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VERONA. ArtVerona.

“ArtVerona ha scelto di essere all’inizio di ogni stagione «la fiera delle gallerie italiane», per fare il punto sul valore del mercato nazionale con i migliori operatori italiani, di modo che incontrandosi ogni anno quando si apre il mercato possano misurare il proprio valore ormai assai importante”.
È molto deciso, il direttore Massimo Simonetti, nell’individuare la peculiarità della fiera scaligera, che giunge ora alla sua terza edizione.
Ma che quest’anno per la prima volta si trova a sperimentare la concomitanza di date con la parigina Fiac e le sue molte fiere satellite, certamente negativa quanto a capacità di attrazione per gallerie di fascia alta e medio-alta, e anche per l’attenzione di collezionisti e media.
Fra le novità del 2007 c’è un nuovo comitato consultivo, ora composto dalla critica Beatrice Buscaroli, dalla giornalista del Corriere della Sera Magazine Francesca Pini, dai collezionisti Manuela Magliano Pellegrini e Giorgio Fasol. ArtVerona ha optato per autolimitare il numero degli espositori a centosettanta in chiave di selezione qualitativa, divisi fra moderno e contemporaneo.
Ricco come sempre il panorama delle iniziative collaterali, dal Premio Aletti, promosso dall’omonima banca per un artista al di sotto dei 35 anni, a Icona 2007, con una commissione che seleziona dalle gallerie partecipanti un’opera che esprima valori e tendenze dell’arte contemporanea, poi utilizzata nell’immagine della fiera.
Fino alla mostra Le stanze della fotografia, curata da Fabio Castelli, e all’ormai classica incursione nell’Outsider Art, dal titolo Bestiario, dall’atelier dell’errore, con le opere create nell’atelier diretto da Luca Santiago Mora a Reggio Emilia.

Info:
Dal 18 al 22 ottobre 2007
Quartiere fieristico – padiglioni 6 e 7
Ingresso porta Cangrande – Verona
Orari: dalle 10.30 alle 20.00 / giovedì 18 dalle 15.30 / lunedì 22 fino alle 15.00 – tel. 0458039204

Link: http://www.artverona.it

Email: staff@artverona.it

Fonte:Exibart on line

MILANO. Convegno internazionale dal titolo Il ruolo dei codici di condotta nella protezione del patrimonio culturale e il mercato dell’arte.

Si tratta di un’occasione unica di confronto tra esponenti di primo piano delle varie categorie di “professionisti della cultura”, non solo giuristi ma anche economisti, direttori di musei, archivisti, archeologi, esponenti di organizzazioni internazionali, galleristi, antiquari, esponenti della pubblica amministrazione, delle case d’asta, degli istituti di credito che, a vario titolo, si misurano con i problemi della tutela del patrimonio culturale e del mercato dell’arte.
È organizzato dall’Università di Milano il primo convegno internazionale su ‘Il ruolo dei codici di condotta nella protezione del patrimonio culturale e il mercato dell’arte‘, in collaborazione con musei ed istituzioni francesi, tedesche, spagnole, svizzere, africane.

Al centro dell’attenzione strumenti quali i codici di condotta e le regole deontologiche, ormai frequentemente predisposte da organizzazioni internazionali, istituzioni, enti pubblici e privati, federazioni internazionali e nazionali, per offrire un quadro completo degli interessi in gioco e degli strumenti di cui loro si fanno portatori.
Fra i qualificati relatori, nei due giorni di incontri previsti, Katie Getchell (Deputy Director, Boston Museum of Fine Arts), Clarice Pecori-Giraldi (Direttore Generale, Christie’s Italia), Abdoulaye Camara (Directeur Musée d’Art Africain, Dakar), il soprintendente fiorentino Antonio Paolucci, il comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Giovanni Nistri, Domenico Piva, presidente Federazione Italiana Mercanti d’Arte.

Info:
Programma dettagliato: www.art-codes-of-ethics.info
Giovedì 18 e venerdì 19 ottobre 2007
Sala Napoleonica, Palazzo Greppi – Via Sant’Antonio 10 – Milano
Tel: 0250321093

Email: mario.molignoni@unimi.it

Fonte:Exibart on line

Daniela MARTEIN Amilcare ACERBI MUSEI NON-MUSEI TERRITORIO – Modelli per una pedagogia urbana e rurale.

Bambini e ragazzi non imparano più soltanto nei contesti scolastici e familiari, ma dall’universo della comunicazione informale, destinatari di crescenti offerte culturali e di intrattenimento. E’ necessario disporre di strumenti adeguati alle nuove forme di apprendimento. Chi può delineare strategie per una buona educazione informale? Come superare interventi episodici e renderli risorsa stabile? La soluzione sta nella creazione di musei per bambini ?
In questo saggio si rileggono alcune esperienze italiane di animazione culturale e attività museali per ragazzi in cui, forse a sorpresa, risaltano esperienze e progetti del Sud d’Italia, con caratteristiche fortemente innovative. Sullo sfondo di un confronto a distanza con i Children’s Museums americani e del  dibattito tra esperti sul rapporto museo-scuola.
La pubblicazione, portando l’attenzione anche sulla innovativa esperienza della città di Torino, traccia le coordinate di veri e propri Centri per e sulla cultura per l’infanzia e l’adolescenza, finalizzati all’approccio con le arti, la comunicazione, l’agricoltura, la natura, il gioco, le identità.
La pubblicazione offre una modellistica utile a ogni città, grande o piccola, che punti a elaborare un progetto pedagogico, urbano o territoriale, coerente con gli assunti della Carta della Città educativa di Barcellona e con le teorizzazioni sulla Città dei bambini e delle bambine.

INDICE
Parte prima: fra musei e territorio
Cap. 1 – Bambini e genitori    
I  – Nuovi valori e nuovi stili di vita   
II – Parole chiave per un agire pedagogico   
Cap. 2 –  Dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia alla Città educativa      
I – Rileggendo la Convenzione: aspetti rivoluzionari e ricadute innovative in Italia    
II – Città educativa: molto più di una formula   
Cap. 3 – Nuovi musei o musei nuovi ?   
I – Strumenti nuovi per nuovi valori   
II – Musei e giovani, un rapporto da perfezionare  
III – Interattività e concretezza
IV – Una proposta metodologica    
Cap. 4 – Alla ricerca di un modello italiano  
I – Percorsi interattivi al museo
. Museo Diocesano di Milano     
. Il Vittoriale degli italiani, Gardone   
. Fondazione Sartirana Arte     
. Santa Giuletta, paese delle bambole   
II – Musei dei bambini, modelli emblematici   
.  L’ officina dei piccoli di Città della scienza, a Napoli – Chiara Riccio  
.  Explora, a Roma – Daniela Vaturi    
III – I bambini e l’arte infantile    
. Pinacoteche – arte – ragazzi                         
. Pinacoteche in rete a Torino  
. La Pinacoteca internazionale dell’età evolutiva “A. Cibaldi” a Rezzato, Brescia – Rosa Persini   
. Pennelli, anche elettronici: evoluzione della Pinacoteca Cibaldi – Elena Pasetti                                                         

Parte seconda: i non musei, ovvero i centri di cultura per l’infanzia e l’adolescenza
Cap. 5 – Modelli per una pedagogia urbana e rurale    
1 – Identità e territorio          
2 – Grandi esposizioni
. Amicolibro, Belgioioso, Pavia    
. Spazio ragazzi e giovani, Fiera Internazionale del Libro, Torino – Maria Giulia Brizio    
. Per la Fiera internazionale del libro, Dipartimento educazione, Rivoli – Anna Pironti  
. La Triennale di architettura per i ragazzi, Milano  

3 – Tecnologia
. Agricoltura e bambini     
. La City farm di Pavia                            
. Cascina Campagnetta, fattoria didattica, Cremona  
. Falchera, perché una fattoria a Torino   
. La Giocherai di Sesto S. Giovanni – Margherita Salvatori 
. Osservatorio Bambini & Media, Napoli – Raffaele Picardi      
. Mediateca della musica, progetto a Cremona                                                                                     
4 – Parchi letterari per ragazzi    
. Il parco della fantasia Gianni Rodari a Omegna  
. Pinocchio, da Collodi al mondo, Pescia – Pier Francesco Bernacchi    
. Fantasilandia, la città dei ragazzi di Siano     
5 – Patrimonio, beni ambientali, turismo    
. Master Plan del Parco della Certosa di Pavia  
. Villa Cairoli, Gropello     
. Beni mobili e immobili, questo è il tesoro….a Pavia  
Cap. 6 – Un programma metropolitano: i Centri di Torino
I – Perché “centri di cultura per bambini e adolescenti” ?   
II – Il cammino torinese – Umberto Magnoni   
III –Lettera a un viaggiatore – Daniela Viroglio 
IV – Arte ed Espressività: un Centro per la creatività – Egle Bolognesi      
V – Comunicazione e Media: tra reale e virtuale – Egle Bolognesi      
VI – Storia ed economia: Torino da scoprire – Umberto Magnoni       
VII –  I centri dedicati all’educazione all’ambiente  
VIII – Il gioco
. Un progetto gioco metropolitano    
. Attualità e successo dei centri di cultura del gioco – Maria Carla Rizzolo     
IX – La creatività: il Co-costruttore … nei laboratori dell’infanzia – Valeria Anfossi       
Cap. 7 – La riscossa del “nostro” Sud   
I – Napoli 99: la scuola adotta un monumento   
II – La  Città dei ragazzi di Cosenza – Maria Rosaria Mossuto e Beniamino Gaudio  
. Aree tematiche e spazi; giocare e sperimentare – Edoardo Malagigi       
III – Exposcuola e W i bambini, a Salerno – Andrea Iovino e Maurizio Parascandolo   
IV – Tendenze nel campo dei new media, Napoli – Giustina D’Oriano e Raffaele Picardi    
V – Siano, città dei ragazzi – Rocco Di Benedetto                

Appendice
I – Infanzia e diritti
. Convenzione sui diritti dell’infanzia, ONU  
. I sindaci difensori dei bambini, Unicef   
II – Esperienze d’Europa
. Associazione europea dei musei per bambini   
. Parigi, modelli di successo.       
III – Esperienze italiane
. Il Museo dei ragazzi in Palazzo Vecchio, Firenze  
. Progetto Gioco/esploro nei musei della Valcuvia   
. Il FAI e l’educazione alla bellezza – Vittoria Cirillo Dal Verme    
. Amici dei Boschi, Pavia – Paola Lecardi   
. Arte contemporanea: Dipartimento educazione, Rivoli – Anna Pironti         

Scheda autori:
> Daniela Martein, ha diretto i servizi per l’infanzia di Pavia dal 1974 al 1992.
> Amilcare Acerbi ha coordinato tra il 1975 e il 2002 servizi educativi a Cremona, Torino e Pavia, dove ha progettato e diretto il Centro di documentazione e sperimentazione e la prima city farm italiana.

Dopo una lunga esperienza con il Comitato Italiano per il Gioco Infantile, nel 1995 insieme hanno avviato uno Studio di consulenza e progettazione pedagogica, realizzando guide interattive per ragazzi, scuole e famiglie, mostre e spazi interattivi sull’intercultura, la sicurezza, la letteratura per l’infanzia. Collaborano con Studi tecnici per la progettazione di edifici educativi e parchi: tra le ultime realizzazioni il Parco della fantasia, ispirato alla “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari, a Omegna e la Città dei ragazzi di Siano, dedicata a Gian Battista Basile e alle favole mediterranee. Ultimi impegni di rilievo l’avvio del recupero dell’antico Parco Visconteo tra Pavia e la sua Certosa e la collaborazione con la Biennale delle arti e delle scienze del Mediterraneo per la creazione del Parco scolastico del Mezzogiorno.
Autori inoltre di sei libri-guida, interattivi, rivolti a scuole e famiglie:  per la Fondazioni del Parco “Il Vittoriale degli Italiani” di Gardone Riviera e per il Museo Diocesano di Milano.
E di libri per ragazzi e insegnanti commissionati dalla Provincia di Pavia, Beni mobili o immobili, questo è il tesoro (sui beni culturali); Orizzonte perduto (sull’archeologia industriale e agraria); Architetture del tempo libero (Luoghi del divertimento in provincia di Pavia nei primi anni del ‘900).

Info:
Franco Angeli editore – €. 23,00
Acerbi  &  Martein   – Studio di consulenza e progettazione pedagogica    –   Pavia                   
Via XX Settembre, 29 – 27100   Pavia  – tel-fax  0382 304 305  –  cell 335 68 69 339  – p. iva 01718800186

Link: http://www.acerbiemartein.it

Email: acerbiad@libero.it

RAVENNA. Luca Longhi. Una bottega del Cinquecento. Nel V centenario dalla nascita. 1507 – 2007.

Museo d’Arte della città di Ravenna, via di Roma, 13 – Ravenna
Dal 14 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008.

Nel 1507 nasce a Ravenna Luca Longhi (Ravenna, 1507-1580), interprete di punta, insieme a Innocenzo da Imola, Biagio Pupini, Bartolomeo Ramenghi, Girolamo Marchesi da Cotignola, di quella stagione artistica meglio conosciuta come il Classicismo di Romagna.
Nella ricorrenza del V centenario dalla nascita, il Museo d’Arte della Città, promuove una mostra per ricordare il profilo di un pittore che segnò, grazie anche alla sua operosa bottega, la storia del gusto nel territorio per quasi un secolo. Attraverso una selezione di opere, la mostra intende intrecciare il racconto del suo percorso grazie all’accostamento di dipinti altrimenti non visibili.

L’impianto neoquattrocentesco delle prime opere mostra il debito verso la cultura dell’epoca influenzata da Marco Palmezzano, Nicolò Rondinelli e Francesco Zaganelli da Cotignola.
Le esitazioni degli esordi, mitigate da una gentilezza cromatica e sentimentale, si sciolgono nelle opere della maturità in cui l’aspirazione ad una misura composta trova il suo naturale sbocco nel clima di raffaellismo dilagante.
La compiutezza classica di Raffaello, al cui magistero si accosta direttamente con un’esercitazione sulla Santa Cecilia, trova in Longhi un’adesione personale.
La maniera incalza e Vasari ne è il più convinto assertore. Quando i due si incontrano, nei primi mesi del 1548, qualcosa cambia nonostante per Longhi il linguaggio estenuato e ingioiellato di Vasari dovesse risultare poco convincente: nella ritrattistica Luca Longhi sapeva trovare accenti di ponderata penetrazione psicologica e nella pala d’altare non rinuncerà mai al governo trinitario delle sacre conversazioni.
La composizione si complica e passata la metà del secolo registra aggiornamenti verso la Maniera talora anche con vere e proprie citazioni.
Nel settimo decennio fortuna e consenso lo accreditano presso la curia ravennate tanto che l’aumento delle commesse impone un’organizzazione più complessa della bottega: sono i tempi dell’apprendistato dei figli Francesco (Ravenna, 1544-1618) e Barbara (Ravenna, 1552-1638).

Quando gli effetti della Controriforma avranno penetrazione capillare su come redigere le immagini sacre (1582), i due saranno già in linea, con una sensibilità austera e vocazionalmente normativa.
Le forme si fanno più tornite e i visi acquistano volumetrie traslucide e quasi metalliche.  In Francesco si accentua la tendenza verso la retorica del gesto.
Nell’organizzazione della bottega, Barbara assicura la produzione dei capoletto, per lo più derivati dagli adattamenti paterni di modelli correggeschi e parmigianineschi.
E se manca il fare in grande della coetanea Lavinia Fontana, non doveva sfuggire una certa curiosità verso la pittrice bolognese, avvertita come paradigma per il consenso che sapeva suscitare.
Tuttavia in Barbara prevale una sensibilità delicata e cólta verso i temi delle sacre conversazioni o delle vergini protomartiri che le valse la meraviglia dello stesso Vasari.

In occasione della mostra esce una pubblicazione pensata come traccia per la lettura dell’opera di Luca Longhi e della sua bottega, e corredata di itinerari che partono da Ravenna, con un percorso cittadino tra le chiese e i musei del centro storico fino a Sant’Alberto, e proseguono in Romagna, nelle direzioni di Cervia, Rimini, Santarcangelo, Cesena, Bertinoro, Forlimpopoli, Forlì, Terra del Sole, Castrocaro, Faenza e Argenta.

In larga parte sono pale a tutt’oggi situate agli altari per i quali sono state commissionate. Altari spesso in penombra, custodi di una Biblia Pauperum ricca di modelli figurativi e varianti che hanno formato il sedimento dell’immaginario di questo territorio.

La mostra, curata da Nadia Ceroni, Alberta Fabbri e Claudio Spadoni, gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna.
Con il contributo di Romagna Acque e BCC Credito Cooperativo ravennate e imolese.

Info:
Orari mostra: martedì, giovedì, venerdì e sabato: 9.00 – 13.30, 15.00 – 18.00;  mercoledì: 9.00 – 13.30; domenica: 10.00 – 17.00; chiuso lunedì, 1° novembre, Natale e Capodanno.
Ingresso: Pinacoteca + mostra intero 3 euro, ridotto 2 euro
Mar – Ufficio relazioni esterne e promozione – Nada Mamish – Francesca Boschetti
tel +39 0544 – 482017 – 482775 – fax +39 0544 212092.

Link: http://www.museocitta.ra.it

Email: ufficio.stampa@museocitta.ra.it

TORINO. Attraversamenti Al centro e attorno l’arte.

Artisti: Andrea Aquilanti, Manuela Cirino, Gino Sabatini Odoardi;
Ospiti: Laura Curino, Roberto Leone Pericci, Gabriele Vacis, Fabio Barovero, Alberto salza, Antonio Riccardi, Gian Luca Favetto.

Inaugurazione 23 Ottobre 2007 ore 18:00: dal 24 Ottobre 2007 al 21 Dicembre 2007, dal martedì al venerdì, dalle 15.30 alle 19.30 o su appuntamento.

Manuela Cirino, Andrea Aquilanti e Gino Sabatini Odoardi hanno lavorato a installazioni negli ambienti della galleria con l’obbiettivo di creare deivitali paesaggi interattivi e attraversabili. Sette personaggi presentano letture personali dell’arte, piccoli viaggi di mezz’ora per racconti in stile libero, conducendo il pubblico dal porto di partenza a quello di arrivo, attraversando rotte imprevedibili.
La mostra Attraversamenti vuole essere un luogo di passaggio, dove l’arte fa da invito a incontri trasversali e contaminazioni.
Tre artisti e sette ospiti per tre serate, una al mese, nei tre mesi di allestimento.
Manuela Cirino, Andrea Aquilanti e Gino Sabatini Odoardi hanno lavorato ad installazioni site specific con l’obbiettivo di creare dei ponti interattivi tra le loro opere e gli ospiti che interverranno negli spazi della galleria.
Manuela Cirino gioca a mescolare disegno, fotografia, video, scultura e parola. Le sculture di “Infinito” attraversano l’idea stessa di scultura, dalla materia grezza del “fare” alla perfezione dello smalto policromo. L’artista ha poi attraversato gli altri protagonisti del progetto, chiedendo loro una frase personale e da quelle parole ha realizzato i loro ritratti in “Nero su bianco”.
Per Andrea Aquilanti l’attraversamento parte dallo spazio per includere il tempo. La realtà è il punto iniziale, fotografato, stampato su lastre in plexiglas o su carta. Velature parallele a cui il segno pittorico dona profondità. Lo spazio della galleria viene sfondato da un ambiente illusorio montato” con diverse immagini di interni torinesi, che si materializza su grandi fogli.
Sopra appaiono figure proiettate, in linea diretta con lo spettatore, che entra nel lavoro e attraversa. Un “Film: Interni di Torino”.
Gino Sabatini Odoardi racchiude gli oggetti preservandone la memoria. Li toglie dalla caducità individuale per trasformarli in astratte icone simboliche. Termoformature in resine per monocromi scultorei. In “Senza titolo con ciotola” la sagoma di una chiesa diventa immagine di tutte le ideologie, religioni, tendenze in cui l’uomo si rifugia per esistere. Un invito ad uscirne attraversando.
Laura Curino (attrice e autrice teatrale), Gabriele Vacis (regista), Fabio Barovero (musicista e compositore), Alberto Salza (antropologo), Roberto Leone Pericci (sommelier), Antonio Riccardi (poeta e direttore editoriale): presentano letture personali dell’arte, piccoli viaggi di mezz’ora, per racconti in stile libero, conducendo il pubblico dal porto di partenza a quello di arrivo, attraversando rotte imprevedibili. Con loro dialogherà al termine delle serate Gian Luca Favetto, scrittore e giornalista.
Al termine del percorso il pubblico assaporerà un vino ed un cibo, come momento in cui attraversare il confine tra chi fa e chi osserva, per andare oltre quella formalità estetica e concettuale che spesso avvolge le esperienze artistiche pubbliche.

Info:
Mar & Partners Art Gallery – via Parma 64, 10153 Torino
telefono/fax +39.011.854362.

Link: http://www.mar-partners.com

Email: info@mar-partners.com