Archivi categoria: Mostre

RIVOLI (To): Retrospettiva a Mario Merz e costituenda Fondazione Merz.

Martedì 11 gennaio alle ore 19,30 verrà inaugurata la retrospettiva che Il Castello di Rivoli, la GAM e la Fondazione Merz dedicano un’ampia retrospettiva a Mario Merz (Milano, 1925 – 2003), una delle personalità artistiche più rilevanti dell’arte italiana e internazionale. La rassegna vuol essere un omaggio al grande artista recentemente scomparso e preannunciare l’apertura della fondazione a lui dedicata che verrà ufficialmente inaugurata nel 2005.

Inoltre, a partire da sabato 15 gennaio ci saranno le visite guidate alla mostra di Merz, oltre che alla Permanente e alla mostra di Franz Kline che chiuderà il 30 di gennaio.

Le visite, comprese nel costo del biglietto, sono per il sabato alle 15,30 e alle 18,00, mentre la domenica sono alle 11,00, 15,00 e 18,00; inoltre, alle 16,30 c’è la visita guidata alla Residenza, ed anche alle sale del secondo piano appena restaurate.

Riprendono altresì i week-end famiglia, domenica 9 gennaio alle 15.00, con ‘Chi ha messo i baffi alla Gioconda?’

Info: Dipartimento Educazione tel. 011 9565213

Da Mario Turetta:

Saranno due le sedi espositive che ospiteranno una vasta retrospettiva dedicata Mario Merz. Gli spazi della Gam di Torino e del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea renderanno omaggio al grande artista scomparso nel 2003, con una rassegna che verrà inaugurata il 12 gennaio 2005. La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Merz, resterà aperta fino al 27 marzo.

L’esordio dell’autodidatta Mario Merz risale al 1953, quando l’artista s’impone all’attenzione della critica con una pittura di segno astratto-espressionista, con un trattamento informale del dipinto. Successivamente Merz sarà protagonista dell”arte povera’. L’abbandono della pittura fa spazio all’uso dell’installazione e alla sperimentazione con materiali naturali o tecnologici come i celebri tubi di neon luminoso, che inserisce negli oggetti più comuni.

Dal 1968 indaga su strutture archetipiche come gli igloo, che realizza attraverso la sperimentazione di materiali diversi. Usa e si rende interprete della progressione numerica di Fibonacci come simbolo dell’energia propria della materia, collocando le cifre relizzate al neon sia sulle proprie opere che negli spazi espositivi come il Guggenheim Museum di New York nel 1971, la Mole Antonelliana a Torino nel 1984 e sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli nel 1990. La spirale e il tavolo diventano dal 1976 due ricorrenti figure simboliche nei lavori di Merz: sulle superfici di questi due manufatti vengono adagiati diversi tipi di frutta che lasciata al proprio, naturale decorso introduce, nell’opera, la reale dimensione della categoria temporale. La fine degli anni Settanta decreta, per Merz, un ritorno all’arte figurativa con grandi immagini di animali ancestrali o, come l’artista stesso usava definirli: ‘preistorici’.

L’importanza che l’opera di Merz ha raggiunto nel corso degli anni è testimoniato dalle prestigiose rassegne a cui ha partecipato, come la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel, e da esposizioni a lui dedicate dai più importanti musei del mondo.

Email: educa@castellodirivoli.org

ROMA: ENEL: energia cultura natura e sport.

Enel è oggi un’azienda specializzata nella produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas. Fornisce elettricità a circa trenta milioni di clienti e gas a oltre un milione e settecentomila famiglie, caratterizzandosi per questo con un forte radicamento sul territorio. Proprio questa presenza diffusa ha portato l’azienda ad assumere anche un ruolo “sociale” di volano per la diffusione di valori e per la promozione culturale.

In questo contesto Enel ha avviato una politica culturale attraverso alcuni programmi pilota:

Natura e Territorio
Ha l’obiettivo di valorizzare gli aspetti ambientali, turistici e culturali delle aree attigue agli impianti dell’azienda attraverso progetti (conservazione dell’ambiente, studio del territorio, attività sportive e ricreative, sentieri Energia e Natura, itinerari culturali) realizzati in collaborazione con istituzioni, enti e comunità locali, associazioni ambientaliste, federazioni sportive, aziende di turismo. Nel 2004, Enel ha aderito alla manifestazione Voler Bene all’Italia. Festa Nazionale della PiccolaGrandeItalia, promossa da Legambiente per valorizzare e far conoscere la cultura, le tradizioni, le produzioni artigianali e il patrimonio paesaggistico dei piccoli centri.

Centrale Aperta
Enel apre le centrali al pubblico trasformandole in luogo di festa, di aggregazione e di fruizione artistica. Ogni anno l’azienda organizza la giornata Centrale Aperta proponendo mostre, concerti, giochi, letture, itinerari didattici. Quest’anno, invece, dall’8 maggio all’8 giugno, Enel ha proposto il Mese di Centrale Aperta durante il quale decine di migliaia di persone hanno visitato gli impianti.

Enel per lo Sport
Dal 2003, Enel collabora con la Lega Nazionale Dilettanti in un progetto biennale promosso con lo slogan Eppure, il muscolo più importante di un calciatore è il cuore. L’iniziativa intende promuovere i valori genuini del calcio dilettantistico coinvolgendo tutti i tornei e i campionati di Serie D, Calcio femminile e Calcio a Cinque, i vari livelli regionali, provinciali e Juniores. Apposite giurie di giornalisti e di rappresentanti del mondo dello sport e dello spettacolo assegneranno i premi Passione per lo Sport, Lealtà Sportiva, Ospitalità . Alle squadre più corrette andrà il riconoscimento 11 in condotta.Enel per l’Arte
Il programma si articola in progetti di illuminazione artistica e restauro, mostre, eventi culturali. Nel 2003, in occasione della riapertura del Teatro La Fenice di Venezia, Enel ha dato risalto con la luce alla facciata del Teatro e ai due monumenti simbolo della città: il campanile di San Marco e il Ponte di Rialto (www.enel.it/eventi/laFenice/speciale.asp). Nel 2004, Enel ha collaborato alla realizzazione della mostra Montecitorio e la bella pittura. 1900-1945, promossa dalla Fondazione della Camera dei Deputati. In questo ambito si colloca anche la partecipazione alla mostra Eroi etruschi e miti greci: gli affreschi della tomba François tornano a Vulci, in collaborazione con Ingegneria per la Cultura gruppo Zètema.

Enel per la Musica
Il programma comprende attività finalizzate alla promozione della musica di qualità e al tempo stesso della tradizione musicale popolare presso un ampio pubblico. Nel 2004, Enel, in collaborazione con ANBIMA (Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome) ha lanciato il progetto Energia in banda per promuovere le bande musicali, valorizzandone la storia, la loro continuità con le tradizioni popolari e la loro funzione educativa. Il progetto, articolato in diverse iniziative su tutto il territorio nazionale, interesserà oltre 1.500 bande, 65.000 musicisti e 1.300 Comuni italiani. Enel collabora, inoltre, con le più importanti istituzioni musicali italiane quale il Bologna Festival e dal 2003 è socio fondatore dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro alla Scala. In questo ambito si colloca il progetto Stavolta noi portiamo la musica, voi la luce .

Stavolta noi portiamo la musica, voi la luce
Il progetto, di durata triennale, intende offrire una “rete” di luoghi e di occasioni per promuovere la musica classica e i giovani artisti su tutto il territorio nazionale. Il programma prevede circa 20 concerti all’anno, con le orchestre e piccole ensemble delle due Accademie, caratterizzati da ambientazioni inedite nelle centrali o nei teatri e nelle piazze delle principali città italiane, privilegiando le comunità locali che ospitano le attività commerciali o istituzionali dell’azienda.
La musica classica ha in genere un pubblico di nicchia molto selezionato. E’ stata una vera sfida proporla presso il grande pubblico e in luoghi spesso esclusi dal circuito della grande musica. Così come è stata una sfida affidare l’esecuzione di alcuni di questi concerti ai giovani allievi sebbene di una Accademia qualificata come quella del Teatro alla Scala. Molto positivo il bilancio del primo anno di sperimentazione del progetto: i 15 concerti del 2003 hanno riscosso un grande successo di pubblico (oltre 12.000 presenze) e di critica.
Per questo, anche nel 2004, Enel proporrà un nuovo programma in collaborazione con le due prestigiose istituzioni musicali che eseguiranno selezionati repertori di musica classica e contemporanea. Molti comuni hanno aderito all’iniziativa tra i quali Napoli, Pescara, Ancona, Asti, Belluno, Vulci, Piacenza, Terni e Viterbo.
In molti casi, saranno le centrali stesse ad ospitare le manifestazioni, offrendo così alla grande musica un contesto originale e suggestivo. Quest’anno, in particolare, saranno coinvolte le centrali di Pietrafitta, Trezzo sull’Adda, Montalto di Castro, Vigevano, Bastardo, La Casella e Santa Massenza.

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RIVOLI (To): Schermo delle mie brame. Come la pubblicità ha cambiato la vita degli italiani (1954-2004).

Il Castello di Rivoli – Museo della Pubblicità, nell’ambito delle manifestazioni per il Cinquantenario della RAI, organizza in collaborazione con la Direzione RAI Teche una mostra dedicata alla storia della pubblicità televisiva italiana e che resterà aperta fino al 12 settembre 2004.

La rassegna, curata da Ugo Volli con la consulenza storica di Marta Boneschi e l’allestimento di Marco Della Torre, presenta un percorso attraverso le immagini emblematiche, le merci di culto ed i personaggi resi popolari dagli spot commerciali del secondo dopoguerra, da Carosello sino alla pubblicità d’oggi.

La mostra si sviluppa attraverso sei ambienti corrispondenti a rispettivi periodi di storia italiana a ritroso nel tempo:
La globalizzazione 2003-1989;
Il Made in Italy 1988-1981;
Gli Anni di Piombo. Il ritorno del privato 1980-1973;
Il mondo è dei giovani 1972-1965;
Carosello. Il miracolo italiano 1964-1957;
Preambolo. La ricostruzione 1956-1954.

Ciascuna sezione mette in relazione episodi di vita sociale, spot e oggetti “cult” che hanno segnato cinquant’anni di storia non solo dei consumi ma anche del costume nazionale e della televisione italiana.

Scrive Ugo Volli curatore della rassegna “Questa mostra è una sorta di viaggio all’indietro nel tempo. Si parte dall’oggi, dal sovraccarico informativo e pubblicitario che caratterizza il nostro ambiente comunicativo, e si ritorna indietro, anno dopo anno, fino al punto in cui non c’era televisione e la pubblicità era rara e poco influente”. […]
“Nel 1954 sparisce anche la TV: siamo all’origine della civiltà dei consumi, dell’immagine e dell’effimero. Dietro c’è un altro mondo, un altro stile di vita. Da questo punto di svolta il nostro viaggio nel tempo può ritornare verso il presente e riconsiderare come le nostre case e le nostre vite si siano riempite di merci, il nostro ambiente comunicativo di pubblicità”.

Info: 0119565222

CERTALDO (Fi): Medioevo prossimo venturo.

Ventisette artisti affermati ed esordienti a confronto con i secoli bui della storia, oggi tornati pericolosamente attuali.

Il sentimento cantato dai poeti del Dolce Stil Novo e l’amore carnale di Boccaccio. L’estasi mistica nei pinnacoli delle cattedrali gotiche e la sfida diabolica dell’eresia. La potenza dei Signori, affermata da fortezze e blasoni, e il sangue delle battaglie. È per antonomasia il tempo dei contrasti, il Medioevo, buio e illuminato dallo splendore della sua arte e letteratura. E la mostra Medioevo Prossimo Venturo, gioca su questi contrasti e sulle analogie tra l’arte di allora e quella di oggi.

All’interno di una fortezza medievale ottimamente conservata, per decenni sede dei vicari del paese, si incontrano oggi ventisette artisti diversi e lontani tra loro, e per provenienza e per ricerca artistica. Pittura, scultura, fotografia, video e installazione, per un totale di ottanta opere (circa) trovano posto nelle diverse alee del palazzo (stanze, segrete, loggiato, cortili, bastioni). Una sequenza di piccole personali, dove ai lavori è associato un momento della storia medievale, di quella parte del nostro tempo etichettata come ‘secolo buio’. Secoli bui che non sono rimasti affatto alle spalle della storia, ma che anzi sembrano essere il suo cammino più attuale, la sua inevitabile vocazione. Il mondo ne è dentro fino al collo. ‘Come definire altrimenti, se non medievali, lo scontro contemporaneo tra le culture e le religioni, il genocidio d’interi popoli, gli stermini di massa, il desiderio di annientare il nemico per impadronirsi delle sue risorse/terre?’, ci (si) domanda Maurizio Sciaccaluga, curatore della mostra. ‘Tra ieri e oggi’, continua, ‘le similitudini, che forse potrebbero chiamarsi addirittura sovrapposizioni, sono tante, davvero innumerevoli, e l’arte, con la finta leggerezza che la contraddistingue, può descrivere ed evocare il nuovo medioevo meglio di altri, esorcizzarlo con l’ironia, raccontarlo con la metafora, edulcorarlo con la poesia’.

Un tempo le conquiste esportavano armate, bandiere e cultura, oggi (accanto a soldati e insegne) esportano McDondald’s. Lo sa bene Stefano Cagol, che narra per similitudini la storia dei moderni soldati di ventura, impegnati a portare ovunque nel mondo gli stendardi e i guiderdoni. Solo che oggi quegli stendardi con aquile, scale, torri e castelli hanno preso le sembianze di una bandiera a stelle e strisce che sventola sotto ogni latitudine. Protagonisti frontali dei mosaici bizantini, santi e imperatori dominavano l’iconografia di un tempo, si ergevano nelle volte di cattedrali e chiese, monasteri e palazzi. Oggi non è cambiato niente, solo che al loro posto, ritratti da Leonardo Pivi, sono arrivati attori, calciatori e veline. Anche se gli acronimi delle nuove malattie sembrano dare un tocco d’impietosa sofisticazione alla cosa, con l’Aids e la Sars è tornata la peste, rappresentata in mostra dalle centinaia di corpi distesi di Spencer Tunick. Così come l’ eresia del nuovo medioevo è affidata ai crocifissi immersi nell’urina o al papa bagnato di sangue di Andres Serrano. Se al G8 di Genova ci sono i guelfi e i ghibellini, pro e contro l’impero della globalizzazione, alle partite di calcio i poliziotti antisommossa devono vestire come i cavalieri medievali, armati e bardati di tutto punto per sopravvivere alle violenze del torneo. Ci pensa Dania Zanotto, con le sue tuniche-armature fuori scala. Medioevo è poi Cristianesimo, ordini monacali, papato, scisma, antipapato. Se nei quadri di Guillermo Muñoz Vera fanno capolino processioni che hanno un che di medievale, nelle opere di Giovanni Manfredini c’è la doppia valenza della creazione, come regalo e condanna, luce e buio, verità e oscurità. La condanna è direttamente associata alla tentazione, al serpente, rappresentato da James Brown con un’elegia che, chiamando in causa pulsioni primordiali, sceglie (come Cecco Angiolieri secoli or sono) il peccato. Ma il serpente ricorda più di ogni altra cosa la condanna suprema alla vita, e in un momento come questo, in luoghi non lontani da noi, il memento mori (portato sulla tela da Sergio Vidal e Pablo Santibàñez Servat) non può abbandonare nemmeno per un attimo la mente di chi crede. Medioevo è anche incontro-scontro con l’Islam, il crocevia di conoscenze, la via della seta, la battaglia religiosa contro gli infedeli, la lotta camuffata da crociata per il controllo delle vie carovaniere. Oggi ce ne parlano, ciascuno a suo modo, quattro rappresentanti dell’Oriente: Shirin Neshat, Ali Hassoun, Hidetoshi Nagasawa e Medhat Shafik. Il Dolce Stil Novo, simbolo del Medioevo, ritorna con le icone della bellezza di oggi dipinte da Bernardo Torrens, Juan Bautista Nieto e Omar Galliani, mentre il nuovo Decamerone assomiglia all’harem digitale creato da Matteo Basilè. Il gotico nella sua accezione di buio, visioni cupe, parte oscura intrisa di paganesimo e credenza popolare è messo in scena dal cantore odierno dell’oscurità, Andrea Chiesi, il Tim Burton della pittura italiana, e dallo stile nervoso e scattante di Alessandro Papetti. Le nuove fortezze medievali sono interpretate da Giacomo Costa, e i gargoyle del futuro (cloni di bambini) sono scolpiti nel marmo da Michelangelo Galliani. E poi ancora. Antonio Riello ci parla di torture contemporanee, Valerio Tedeschi mette in scena l’azione dell’alchimista, Giuseppe Maraniello le catapulte di oggi, Wim Delvoye gli scudi del terzo millennio e Giovanni Novaresio gli orrori della caccia alle ‘streghe’.

Organizzata e promossa da: Comune di Certaldo con il contributo di Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Circondario Empolese Valdelsa con il patrocinio della Provincia di Firenze, Regione Toscana

Certaldo (FI) – PALAZZO PRETORIO – Piazzetta Del Vicariato (50052)

Ogni spazio del Palazzo (le stanze, le segrete, le mura, il loggiato, la chiesa) ospita un artista diverso che da vita alla sua mostra personale.orario: tutti i giorni, ore 10 – 19 – biglietti: euro 3.

Autore: Chiara Argenteri

Link: http://www.comune.certaldo.fi.it

Fonte:Exibart on line

CHIETI: Carlo Carrà. La geometria del quotidiano – realtà mito classicità concretezza.

Nelle prestigiose sale del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Chieti, l’Associazione Culturale Trifoglio organizza dal 26 giugno una grande mostra dedicata a Carlo Carrà, nome storico dell’arte italiana del XX secolo, tra i più importanti e celebrati.

La mostra,a cura dello storico dell’arte Domenico Guzzi, dal titolo La geometria del quotidiano, realtà mito classicità concretezza, propone una selezione molto accurata di opere di ogni periodo creativo del grande artista, dal primo quadro “La strada di casa”, datato 1900 sino all’ultimo dipinto “Natura morta con bottiglia e chicchera”, datato 1966, nonché i cartoni dei disegni preparatori e dei dipinti, preparatori anch’essi, per gli affreschi del Palazzo di Giustizia di Milano.

La creatività di Carlo Carrà, artista di genio nelle sue proprie susseguenti sperimentazioni, nel 1900 si avvia da una mediazione sul Divisionismo per giungere, quindi, nel 1910 al Futurismo (sino a modulare le proprie conclusioni pittoriche su taluni orientamenti del Cubismo), elaborando e firmando i primi Manifesti del movimento.Attorno al 1915-’16, dopo aver dato con “Guerrapittura” (1915) il suo ultimo fondamentale contributo alla stagione futurista, ed avvertendo la crisi della propria esperienza in quell’ambito, non senza profonde mediazioni “teoriche” elabora un linguaggio “arcaico” e comunque tendente a riflettere sulla grande arte del passato. Così come, nel 1917 giunge alla Metafisica, pur se alcuni sintomi ed atmosfere di quella temperie già potevano comprendersi in opere dell’immediato antecedente. Partecipa, quindi e da protagonista e come sempre del resto, ai Valori Plastici, col gruppo di pittori che vi facevan capo nel 1922 esponendo alla “Fiorentina Primaverile” e a straordinarie mostre europee ordinate da Mario Broglio; di qui, attorno alla prima metà degli anni Venti, la sua visione dell’arte trova riscontro nelle tesi ideali e figurative del Novecento di Margherita Sarfatti, nel 1926 esponendo alla prima mostra milanese di quel gruppo. Creatività che si declina, infine e dal secondo dopoguerra, nel recupero di un’atmosfera la quale, rivisitando a volte posizioni e tematiche del proprio trascorso, attesta –nel rigore suo proprio- un’assoluta “libertà”.

L’artista poteva, così, scrivere che “[…] La mia pittura è fatta di elementi variabili e di elementi costanti. Fra i primi metto quelli che riguardano i principi teorici e le idee estetiche, fra i secondi quelli che riguardano la costruzione del quadro. […] ”.

Nel suo saggio in catalogo Domenico Guzzi scrive: “Non è dubbio che l’artista, pur nelle sue esperienze maggiormente “trasgressive” in termini formali: diciamo, essenzialmente, della sua “singolare” partecipazione al Futurismo –ma potremmo anche far riferimento a talune “trasgressioni” che pur s’avvertono nelle sue successive stagioni culturali- che il rapporto di più rilevante importanza sia stato quello che la creatività poneva in diretta relazione alle “cose”. Ciò dice che il mondo fenomenologico -quello che propriamente identifichiamo nella realtà- per l’artista ha avuto, e in ogni suo tempo, rilievo fondamentale. Non tanto non già e non solo in chiave di “riproposizione”, ma di interpretazione. A coniugar la quale è pur ovviamente intervenuta la “determinante” culturale per la cui via, in unione ai suoi fondamentali scritti teorici (due per tutti: “parlata su Giotto” e “Paolo Uccello costruttore”, 1916), poteva giungersi ad immagini testimonianti l’adesione –sempre da protagonista- alle variabili delle esperienze. Presagendole, a volte, in maniera significativa”. Tale aspetto della condizione inventiva carraiana si ribadisce dunque in ogni sua stagione, facendo sì che l’opera si concepisse e declinasse, tra l’altro, in ragione dei termini “classici” del far pittura: rintracciando nei cosiddetti “generi”, vale a dire, la maggior chiave di comprensione e di lettura. E pur giungendo ad una chiara struttura dell’immagine per la quale l’artista stesso ha potuto parlare di “geometria e di sezione aurea”. Condizione che altresì conduce non solo a riflettere su una possibile “continuità trasversale”, ma su un esplicito recupero d’una radicata tradizione pittorica. In tal modo, i “generi” sarà lecito riassumere nelle otto sezioni (le quali, per quanto detto, non s’identificano in funzione cronologica quanto ponendo a confronto dipinti e disegni tematicamente assimilabili di epoche diverse), attraverso cui si sviluppa il percorso della mostra.

Prima sezione :
Autoritratti e Ritratti di famiglia: Ritratto dello zio, 1901; Ritratto della zia, 1901; Ritratto del padre, 1903; Ines, 1964; Autoritratto, 1929; Autoritratto, 1951.

Seconda Sezione:
Compagni di strada: Ritratto di Marinetti, 1910; Apollinaire, 1914; Boccioni, 1916; Savinio, 1918; Soffici, 1927; Ungaretti, 1947.

Terza sezione:
Paesaggio, città, natura: La strada di casa, 1900; Periferia milanese, 1909; Il mulino delle castagne, 1925; Capanne in Garfagnana, 1925; La casa abbandonata, 1930; Fiumetto, 1941; Paesaggio di lago, 1922; La casa di Merate, 1958; Monti liguri (Cengio), 1917; Visione marina, 1914; L’ultimo capanno, 1963; Marina ligure, 1954; Nella rada di Barcellona, 1943.

Quarta sezione:
Nature morte: Natura morta con l’uva, 1903; Natura morta con bicchiere e chicchera, 1966.

Quinta sezione:
Nudi: La prostituta, 1945; La romantica, 1963; Donna accovacciata, 1922; Figura, 1923; Gli amanti, 1925.

Sesta sezione:
Disegni e dipinti di Composizione: Ritmi di linee, 1912; Piccola scomposizione , 1912; Cineamore II, 1914 (tavola parolibera); Mistici sensuali contemplativi, 1941; Cavalli al mare, 1953; La libecciata, 1956; Donne al mare, 1931; Donne II, 1914; Il bove, 1932.

Settima sezione:
Figure: Scomposizione di testa, 1914; Testa di donna toscana, 1942; Testa di uomo, 1941; Acrobata (Giocoliere), 1914; Mezza figura, 1914; Manichino, 1917; Madre e figlia, 1922; Cacciatore toscano, 1929; Vigilia di Pasqua, 1937; Toilette del mattino, 1939; Soldato a cavallo, 1934; Contadini della Versilia, 1938; Il Gran Lombardo, 1949; Testa femminile, 1912; I dioscuri III, 1920; Studio per l’”Attesa”, 1925.

Ottava Sezione:
Dipinti, cartoni e bozzetti per opere parietali: Giudizio universale, 1937; Giustiniano, 1933; Angeli trombettieri, 1935; Caino Abele e la Giustizia, 1933; Caino e Abele, 1933; Giustiniano reca il nuovo codice all’impero romano, 1934;Giustiniano, 1934; Giustiniano II, 1934; Studio per il Giudizio universale, 1934; Il Giudizio finale, 1934; La Giustizia romana, 1934; Caino e Abele – La schiavitù liberata, 1934; Studio per il Giudizio finale, 1935; Studio per Giustiniano, 1935; Studio per Giustiniano, 1935; Studio per Giustiniano II, 1935; La Giustizia, 1935; La Giustizia libera gli schiavi, 1935; La legge difende i buoni e punisce i cattivi, 1935; Giustiniano, 1935; La Giustizia libera lo schiavo e punisce il diletto, 1935.

MOSTRA:CARLO CARRÀ. “LA GEOMETRIA DEL QUOTIDIANO, REALTÀ MITO CLASSICITÀ CONCRETEZZA”
LUOGO:MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE D’ABRUZZO – CHIETI – VILLA COMUNALE
DURATA:26 GIUGNO – 26 SETTEMBRE 2004
CATALOGO:TESTO, SCHEDE SCIENTIFICHE E APPARATI BIO-BIBLIOGRAFICI A CURA DI DOMENICO GUZZI
ORARIO:9/20 CHIUSO IL LUNEDI
ORGANIZZAZIONE:ASSOCIAZIONE CULTURALE TRIFOGLIO – CHIETI
DIRETTORE ARTISTICO:GIUSEPPINA CONTI
UFFICIO STAMPA: MICAELA CONTI 339.5781779
VISITE GUIDATE:0871.330344 – 339.5781779 – 349.8418665 (SU PRENOTAZIONE MINIMO GRUPPI DI 8 PERSONE)

Link: http://www.associazioneculturaletrifoglio.com