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ABBIATEGRASSO (Mi). Rinascimento ritrovato. Nell’età di Bramante e Leonardo tra i Navigli e il Ticino.

Abbiategrasso (MI), dal 18 febbraio al 20 maggio 2007

La mostra, allestita nella chiesa e nel chiostro dell’edificio commissionato a fine quattrocento dagli Sforza per i Francescani Minori Osservanti, si articola in quattro sezioni: artistica, storica, geografica e architettonica.
Nella sezione artistica, collocata all’interno della chiesa dell’Annunciata, il ciclo di affreschi con le Storie della Vergine del Moietta dialogherà con opere dello stesso artista e dei pittori contemporanei o di poco precedenti, tra cui capolavori (affreschi, dipinti su tavola, disegni) dei pittori leonardeschi Bernardino Butinone, Bernardino Zenale, Marco d’Oggiono, Bernardino Luini, Bramantino. Una selezione di opere che per la prima volta illustra la cultura artistica del territorio nella seconda metà del XV secolo.
Per l’occasione, sarà inoltre esposta una pala giovanile del Cerano di recente attribuzione, un tempo presente nella chiesa.
La sezione storica metterà in relazione l’ Annunciata con la complessa realtà abbiatense, con la politica ducale e con la personale religiosità del duca Galeazzo Maria e della moglie Bona di Savoia.
La fondazione, alla fine degli anni Sessanta del XV secolo, del Convento dei Minori Osservanti e di quello di S. Chiara portarono difatti a compimento una lunga fase evolutiva che si era aperta più di un secolo prima, quando i Visconti avevano scelto il castello di Abbiategrasso quale dimora tra le più amata e frequentate.
Campi a marcita, risaie, una fitta rete di canali e numerose cascine: sono tutti elementi che ancora oggi, come secoli fa, caratterizzano il paesaggio della Bassa milanese; elementi presentati in mostra nella sezione geografica, con il supporto di immagini, carte e documenti d’archivio.
La sezione architettonica propone un percorso di immagini che ricostruisce l’evoluzione nei secoli, della chiesa e del convento, confrontandone la singolare tipologia architettonica con altri esempi analoghi. Una parte della sezione è dedicata agli affreschi riscoperti durante il restauro.
Viene inoltre presentato un percorso fotografico tra passato e presente, con testimonianze della condizione del complesso conventuale prima e dopo i restauri. L’evento vuole essere anche l’occasione per riscoprire infine la ricchezza e la vivacità di un territorio, quello di Abbiategrasso, dove l’arte delle ville e dei castelli lungo il Naviglio, la natura del Parco del Ticino, la tradizione gastronomica, la navigazione rappresentano opportunità per trascorrere il tempo libero e per arricchire la conoscenza di cultura, tradizioni e storia.
Un apposito spazio sarà dedicato alle attività didattiche di laboratorio e di animazione per bambini e ragazzi in visita alla mostra con le scuole e le famiglie.
La mostra, organizzata dal Comune di Abbiategrasso con Civita e con la Fondazione per la Promozione dell’Abbiatense, è promossa dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dal Comune di Abbiategrasso, dall’Università degli Studi di Milano, dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico di Milano e dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di Milano con il contributo di Fondazione Cariplo.
L’evento è organizzato anche grazie al sostegno di Aemme Linea Energie, Amaga, Arteria, Arti Grafiche Alpine, Assicurazioni Generali, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, MTM, Navigli Lombardi, Scocco&Gabrielli e con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Milano, del Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, del Consorzio dei Comuni dei Navigli, della Fondazione Abbatie Sancte Marie de Morimundo, della Pro loco Abbiategrasso e del Teatro Pane e Mate.

Info:
Convento dell’Annunciata – Via Pontida
Orari: dal 18 febbraio al 31 marzo dalle ore 9.30 alle 18.30; dal 1° aprile al 20 maggio dalle ore 9.30 alle 19.30 dal martedì alla domenica. Lunedì chiuso
Biglietti: intero € 6,00; ridotto € 5,00

Telefono: 02 43353522 
 

Link: http://www.rinascimentoritrovato.it

Email: servizi@civita.it

Fonte:CivitaInforma

ORVIETO. Un Museo in mostra. Le stanze delle meraviglie.

Le stanze delle meraviglie da Simone Martini a Francesco Mochi. Verso il nuovo Museo dell’Opera del duomo di Orvieto.
 
Orvieto, dal 13 aprile 2006 al 21 giugno 2007.

Con l’esposizione ‘Un Museo in mostra. Le stanze delle meraviglie’, in programma a partire dal prossimo 13 aprile 2006, l’Opera del Duomo di Orvieto compie un primo significativo passo verso la definitiva riapertura di uno dei principali musei d’arte dell’Umbria, chiuso da oltre vent’anni.
Articolata in due sedi, i Palazzi Papali -straordinario complesso architettonico medievale affiancato alla cattedrale- e la chiesa di Sant’Agostino inserita nel nucleo medievale della città, questa iniziativa in primo luogo restituisce alla fruizione una serie di opere di grandissimo valore storico-artistico che rispecchiano la vastità e la varietà del patrimonio raccolto e conservato dall’antica Fabbriceria; quindi riafferma il legame originario profondo con la città e con il territorio di questa istituzione e di questo museo che nacque nel 1882 con una forte connotazione civica e municipale.
Nelle quattro sale dei palazzi sarà esposta in progressione cronologica una selezione critica di sculture, dipinti e splendidi manufatti delle varie arti decorative, dal Duecento alla prima metà del Seicento, molti dei quali recuperati grazie a specifici interventi di restauro. Sono, in particolare, la Madonna in trono con Bambino attribuita al pittore fiorentino Coppo di Marcovaldo (1270ca), due opere di Simone Martini, il Polittico di San Domenico (1321ca) ed il pannello centrale del Polittico di San Francesco (1320 ca), le piccole statue acefale dei due Angeli turiferari di Arnolfo di Cambio (1282 ca), insieme ad alcuni capolavori della scultura trecentesca, dell’oreficeria e dell’ebanisteria senese della stessa epoca, come il Reliquiario di San Savino e gli elementi originali del coro ligneo della cattedrale.
Tra le opere rinascimentali, saranno presentati, oltre ad interessanti brani di dipinti murari quattrocenteschi, la tavola con la Maddalena eseguita dal Signorelli nel 1504 e alcuni paramenti sacri di eccezionale pregio e stato di conservazione, i cui ricami provengono da cartoni di Bartolomeo di Giovanni, Raffaellino del Garbo e Sandro Botticelli. Infine, saranno riproposti, per la prima volta dopo il restauro, i dipinti cinquecenteschi -13 grandi tele ed una tavola dovuti ai grandi protagonisti dell’arte della Controriforma come Nicolò Circignani, Girolamo Muziano e Cesare Nebbia- provenienti dagli altari laterali del Duomo smantellati alla fine dell’Ottocento, e mai ricomposti unitariamente prima d’ora. La chiesa di Sant’Agostino, accoglierà, invece, in tutta l’eccezionalità dell’evento, il gruppo scultoreo dell’Annunciazione di Francesco Mochi (1603-1608) ed il complesso delle 12 monumentali statue degli Apostoli realizzate tra la fine del XVI e l’inizio del XVIII secolo da Raffaello da Montelupo, Francesco Mosca, Ippolito Scalza, Giambologna, Giovanni Caccini, Francesco Mochi, Ippolito Buzi, Bernardino Cametti. Le statue, originariamente collocate nella tribuna e nella navata centrale della cattedrale ed epurate anch’esse dal rigorismo purista ottocentesco, verranno esibite in questa sede provvisoria proprio nell’intento di promuoverne la riscoperta e nuovo interesse di studio.
La mostra potrà infatti costituire un importante momento dialettico e di riflessione e consentirà di valutare concretamente molti aspetti del progetto per il nuovo Museo dell’Opera nella prospettiva della sua realizzazione e del suo ruolo all’interno del sistema culturale di riferimento.

Info:
Palazzi Papali e chiesa di Sant’Agostino
Biglietti: intero € 5,00; ridotto € 4,00
Convenzioni: Ridotto € 4,00 (possessori Card Gruppo Telecom/Civita, Enel /Civita, ACI ‘Show your card’, Almaviva Art Card, tessera di riconoscimento ‘Polizia di Stato’, Card Art’è Amica, Sostenitori FAI, Soci CTS, Soci Carta Giovani, possessori coupon Alpitour,soci Qui Touring, possessori carta Soci Unicoop Tirreno, utenti portale ‘civita.it’)

 
 

Fonte:CivitaInforma

FORLI’. Silvestro Lega i Macchiaoli e il Quattrocento.

Forlì, fino al 24 giugno 2007
Dopo il grande successo della mostra dedicata a Marco Palmezzano, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e il Comune hanno deciso di realizzare, nel restaurato complesso di San Domenico, un ambizioso programma di eventi espositivi di rilievo nazionale.
Il primo appuntamento è dedicato ad una grande retrospettiva su Silvestro Lega.
Il pittore, nato a Modigliana nel cuore della cosiddetta “Romagna Toscana”, è stato, insieme a Giovanni Fattori e Telemaco Signorini, l’indiscutibile protagonista di quella fondamentale esperienza della pittura italiana dell’Ottocento che ha riunito, sotto l’etichetta di “Macchiaioli”, artisti di varia provenienza che trovarono a Firenze e nella campagna toscana l’ambiente più adatto per sperimentare un modo rivoluzionario di rappresentazione della realtà.
La mostra propone, accanto ai più celebrati dipinti dell’artista, un’attentissima selezione di opere meno note o inedite, qui riunite grazie all’organico lavoro di preparazione coordinato dal presidente del Comitato scientifico Antonio Paolucci e dai curatori Fernando Mazzocca e Giuliano Matteucci, affiancati da Carlo Sisi, Maria Vittoria Marini Clarelli e Luisa Arrigoni.
In relazione con quelle di Silvestro Lega, saranno esposte importanti opere di Fattori, Signorini, Ciseri, Banti, Borrani, Abbati, Cecioni, Cabianca, Induno e Zandomeneghi. Del tutto originale il taglio che il Comitato Scientifico ha voluto dare all’esposizione, proponendo un raffronto tra Lega, i Macchiaioli e la pittura del Quattrocento fiorentino; i confronti riguardano in particolare Beato Angelico, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Filippo Lippi, Paolo Uccello e Piero della Francesca.
La scelta è stata quella di privilegiare un percorso espositivo di assoluta qualità e di vasta portata: le selezionatissime opere di Lega offriranno non solo il meglio dell’artista ma anche la possibilità, per il pubblico, di osservare con agio i capolavori esposti, entrando così nei luoghi, nei colori, nelle passioni dell’artista.
Nello stesso periodo di apertura della mostra forlivese, Modigliana ospita una speciale sezione ad essa collegata presso la Chiesa di San Rocco, la Pinacoteca Civica e il Convento dei Cappuccini.

Info:
Musei di San Domenico, Piazza G. da Montefeltro, 2
Orari: Dal martedì a venerdì dalle ore 9.30 alle 19.00. Dal sabato alla domenica, nei giorni festivi e il 9-23-24 e 30 aprile dalle ore 9.30 alle 20.00.Il giorno di chiusura è lunedì.
Biglietti: intero € 9,00; ridotto € 6,00
Convenzioni: Ridotto € 6,00 (possessori Card Gruppo Telecom/Civita, Enel /Civita, Amici di Civita, ACI ‘Show your card’, Almaviva Art Card, coupon Alpitour, tessera di riconoscimento ‘Polizia di Stato’, Card Art’è Amica, soci COOP con accompagnatore, Sostenitori FAI, Soci CTS, soci Qui Touring, abbonati speciali Gambero Rosso, abbonati Santa Cecilia, dipendenti Presidenza del Consiglio dei Ministri, possessori tessera Dante Alighieri, utenti registrati al sito di Civita).

Telefono: 199.199.111 gruppi e scuole 0243353522


 
 

Link: http://www.mostrasilvestrolega.it

Fonte:CivitaInforma

Emanuele RUBINI: Egemonia” in Hegemonya.”

Sarà presentata il  14 Febbraio  2007, alle ore 19.30  presso l’Hegemonya Cafè a Bitonto (Viale Giovanni XXIII) la nuova opera in pietra di S. Giovanni Rotondo dello scultore pugliese  Emanuele Rubini. L’evento è curato dalla J&M Tourism con il patrocinio del Comune di Bitonto.
Emanuele Rubini (nato a Bitonto nel  1967) è uno dei più importanti artisti contemporanei. Ha recentemente rappresentato l’Italia alla 10° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2006) e ha ricevuto  notevoli e prestigiosi riconoscimenti tra i quali il premio Nobel dell’Arte (Montecarlo, 2005) e il premio del Senato della Repubblica (Porto Sant’Elpidio, 2004). Inoltre il 24 Febbraio prossimo, riceverà il Trofeo D’Onore alla IV Biennale d’Arte Internazionale “Ermitage Du Riou” 2007 a Cannes.
La sua carriera artistica si è sviluppata dagli inizi degli anni novanta nel segno della passionalità con particolare interesse ai temi della vita e della spiritualità del corpo umano, espresse in un’intensa sublimazione della sensualità. Le sue opere si possono ammirare presso lo Sheraton Nicolaus Hotel (Bari), la sede centrale dell’ASI (Torino) e altre prestigiose locations. 
L’ultimo evento, in ordine di tempo, è stata la presentazione ed esposizione dell’opera monumentale “Passione” dal peso di 15 quintali, in pietra di Trani, presso il Fortino Sant’Antonio di Bari.
In particolare “Egemonia” è unica nel suo genere, trattandosi di una scultura in pietra di S. Giovanni Rotondo dal peso di 12 Kg. sospesa da un solo filo di acciaio, estrapolata da un masso di 3 quintali.
L’ opera è visibile sul sito www.emanuelerubini.com
Alla manifestazione è prevista la presenza di autorità politiche  e culturali.
Interverranno:
  – Nicola Pice (Sindaco di Bitonto)
  – Lello Spinelli (critico d’Arte, direttore rivista Pensiero ed Arte)
  – Vinicio Coppola (giornalista Gazzetta del Mezzogiorno)
 Moderatore: Nicola Lavacca (giornalista).

Inoltre, è in programma la proiezione del video “Egemonia” (contenente le fasi di  lavorazione della scultura).

FAENZA (Ra). People and Potteries – un patrimonio culturale in Europa.

Gli spazi espositivi del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza si aprono per ospitare, dal 9 marzo al 29 aprile 2007, l’originale mostra multimediale del progetto europeo “People and Potteries – un patrimonio culturale in Europa”.
Si tratta di una esposizione didattica che ha lo scopo di far conoscere al pubblico alcune peculiarità artistiche dei diversi paesi partecipanti al progetto “People and Potteries” e mostrare quale tipo di società si è formata attorno al mondo della produzione ceramica tradizionale in quei territori.
L’attenzione non è sugli oggetti, ma piuttosto sulle persone, i metodi, le macchine, l’arte; come, quando e in quali circostanze gli oggetti ceramici vengono creati, quale simbiosi esiste fra storia, tradizione e mondo moderno. Per mantenere vive le tradizioni e preservarle per i posteri, operando in un modo innovativo.

Al MIC sono esposte una cinquantina di opere, tutte rappresentanti lo sviluppo della tecnica ceramica nelle diverse aree coinvolte dal progetto: Hohenberg in Germania, Limoges in Francia, Stoke-on-Trent in Gran Bretagna, Herend in Ungheria, oltre ovviamente a Faenza per l’Italia.
Al fianco di preziosi manufatti artistici ceramici si potranno ammirare anche uno stampo del cinquecento per la produzione di coppe o crespine, alcuni materiali da lavoro, un piccolo forno. Una parte è dedicata a Carlo Zauli, considerato tra i più importanti scultori ceramisti del Novecento, con opere e fotografie della sua celebre bottega-laboratorio nel centro storico di Faenza, divenuta ora un museo permanente.
Il percorso espositivo è costruito da pannelli didattici e fotografie. Grazie ad una decina di totem multimediali sarà possibile visionare materiale storico relativo ad ogni città del progetto. In uno di questi totem ci sono le video-interviste fatte al alcuni noti personaggi faentini del mondo della ceramica.
“People and Potteries” (letteralmente “Persone e Ceramica”) è il proseguimento del progetto “Ceramica – Cultura – Innovazione”,  sancito dal Programma Europeo dell’Unione Europea Cultura 2000.
Nasce dalla collaborazione tra sei istituzioni culturali (cinque musei e un istituto tecnologico) ed è focalizzato alla promozione, alla cooperazione culturale e alla reciproca conoscenza.
Oltre al MIC, hanno collaborato al progetto: Deutsches Porzellanmuseum di Hohenberg, (Germania), Musée National de Porcelain Adrien Dubouché di Limoges (Francia), The Potteries Museum and art Gallery di Stoke-on-Trent (Gran Bretagna), Museo della Porcellana di Herend (Ungheria) e Hothouse Centre for Design di Stoke-on-Trent (Gran Bretagna).

Ognuna delle sei Istituzioni partner è stata responsabile di un sotto-progetto.
Il MIC si è occupato di 2 di essi:
– “La storia narrativa” (in collaborazione con la Galleria d’Arte di Stoke-on-Trent): focalizzato alla registrazione dei processi lavorativi, degli ambienti, dei documenti storici e degli “stravolgimenti” riguardanti le condizioni di lavoro. È stato così creato un archivio digitale al fine di preservare questo patrimonio e rappresentarlo virtualmente.
– Il “Database bibliografico”: attraverso uno strumento informatico già consolidato nel precedente progetto si è proseguiti con l’arricchimento di testi in un data-base, consultabile dai partner, contenente testi dedicati alle tematiche del programma “People and Potteries”.

Info:
Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – Via Baccarini, 19 – Faenza
dal 9 marzo al 29 aprile 2007
Orari mostra: fino al 31 marzo 2007: dal martedì al giovedì: 9.30 – 13.30; dal venerdì alla domenica e festivi: 9.30 – 17.30;
dal 1 aprile 2007: dal martedì alla domenica e festivi 9.30 – 19.00
lunedì: chiuso
Ingresso: intero € 6,00; ridotto: € 3,00; ridotto scolaresche: € 2,50.