Archivi autore: Amministratore

MILANO. OTTOCENTO VENETO da Favretto a Zandomeneghi.

Dal 12 aprile al 31 maggio 2013, a cura di Enzo Savoia e Stefano Bosi, Galleria Bottegantica, via Manzoni, 45 – Milano
La rassegna, curata da Enzo Savoia e Stefano Bosi, presenta 36 opere realizzate dai maggiori artisti veneti del XIX secolo: Bartolomeo Bezzi, Beppe, Emma e Guglielmo Ciardi, Angelo Dall’Oca Bianca, Giacomo Favretto, Pietro Fragiacomo, Cesare Laurenti, Alessandro Milesi, Luigi Nono, Ettore Tito, Federico Zandomeneghi.
I lavori, provenienti da importanti collezioni private, illustrano in modo esaustivo le tematiche ricorrenti nella pittura italiana dell‘800, fra cui le scene di genere, il paesaggio e la ritrattistica. Esemplari a tal proposito sono il suggestivo Dopo il viaggio di Favretto, la raffinata atmosfera dell’Alba di Pietro Fragiacomo, il pathos del Mattino di Luigi Nono, il movimento delle figure nel San Giovannin che torna da la procession di Luigi Ferrazzi.
Essi rimarcano, inoltre, quella suggestione di vita quotidiana, matrice di opere che nei maestri italiani dell’800 ha trovato la sua più alta espressione poetica e artistica in capolavori quali Fantasticando e In pinacoteca di Giacomo Favretto, Il racconto della nonna di Alessandro Milesi, Cresima a San Marco di Stefano Novo.
Il percorso espositivo prosegue con le vedute paesaggistiche di Beppe e Guglielmo Ciardi, Pietro Fragiacomo, Bartolomeo Bezzi, accomunate dalla ricerca della linea dell’orizzonte e da un’atmosfera lirica, intima, malinconica e volutamente alternativa a quella della consueta visione che negli anni Ottanta ha ancora molti esponenti: da Giovanni Grubacs a Luigi Querena, da Ippolito Caffi ad Antonietta Brandeis.
La rassegna si chiude idealmente con il ritratto di Federico Zandomeneghi Thecle e le vedute di Londra e Monaco di Baviera di Guglielmo Ciardi, opere che testimoniano la qualità raggiunta dalla pittura veneta già a fine Ottocento, confermata dal successo che il pubblico e la critica internazionale le avevano decretato. Ne sia d’esempio il fatto che nel 1885, all’Esposizione Universale di Anversa, il mercante inglese Walter Dodeswell acquistò ben quattro quadri di Nono, Tito, Dall’Oca Bianca e Lancerotto e che il critico del Daily Telegraph, recensendo l’Esposizione, definì il dipinto “La fa la modela” di Ettore Tito “an impressionist composition”.
La mostra vuole inoltre essere un omaggio a Milano e alla Lombardia che ha visto nascere le più importanti e prestigiose collezioni dell’arte del XIX secolo, quali la Collezione Jucker, la raccolta Ingegnoli, la Lodigiani, la Mario Galli, la Carraro-Rizzoli, la Rossello, la Finazzi, e molte altre non meno influenti. Questo collezionismo illuminato è cresciuto anche grazie al costante e puntuale lavoro di autorevoli gallerie milanesi della prima metà del  XX secolo, come la Pesaro, la Scopinich, la Dedalo e la Galleria dell’Esame. Furono proprio queste ad allestire le prime monografiche sulla pittura veneta dell’Ottocento a Milano, in particolare quelle tenute alla Galleria Pesaro, dedicate a Pietro Fragiacomo nel 1918, a Ettore Tito nel 1919 e nel 1928, a Bartolomeo Bezzi nel 1921 e a Federico Zandomeneghi del 1922, ai tre Ciardi nel 1923, e l’esposizione allestita nel 1934 dalla Galleria Scopinich su Luigi Nono.

Info:
Orari: martedì – sabato, 10.00-13.00; 15.00-19.00. Chiuso domenica e lunedì – Ingresso: gratuito
tel. 02.62695489 / 051.331388
Mail: milano@bottegantica.net; info@bottegantica.com
Web: http://www.bottegantica.com

BELLINZONA (CH). LA LIBERTÀ DELLA PITTURA. Adolfo Feragutti Visconti.1850-1924.

Dal 23 febbraio al 16 giugno 2013
Prosegue il percorso del Museo Civico Villa dei Cedri di Bellinzona volto all’approfondimento e alla valorizzazione della pittura tra il XIX e il XX secolo. In questa occasione il Museo rivolge la scena espositiva ad Adolfo Feragutti Visconti (Pura, Canton Ticino, 1850-Milano 1924). Considerato uno dei maggiori artisti ticinesi attivi tra Ottocento e Novecento, e divenuto cittadino italiano nel 1888, il pittore è il protagonista di una mostra antologica che restituisce uno sguardo completo sulle sue straordinarie doti artistiche e sulla sua poetica.
Allestita nelle sale del piano terreno del Museo, la nuova esposizione si unisce alla mostra La Raccolta Eugenio Balzan a Bellinzona|1944-2012, in corso dallo scorso settembre, che sarà prorogata fino a novembre 2013. Grazie alla collaborazione della Fondazione Internazionale Balzan e al consenso riscontrato nel pubblico elvetico e italiano, al secondo piano sarà dunque possibile ammirare, ancora per diversi mesi, un nucleo di preziose tele raccolte dal collezionista di Badia Polesine; dipinti di assoluta qualità artistica di norma non visibili al pubblico.
La libertà della pittura, curata da Giovanna Ginex, storica dell’arte, e da Anna Lisa Galizia, conservatore del Museo Civico Villa dei Cedri, rappresenta un momento di approdo e di completamento a un lungo lavoro di ricerca scientifica sull’artista. È infatti l’esito di un percorso di studi che trova il suo punto cardine nella realizzazione di un importante volume monografico edito nel 2011 (Adolfo Feragutti Visconti. 1850–1924, Cornèr Banca, Skira), curato da Giovanna Ginex. Questa pubblicazione è il punto di partenza della mostra che, attraverso una selezione di oltre ottanta opere – di cui almeno una trentina venute alla luce in occasione dei più recenti studi – documenta con esempi di eccellenza l’intero percorso artistico di Feragutti, offrendo al pubblico l’arte di un pittore di cui ora tornano in piena luce lo spessore e l’originalità.
La rassegna dedicata a Adolfo Feragutti Visconti, oltre a documentare l’evoluzione della sua produzione secondo un itinerario allestitivo di tipo antologico, rende omaggio anche al linguaggio unico che contraddistingue l’ultima stagione dell’artista, frutto dell’esperienza umana e della sperimentazione pittorica maturate durante il periodo trascorso in Argentina. Feragutti si libera da ogni residuo accademismo sostituendovi un personalissimo stile che, abbandonando linee e contorni, privilegia le qualità della materia pittorica e del colore pur senza intaccare l’esito della rappresentazione. La rassegna, organizzata secondo un doppio binario espositivo (cronologico e tematico), documenta queste trasformazioni, offrendo un cammino ragionato che illustra i maggiori orientamenti del lavoro dell’artista.
Adolfo Feragutti Visconti dopo la morte del padre, a soli 16 anni migra a Milano per apprendere l’arte pittorica. Dopo un’esperienza nell’ambito dell’artigianato artistico, con il desiderio di affinare la sua tecnica, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera dove dal 1864 è allievo di Luigi Bisi. Supera i corsi con profitto e nel 1873 esordisce come pittore prospettico. Da qui prende avvio una carriera che, in oltre quarant’anni di intensa attività e costante presenza alle rassegne espositive nazionali e internazionali, gli vale numerosi riconoscimenti. Feragutti Visconti sperimenta diverse tematiche artistiche: pittura di genere, di storia (che gli conferisce anche la fama di pittore colorista), ‘en plein air’ e una grande attenzione per la natura morta che, a partire dal 1883, lo accompagnerà per oltre due decenni. Periodo in cui però sperimenta e approfondisce parallelamente anche altri generi, a partire della ritrattistica su committenza, grazie alle numerose richieste di un’appassionata borghesia milanese e ticinese, sua committente.
Il suo variegato percorso artistico lo conduce sino alla pittura sociale per abbracciare infine la pittura sacra e il simbolismo. Vale la pena ricordare il breve, ma intenso periodo Sud Americano, che ha luogo proprio in questi anni, con il soggiorno in Argentina, sino alla regione della Patagonia, tra il 1907 e il 1909 in cui è impegnato ad illustrare vari aspetti della vita dei nativi e degli straordinari paesaggi del luogo.
Opera simbolo del periodo dedicato alla natura morta è Uva per il vino santo presentato nel 1887 a Venezia, altissimo esempio di un tema iconografico che per almeno due decenni ricorrerà nella sua produzione in diverse versioni, fino allo splendido dittico di Uva bianca e Uva nera. Nella mostra spicca anche l’opera Giorni felici – esposto nel 1888 – impostato nella quiete di Breno, nell’alto Malcantone, dove il pittore soggiornò nell’estate del 1887 e negli anni immediatamente a seguire.
Per quanto riguarda la ritrattistica è invece da ammirare il Ritratto della nobile signora Eleonora Cottalorda Tellini che gli vale il Premio Principe Umberto e la consacrazione ufficiale come ritrattista in occasione della prima Triennale di Brera, nel 1891. Di grande pregio sono, ancora, i pastelli de Le Maghe persiane che appartengono al periodo simbolista. Le immagini femminili che ricorrono in questa serie rappresentano un’ulteriore variante di quella ripetuta, quasi ossessiva e sensuale figura di donna che Feragutti sembra inseguire nel corso della sua lunga carriera artistica.
Conquistano inoltre per intensità comunicativa e cromatismo le opere realizzate durante il soggiorno in Patagonia, tra cui Maternidad (1908-1910) e Testa di indio della Terra del Fuoco (1908). Spicca infine per l’assoluta qualità pittorica La signora delle Ortensie (1921), un dipinto, appartenente alla collezione del Museo Villa dei Cedri, che si connota per l’uso stemperato e fluido del colore che consacra Feragutti anche tra i protagonisti del primo Novecento pittorico.
Catalogo a cura di Giovanna Ginex, edito da Skira 2012, 16,5 x 24 cm, 88 pagine, 49 a colori, brossura, chf 18.00 / eur 15.00

Info:
Museo Civico Villa dei Cedri – Piazza S. Biagio 9 | CH-6500 Bellinzona
Tel. + 41 (0)91 821 85 18/20 – E – Mail: museo@villacedri.ch | Web: http://www.villacedri.ch
Ingresso: biglietto normale chf 8.00 / eur 6.00 | ridotto chf 5.00 / eur 4.00
Orari Museo: martedì – venerdi 14:00 – 18:00 | sabato, domenica e festivi 11:00 – 18:00 | lunedì chiuso

PADOVA. De Nittis.

Fino al 26 maggio 2013, a Palazzo Zabarella di Padova, 120 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi costituiranno il percorso espositivo della più importante mostra mai realizzata su Giuseppe De Nittis (1846-1884), uno dei protagonisti assoluti della pittura dell’Ottocento europeo..
Le opere arriveranno dalle maggiori istituzioni francesi, tra cui il Petit Palais di Parigi, il Musée Carnavalet di Parigi, il Musée des Beaux-Arts di Reims, e dai più importanti musei e gallerie pubbliche italiane. Incisivo è stato il contributo di prestigiose raccolte private, di storici collezionisti di De Nittis, da cui provengono i dipinti meno noti, capolavori assoluti riproposti al pubblico in questa occasione.
La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è un’ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, che in passato ha già rivolto l’attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia.

TORINO. Natura morta con fiori e oggetti e conferenze.

Esposizione del dipinto di Massimo d’Azeglio “Natura morta con fiori e oggetti” e calendario di conferenze in occasione di:
ACQUISTA CON NOI UN PEZZO DI STORIA. Sostieni la raccolta fondi per riportare a Torino il servizio in porcellana dei d’Azeglio. Palazzo Madama – Piazza Castello, Torino
 – Mercoledì 20 febbraio 2013, ore 17:
Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama e Cristina Maritano, conservatore del museo per le raccolte di Arti Decorative, saranno presenti in Corte Medievale per accogliere i visitatori in occasione dell’esposizione del quadro di Massimo d’Azeglio.
Palazzo Madama ha aperto una sottoscrizione pubblica per acquistare un importante servizio di porcellana di Meissen appartenuto alla famiglia Taparelli d’Azeglio, con un’iniziativa che per la prima volta in Italia coinvolge la cittadinanza in un’azione di restituzione e di risarcimento del patrimonio. Il servizio da tè e da caffè, datato 1730 e composto da 43 elementi che si sono conservati integralmente fino ad oggi, è riemerso alla storia dopo 100 anni di oblio e dopo tante peregrinazioni sul mercato antiquario. Verrà battuto all’asta da Bohams a Londra nel maggio 2013. L’aiuto della cittadinanza diventa quindi determinante per raccogliere entro marzo le 66.000 sterline (80.000 euro circa) necessarie per acquisire il servizio ed evitare che venga messo all’asta.
In occasione di questa importante iniziativa verrà esposto dal 20 febbraio al 31 marzo in Corte Medievale il quadro di Massimo d’Azeglio che raffigura una delle tazzine da cioccolata con stemma Taparelli, in prestito dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, non più esposto al pubblico dal 1995.
Nel pomeriggio del 20 febbraio alle ore 17 Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama, e Cristina Maritano, conservatore del museo per le raccolte di Arti Decorative, saranno presenti in Corte Medievale per accogliere e spiegare  ai visitatori come la scoperta dell’esistenza del prezioso servizio di porcellane sia avvenuta proprio a partire dallo studio di questo dipinto del 1843.
A partire dal 19 febbraio Palazzo Madama propone inoltre degli incontri di approfondimento che si svolgeranno in museo e presso il Circolo dei Lettori, l’Auditorium della Biblioteca Nazionale e il Centro Studi Piemontesi.
Gli appuntamenti, durante i quali sarà possibile lasciare un contributo libero per la raccolta fondi, si svolgeranno secondo il seguente calendario:
Martedì 19 febbraio 2013, ore 18 – Circolo dei Lettori, sala Gioco – Via Bogino 9, Torino, UN’EREDITÀ DI PORCELLANA. IL SERVIZIO DELLA FAMIGLIA D’AZEGLIO, a cura di Enrica Pagella e Cristina Maritano
Il crowdfunding è un processo dal basso che coinvolge persone comuni nel finanziamento di organizzazioni o progetti. Palazzo Madama chiama a raccolta, impresa unica in Italia, la cittadinanza in un’operazione di restituzione e di risarcimento della memoria. L’obiettivo è l’acquisto di un servizio in porcellana di Meissen con gli stemmi della famiglia Taparelli d’Azeglio, da poco di nuovo all’asta. Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama, e Cristina Maritano, curatore delle raccolte di Arti Decorative ripercorrono le tappe di questa vicenda.
Ingresso libero fino esaurimento posti
Venerdì 1 marzo 2013, ore 18 – Circolo dei Lettori, sala del Biliardo – Via Bogino 9, Torino, PIEMONTESI NELL’EUROPA DELLE CORTI DEL SETTECENTO, Vicende e fortune di Pietro Roberto Taparelli di Lagnasco e di altri Piemontesi nelle corti d’Europa, a cura di Tomaso Ricardi di Netro
GLI AZEGLIO, TORINO E IL RISORGIMENTO, a cura di Silvia Cavicchioli. Tomaso Ricardi di Netro, responsabile dell’Ufficio Attività espositiva della Venaria Reale, affronta il tema della fortuna fuori dal regno sabaudo di vari esponenti delle famiglie nobili piemontesi del Settecento, tra cui i Taparelli di Lagnasco, mentre Silvia Cavicchioli, docente all’Università di Torino, illustra personalità e vicende dei membri della famiglia d’Azeglio nell’Ottocento e il loro ruolo nella costruzione del Regno d’Italia.
Ingresso libero fino esaurimento posti.
Martedì 5 marzo 2013, ore 17 – Palazzo Madama, Camera delle Guardie – Piazza Castello, Torino, CONFERENZA DEDICATA AI SOCI FAI NELL’ABITO DELL’INIZIATIVA ‘PUNTIAMO I RIFLETTORI‘, a cura di Enrica Pagella e Cristina Maritano. La partecipazione all’evento prevede un’offerta libera.
Giovedì 7 marzo 2013, ore 17.30 – Auditorium della Biblioteca Nazionale Universitaria – Piazza Carlo Alberto 3, Torino, UN’EREDITÀ DI PORCELLANA. IL SERVIZIO DELLA FAMIGLIA D’AZEGLIO. Appuntamento dedicato agli Abbonati Musei Torino Piemonte, a cura di Enrica Pagella e Cristina Maritano
Enrica Pagella, direttore di Palazzo Madama e Cristina Maritano, curatore delle raccolte di Arti Decorative, raccontano le vicende che hanno portato Palazzo Madama a tentare, per la prima volta in Italia, l’acquisto di un’opera d’arte con il sostegno della cittadinanza. Verrà ripercorsa la storia del prezioso servizio in porcellana di Meissen, con gli stemmi della famiglia Taparelli d’Azeglio: attraverso documenti e immagini alla scoperta del fil rouge che lega Torino e il prezioso servizio da tè, caffè e cioccolata.
Martedì 12 marzo 2013, ore 18 – Centro Studi Piemontesi – Sala Fondazione Savej – via Vela 24b, Torino, DIALOGO SU MASSIMO D’AZEGLIO, a cura di Georges Virlogeux e Virginia Bertone.
Georges Virlogeux, docente all’Università di Aix-en-Provence, curatore del monumentale Epistolario di Massimo d’Azeglio, e Virginia Bertone, conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Torino, dialogano intorno al ‘quadretto di fiori’ che Massimo d’Azeglio dipinse nel 1843, inserendo una tazzina del servizio in porcellana di Meissen con armi Taparelli.
Ingresso libero fino esaurimento posti.

Info:
Orario esposizione del quadro di Massimo d’Azeglio: martedì-sabato 10-18; domenica 10-19.
Contribuisci con una donazione: http://www.palazzomadamatorino.it/crowdfunding/
Tel.  011 4433501 – sito www.palazzomadamatorino.it 
Ufficio Stampa: Daniela Matteu – Tanja Gentilini tel. 011 4429523 daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it e ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it 

Fondazione Civici Musei di Venezia: bollettino 2012.

Esce in questi giorni – con l’annuncio anche della straordinaria scoperta nei depositi del Museo Correr di un’importantissima Pietà riconosciuta e restituita a Vittore Carpaccio da Giorgio Fossaluzza – il settimo numero del Bollettino dei Musei Civici Veneziani: importante resoconto di studi e contributi scientifici del settore, a cura di Camillo Tonini e Cristina Crisafulli con la collaborazione del Centro di Catalogazione e di Produzione Multimediale e l’Archivio Fotografico della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Edita da Skira/Musei Civici Veneziani (136 pagine, 80 illustrazioni, 22 a colori), la pubblicazione propone una serie di interventi scientifici su tematiche storico-artistiche connesse ai Musei e alle collezioni veneziane, continuo oggetto di studio e indagine – punto fondamentale dei programmi del direttore della Fondazione Gabriella Belli e dei responsabili di sedi – e fonte inesauribile di nuove conoscenze.
Sono tre le sezioni del volume: Collezioni – sezione monografica dedicata alla raccolta di cere nei Musei Civici Veneziani che dà il titolo al volume 2012 – Studi e Contributi e la sezione Attività.
Il Bollettino si apre innanzitutto con uno scritto di Andrea Daninos sulle problematiche connesse allo sviluppo della ceroplastica a Venezia e il contributo di Camillo Tonini e Diana Cristante sulla formazione e sulle peculiarità della preziosa raccolta conservata presso i Musei Civici Veneziani (con schede di catalogo di diversi studiosi per ciascuna opera).
Sono invece i testi scientifici della seconda parte della pubblicazione a illustrare, nello specifico, la recentissima scoperta di un’importante opera di Vittore Carpaccio che si viene ad aggiungere alla Madonna con il Bambino ricondotta allo stesso autore nel 2011, dopo che il restauro – come illustra nell’attuale Bollettino Andrea Bellieni – aveva permesso di leggere la firma “Vethor Scharpaco”.
L’assegnazione ora, per opera di Giorgio Fossaluzza,, della Pietà n. 1088 dei depositi del Correr al corpus del grande artista veneziano, autore delle storie di Sant’Orsola, risulta di assoluto rilievo, aprendo prospettive inedite sulla fase giovanile di Carpaccio, così rara di esempi nonostante i recenti recuperi.
Collocabile sul finire degli anni Ottanta, la tavola con la Pietà di nuova attribuzione (cm 60,1×82,2) sarebbe infatti preceduta unicamente dalla citata Madonna con il Bambino rinvenuta nelle stesse raccolte di Teodoro Correr. Originalissima sarebbe poi la scelta del tema per il quale Carpaccio, pur ancora legato al magistero belliniano, sembra rifarsi a modelli devozionali di matrice nordica e soprattutto alle posture e gestualità di qualche gruppo plastico.
Interessante è poi la proposta di Ettore Merkel che ravvisa in una grande tavola lignea a fondo oro, fresca di un lungo e difficile restauro, l’ancòna che Francesco Amadi avrebbe commissionato a Gentile da Fabriano, citata nei documenti, ma ritenuta perduta, e per molti anni collocata probabilmente in un’edicola votiva nella calle ove era il Palazzo della famiglia mercantile.
La cauta pulitura delle ridipinture non originali e la prudente velatura delle ferite inferte dal tempo e dagli uomini hanno permesso di recuperare la struttura lignea cuspidata che definisce la tavola proprio come un’ancòna o tabernacolo votivo di carattere privato, nonché la particolare raffinatezza di  molti tratti meno danneggiati del dipinto. Se si trattasse davvero dell’ancòna per Francesco Amadi, “una delle pochissime opere d’arte eseguite a Venezia dall’artista” – scrive Merkel – essa potrebbe testimoniare “con la sua data precoce e il suo stile ancora tardo-giottesco, quale fu l’incipit del Gotico Internazionale per Venezia”. 
Seguono nel Bollettino altri quattro saggi che offrono ricchi spunti per l’approfondimento e la comprensione di opere conservate nelle diverse sedi dei Musei Civici di Venezia e collocabili tutte tra XVIII-XIX sec.: si tratta dei disegni di Antonio Gaspari relativi a tre ville venete, analizzati da Massimo Favilla e Ruggero Rugolo; di due ritratti di Bartolomeo Nazari studiati da Paolo Delorenzi; del libro il Forestiere Illuminato di cui Juergen Schulz scopre altre due edizioni prima non segnalate e di un curioso manoscritto, con una versione in inglese di due canzoni del poeta ottocentesco Pietro Buratti, illustrato da Giuliano Averna.
Apre la sezione delle Attività un contributo di Giorgio Fossaluzza che espone i risultati più recenti della ricerca sulla grande vetrata colorata della chiesa veneziana di san Giovanni e Paolo a trent’anni da una mostra-studio su questo soggetto tenuta al Museo Correr.
Si succedono altri interventi che rendono conto del lavoro effettuato sulle collezioni e fondi conservati presso i Musei Civici Veneziani e in particolare su una serie di manoscritti conservati al Museo di Storia Naturale, di Francesco Bernardi e Giacomo Masato; un gruppo di modelli ottocenteschi d’imbarcazione tradizionali lagunari, provenienti dallo squero veneziano di Antonio e Giuseppe Casal, studiati e ridisegnati in scala da Fabio Santin; lo stato dell’arte della catalogazione in corso della raccolta di disegni di architettura conservati al Museo Correr, di Roberta Meneghetti; l’interessante fondo del drammaturgo Varagnolo nella Biblioteca di Casa Goldoni, di Anna Bogo, e il prezioso carteggio di De Lisi-Usigli conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Ca’Pesaro, di Matteo Piccolo.
Conclude l’opera, come di consueto, l’elenco puntuale di tutta l’attività 2011 redatto a cura di Monica da Cortà Fumei e Claudia Calabresi.
Di seguito l’indice della pubblicazione e in allegato una selezione di immagini.
Il Bollettino 2012 è disponibile su richiesta da inviare a:
press@fmcvenezia.it o stampa@villaggioglobale.191.it

Indice:
COLLEZIONI
Andrea Daninos, La scultura in cera a Venezia. Note in margine a una mostra
Diana Cristante, Camillo Tonini, La cere nelle collezioni dei Musei Civici Veneziani
Isabella Collavizza, Diana Cristante, Marco Favetta, Marco Tosa, Rosssana Vitale d’Alberton, Catalogo
STUDI E CONTRIBUTI
Ettore Merkel, L’ancòna di Gentile da Fabriano per la dimora veneziana di Francesco Amadi a Santa Marina
Giorgio Fossaluzza, Ancora una primizia di Vittore Carpaccio nella raccolta Correr: la Pietà n. 1088*
Andrea Bellieni, Una Madonna col Bambino del giovane Carpaccio dai deposti del Museo Correr
Massimo Favilla, Ruggero Rugolo, Dalla Raccolta Gaspari del Museo Correr: le ville Contarini del Principe a Este, Grimani a Pontepossero e Giovanelli a Noventa Padovana
Paolo Delorenzi, Il professore e l’ereditiera. Gian Rinaldo Carli e Paolina Rubbi in due ritratti di Bartolomeo Nazari
Juergen Schulz, Albrizzi’s Forestiere illuminato: Corrections and Additions to the 2008 Catalogue of Editions, Imitations and Translations
Giuliano Averna, Una traduzione inglese per Pietro Buratti: “songs from the venetian of Pietro Buratti”
ATTIVITA’
Giorgio Fossaluzza, La Grande vetrata di San Zanipolo: acquisizioni e problemi aperti a trent’anni dalla mostra al Museo Correr
Francesco Bernardi, Giacomo Masato, La catalogazione dei fondi manoscritti della Biblioteca del Museo di Storia Naturale di Venezia
Fabio Santin, Dodici modelli di barche veneziane nelle collezioni del Museo Correr
Roberta Meneghetti, La catalogazione del fondo dei disegni di architettura del Museo Correr
Anna Bogo, “Morte ti spegne e Vita si rinnova”: la passione di un paladino di ogni arte respira ancora nella sua eredità. Domenico Varagnolo e il suo lascito alla Biblioteca di Casa Goldoni
Matteo Piccolo, Il carteggio de Lisi-Usigli a Ca’ Pesaro. Gli artisti
Monica da Cortà Fumei, Claudia Calabresi, Attività di conservazione e di valorizzazione 2011.