SAN SALVATORE MONFERRATO (Al). Tamburelli Vassalli. Un’amicizia dell’arte.

Zanzare in ferro alte più di tre metri, gabbie improbabili con dentro creature incongrue, chimere, grosse lucertole che scalano edifici, uno stravagante gallo che canta a squarciagola in cima ad un tetto…: questi gli incontri che potrà fare chi si troverà a passare per San Salvatore Monferrato (Al) in queste settimane.
Fino all’8 novembre il centro storico della città monferrina è infatti teatro di «Tamburelli Vassalli. Un’amicizia dell’arte», mostra diffusa organizzata dalla Fondazione Carlo Palmisano-Biennale Piemonte e Letteratura con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. L’esposizione, curata da Alessandra Ruffino, si sviluppa in sette punti della città e presenta sculture in metallo, ceramiche e installazioni dell’artista piemontese Giovanni Tamburelli, ma anche documenti e manoscritti inediti di Sebastiano Vassalli (1941-2015), entrato tra i candidati al Nobel per la Letteratura poco prima della scomparsa e noto per La chimera (1990), long seller di successo internazionale.

In un fitto intreccio di arte e letteratura, la mostra racconta l’amicizia che ha unito due autori dalle attitudini opposte: «Uno racconta storie per dimostrare l’indifferenza della Storia; l’altro, indifferente a Storia, ideali e ideologie, crea immagini al di là della realtà. Uno affastella in ogni libro prove e riprove della natura tendenzialmente malvagia dell’uomo; l’altro non dipinge né scolpisce mai uomini, ma solo animali e figure di pura fantasia. Uno denuncia la vita sempre e comunque infesta, l’altro vive in festa», scrive la curatrice nella curiosa mappa-catalogo (Blake edizioni).
Due caratteri radicalmente diversi hanno trovato un punto d’incontro nella zona franca della creatività, dando vita a varie collaborazioni. Tamburelli ha realizzato inferriate figurate e sculture per l’abitazione di Vassalli presso Biandrate, dal canto suo lo scrittore ha presentato una personale dello scultore a Lugano («Il paese della creazione», 2007), l’ha segnalato per il Padiglione Italia della 54ma. Biennale di Venezia, definendolo in catalogo «artista geniale e solitario» («Trofei», l’installazione esposta nel 2011 all’Arsenale torna in mostra a San Salvatore dopo 15 anni), insieme i due hanno lanciato l’«Operazione Zanzara» (2008), nella quale Vassalli indirizzò a decine di amministratori locali di bassa vercellese, novarese e Lomellina la proposta di decorare una rotonda stradale con un Monumento alla zanzara di Tamburelli. L’iniziativa sollevò un dibattito sui media in cui intervennero anche Nico Orengo e Gad Lerner, finendo in un nulla di fatto.

«Tamburelli Vassalli. Un’amicizia dell’arte» nasce nell’ambito del biennio di studi che la Fondazione Palmisano dedica allo scrittore ed intende avvicinare il pubblico ad un aspetto meno noto della sua biografia. Benché abbia rinnegato i suoi primi 15-20 anni di ricerche tra arte, poesia, teatro e letteratura, Vassalli debuttò come artista visivo in due mostre al Cavallino (Venezia 1965, presentato da Gillo Dorfles e con un’opera acquistata da Peggy Guggenheim) e al Naviglio (Milano 1966, presentato da Edoardo Sanguineti e Albino Galvano). Abbandonata la strada dell’arte, non smise mai di dilettarsene in privato, di collezionare e coltivare amicizie artistiche.

La mostra è allestita tutta in esterni, dunque sempre godibile, ad eccezione di due Wunderkammern ospitate presso Una casa per ritrovarsi, dimora settecentesca aperta solo nel fine settimana, in cui sono esposte serie ceramiche realizzate da Tamburelli ad Albissola ed una selezione di documenti e opere, tra cui alcune rilievografie raffiguranti rane e zanzare (abitanti d’elezione della «terra d’acque» amata da Vassalli), per le quali l’incisore Roberto Gianinetti ha utilizzato come matrici alcune sculture di Tamburelli.
In una sala a parte Paola Todeschino Vassalli ha approntato un’appendice dedicata a «Sebastiano Vassalli e gli amici artisti».

Autore: Fiorella Silvestri

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 13 ottobre 2026