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ALESSANDRIA. Le Corbusier dipinti e disegni.

Alessandria, fino al 30 marzo 2008.

Per iniziativa della Società Palazzo del Monferrato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, il 1° dicembre 2007 è stata aperta ad Alessandria, nel Palazzo Monferrato, una mostra dedicata a Le Corbusier nella sua veste inedita di pittore, curata da Achille Bonito Oliva, Erich Mouchet e Vincenzo Sanfo.
La mostra intende porre l’accento sull’opera pittorica del grande architetto ed in particolare sulla parte più intima della sua ricerca. Le Corbusier, al secolo Charles-Edouard Jeanneret (1887-1965), è stato uno dei più grandi architetti del secolo scorso con una grande passione per la pittura e per l’arte figurativa.
Iniziò la sua carriera proprio come pittore e, insieme ad Amedée Ozenfant, fondò il movimento ‘purista’ che, derivato da una forma del tutto particolare di cubismo, poneva l’accento sulla purezza delle forme e sulla loro incidenza formale.
Il suo primo successo pubblico, a soli 15 anni, fu in realtà un premio per un orologio da taschino presentato all’Esposizione di Arti decorative di Torino del 1902.
L’Italia è stata peraltro molto importante nella sua formazione, a partire dal soggiorno di oltre due mesi che fece nel 1907 tra Milano, la Toscana e il Veneto, all’età di 20 anni.
Successivamente, abbandonata la pittura, si votò all’architettura divenendo uno dei massimi protagonisti del rinnovamento architettonico che ha segnato il XX secolo. Tuttavia, anche se in forma più intima e spesso riservata più agli amici ed estimatori che al grande pubblico, continuò a coltivare la sua passione per la pittura riempiendo centinaia di fogli di schizzi e dipinti che vanno via via a definire uno stile del tutto personale e riconoscibile. Nascono così le forme sinuose delle bagnanti, le nature morte, le osservazioni della flora e della fauna e in particolare il ciclo dedicato ai Tori che occupa una parte rilevante della sua opera.
La sua vocazione pittorica, oltre ad aver generato alcuni straordinari carnet di viaggio, ha rappresentato anche una valvola di sfogo e spesso un motivo di ispirazione per i suoi progetti architettonici. L’uso libero e gioioso del colore, così come la libertà delle forme, diverrà una caratteristica costante della sua pittura e lo porterà, anche in questo campo, ad essere uno dei protagonisti dell’arte figurativa del suo tempo, al pari dei suoi celebrati compagni di strada come Picasso, Mirò e Léger.
La mostra alessandrina propone un percorso inedito sul lavoro pittorico di Le Corbusier riunendo assieme opere dagli anni Venti sino alla morte, coprendo quindi tutto il suo lungo percorso creativo. In mostra saranno esposte le opere puriste del primo periodo, quali ad esempio Nature Morte Puriste Verticale del 1922, autentico capolavoro, o Femme dans l’embrassure d’une porte del 1933 che ritrae la moglie Yvonne in occasione di un vacanza a Vezelay e inoltre Mains, buste e coquillage del 1954, altro capolavoro che fa parte dei celebri collages universalmente noti e a cui Le Corbusier dedicherà buona parte del suo impegno figurativo.
Oltre alle opere pittoriche – tra le quali alcuni oli su tela di grandi dimensioni – e ai disegni, la mostra presenterà alcune sculture e un grande arazzo finora mai esposto.
Il percorso espositivo è reso possibile grazie agli eccezionali prestiti concessi dalla Fondazione Le Corbusier e da prestigiose collezioni private, in larga parte inediti in Italia.
La mostra rappresenterà pertanto un’occasione unica ed irripetibile per gli studiosi di Le Corbusier e del XX secolo, ma anche per tutti gli amanti dell’arte. L’organizzazione e la promozione dell’evento espositivo è affidata a Civita con la collaborazione del Centro Italiano per le Arti e la Cultura.
Il catalogo è edito da Electa.

Info:

Alessandria, Palazzo Monferrato – Via San Lorenzo, 21
Orari: Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.30
Biglietti: Intero € 9,00; ridotto € 7,00.
Convenzioni: Ridotto € 7,00 (possessori Card Almaviva Art Card, Art’è Amica Card, Card soci touring, possessori Card Gruppo Telecom/Civita, possessori Card Enel/Civita, Tessere Polizia di Stato, Aci show your card, utenti registrati al sito di Civita, tessera Fai, Civita card, card Dante Alighieri).

Link: http://www.mostralecorbusier.it

Fonte:CivitaInforma

VENEZIA. L’ultimo Tiziano e la sensualità della pittura.

Venezia, dal 26 gennaio al 20 aprile 2008.

Intorno alla metà del Cinquecento, già quasi sessantenne Tiziano scopre un nuovo modo di dipingere: il colore si stende veloce e libero sulla tela e si sovrappone in corpose pennellate, le forme si scompongono, si accentua una grande sensualità e contemporaneamente una profonda spiritualità.
Con una tecnica straordinariamente anticipatrice, crea una pittura teatrale che emoziona e per certi aspetti sembra legarsi all’opera del Tasso e agli scritti di Ariosto pubblicati negli anni ’30 del Cinquecento proprio a Venezia.
A questa stagione ultima di Tiziano è dedicata una mostra eccezionale. Dopo il grande successo ottenuto a Vienna, per iniziativa del Kunsthistorisches Museum e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano saranno esposti alle Gallerie dell’Accademia di Venezia 28 capolavori, dipinti da Tiziano dal 1550 sino alla morte, avvenuta nel 1576.
Come tutti ricorderanno già nel 1990 l’allora Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia e laguna, in collaborazione con il Comune di Venezia, organizzò a Palazzo Ducale e successivamente alla National Gallery di Washington la prima esposizione monografica su Tiziano, dopo quella ormai storica del 1935 a Ca’ Pesaro. La ragione principale della rassegna era la conclusione dei restauri delle opere di Tiziano presenti nel territorio veneziano. Oltre al risarcimento delle opere dell’artista, si erano potute sviluppare nuove e più avanzate tecnologie scientifiche per le indagini propedeutiche ai restauri, oggi divenute indispensabili a qualsiasi iniziativa.
Il Kunsthistorisches Museum di Vienna nel 2001 ha iniziato una ricerca a livello europeo, e non solo europeo, sulle tecniche e sulle modalità della tarda attività di Tiziano, caratterizzata dall’invenzione e dallo sviluppo della ‘pittura a macchia’ secondo la brillante definizione del Vasari.
La Soprintendenza veneziana ha immediatamente aderito a questa ricerca e al progetto espositivo che ne è derivato. Le Gallerie dell’Accademia di Venezia posseggono l’ultima opera di Tiziano ‘La Pietà’, un grande ex voto contro l’epidemia che infuriava nell’anno della sua morte, che rappresenta forse il momento più alto di quella tecnica e di quella stagione artistica.
In occasione della mostra viennese si è inoltre concluso il delicatissimo intervento di restauro della ‘Ninfa e pastore‘ che ne ha consentito il trasporto a Venezia, rendendo possibile per la prima volta uno straordinario confronto con altre opere coeve e con assoluti capolavori come la ‘Punizione di Marsia‘, proveniente da Kromeriz, nella Repubblica Ceca.
Grazie a prestiti eccezionali provenienti dai più importanti musei, assicurati per un valore che sfiora un miliardo di euro, la mostra rappresenta un unicum in Italia per questo periodo dell’artista.
Un percorso espositivo, articolato in tre sezioni, dedicate ai ritratti, ai temi profani e alla pittura sacra, che manifesta chiaramente il titanico impegno di Tiziano attraverso il racconto che queste opere propongono al visitatore.
Una mostra di capolavori, perché a commuoverci, più che le storie sono sempre ancora le immagini. E le immagini proseguono oltre la mostra, nelle collezioni permanenti delle Gallerie dell’Accademia, dove si incontrano i contemporanei, e il paragone con i capolavori di Giorgione, Veronese e Tintoretto diventa anche motivo per amplificare ed esaltare la novità del messaggio tizianesco.
La mostra è prodotta e organizzata dalla società Venezia Accademia, costituita da Marsilio Editori, Mondadori Electa, Ingegneria per la Cultura/Gruppo Civita e Verona83, che recentemente ha di nuovo vinto la gara per la gestione dei servizi della Soprintendenza.
La mostra si avvale della sponsorizzazione di Assicurazioni Generali.
Il catalogo è edito da Marsilio.

Info:
Venezia, Gallerie dell’Accademia – Campo della Carità Dorsoduro n.1050 30130 Venezia
Orari: Martedì – domenica 8.15 – 19.15 Lunedì 8.15-14.00
Biglietti: intero € 10,00, ridotto € 7,00 per i visitatori tra 18 e 25 anni, gratuito per i minori di 18 o maggiori di 65 anni.

Telefono: 041.5200345 – 199.199.100

Link: http://www.gallerieaccademia.org

Fonte:CivitaInforma

PERUGIA e SPELLO. Pintoricchio.

Perugia e Spello, dal 2 febbraio al 29 giugno 2008
L’articolata iniziativa dedicata a Bernardino di Betto detto il Pintoricchio, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la collaborazione di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Spello e Fondazione Cassa Risparmio Perugia, ha lo scopo di celebrare il 550° anniversario della nascita di un protagonista del Rinascimento Italiano, artista-simbolo della città di Perugia, ma soprattutto di rinnovare l’attenzione del pubblico e della critica nazionale e internazionale per il patrimonio umbro.
Il programma, elaborato da un comitato scientifico presieduto da Vittoria Garibaldi e composto da studiosi e specialisti di rilievo internazionale, si svilupperà intorno a una mostra principale, che sarà realizzata a Perugia, nella sede della Galleria Nazionale dell’Umbria.
Uno speciale collegamento esterno all’esposizione, ma di complementare riferimento, sarà realizzato a Spello, per la valorizzazione della “Cappella Bella” nella locale Chiesa di S. Maria Maggiore, capolavoro dell’artista.
Per l’occasione sarà inaugurato un particolare allestimento illuminotecnico che consentirà la migliore fruizione del prestigioso ciclo pittorico, accompagnato da un accurato apparato didattico per la presentazione degli aspetti storico-artistici, iconografici e tecnici dell’opera.
Nella stessa sede spellana, saranno inoltre realizzate originali iniziative di accoglienza con proposte teatrali e percorsi guidati inediti alla città. Un particolare interesse sarà riservato alla “riscoperta” delle testimonianze pintoricchiesche ancora presenti nei luoghi di origine, che permetterà di ampliare l’offerta culturale con itinerari sul territorio coinvolgendo altri centri umbri, quali Trevi (Complesso Museale di San Francesco), Spoleto (Duomo), Orvieto (Duomo) , Città di Castello (Museo del Duomo), San Martino in Colle di Perugia (Chiesa della Madonna del Feltro), Spello (Chiesa di Sant’Andrea).

Info:
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria – Spello, Chiesa di Santa maria Maggiore
Indirizzo: Galleria Nazionale dell’Umbria a Palazzo dei Priori Corso Vannucci, 19 – Cappella Baglioni nella Chiesa di Santa Maria Maggiore e Pinacoteca Civica: Piazza Giacomo Matteotti
Orari: 2 febbraio – 30 marzo 2008 dalle ore 9.30 alle 19.00 31 marzo – 29 giugno 2008 dalle ore 9.30 alle 20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Link: http://www.mostrapintoricchio.it

Fonte:CivitaInforma

MILANO. La Scultura in cartapesta. Sansovino Bernini e i maestri leccesi tra tecnica e artificio.

Dal 15 gennaio al 30 marzo 2008, al Museo Diocesano di Milano, si terrà la mostra ‘La Scultura in cartapesta. Sansovino, Bernini e i maestri leccesi tra tecnica e artificio‘ che, per la prima volta in Italia, affronterà nel suo complesso un argomento poco studiato e valorizzato, ma di grandissima importanza storica e decisamente sorprendente.

Curata da Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano di Milano e Raffaele Casciaro, Università del Salento, con il contributo di Monte dei Paschi di Siena, l’esposizione raccoglierà autentici capolavori in cartapesta, materiale umile, la cui duttilità e leggerezza, l’estrema adattabilità e le eccezionali doti mimetiche del materiale, idoneo a qualsiasi simulazione, è stata apprezzata dai più grandi scultori del Rinascimento e del Barocco.

Il percorso espositivo, articolato in quattro sezioni, presenterà esempi illustri di scultura ma anche opere di arredo sacro e di produzione artigianale attraverso le quali si testimonierà l’importanza, la diffusione e la versatilità di un’arte non ancora degnamente considerata.

La prima sezione
La cartapesta nel Rinascimento toscano, analizza la fase sperimentale che interessò alcuni dei maggiori scultori del primo Rinascimento che, nello stesso periodo in cui si riscopriva la terracotta come materiale scultoreo, si cimentavano con altri materiali plastici come lo stucco o appunto la cartapesta.
Le opere di questa fase iniziale, provenienti da importanti istituzioni come Il Museo del Bargello e il Museo Bardini a Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Siena o il Museum of Fine Arts di Budapest, spaziano dall’ambito di Donatello e dei grandi scultori fiorentini , quali Benedetto da Majano e Antonio Rossellino, all’attività delle botteghe specializzate nell’esportazione di rilievi e sculture in cartapesta, che replicarono con varianti i modelli rinascimentali fino al primo Seicento.

La seconda sezione della mostra
Cartapesta e scultura polimaterica nell’Italia del Rinascimento, sposta l’attenzione su altri ambiti, come quello veneto, dove i grandi scultori del XVI secolo usarono la cartapesta sia per creare modelli da riprodurre con materiali più solidi, sia come materiale per la realizzazione delle opere definitive. E’ questo il caso di Jacopo Sansovino, fiorentino di nascita ma veneziano d’adozione, al quale si devono alcuni magnifici esemplari di altorilievi in cartapesta, come la straordinaria Madonna col bambino del Museum of Fine Arts di Budapest, realizzata intorno al 1530 ed esposta in mostra. La presenza del Sansovino in questo filone di attività artistica si innesta su una tradizione già robusta che aveva visto all’opera Bartolomeo Bellano (Padova 1435 ca-1496), allievo di Donatello a Padova, di cui si presenta una raffinata Madonna col Bambino, della metà del XV secolo, proveniente dal Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma. Uno spazio a sé è dedicato all’interessante figura di ‘Nero’ Alberti di San Sepolcro, a capo di una fiorente bottega attiva a Sansepolcro intorno alla metà del XVI secolo , specializzata in immagini devozionali di sicuro successo realizzate in materiali poveri (stoffa, colla gesso, stoppa) con risultati di estrema esuberanza decorativa.
L’uso in grande quantità di cartapesta nelle feste barocche è ampiamente testimoniato dalle fonti, che riferiscono di straordinari apparati effimeri, pochissimi sopravvissuti al tempo e il cui fasto e magnificenza venne solo in parte tradotto nei monumenti più solidi di marmo e di bronzo di quell’epoca.

La terza sezione
Cartapeste di età barocca documenta con esempi significativi l’uso della cartapesta in questi apparati, come nel caso della Santa Caterina realizzata dallo scultore genovese Lorenzo de Ferrari (1680-1744) per la maestosa scenografia allestita a Genova in occasione della canonizzazione di Caterina Fieschi. Non mancano in mostra bozzetti e vere e proprie sculture dei massimi artisti dell’epoca, a partire da Gian Lorenzo Bernini, per proseguire con Alessandro Algardi, fino alla grande scuola del Settecento napoletano.

Lecce ha rappresentato, già dalla fine del Seicento e ancor più nei secoli successivi uno dei maggiori centri di produzione della cartapesta, diffusa nel territorio circostante ma anche esportata a largo raggio. L’ultima parte del percorso espositivo, dedicato proprio alla Cartapesta leccese, racconta infatti la storia di Lecce capitale della cartapesta, un capitolo interessante e poco conosciuto della storia dell’arte meridionale con alcuni eccellenti esempi settecenteschi, tra i quali spiccano le opere di Mauro Manieri, e in particolare lo straordinario ovale raffigurante San Michele Arcangelo, senza tuttavia trascurare la produzione più artigianale.
Accompagna l’iniziativa un catalogo Silvana editoriale.

Il Museo Diocesano, com’è ormai consuetudine, affiancherà alla proposta espositiva un intenso programma didattico curato da Ad Artem.
Le proposte si articoleranno seguendo due modalità: una visita-laboratorio che renderà possibile integrare la visita guidata con un nuovissimo laboratorio dedicato alla realizzazione di figure tridimensionali con la tecnica tradizionale della cartapesta (per scuole primarie e secondarie di primo grado); oppure una visita guidata classica, mirata alla presentazione dell’evoluzione storica della tecnica della cartapesta, delle prevalenti destinazioni degli oggetti in cartapesta e dei principali artisti che la utilizzarono (per scuole secondarie di secondo grado).

Info:
La Scultura in cartapesta. Sansovino, Bernini e i maestri leccesi tra tecnica e artificio
Milano – Museo Diocesano – Corso di Porta Ticinese, 95 – Milano
Orari: 10.00 – 18.00. Lunedì chiuso
Ingresso: 8,00 Euro intero; 6,00 Euro gruppi; 5,00 Euro ridotto; 2,00 Euro scolaresche
tel. 02 89404714 – fax 02 89407577

Fonte:Archimagazine.com

BRESCIA. Thoughts – Pensieri mostra di Alessandro Bulgarini.

Dal 04 al 31 Gennaio 2008 il Club Batik Art Cafè di Brescia (in via A. Diaz, n.1) ospita la mostra “THOUGHTS – PENSIERI”, personale del giovane artista Alessandro Bulgarini.
Esposte alcune opere recenti realizzate nel corso del 2007: un universo figurativo del pensiero riportato alla luce nella sua forma originaria, quella delle immagini, con un linguaggio pittorico realistico ed una composizione mai casuale, che va oltre l’apparenza per addentrarsi nella misteriosa dimensione del simbolo.
Il concetto, l’idea, si concretizza in visione, stimolando nell’osservatore un ragionamento immaginativo libero da ogni preconcetto e da qualsivoglia abitudine di superficialità, alla ricerca di un significato o di un’interpretazione.Un viaggio negli infiniti territori dell’immaginazione e della mente.

Info:
Ingresso libero
orari: lunedì e martedì 07.30 – 19.30; mercoledì e giovedì 07.30 – 24.00; venerdì 07.30 – 02.00; sabato 18.00 – 02.00; domenica 18.00 – 24.00.

Tel 3383015186

 

Email: info@alessandrobulgarini.it