmente estraneo alla filosofia museale, in cui sentirsi liberi, in cui le stesse opere grafiche sono liberate dal giogo dell’istituzione e possono esprimere il loro originario messaggio.
Abbiamo pensato di creare uno scrigno in cui le quattro collezioni diventano parte di un viaggio in nome del libero arbitrio, che stimola, oltre all’intelletto, tutti i cinque sensi. Profumi, atmosfere mutevoli e inebrianti, eventi, cucina, e cineforum… tutto questo è ARTatlantic.
L’idea è geniale: creare un percorso temporale e un ponte che colleghi Goya all’arte contemporanea di cui Picasso, Mirò, e Dalì sono i rappresentanti celeberrimi. L’obiettivo della mostra è la dimostrazione della teoria secondo cui Goya è l’anticipatore dell’arte contemporanea in quanto con i senili cicli grafici apre all’arte il mondo interiore, caratterizzato dalla scoperta della profondità dell’animo umano con le sue inquietanti sfumature.
Cento anni dopo, tre importanti spagnoli porteranno all’apice il timido e incompreso tentativo di Goya di liberarsi dagli accademismi palesando il libero arbitrio nel rappresentare la propria visione della realtà, sia fisica che interiore.
Chi meglio della calda passionalità spagnola poteva rappresentare i moti dell’animo umano?
Liberi di scegliere non è un luogo comune, è il filo conduttore, è l’anima della mostra.
La possibilità di sentirsi liberi di rappresentare la realtà come la si vede e la si percepisce è il grande merito di Goya; ma come dimostra la storia le pulsioni e l’istinto sovrasteranno la ragione e l’intelletto.
Picasso e Mirò nelle opere grafiche palesano come le scelte non ponderate dettate dalla spregiudicata libertà d’azione portino alla disfatta dell’esistenza stessa.
Dalì indica come la decadenza della società può essere superata attraverso la fede, non solo religiosamente intesa, ma come fiducia nelle capacità dell’individuo di vivere e scegliere nel rispetto di se stesso perseguendo i propri obiettivi senza farsi condizionare dall’ambiente e dall’educazione.
La fede per noi, nella nostra società, nel nostro secolo è il libero arbitrio: la facoltà di compiere o non compiere un determinato atto; libertà, propria di tutti gli esseri razionali, che agisce secondo la volontà della persona senza mai dimenticare di calcolare gli effetti di ogni singola scelta , che comporta sovente una rinuncia.
 
Abbiamo una missione: avvicinare sempre più persone al mondo dell’arte. 
Abbiamo un sogno: rendere unica questa esperienza, il vostro viaggio non convenzionale all’insegna della libertà.

IL LIBERO ARBITRIO VI ASPETTA… 
Presso: Atlantic Club Hotel, Nago-Torbole sul Garda (TN)
Periodo: 11 novembre – 28 dicembre 2006

Informazioni e prenotazioni / informations and booking
389 51 15 824
artatlantic@hotmail.it
www.art-atlanticclubhotel.com

Orari / opening times
tutti i giorni 15.00 – 22.00 / every day  3pm – 10pm
lun. –  ven. 10.00 – 12.00 laboratori didattici

Biglietti / tickets
Intero / full price euro 8;
Ridotto / reduced price euro 4 per studenti, gruppi di minimo 10 persone, laboratori didattici (for students, min. 10 people group);
Gratuito / free entry fino a 6 anni.

Visite guidate
massimo 10 persone euro 2 aggiuntivi al prezzo del biglietto.

Come raggiungerci / how to reach us  
In treno linea Verona / Brennero
stazione di Rovereto
In automobile autostrada A22
uscita Rovereto sud / Lago di Garda             

EVENTI su prenotazione

Inaugurazione 11 novembre 2006: presentazione della mostra con rappresentanza diplomatica; cena nella sala espositiva.

Serate flamenco 24-25-26 novembre 2006 e 7-8-9 dicembre 2006 aperte al pubblico e su prenotazione: cena imperiale a base di cucina catalana e spagnola allietate da musica dal vivo e da una ballerina di flamenco.

Conferenze tematiche e proiezioni cinematografiche nel tardo pomeriggio  con aperitivo di chiusura:
18 novembre 2006 proiezione di “Un chien andalou” e “L’age d’or” frutti della collaborazione tra il regista L. Bunuel e S. Dalì;
2 dicembre 2006 proiezione di “Il mistero Picasso” di G.Clouzot con la collaborazione dell’artista.

Laboratori didattici rivolti ai bambini delle scuole elementari (classi III, IV, V), e visite guidate.

 

Link: http://www.art-atlanticclubhotel.com

Email: artatlantic@hotmail.it

CAPACCIO-PAESTUM (Sa). Mediterraneo Video Festival – Festival Internazionale del Cinema Documentario – 14-17 settembre 2006.

Per la 9° edizione il festival ha scelto il dialogo tra i popoli ed istituisce il premio Roberto Rossellini per la Pace al miglior documentario che contribuisce alla tolleranza, all’amicizia tra religioni e culture in occasione del centenario della nascita del grande maestro del neorealismo.
Il Festival è un concorso internazionale del cinema documentario che si svolge sotto l’alto patrocinio dell’Unesco.
21 i film in concorso tra italiani e stranieri in competizione.
Tra gli eventi una retrospettiva dedicata al maestro Alberto Grifi che è considerato tra i primissimi autori di quello che fu chiamato cinema sperimentale italiano.
Tra gli eventi artistici Magical World, videoisntallazione dell’artista svedese Johanna Billing che viene presentato al festival nell’ambito del progetto europeo in progress on access.
Inattesi è il titolo della mostra fotografica dell’artista italo-francese Stephanie Gengotti, allieva di Menczer, direttore di fotografia del cinema italiano ed internazionale Premio speciale Medfest al regista e produttore tunisino Abdellatif Ben Ammar, aiuto regista di Roberto Rossellini a Marco Turco, Giuseppe Piccioni, Renzo Rossellini, Alberto Grifi.
E ancora tanti ospiti nella serata conclusiva del Festival con spettacoli ed eventi.
Il festival ha ottenuto, nel corso degli anni, un ottimo successo per il suo impegno nell’ambito della valorizzazione del paesaggio culturale, oltre che per la qualità della scelta artistica, delle proposte cinematografiche provenienti da vari paesi europei e da aree del bacino del mediterraneo.
Sono tantissime le opere che pongono al centro tematiche di grande attualità o che fanno emergere aspetti e problematiche a noi sconosciute per mancanza di informazione e conoscenza.
Si privilegia un cinema reale senza frontiere. Un cinema che dialoga tra i popoli e su questa premessa anche quest’anno il Festival ha favorito un ponte culturale tra le aree del mediterraneo promovendo una serie di eventi nei porti del Mediterraneo dal 16 giugno 2006. Medfest naviga con la crociera Zingara, Sicilia, Malta, Tunisia, Paestum, Napoli, Carloforte, Libia.

Info:
Area Archeologica di Paestum – Villa Salati.

Link: http://www.medvideofestival.net

Email: segreteria@medvideofestival.net