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NAPOLI. Chagall, sogno d’amore.

C’e’ anche una ‘dream room’ dove le opere di Chagall avvolgono il visitatore dando vita ad immagini oniriche su misura per le suggestioni di ‘Un sogno d’amore‘: si apre domani alla Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum di Napoli una originale mostra che in 150 opere racconta la vita, il percorso e in particolare il sentimento del grande artista russo per la sua sempre amatissima moglie Bella.
Tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, anche un nucleo di opere rare provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. Curata da Dolores Dura’n Ucar, la mostra e’ un viaggio nel mondo ricco di stupore e meraviglia di Chagall (1887-1985), dai ricordi d’infanzia intrisi nella tradizione russa alle fiabe, tra poesia, religione e guerra, in un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi e personaggi fantasiosi, sempre al confine tra realta’ e sogno.
La mostra, che restera’ aperta fino al 30 giugno 2019, si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravita’.
Tra le opere esposte ‘Mazzo di fiori su sfondo rosso‘, ‘Gli innamorati con l’asino blu‘, ‘Il gallo viola‘, ritratto di Vava, Grande Nudo, ‘Villaggio russo’ , ‘Nozze sotto un baldacchino’, ‘Il Clown’.
La video installazione ‘Dream room’ e’ firmata da Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi ed e’ realizzata da Art Media, studio di Firenze.
‘Chagall. Sogno d’amore’, realizzata con il contributo di Fondazione Cultura e Arte, e’ organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia. Si avvale del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Napoli. Catalogo edito da Arthemisia Books.
La mostra dedicata a Chagall e’ sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura. Alla presentazione hanno partecipato Vincenzo de Gregorio, rettore della Basilica, Raffaele Iovane, presidente dell’associazione Pietrasanta Polo culturale Onlus, l’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele, Iole Siena del Guppo Arthemisia, la curatice.
La mostra inaugura il progetto L’Arte della solidarieta’, realizzato da Arthemisia insieme a Susan G. Komen Italia, organizzazione impegnata per la lotta del tumore al seno. Nella cripta e nel sottosuolo della Basilica della Pietrasanta, sono aperte anche le mostre ‘Sacra Neapolis – culti, miti, leggende‘ in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, partner isituzionale.

Fonte: www.qaeditoria.it, 14 feb 2019

COSENZA. Rembrandt. I cicli grafici, le sue più belle incisioni.

A Cosenza, nel cinquecentesco Palazzo Arnone, è possibile ammirare fino al 24 marzo 2019 “Rembrandt. I cicli grafici, le sue più belle incisioni“, un focus dedicato all’attività grafica di uno più celebri artisti del Seicento europeo.
L’esposizione, organizzata dall’Associazione N. 9 in collaborazione con il Polo museale della Calabria, presenta oltre trenta incisioni originali provenienti da collezioni private ed è supportata da attività laboratoriali.
rembrandt, cosenzaLa mostra è patrocinata dall’Ambasciata dei Paesi Bassi.
La dottoressa Antonella Cucciniello, dirigente delegato del Polo museale della Calabria, si dice orgogliosa che Cosenza dedichi un tributo a Rembrandt proprio nel 2019, mentre – a 350 anni dalla scomparsa – l’Olanda gli rende omaggio con iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale.

Info:
Rembrandt. I cicli grafici, le sue più belle incisioni
Cosenza – Palazzo Arnone, fino al 24 marzo 2019
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

CONEGLIANO (Tv). I CIARDI. Paesaggi e giardini.

Dal 16 febbraio al 23 giugno 2019, Palazzo Sarcinelli a Conegliano presenta la prima mostra mai realizzata sulla famiglia Ciardi, che, a cavallo tra ‘800 e ‘900, ebbe nella scena artistica veneziana, italiana ed internazionale un ruolo di protagonista.
Un percorso inedito che mette in luce le novità che i tre artisti introducono nella rappresentazione del paesaggio, evidenziando le peculiarità delle tre personalità: il padre Guglielmo che attraverso l’utilizzo della luce reinterpreta la natura con atmosfere struggenti; Emma, instancabile viaggiatrice, cultrice della tradizione del vedutismo veneziano, rielaborato attraverso le esperienze macchiaiole, impressioniste e tardo impressioniste, ed infine Beppe che, nel solco della lezione paterna, introduce elementi novecenteschi verso il simbolismo nordico.
Un lettura sorprendente che porta alla ribalta l’arte dedicata a un tema così sentito e attuale come il paesaggio.

Info:
I Ciardi. Paesaggi e giardini
a cura di Giandomenico Romanelli con Franca Lugato e Stefano Zampieri
Conegliano, Palazzo Sarcinelli – via XX Settembre, 132
16 febbraio – 23 giugno 2019
www.mostraciardi.it – +39 0438.1932123
Orari: martedì – giovedì 9.00 – 18.00; venerdì – domenica 10.00 -19.00; chiuso il lunedì

VENEZIA. CANALETTO E VENEZIA.

Dal 23 febbraio al 9 giugno 2019 Venezia, Palazzo Ducale – Appartamento del Doge.
Il Settecento veneziano con le sue luci e ombre si snoda lungo le sale di Palazzo Ducale, nel racconto di un secolo straordinario e del suo protagonista: Giovanni Antonio Canal, il Canaletto.
Una stagione artistica di grande complessità e valore, di eccellenze nel campo della pittura, della scultura, delle arti decorative.
Fin dal suo inizio il ‘700 si mostra come un secolo di enorme vitalità e grandi cambiamenti, nel linguaggio dell’arte, nella storia delle idee e delle tecniche, nella vita sociale. La mostra parte dall’affacciarsi nei primi anni di una nuova forma artistica, che rompe i legami con il rigore del Classicismo e con la teatralità del Barocco, mentre il colore prende il sopravvento sul disegno.
Luca Carlevarijs pone le basi del vedutismo veneziano, Rosalba Carrera rinnova l’arte del ritratto. Due giovani coetanei dipingono opere in cui la luce acquista valenza fondante, costitutiva: Giambattista Tiepolo con pennellate aggressive in composizioni dinamiche, Canaletto nella pittura di vedute, lo stile di entrambi si farà poi più controllato e nitido.
Il viaggio prosegue con la pittura di costume di Pietro Longhi, l’esplosione del vedutismo, la pittura di storia e quella di paesaggio, il capriccio. E la grande stagione dell’incisione, che diversi sperimentano, e di Giambattista Piranesi.
Il racconto di questo secolo è anche quello della presenza europea della Serenissima e del viaggiare dei suoi artisti. Mentre anche l’arte vetraria di Murano vive i suoi fasti, con l’oreficeria e la manifattura di porcellane. Protagonisti di fine secolo sono Francesco Guardi e Giandomenico Tiepolo, figlio di Giambattista.
Nelle vedute di Guardi il linguaggio pittorico, tremolante e allusivo, lontano dalle solari certezze di Canaletto, sembra evocare una Venezia in disfacimento, mentre il tempo del vivere felice e aristocratico lascia il posto a un popolo di irriverenti Pulcinella, dove tutti sono liberi e uguali, e sullo sfondo la rivoluzione infiamma la Francia. Il secolo dei lumi, e il percorso espositivo, si chiude con l’affermarsi del Neoclassicismo, su tutti giganteggia Antonio Canova.
Direzione scientifica Gabriella Belli, a cura di Alberto Craievich Con la collaborazione di RMN – Grand Palais, Parigi

Info:
http://palazzoducale.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/canaletto-e-venezia/2018/12/19915/canaletto/

FERRARA. L’arte per l’arte. Dipingere gli affetti.

Torna al Castello Estense di Ferrara “L’arte per l’arte”, il progetto del Comune di Ferrara, promosso in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte, dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città reso inaccessibile dopo il sisma del 2012.
Dopo le opere di De Pisis, Boldini, Previati e Mentessi delle Gallerie d’Arte Moderna, protagoniste delle prime due esposizioni del progetto l’Arte per l’Arte, l’attenzione si sposta ora verso il periodo dal Cinque al Settecento. Le sale riccamente affrescate dell’ala sud e dei Camerini del Castello ospiteranno infatti la quadreria di proprietà dell’ASP, Centro Servizi alla Persona di Ferrara, Masi Torello e Voghiera, depositata presso i Musei di Arte Antica.
Si tratta di un vero e proprio capitale artistico, pressoché sconosciuto eppure di grande rilevanza storica, che l’esposizione al Castello mira a restituire al grande pubblico. L’esperienza di visita assumerà i contorni di un viaggio nel tempo affascinante e sorprendente che spazierà dal tramonto del dominio Estense fino al secolo dei Lumi.
Le tappe di questo itinerario ci condurranno al cospetto dei due importanti protagonisti della rivoluzione naturalistica di inizio Seicento: Ippolito Scarsella detto Scarsellino e Carlo Bononi. La soave magnificenza del primo e la dolente bellezza del secondo, caratterizzano la Ferrara di quegli anni facendone uno dei più intriganti centri artistici dell’epoca. Contestualmente, faremo la conoscenza di personalità cronologicamente precedenti e parallele come, ad esempio, Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo, il cui il manierismo castigato è fondamentale nella seconda metà del Cinquecento, Gaspare Venturini, pittore molto attivo per i duchi e per committenti religiosi, e l’enigmatico Giuseppe Caletti, curiosa figura di artista maledetto operante nella prima metà del Seicento. La seconda metà del XVII secolo è caratterizzata dal mitigato universo figurativo di Giuseppe Avanzi, pittore di mediazione che schiuderà il sipario al Settecento dove si imporranno le singolari personalità di Giacomo Parolini e Giuseppe Zola.
Ma perché Dipingere gli affetti? Per una doppia evocazione simbolica. La prima riguarda il linguaggio: le opere che verranno esposte in Castello si muovono nel solco degli orientamenti successivi al Concilio di Trento che delegavano all’arte il basilare compito di mediare tra il fedele e la religione, tra il visibile e l’invisibile, attraverso forme naturalistiche, emotive e familiari, nelle quali l’uomo del Sei e Settecento si potesse riconoscere. La seconda attiene alla vocazione umanitaria che animava i luoghi da cui esse erano originariamente collocate. Non delle chiese qualsiasi, ma gli altari, le cappelle e gli ambienti di istituti religiosi che ponevano al centro del loro operare l’aiuto verso gli altri, fossero essi orfani, indigenti, bisognosi o donne in difficoltà. Un insieme di esperienze animato da figure di primo piano della corte Estense – da Alfonso II a Barbara d’Austria, fino a Margherita Gonzaga – ma anche di una fetta consistente della nobiltà e della borghesia cittadina, impegnata nell?attività di carità e solidarietà.
Ed è così che protagonista di questa mostra sarà anche la città di Ferrara, nel tentativo di ricomporre il tessuto connettivo di un’«araldica della beneficenza» (per usare una felice definizione di Andrea Emiliani) che costituì la manifestazione più tangibile di quella pietas sei e settecentesca animata da empatica affettività e impegno sociale. Un attivismo che portò ad ornare alcuni dei luoghi sacri più rappresentativi, oggi quasi tutti scomparsi o mutati per fattezze o destinazioni d’uso, come i conservatori femminili di Santa Barbara e di Santa Margherita, o l’Opera Pia della Povertà Generale. Un vero e proprio viaggio nel tempo, insomma, alla ricerca delle radici moderne di Ferrara. Questo vale non solo sotto il profilo storico-artistico, ma anche dal punto di vista sociale: il fatto che queste opere siano state ereditate dall’ASP Centro Servizi alla Persona di Ferrara, e che quest’ultima abbia collaborato e sostenuto la realizzazione del progetto espositivo, rappresenta il filo rosso che collega l’attività umanitaria degli antichi Istituti caritatevoli, con l’attuale declinazione delle politiche attive per il welfare della città.

Info:
L’arte per l’arte. Dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento.
Enti promotori: ASP – Centro Servizi alla Persona, Ferrara, Comune di Ferrara, Fondazione Ferrara Arte
Organizzazione: Fondazione Ferrara Arte, Servizio Castello, Musei di Arte Antica, Sacra e Storico-Scientifici del Comune di Ferrara.
tel. 0532 299233 – castelloestense@comune.fe.it
Prenotazioni: tel. 0532 244949
www.castelloestense.it