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ROMA. Durer e l’Italia.

Pochi artisti al mondo meritano un posto cosi’ eminente nella storia dell’arte come Albrecht Dürer. Creatore infaticabile e incarnazione per eccellenza dell’anima tedesca, affascinato dalle regole, dalla precisione, dalla matematica come dal mistero degli astri e degli oroscopi. Artista inquieto, vitale, rigoroso ma anche fortemente visionario, incantato dalla natura e dall’animo umano, dall’impegno civile e religioso, e’ un vero uomo ‘universale’ dalla vita complessa ed esemplare.

Non c’e’ forma d’arte della sua epoca con la quale non si sia cimentato. Superbo rappresentante del Rinascimento, la cui grandezza non fu mai messa in dubbio, ci ha lasciato un numero notevole di opere: dipinti, incisioni, xilografie, piu’ di mille disegni e tre libri stampati sulla geometria, le fortificazioni e la teoria della proporzione umana.

La mostra, Dürer e l’Italia, a cura di Kristina Herrmann Fiore, indaga per la prima volta in modo organico e approfondito i complessi rapporti tra questo artista straordinario e il nostro Paese, all’insegna di una influenza reciproca e duratura. Da un lato, l’esposizione racconta quanto Dürer abbia riflettuto sulla grande arte italiana e quanto ne abbia recepito in un confronto fra i suoi dipinti e opere di Leonardo, Mantegna, Giovanni Bellini, Pollaiolo, Agostino da Lodi, Lorenzo di Credi …. Dall’altro, rintraccia il suo influsso su artisti come Raffaello, Pontormo, i Carracci, Caravaggio e i caravaggeschi fino a Domenico Fetti e Carlo Maratta.

La mostra nasce in collaborazione con il Polo Museale Romano e con il Polo Museale Fiorentino e, in particolare, con la Galleria degli Uffizi e il Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi. Provengono da quest’ultimo, infatti, una serie di incisioni e disegni di Dürer appartenenti alle collezioni medicee, mentre la Galleria degli Uffizi presta alle Scuderie del Quirinale, in via del tutto eccezionale, le maggiori opere di Dürer in suo possesso, fra cui la commovente Adorazione dei Magi, appositamente restaurata per l’occasione, il ritratto di Albrecht Dürer il Vecchio e i ritratti degli apostoli Giacomo e Filippo. Altre opere di Dürer giungono, invece, dai principali musei tedeschi, da Vienna, da Washington, da Madrid e da Londra, oltre che dalle collezioni italiane.

Il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi ospiterà, dal 29 marzo al 10 giugno, Albrecht Dürer incisore. Originali, copie, derivazioni nelle collezioni del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi in sintonia e a complemento della mostra delle Scuderie del Quirinale.

Info:
Tel. 06 39967500 – Tel. 06 39967200
Scuderie del Quirinale  – Via XXIV Maggio 16, Roma
da domenica a giovedi’ dalle 10.00 alle 20.00
venerdi’ e sabato dalle 10.00 alle 22.30
L’ingresso e’ consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
Intero – 10,00  – Ridotto – 7,50  – Scolaresche – 4,00 per studente, bambini fino a 6 anni gratuito.

Fonte:Undo.net

MILANO. Kandinsky e l’astrattismo in Italia.

Palazzo Reale presenta, dal 10 marzo al 24 giugno 2007, la mostra Kandinsky e l’astrattismo in Italia. 1930 – 1950, curata da Luciano Caramel. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, e’ prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta. L’11 gennaio del 1947 si apriva sempre a Palazzo Reale di Milano la grande rassegna Arte italiana e concreta: la prima grande mostra in Europa di arte astratta dopo la fine della guerra, dove Kandinsky era uno dei maestri europei presenti, accanto agli italiani Bassi, Bonini, Licini, Mazzon, Munari, Rho, Ettore Sottsass e Veronesi. L’esposizione, di grande respiro, stimolo’ il dibattito sull’astrattismo, che si opponeva ai realismi allora largamente fortunati in Italia.

Dopo esattamente 60 anni il Comune di Milano vuole rendere omaggio con questa mostra al grande artista russo e nello stesso tempo analizzare e dimostrare i suoi forti legami con l’arte astratta in Italia tra il 1930 e il 1950. Wassily Kandinsky (Mosca 1866 – Neuilly-sur-Seine/Parigi 1944) e’ stato infatti un punto di riferimento fondamentale per l’arte astratta italiana degli anni Trenta (in particolare tra il 1934 e il 1935) e Quaranta (soprattutto tra il 1947 e il 1950), fino all’inizio degli anni Cinquanta, nonostante i suoi rapporti con l’Italia e l’arte italiana siano stati sporadici, cosi’ come i suoi viaggi. Per la prima volta una mostra ricostruisce questo legame attraverso uno straordinario nucleo di opere di Kandinsky (circa 50), molte delle quali oli su tela, oltre ad acquarelli e pastelli, realizzate negli anni del suo insegnamento al Bauhaus, fino alla sua chiusura nel 1933, e successivamente durante il periodo parigino, fino alla sua morte nel 1944.

Il curatore Luciano Caramel ha voluto incentrare il percorso espositivo puntando su due mostre che hanno segnato la storia della conoscenza dell’opera di Kandinsky in Italia negli anni trenta e quaranta: quella alla Galleria del Milione del 1934 a Milano (dove Kandinsky presenta, per la prima volta in Italia, 45 acquarelli e 30 disegni realizzati dal 1924 al 1933) e la retrospettiva alla Biennale del 1950, basata essenzialmente sulla collezione di Nina Kandinsky. La ricostruzione di queste due esposizioni, permette da una parte di chiarire le basi del ‘fenomeno Kandinsky’ in Italia, dall’altra consente l’approccio a due momenti del percorso kandinskiano basilari, come il decennio Bauhaus e il successivo periodo parigino.

Il linguaggio formale sviluppato da Kandinsky all’inizio degli anni Venti attraverso l’uso delle forme geometriche che sostituiscono gli elementi ricorrenti durante il periodo del Blaue Reiter (cavalli e cavalieri, barche, troike, montagne e Kreml), e’ infatti il perno della ricezione dell’artista in Italia, non meno della sua lezione appassionata sul colore, sviluppata nello Spirituale nell’arte.

L’arte astratta italiana del ventennio tra il 1930 e il 1950 e’ testimoniata in mostra da circa 100 opere di 30 artisti divisi in due nuclei principali:
– Gli anni Trenta/primi anni Quaranta: Cesare Androni, Carla Badiali, Ettore Bogliardi, Cordelia Cattaneo, Nicolay Diulgheroff, Lucio Fontana, Aldo Galli, Virginio Ghiringhelli, Osvaldo Licini, Alberto Magnelli, Galliano Mazzon, Fausto Melotti, Bruno Munari, Carla Prina, Mario Radice, Enrico Prampolini, Mauro Reggiani, Manlio Rho, Atanasio Soldati, Luigi Veronesi.

– La seconda metà anni Quaranta:
Carla Accardi, Gianni Bertini, Enrico Bordoni, Ferdinando Chevrier, Nino Di Salvatore, Piero Dorazio, Gillo Dorfles, Augusto Garau, Mino Guerrini, Max Huber, Galliano Mazzon, Gianni Monnet, Bruno Munari, Enrico Prampolini, Mario Nigro, Gastone Novelli, Achille Perilli, Enrico Prampolini, Mauro Reggiani, Regina, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Atanasio Soldati,Ettore Sottsass, Luigi Veronesi.

Una sezione della mostra richiamerà infine il razionalismo in architettura con opere di Terragni e Cattaneo, i piu’ direttamente legati agli astrattisti, a Como, attraverso Radice, Rho, Badiali, Cordelia Cattaneo, sorella di Cesare Cattaneo; ma anche di altri a Milano e a Torino, qui attraverso Diulgheroff e la stessa moglie di Sartoris, Carla Prina.

Catalogo edito da Mazzotta con testi di Luciano Caramel, Christian Derouet, Ada Masoero.

Info:
Infoline 24h/24 e prenotazioni Tel. 02.54913, Sezione didattica: Fondazione Antonio Mazzotta: tel. 02.86912297, segreteria@mazzotta.it
Palazzo Reale  – piazza Duomo 12 Milano
Orario: 9.30 – 19.30; giovedi’ 9.30-22,30; lunedi’ 14.30-19.30, chiuso lunedi’ mattina. Aperta: Domenica 8 aprile, lunedi’ 9 aprile 2006, mercoledi’ 25 aprile, martedi’ 1 maggio, sabato 2 giugno 2007.
Biglietto d’ingresso: – 9,00 intero; ridotti: – 7.50 e – 4,50. La biglietteria chiude un’ora prima.
Prevendite: circuito Ticket.it. Prevendita internet: www.ticket.it Tel. 02.54913. L’elenco completo dei luoghi in cui acquistare in prevendita il biglietto: http://www.ticket.it/elenco_punti_vendita.htm. Il Diritto di Prevendita e’ di – 1.50 per qualunque ordine di prezzo.

Email: informazioni@mazzotta.it

Fonte:Undo.net

MILANO. Retrospettiva di Mattia Barbieri.

Federico Luger Gallery ospita dall’8 marzo al 12 aprile la prima retrospettiva di Mattia Barbieri, artista Bresciano nato nel 1985.

Le inaugurazioni saranno due, la prima l’8 di marzo, la seconda il 22 di marzo. Nell’intervallo di tempo tra queste due date, la galleria si trasformerà per un mese nel suo studio, lasciando a lui la libertà di utilizzarla come luogo di lavoro, di riposo o quant’altro.
I lavori esposti in prima battuta saranno opere eseguite nel 2006, alla seconda inaugurazione vedremo invece il frutto di questo mese di ‘residenza’.

Info:
Inaugurazione: 8 marzo e 22 marzo ore 19:00       
Fino al 12 aprile 2007
Federico Luger gallery,  Via Felice Casati 26, Milano  20124 (porta Venezia)
visitabile dal martedì al venerdì dalle 15,30 alle 19,00.
Tel: +39 02 67391341. 

Link: http://www.federicolugergallery.com

Email: info@federicolugergallery.com

ANCONA. I Tratti dell’anima – Tra oro e buio di Floriano Ippoliti.

Dopo il successo della rassegna a Palazzo Venezia a Roma, nel settembre scorso, Floriano Ippoliti torna nella sua città natale. L’esposizione “Tratti dell’anima – Tra oro e buio”, precedentemente voluta nella Capitale dal sovrintendente al Polo Museale Romano Claudio Strinati, arriva ad Ancona, presso il luogo d’arte Artessenza.

Dal 17 marzo al 6 aprile sarà visibile l’affascinante mondo di Ippoliti fatto di storie, miti, epopee, eroi irraggiungibili e allo stesso tempo così vicini e contemporanei. Personaggi rapiti all’antichità e che nelle opere del Maestro rivivono con grazia e segno strettamente odierni.

Una mitologia dell’attualità dove le suggestioni provenienti dal passato si fondono al presente.
La mostra anconetana propone un ciclo di opere diverso rispetto a quella romana, prediligendo alla pittura la scultura di Ippoliti, ma anche qui ritornano tutti gli ingredienti fondamentali del suo successo. Protagonisti i suoi bronzi, che sembrano aspirare al divino, con una purezza di contorni sempre anelante alla classicità.

Saranno esposti anche alcuni dipinti e alcune sanguigne su travertino, pezzo forte dell’esposizione romana che aveva conquistato per la sua qualità e forza espressiva.
“Ippoliti convoca una rassegna di modelli, maestri, tecniche, stili e compie l’orbita di un’arte che sceglie i sentieri di una metafisica del senso e del segno, del colore e della pienezza delle “stanze” dei suoi dipinti per celare le trame crudeli e splendenti del reale, la sua aspra natura che oscilla, perenne, tra grazia e orrore, tra oro e buio” scrive Francesco Scarabicchi, scrittore e poeta, autore insieme a Dino Del Vecchio dei due testi critici presenti sul catalogo, appendice di quello di Roma.
“Nelle sculture si identificano i contrassegni di una contaminazione culturale per la quale acuisce, alla luce del mito e della romanità, la ricerca dell’aura perduta; il valore magico della rigenerazione di un mondo enigmatico proprio della classicità” gli fa eco Del Vecchio, noto critico d’arte.

Info:

orari di visita: da lunedì a sabato dalle 16 alle 21.
ARTESSENZA – Via I Maggio, 142 C  – 60131 Ancona
tel. e fax 071.2916288

Link: http://www.artessenza.it

Email: info@artessenza.it

TORINO. F. TABUSSO pittore di Torino.

Promotrice delle Belle Arti – Torino – dal 15 marzo al 20 maggio 2007.

Il titolo della mostra “F.Tabusso – Pittore di Torino” è un omaggio al pittore più amato in città, il più conosciuto, l’erede spirituale di Felice Casorati, il maestro che primo seppe riconoscerne le straordinarie doti, accompagnandolo nei primi passi del cammino artistico fino a portarlo ventiquattrenne appena a quella Biennale di Venezia del 1954 che ne rivelerà la piena maturità e l’ormai definita personalità. Vi sarà invitato anche nel 1956 e nel 1958 e nel 1966 gli sarà dedicata una sala personale.

Tabusso ha partecipato alle più prestigiose rassegne internazionali, tra cui Bruxelles, New York, Mosca, Alessandria d’Egitto.

Nel 1975 ha realizza la Grande Pala Absidale “Il Cantico delle Creature” per la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano , progettata da Giò Ponti, opera completata successivamente con quattro trittici dedicati ai “Fioretti di San Francesco”.

Tabusso è un pittore che lavora per cicli: il paesaggio, la natura morta, la figura, i proverbi popolari, l’omaggio ai maestri (Grünewald, Goya, Rembrandt, Caravaggio, Georges de La Tour…), il mare, i miti (Ulisse). I suoi ritratti di fanciulla, i montanari valsusini, le vigne di Langa, il circo, gli animali del bosco, gli uccelli e le erbe, sono caratterizzati da un’impronta inconfondibile: il daimon di Tabusso, il suo demone, la vocazione che si è manifestata subito nella sua vita e che non l’ha mai abbandonato, facendo di lui uno dei pittori più amati ed apprezzati della contemporaneità. Questa mostra, la prima vera antologica su Tabusso, è dunque l’occasione per ammirare finalmente tutta la sua produzione e per apprezzare il genio di questo pittore straordinario.

Info:
Ingresso libero per i titolari dell’Abbonamento Musei

Promotrice delle Belle Arti – Viale Balsamo Crivelli 11, Torino
Tel. 011 6692545
Orario: dal martedì alla domenica 11.00 – 19.00, Lunedì chiuso