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NAGO – TORBOLE SUL GARDA (Tn): I QUATTRO GRANDI DI SPAGNA. LIBERO DI SCEGLIERE.

ARTATLANTIC – arte fuori dalle gabbie

Presenta: I QUATTRO GRANDI DI SPAGNA. LIBERI DI SCEGLIERE.
GOYA
. Le follie, acqueforti, 1819; 
PICASSO. Le cocu magnifique, acqueforti più acquatinta, 1968;
MIRO’. Ubu Roi, litografie, 1966;
DALI’. Le dodici tribù di Israele, acqueforti più acquatinta e puntasecca, 1973.

Voglia di nuovo?… Se pensate di avere già visto tutto, se credete che l’arte sia un clichè da museo, allora siete sulla buona strada… per il lago di Garda!
Vogliamo sfidarvi, vogliamo invitarvi ad assaporare un modo innovativo di sentire e carpire l’arte. Pensate alla sala di un suggestivo hotel arroccato sul lago che dall’alto domina, imperante, sullo specchio d’acqua più grande d’Italia; pensate ad un ambiente caldo, misterioso, in cui tutta la passionalità spagnola sprigiona i profumi di una terra ardente, carica di orgoglio e pathos. Quello stesso pathos che ispirò quattro artisti di nota fama che abbiamo l’onore di celebrare il prossimo inverno presso l’Atlantic Club Hotel di Nago – Torbole sul Garda.

Goya, Picasso, Mirò, Dalì… non vi suggeriscono nulla? Abbiamo concepito un modo nuovo di esporre l’arte seguendo uno stile totalmente estraneo alla filosofia museale, in cui sentirsi liberi, in cui le stesse opere grafiche sono liberate dal giogo dell’istituzione e possono esprimere il loro originario messaggio.
Abbiamo pensato di creare uno scrigno in cui le quattro collezioni diventano parte di un viaggio in nome del libero arbitrio, che stimola, oltre all’intelletto, tutti i cinque sensi. Profumi, atmosfere mutevoli e inebrianti, eventi, cucina, e cineforum… tutto questo è ARTatlantic.
L’idea è geniale: creare un percorso temporale e un ponte che colleghi Goya all’arte contemporanea di cui Picasso, Mirò, e Dalì sono i rappresentanti celeberrimi. L’obiettivo della mostra è la dimostrazione della teoria secondo cui Goya è l’anticipatore dell’arte contemporanea in quanto con i senili cicli grafici apre all’arte il mondo interiore, caratterizzato dalla scoperta della profondità dell’animo umano con le sue inquietanti sfumature.
Cento anni dopo, tre importanti spagnoli porteranno all’apice il timido e incompreso tentativo di Goya di liberarsi dagli accademismi palesando il libero arbitrio nel rappresentare la propria visione della realtà, sia fisica che interiore.
Chi meglio della calda passionalità spagnola poteva rappresentare i moti dell’animo umano?
Liberi di scegliere non è un luogo comune, è il filo conduttore, è l’anima della mostra.
La possibilità di sentirsi liberi di rappresentare la realtà come la si vede e la si percepisce è il grande merito di Goya; ma come dimostra la storia le pulsioni e l’istinto sovrasteranno la ragione e l’intelletto.
Picasso e Mirò nelle opere grafiche palesano come le scelte non ponderate dettate dalla spregiudicata libertà d’azione portino alla disfatta dell’esistenza stessa.
Dalì indica come la decadenza della società può essere superata attraverso la fede, non solo religiosamente intesa, ma come fiducia nelle capacità dell’individuo di vivere e scegliere nel rispetto di se stesso perseguendo i propri obiettivi senza farsi condizionare dall’ambiente e dall’educazione.
La fede per noi, nella nostra società, nel nostro secolo è il libero arbitrio: la facoltà di compiere o non compiere un determinato atto; libertà, propria di tutti gli esseri razionali, che agisce secondo la volontà della persona senza mai dimenticare di calcolare gli effetti di ogni singola scelta , che comporta sovente una rinuncia.
 
Abbiamo una missione: avvicinare sempre più persone al mondo dell’arte. 
Abbiamo un sogno: rendere unica questa esperienza, il vostro viaggio non convenzionale all’insegna della libertà.

IL LIBERO ARBITRIO VI ASPETTA… 
Presso: Atlantic Club Hotel, Nago-Torbole sul Garda (TN)
Periodo: 11 novembre – 28 dicembre 2006

Informazioni e prenotazioni / informations and booking
389 51 15 824
artatlantic@hotmail.it
www.art-atlanticclubhotel.com

Orari / opening times
tutti i giorni 15.00 – 22.00 / every day  3pm – 10pm
lun. –  ven. 10.00 – 12.00 laboratori didattici

Biglietti / tickets
Intero / full price euro 8;
Ridotto / reduced price euro 4 per studenti, gruppi di minimo 10 persone, laboratori didattici (for students, min. 10 people group);
Gratuito / free entry fino a 6 anni.

Visite guidate
massimo 10 persone euro 2 aggiuntivi al prezzo del biglietto.

Come raggiungerci / how to reach us  
In treno linea Verona / Brennero
stazione di Rovereto
In automobile autostrada A22
uscita Rovereto sud / Lago di Garda             

EVENTI su prenotazione

Inaugurazione 11 novembre 2006: presentazione della mostra con rappresentanza diplomatica; cena nella sala espositiva.

Serate flamenco 24-25-26 novembre 2006 e 7-8-9 dicembre 2006 aperte al pubblico e su prenotazione: cena imperiale a base di cucina catalana e spagnola allietate da musica dal vivo e da una ballerina di flamenco.

Conferenze tematiche e proiezioni cinematografiche nel tardo pomeriggio  con aperitivo di chiusura:
18 novembre 2006 proiezione di “Un chien andalou” e “L’age d’or” frutti della collaborazione tra il regista L. Bunuel e S. Dalì;
2 dicembre 2006 proiezione di “Il mistero Picasso” di G.Clouzot con la collaborazione dell’artista.

Laboratori didattici rivolti ai bambini delle scuole elementari (classi III, IV, V), e visite guidate.

 

Link: http://www.art-atlanticclubhotel.com

Email: artatlantic@hotmail.it

CAPACCIO-PAESTUM (Sa). Mediterraneo Video Festival – Festival Internazionale del Cinema Documentario – 14-17 settembre 2006.

Per la 9° edizione il festival ha scelto il dialogo tra i popoli ed istituisce il premio Roberto Rossellini per la Pace al miglior documentario che contribuisce alla tolleranza, all’amicizia tra religioni e culture in occasione del centenario della nascita del grande maestro del neorealismo.
Il Festival è un concorso internazionale del cinema documentario che si svolge sotto l’alto patrocinio dell’Unesco.
21 i film in concorso tra italiani e stranieri in competizione.
Tra gli eventi una retrospettiva dedicata al maestro Alberto Grifi che è considerato tra i primissimi autori di quello che fu chiamato cinema sperimentale italiano.
Tra gli eventi artistici Magical World, videoisntallazione dell’artista svedese Johanna Billing che viene presentato al festival nell’ambito del progetto europeo in progress on access.
Inattesi è il titolo della mostra fotografica dell’artista italo-francese Stephanie Gengotti, allieva di Menczer, direttore di fotografia del cinema italiano ed internazionale Premio speciale Medfest al regista e produttore tunisino Abdellatif Ben Ammar, aiuto regista di Roberto Rossellini a Marco Turco, Giuseppe Piccioni, Renzo Rossellini, Alberto Grifi.
E ancora tanti ospiti nella serata conclusiva del Festival con spettacoli ed eventi.
Il festival ha ottenuto, nel corso degli anni, un ottimo successo per il suo impegno nell’ambito della valorizzazione del paesaggio culturale, oltre che per la qualità della scelta artistica, delle proposte cinematografiche provenienti da vari paesi europei e da aree del bacino del mediterraneo.
Sono tantissime le opere che pongono al centro tematiche di grande attualità o che fanno emergere aspetti e problematiche a noi sconosciute per mancanza di informazione e conoscenza.
Si privilegia un cinema reale senza frontiere. Un cinema che dialoga tra i popoli e su questa premessa anche quest’anno il Festival ha favorito un ponte culturale tra le aree del mediterraneo promovendo una serie di eventi nei porti del Mediterraneo dal 16 giugno 2006. Medfest naviga con la crociera Zingara, Sicilia, Malta, Tunisia, Paestum, Napoli, Carloforte, Libia.

Info:
Area Archeologica di Paestum – Villa Salati.

Link: http://www.medvideofestival.net

Email: segreteria@medvideofestival.net

ROMA. Restauro inutile: a Villa Pamphilj regna il degrado.

Nonostante siano stati spesi più di 30 miliardi di vecchie lire alcuni edifici restano inutilizzati e circondati da discariche.

Dopo più di trenta miliardi di vecchie lire di restauri, a Villa Pamphilj, serre, cascine e casali ottocenteschi restano inutilizzati, circondati da anni da discariche e palizzate fatiscenti. Giardini settecenteschi sono abbandonati ai rovi. Fontane monumentali sono a «secco». La recinzione del canale e del lago del Belvedere è pericolosamente incompleta. La valle dei Daini è irriconoscibile. Tutti i viali appaiono corrosi e senza manutenzione. Il degrado si estende a macchia di leopardo su tutti i 180 ettari del parco. Ma si fa più forte nell’angolo a est, tra via Leone XIII (Olimpia) e via Aurelia Antica. Lungo viale Rosa Luxemburg, la settecentesca Cascina Floridi, restaurata oltre un anno fa, è ancora circondata da discariche di cantiere.
Dopo averla lasciata in abbandono per anni (a lungo è stata abitata da giovani albanesi che erano soliti tuffarsi nella celebre fontana del Giglio), l’amministrazione comunale, nel 2003-2004 ha predisposto il progetto di restauro. I lavori, del costo di 529mila 798 euro, ex lege 15 dicembre 1996 n. 396, sono iniziati il 21 giugno 2004 e finiti il 22 maggio del 2005. La cascina è destinata a sede del Servizio Giardini, con una sezione espositiva per le
collezioni botaniche del vivaio della villa. Ma, a distanza di un anno, l’edificio dalla caratteristica pianta a «L» resta inutilizzato. Tra la cascina e il Casale dei Cedrati, ci sono due discariche di circa 70 metri quadri, un cumulo della vecchia recinzione, corrugati elettrici, profilati di alluminio, materassi, resti degli insediamenti degli albanesi e di un barbone che si era insediato in una delle vicine arcate dell’acquedotto Traiano-Paolo. Al di là di viale Rosa Luxemburg, due serre, anch’esse restaurate per il Giubileo, erano destinate a laboratorio didattico per le scuole, in collegamento con la sede centrale del Museo della villa, a Villa Vecchia. Però, lasciate inutilizzate, portano sulle vetrate i segni delle sassate e sulla rete di recinzione dei panni stesi. I resti di altre serre ottocentesche, dall’altra parte del viale, emergono appena dai rovi e dalle erbe infestanti. Tra questi manufatti e l’acquedotto, scarsamente visibile, c’è il Casale dei Cedrati, addossato alla struttura dell’acquedotto Traiano-Paolo, edificio di servizio del Seicento, ristrutturato nel Settecento dall’architetto Gabriele Valvassori che lo ornò di un bel portale marmoreo tuttora esistente. Lasciato deteriorare dopo la municipalizzazione forzata della villa, è stato «restaurato e destinato a sede del Centro di Documentazione delle ville della zona e spazio polivalente, comprendente anche un punto ristoro del museo» come si legge nel libro «Villa Doria Pamphilj», curato da Carla Benocci e edito dall’Archivio storico culturale del Municipio Roma XVI, alla fine del 2005. Ma sul sito della Sovraintendenza comunale www.romabeniculturali.it il Casale dei Cedrati risulta ancora in restauro. Certo è che resta inaccessibile e inutilizzato. Tra il Casale e largo Casale della Vigna Vecchia si estende il Giardino dei Cedrati.
Realizzato nel Seicento, ristrutturato nel Settecento, nell’ Ottocento è stato dotato di serre in ghisa e cristallo di stile neomedievale, con un avveniristico, per l’epoca, impianto di riscaldamento. Il giardino era ornato da una graziosa fontana, detta di Venere, ora in coinpleto abbandono, così come le serre, quasi del tutto ricoperte dalla vegetazione. Eppure, avrebbero dovuto essere state recuperate già sei anni fa, grazie a un intervento – riguardante anche la sistemazione del museo di Villa Vecchia – finanziato con risorse ex lege n. 651 di 1 miliardo 122mila lire (definanziato, in seguito, di 228 milioni 341mila lire). Sono state restaurate, invece, in occasione del Giubileo (con una spesa di 1 miliardo 666 milioni i 50mila lire), le tre grandi serre ottocentesche in ghisa, ferro fuso e cristalli, lungo viale del monumento ai Caduti Francesi. L’amministrazione aveva destinato le serre a spazi espositivi, ma non sono mai state aperte al pubblico. Sono circondate da sei anni dalle staccionate ormai sbilenche, con ancora i cartelli di pericoli inchiodati. E
i vetri già mostrano i buchi delle prime sassate. Non è in splendida forma nemmeno il secentesco Giardino del Teatro, il cuore del parco restaurato per il Giubileo con più di 2 miliardi e mezzo di lire. La celebre fontana del Putto, al centro del giardino, assemblata a metà Ottocento, su progetto di Andrea Busiri Vici, è circondata da ramaglie e tra-cima acqua in quantità, allagando e rendendo impraticabili per parecchi metri i vialetti del parco. Nelle vasche del Teatro e del Ninfeo del Fauno, così come nel canale e nel laghetto del Giglio, l’acqua è torbida fin dai zampilli. Certo Gabriele d’Annunzio nel «Piacere» non potrebbe più scrivere: «La Villa Pamphilj che si rimira nelle sue fonti e nel suo lago tutta graziata e molle, ove i balaustri lapidei e i fusti arborei gareggian di frequenza (…)».

Autore: Gian Piero Milanetti

Fonte:Il Giornale

ROMA. Macchina tedesca contro i graffiti al Colosseo.

Per rimuovere le scritte delle strade intorno al Colosseo, la Sovrintendenza ha imposto al Comune una speciale macchina tedesca per «microsabbiature», leggere e delicate.

Così, appena arrivata, ai primi di agosto, è stata subito impegnata nell’area archeologica di via San Gregorio al Celio, negli ultimi tempi particolarmente presa di mira dai turisti che non possono fare a meno di lasciare un «ricordino».

Ieri invece le squadre per il decoro urbano del Campidoglio, sono state impegnate a ripulire dai graffiti le mura di via Celio Vibenna, via Labicana e via Merulana.

«Un’operazione cominciata prima di Ferragosto – spiega il direttore dell’ufficio Mario Schina – e destinata a durare ancora una quindicina di giorni per un costo di circa 30 mila euro».
Nato nel 2004, l’ufficio di pronto intervento per il decoro urbano, ha cominciato a lavorare soltanto lo scorso anno dopo l’arrivo dei finanziamenti: nell’ultimo bilancio sono stati previsti circa 1.200 mila euro da investire per la pulizia di monumenti e edifici da scritte e pitture. Ma anche se è questa la principale attività di pronto intervento, le squadre si occupano anche di manifesti abusivi, erbe infestanti, sistemazione della segnaletica stradale, rifacimento di marciapiedi e qualsiasi altro intervento si renda necessario per il ripristino del decoro urbano.

«Le squadre sono composte ciascuna di tre persone e di una macchina idropulitrice – precisa Schina – con turni di 6 ore giornaliere. Nel mese di agosto hanno lavorato 16 squadre: otto la mattina e altrettante il pomeriggio per il controllo di tutto il centro storico. Siamo una struttura agile che fa capo direttamente al Gabinetto del sindaco. Rispetto ai Municipi, per noi la burocrazia è quasi azzerata».

 

Autore: F.Fior

Fonte:Corriere della Sera