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MILANO. Le dame del Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento.

pollaioloL’esposizione, Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento, intende ripercorrere la storia della fortuna artistica dei fratelli fiorentini, che ha avuto come naturale punto di partenza il simbolo del Museo Poldi Pezzoli: il Ritratto di giovane donna di Piero del Pollaiolo, eletto ad effige della casa museo dai milanesi stessi e considerato uno dei maggiori capolavori della ritrattistica della seconda metà del ‘400. Accanto alla dama cittadina vengono riuniti per la prima volta nella loro storia gli altri tre ritratti attribuiti nel tempo ai fratelli Pollaiolo, grazie a importanti prestiti da istituzioni nazionali e internazionali: la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York e la Galleria degli Uffizi di Firenze.
“Questi quattro splendidi ritratti femminili interpretano in modo straordinario lo spirito del Rinascimento, culla del genio e del saper fare italiano”, afferma Diana Bracco, Presidente della Fondazione Bracco. “Le dame dei Pollaiolo ci sono sembrate pertanto delle perfette ambasciatrici di quello spirito che faremo rivivere nel Padiglione Italia dell’Expo 2015, e in particolare negli spazi dedicati a Women & Expo. Fondazione Bracco è felice di sostenere questo grande progetto internazionale del Museo Poldi Pezzoli che lega arte, scienza e attenzione alle donne, tre temi che sono il fil-rouge della nostra attività filantropica”.
I dipinti delle quattro dame, probabilmente appartenenti al genere del “ritratto nuziale”, sono un mezzo per conoscere la società di fine Medioevo e sono segno tangibile della bravura dell’artista: la sua abilità si misura, infatti, anche nella capacità di saper restituire la bellezza e la preziosità degli oggetti raffigurati. Questi ultimi non erano mai di pura invenzione, ma venivano appositamente realizzati da artigiani e poi riprodotti nei dipinti. I ritratti delle quattro dame raffigurano quindi un campionario delle capacità tecniche e del gusto raffinato custodito nelle botteghe del Rinascimento, non da ultime quelle dei fratelli Pollaiolo.
Oltre ai ritratti delle quattro dame, vengono esposti anche splendidi dipinti di medio e piccolo formato capaci di evidenziare le differenze tra la cultura pittorica di Antonio, caratterizzata da un disegno vigoroso e carico di energia, e quella di Piero, più preziosa e materica, attenta alla sfumature e alle trasparenze.

Visitabile fino al 16 feb 2015, a Milano, al Museo Poldi Pezzoli.

Fonte: www.quotidianoarte.it, 7 nov 2014

ROCCA SINIBALDA (Ri). Una grande Biblioteca per un piccolo paese.

Il Comune di Rocca Sinibalda e l’Associazione Angelo Di Mario hanno inaugurato la Biblioteca Angelo Di Mario.  La Biblioteca dispone di testi rari già inseriti in SBN dal MIBAC.
Una grande biblioteca per un piccolo paese, nel quale sono rimasti solo 40 abitanti. E’ un fatto insolito e una sfida quella di voler partire dal mondo del libro e della cultura per offrire una occasione di sviluppo.
A Vallecupola, frazione di Rocca Sinibalda, ha aperto i battenti  la Biblioteca Angelo Di Mario, non si tratta di una biblioteca ‘intestata ad uno scrittore’ da un ente pubblico, ma di una biblioteca privata realizzata con libri interamente di proprietà dell’autore stesso, significativi per ripercorrere il suo excursus artistico e linguistico e per tutti coloro che abbiano la necessità di consultare testi rari, soprattutto di linguistica, poesia e storia locale.
Appena aperta al pubblico la piccola biblioteca è stata già riconosciuta dal MIBAC (Ministero dei Beni Culturali) per la valenza dei libri e materiali d’archivio in dotazione, in particolare riferiti alle lingue antiche ed alla lingua etrusca.
La sezione di etruscologia ospita infatti volumi reperibili solo in grandi biblioteche statali, prendiamo ad esempio la Tabula Capuana: un calendario festivo di età arcaica / Mauro Cristofani. – Firenze : L. S. Olschki, 1995. – 136 p., [11] c. di tav. : ill, a Rieti e nel Lazio non è in dotazione in alcuna biblioteca, la troviamo a livello nazionale a Roma in strutture quali  la Biblioteca Nazionale centrale, invece il titolo Portugalenses… lumina mundi : incursioni nelle trincee della posicao portuguesa: anno accademico. – Roma : Libr. editrice E. De Santis, 1962 in Italia è presente solamente in quattro biblioteche, compresa la Biblioteca Di Mario, e cioè a Firenze, presso la Nazionale Centrale e a Roma, presso la Biblioteca della Società Geografica Italiana e la Nazionale Centrale.
In termini pratici vuol dire che chi effettua la ricerca in sbnweb (ricerca semplice) da qualsiasi luogo d’Italia trova questi titoli solamente in queste biblioteche e, essendo libri che non si possono dare in prestito, dovrà necessariamente raggiungere il piccolo centro.
Già sono pervenute richieste da studenti ed appassionati residenti nelle più svariate zone d’Italia e addirittura dall’estero: dalla Grecia, dalla Turchia e dall’Argentina.
Nella Biblioteca si potranno consultare anche i volumi pubblicati dallo studioso (quali ad esempio Lingua Etrusca: la ricerca dei tirreni attraverso la lingua, Iscrizioni Tirsene e Velsinie a confronto, La Lingua degli etruschi, Lingua etrusca), i numerosi articoli apparsi su riviste specializzate, ma soprattutto l’archivio, utile per ripercorrere i suoi studi, esaminare ossia il metodo particolare di Cinefonesi grazie al quale ha tradotto in maniera originale la lingua etrusca e il lineare Cretese A, mai tradotto finora.
Personalità poliedrica (poeta, scultore, etruscologo) Di Mario è nato a Vallecupola il 12 aprile 1925 dove riposa, nel piccolo cimitero, dal 21 agosto 2013; allo studio delle lingue antiche, grazie al quale ha ottenuto  riconoscimenti dall’Accademia Tiberina, dall’Accademia dei Lincei, il Primo Premio alla carriera nel 2011 dal Comune di Cortona, ma anche l’apprezzamento di noti linguisti come Giacomo Devoto,  si affianca una ricca produzione poetica,  che ha ugualmente ottenuto riconoscimenti, premi e recensioni di critici noti quali Luigi Tallarico, Gaetano Salveti, Maria Luisa Spaziani, Giorgio Bàrberi Squarotti.
La biblioteca accoglie anche i suoi 13 libri di poesia, le raccolte inedite e numerose riviste di poetica che potranno interessare appassionati e studiosi del settore.
“Disponiamo di circa 6000 pezzi, tra volumi e riviste, e nasciamo con l’obiettivo di continuare a promuovere l’opera di mio padre, ma anche di rivitalizzare il piccolo paese e il suo habitat naturalistico incontaminato e di  favorire la crescita e l’aggiornamento culturale dei cittadini dell’area che include la Valle del Salto e la Valle del Turano, e dei cittadini in generale in ambito regionale, nazionale ed internazionale, tramite l’accesso informatizzato alla documentazione posseduta ma anche attraverso l’organizzazione di momenti di lettura, presentazione di libri, organizzazione di conferenze e convegni che prevedano il coinvolgimento del mondo scolastico ed universitario – spiega la responsabile della Biblioteca Maria Grazia Di Mario –  vogliamo essere inoltre un centro informativo locale per chi transita sul territorio per fini turistici con lo scopo di promuoverne la storia e il patrimonio naturalistico locale, fondamentale l’obiettivo di tutela e valorizzazione della storia locale. Chiunque può frequentare la Biblioteca e utilizzarne le risorse e i documenti. Il lavoro di catalogazione ovviamente è appena iniziato grazie al supporto del personale degli Istituti Culturali di Roma, attualmente sono stati collocati mille titoli. E’ una vera sfida perché a Vallecupola sono rimaste poche persone, ma proprio attraverso iniziative di questo tipo si può sperare in una rinascita che parta dalla cultura e dal paesaggio. Vallecupola ha tutte le carte in regola per diventare una sorta di Calcata, meglio di Calcata, grazie alla cornice naturale che la accoglie in quella valle ‘Cubra’ la cui terminologia non nasconde origini arcaico – orientali. Mio padre sosteneva che in tempi antichi i Sabini adoravano un’antichissima dea orientale, detta Kubaba > Kubabasa, semplificata nella dea *Ku()pasa > *Cupara > Cubra, per diventare  anche ‘*Cubera > Cibele (onorata come ‘la Buona Madre’)’; anche a Roma ne esisteva il culto; quindi si può presumere che il nome del paese contenesse una variante fonetica di questa divinità, nel senso che potesse derivare dal teonimo CUBRA attraverso lo sviluppo fonetico compatibile: *CUBARA > * CUPORA > CUPOLA, dando l’esito VALLE CUPOLA, con i termini separati, come risulta da molti documenti antichi; oppure VALLECUPOLA, definizione recente”.
Insomma, viaggiare nei libri, e nei materiali di archivio, di Angelo Di Mario,  rappresenta anche una occasione per iniziare un viaggio avventuroso, alternativo e straordinario, nella storia di un territorio poco conosciuto e valorizzato.
Angelo Di Mario ha pubblicato centinaia di articoli su riviste specializzate e 5 libri sulla lingua etrusca, 13 libri di poesia, ha scolpito 500 sculture in bronzo e ceramica. Nel 2011 ha ricevuto un primo premio Speciale per i suoi studi sulla lingua etrusca dalla Città di Cortona, le sue sculture sono ospitate sul catalogo Mondadori degli Scultori italiani, le poesie hanno ricevuto premi e critiche dai critici più noti e qualificati, tra cui Giorgio Bàrberi Squarotti e Luigi Tallarico.

Info:
Giorno di apertura il sabato (orario continuato)
Via Sant’Antonio n. 1 Vallecupola di Rocca Sinibalda
Direttore Maria Grazia Di Mario – dimariomariagrazia@libero.it
e-mail: bibliotecadimario@libero.it – tel.cell. 3473628200

TORINO. Artissima 21

Definita la quinta fiera d’arte contemporanea più importante al mondo, polo di coordinazione delle esposizioni artistiche a Torino, Artissima è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati d’arte: una selezione di oltre 190 gallerie provenienti da tutto il mondo con opere di oltre 1000 artisti, insieme a musei, fondazioni, riviste e un intenso programma di conversazioni, incontri e visite guidate.
La fiera è suddivisa in sei importanti sezioni: Main Section, che ospita le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale; New Entries, dedicata alle gallerie giovani più interessanti; Present Future, sezione ad invito caratterizzata da stand monografici di artisti emergenti a livello internazionale; Back to the Future, mostre personali di artisti attivi tra gli anni ’60 e ’80 selezionati da un team di prestigiosi direttori di museo e curatori; e Art Editions, dedicata a gallerie e altri spazi che presentano edizioni, stampe e multipli di artisti contemporanei.
Novità del 2014 è Per4m, una speciale sezione di Artissima dedicata esclusivamente alla presentazione di lavori performativi.
Per la sua ventunesima edizione Artissima presenterà 194 gallerie note e cutting-edge della scena mondiale e un inedito progetto espositivo – “SHIT AND DIE” – organizzato da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini a Palazzo Cavour.

Info: www.artissima.it

Fonte: Torinocultura NewsLetter, 3 nov 2014, www.torinocultura.it

MONZA. Giorgio De Chirico e l’oggetto misterioso.

de chiricoProsegue con successo la mostra “Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso” in corso al Serrone della Villa Reale di Monza fino al 1 febbraio 2015.
L’esposizione presenta oltre trenta opere della collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico dagli anni Quaranta fino alla metà degli anni Settanta, con l’obiettivo di illustrare il ruolo che l’oggetto misterioso gioca nella produzione artistica del Maestro.
Sabato 1 novembre la mostra sarà regolarmente aperta al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 20.00, un’occasione per trascorrere una giornata nella cornice suggestiva della Reggia di Monza in cui i visitatori potranno ammirare le straordinarie opere di Giorgio de Chirico, passeggiare nello splendido Roseto, visitare gli Appartamenti Reali recentemente restaurati ed immergersi nella natura del Parco.
Domenica 2 febbraio alle ore 15.00 tutte le famiglie con bambini dai 5 agli 11 anni, dopo una speciale visita guidata gioco in mostra alla scoperta dell’arte metafisica di Giorgio de Chirico, potranno partecipare al laboratorio didattico gratuito Suoni metafisici per indagare il mondo sonoro degli oggetti di tutti i giorni, sperimentando nuovi modi di avvicinarsi ad essi e costruendo strumenti rumorosi inaspettati.

Info: info@dechiricomonza.com – tel. 02 36638600 (dal Lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00).

Fonte: www.quotidianoarte.it, 30 ott 2014

MILANO. Giovanni Segantini, protagonista a Palazzo Reale.

segantiniUn grande artista, punto di riferimento per i maggiori pittori delle avanguardie europee, Segantini, approda a Palazzo Reale di Milano fino al 18 gennaio 2015, presentando oltre 120 opere provenienti da importanti musei e collezioni private europee e statunitensi, divise in otto sezioni, ciascuna delle quali dedicata a un aspetto dell’arte del grande artista.
“Il cuore dell’attività di Giovanni Segantini si è sviluppata a Milano – afferma l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno –  dove il suo status di ‘cittadino di frontiera’ gli ha permesso di spaziare con libertà intellettuale e artistica attraverso le diverse tendenze pittoriche e culturali dell’epoca. Per questo motivo siamo molto lieti di ospitare le sue opere a Palazzo Reale nella più grande mostra a lui dedicata in Italia, nella quale non solo ritroveremo i suoi quadri più noti, come le sue straordinarie nature morte oppure i navigli milanesi dei suoi esordi, ma anche molti dipinti che non sono mai stati esposti nella nostra città. Un grande artista, molto noto in vita, la cui pittura è stato un punto di riferimento per i maggiori pittori delle avanguardie europee, la cui fama, però, è stata offuscata durante il fascismo a causa dell’isolamento culturale di cui ai tempi ha sofferto il nostro paese ”.
Curata da Annie-Paule Quinsac, autrice del catalogo ragionato e maggior esperta di Segantini, a cui ha dedicato quasi mezzo secolo di studi e otto mostre in tutto il mondo, e da Diana Segantini, pronipote dell’artista e già curatrice della esposizione tenutasi alla Fondazione Beyeler nel 2011, la rassegna è prodotta per il prossimo autunno da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e Skira editore in collaborazione con Fondazione Antonio Mazzotta.
Il percorso della mostra si apre con una sezione introduttiva di documenti, fotografie, lettere, libri, il busto di Segantini eseguito da Paolo Troubetzkoy e quello giovanile di Emilio Quadrelli, il ritratto di Segantini sul letto di morte, acquarello di Giovanni Giacometti, suo amico fraterno e padre del celebre scultore Alberto. Segue una sezione preliminare con quasi tutti gli autoritratti di Segantini, che permettono di percepire l’evoluzione dall’immagine “realistica” che il pittore dà di se stesso nell’Autoritratto all’età di vent’anni (1879-1880), alla progressiva trasformazione simbolista in icona bizantina, nel carboncino su tela del 1895.
La II sezione della mostra Il ritratto. Dallo specchio al simbolo, presenta una selezione di magnifici dipinti, alcuni mai visti a Milano, come ad esempio il Ritratto della Signora Torelli (1885-1886), nel quale è raffigurata la moglie del fondatore del “Corriere della Sera”, Eugenio Torelli Viollier, scrittrice femminista affermata, nota come marchesa Colombi. Quest’opera appartiene a una famiglia che ne è proprietaria sin dal 1898. E poi L’ebanista Mentasti (1880), il Ritratto di Carlo Rotta (1897), pretesto per una meditazione sulla morte, o Petalo di rosa (1890), dipinto sopra il precedente Tisi galoppante del 1883, nel quale il volto della compagna Bice al risveglio è simbolo di sensualità: la scelta di opere effettuata intende illustrare l’evoluzione simbolista che l’artista impartisce al genere del ritratto.

Fonte: http://www.quotidianoarte.it, 27 ott 2014