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TORINO: Naufraghi di terra.

SALA BOLAFFI – VIA CAVOUR 17 – TORINO

La “Fondazione Italiana per la Forografia” presenta, in collaborazione con Greempeace e Regione Piemonte, fino al 27 febbraio 2005,

4 FOTOGRAFI: RAGHU RAI E VIOLA BERLANDA, ANABELL GUERRERO E IVO SAGLIETTI;
3 UNIVERSI: BHOPAL (INDIA) IL PIÙ GRANDE DISASTRO CHIMICO DELLA STORIA DELL’UMANITÀ;
SANGATTE (FRANCIA): L’UNICO CAMPO DI RIFUGIATI DELLA CRI IN EUROPA – MARINAI SEQUESTRATI NEL PORTO DI VENEZIA DAL 1997;
GUEST: Hanno ucciso il Rwanda; fotografie di Giovanni Romboni per NutriPa Italia, Associazione per la lotta contro la malnutrizione dei bambini del Rwanda.

130 fotografie, un libro visivo unico, scritto a 4 mani, da sfogliare, e nel quale ogni pagina/fotografia, scrive nella nostra mente pensieri differenti su un unico tema l’Odissea di alcune vite, ormai molte, troppe, che ci toccano da vicino. Tragici viaggi, viaggi non scelti, organizzati da una mano che di volta in volta si chiama ragion di stato, businness, spregiudicatezza, indifferenza del prossimo e nell’apocalisse più recente da un universo impazzito.
Viaggi subiti, che in alcuni casi non portano da nessuna parte, ma mutano profondamente l’esistenza, trasformando l’avventura di una vita in naufragio.
Il libro/immmagine è diviso in tre capitoli; tre reportage dalla forza straordinaria che passano dalla denuncia sociale e politica (Bhopal), agli oggetti/simbolo e ai dettagli dei corpi del Campo Profughi di Sangatte, all’intimità di un diario privato a bordo delle BDC (I Marinai Perduti):

BHOPAL LA TRAGEDIA CONTINUA 1984 – 2004: (in collaborazione con Greenpeace). E’ il reportage firmato da Raghu Rai, noto fotografo indiano, membro dell’Agenzia Magnum, e da Viola Berlanda, giovane fotografa torinese. Raghu Rai ha scattato le immagini/ denuncia del disastro la mattina successiva (3 dicembre 1984) la mortale fuga di gas e il suo reportage ha fatto il giro del mondo (ma per la prima volta è a Torino); ad alcune di quelle immagini si aggiunge una serie realizzata 17 anni dopo (2001/2002) in cui la cronaca supera di gran lunga la storia.
Le stampe di Viola Berlanda sono scatti di un album di famiglia, realizzati un anno fa, dove nel quotidiano della famiglia Khan sono ancora molto evidenti le tracce del disastro. Ancora oggi l’acqua di Bhopal, che segna l’inizio del viaggio visivo di Viola Berlanda, ha un tasso di mercurio ben oltre la soglia, che intacca tutta la catena alimentare arrecando danni fisiologici irreparabili.

BORDERS: Le immagini di Anabell Guerrero sono state realizzate nel Campo Profughi della Croce Rossa Internazionale di Sangatte (Francia), nato nel settembre del 1999 per froteggiare l’emergenza costituita dall’arrivo dei rifugiati in fuga dalla guerra del Kosovo e successivamente aperto ad altre popolazioni. Fuggiaschi, senza tetto, afghani, curdi, iracheni, popoli senza futuro né identità. Oggi il campo è stato smantellato e tutti sono stati “ri-accompagnati” nel proprio paese.
Sangatte era considerata una zona di transito. Il popolo di Sangatte non aveva ufficialmente identità, né casa, o protezione, una massa di “senza nome”, non classificabile. Non si potevano definire clandestini perché formalmente accolti nel campo; né rifugiati , né emigrati in cerca di lavoro in Europa.
Per molti anni Sangatte è stato un “non-luogo”, un posto illegittimo per persone che hanno perso i propri diritti, e che vivono al confine tra l’essere sociale e il non-essere.

I MARINAI PERDUTI, di Ivo Saglietti, ci raccontano del microcosmo di una nave rumena, sequestrata nel porto di Venezia dal 1997 e solo l’anno scorso messa all’asta al termine della normale procedura giudiziaria.
Le BDC (bandiere di comodo/flags of interest), sono le “carrette del mare” che assurgono all’onore della cronaca per i disastri ecologi di cui a volte sono protagoniste, ma non è solo questo. Cosa succede ai marinai di una nave posta sotto sequestro per il fallimento dell’armatore, per non idoneità alla navigazione, o per traffici illegali?
I mitici e scanzonati marinai diventano su queste navi, naufraghi, naufraghi di terra. Iniziano una nuova vita e un’altra quotidianità fatta di noia, umiliazione, speranza, paura, con il tempo scandito lentamente, lontano da tutto e da tutti, giorni che non finiscono mai, una nostalgia infinita, pensieri che galoppano giorno e notte, notti di poco sonno e molti sogni, chiusi in una gabbia di ferro che qualche volta ti parla e altre volte ti fa impazzire.

Guest HANNO UCCISO IL RWANDA: La mostra Naufraghi di Terra ospita NutriPa (Associazione per la lotta contro la malnutrizione dei bambini del Rwanda) e una serie di immagini scattate da Giovanni Romboni in una recente missione nel paese africano.
Rwanda Aprile1994: i numeri di un massacro: 10.000 morti al giorno / 400 ogni ora / 7 al minuto. Oltre 1.000.000 di persone uccise in soli 100 giorni.
Una delle più efferate tragedie mai accadute, falsata dall’Informazione, considerata alla stregua dell’ennesimo sussulto dell’Africa selvaggia, quella del regolamento di conti tra le varie etnie, rimossa dalla coscienza collettiva.
Oggi la memoria del genocidio non serve a cauterizzare l’orrore, ma a restituire la speranza, a scuotere dall’indifferenza, a riportare la luce al paese delle mille colline.
Da dieci anni NutriPa è presente a Butare, seconda città più importante del paese, con l’ambizione di riconsegnare il sorriso ai bambini. Il Centro Nutrizionale, riconosciuto dal Ministero della Sanità rwandese, lavora in collaborazione con l’ospedale della città ed è in grado di accogliere fino a 50 bambini colpiti da gravi forme di malnutrizione.

Info: orario Lun-ven 15.00 – 19.00, Sab e dom 10.00 – 19.00
Ingresso: intero 5,00 Euro / Ridotto 3,00 Euro
Ingresso gratuito con Abbonamento Musei 2005

Ufficio Stampa: Emanuela Bernascone, e-mail: e.bernascone@tin.it , tel. 011.4361548, cell. 335.256829

TORINO: Raccontare i musei.

La conferenza Raccontare i musei. Pedagogie innovative per rafforzare le competenze degli operatori nasce dall’incontro di tre soggetti: il Settore Musei e Patrimonio Culturale – Direzione Generale dei Beni Culturali della Regione Piemonte, capofila del progetto, la Fondazione Fitzcarraldo, che dal 2000 ha avviato, in convenzione con la Regione Piemonte, un programma di formazione e aggiornamento del personale che lavora nel settore museale piemontese, e di HoldenArt, che opera nel ‘territorio’ della narrazione dei beni culturali e paesaggistici attraverso la creazione di percorsi narrativi e la formazione degli operatori.

150 operatori culturali provenienti da tutta Europa discuteranno delle diverse modalità di comunicazione e di fruizione dei Musei e del patrimonio culturale e della formazione del personale che lavora in questo settore.

“La conferenza si propone” come sottolinea Daniela Formento, responsabile del Settore Musei della Regione Piemonte “di delineare le diverse modalità di comunicazione e fruizione in ambito museale, promuovere visioni innovative circa la funzione comunicativa del museo e di approfondire le modalità di formazione e diffusione delle competenze relative al personale coinvolto nelle funzioni di comunicazione del museo>/I>”.

Interverranno, tra gli altri, Francesco Antinucci, direttore della sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie dell’Istituto di Psicologia del CNR, Peter Howard, professore di Cultural Landscape all’Università di Bournemouth e David Anderson direttore del “Learning and interpretation department” del Victoria and Albert Museum di Londra, Janusz Byszewski del Centre for Contemporary Art di Varsavia, Elisabeth Caillet, Musée de l’Homme di Parigi.

Info:

4-5 febbraio 2005 – Centro Congressi Regione Piemonte – Torino

Si accede alla conferenza previa registrazione sul sito www.fitzcarraldo.it
Ufficio stampa : Luana Carechino, HoldenArt, Corso Dante 118 – 10126 Torino, tel. + 39 011 2304007, fax + 39 011 2304031 e-mail luana.carechino@holdenlab.it ; holdenart@holdenlab.it

Fonte:Exibart on line

ROMA: Urbani e Ruini firmano un’intesa sui beni culturali ecclesiastici.

Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), cardinale Camillo Ruini, e il ministro per i beni e le attivita’ culturali, Giuliano Urbani, hanno firmato a Roma, nella sede del ministero, l”Intesa relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche’ che ‘integra e sostituisce la precedente Intesa del 1996, dando attuazione all’art. 12 dell’accordo di revisione del Concordato lateranense del 1984 che prevede che la Santa Sede e la Repubblica italiana concordino disposizioni per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni in questione’.

‘Il nuovo testo – commenta il Servizio informazione religiosa della Cei – codifica le situazioni concrete nelle quali il coordinamento fra istituzioni pubbliche ed enti ecclesiastici e’ strumento risolutivo ai fini della tutela dei beni culturali di interesse religioso’.

‘Dal 1996 ad oggi – spiega ancora la nota, a firma di mons. Giancarlo Santi, direttore dell’ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Cei – l’ordinamento statale inmateria e’ stato modificato con l’attribuzione di maggiori competenze alle Regioni e l’entrata in vigore del codice dei beni culturali e del paesaggio, modifiche recepite dall’Intesa’.

L’accordo ha, inoltre, precisato ‘i comportamenti che le parti devono tenere in ricorrenza di specifiche situazioni già rilevate dall’esperienza degli ultimi anni: cosa fare nel caso di eventi sismici o altri disastri naturali, come regolare il prestito di opere d’arte per mostre ed esposizioni, come procedere per l’inventariazione e catalogazione dei beni culturali mobili e immobili e per l’adeguamento liturgico delle chiese’.

‘La previsione espressa, nei casi individuati, degli impegni di entrambe le parti – conclude il Sir – consentira’ a ciascuna di esse di lavorare con maggiore efficacia e precisione e favorira’ la crescita della collaborazione tra i soggetti interessati’.

Il nuovo testo, che ha 9 articoli, conserva sostanzialmente il contenuto dell’intesa del ’96, hanno spiegato il ministro e il presidente della Cei, precisando pero’ alcuni aspetti, come l’ inventariazione e la catalogazione dei beni culturali mobili e immobili, la loro sicurezza e conservazione, il prestito di opere d’arte per mostre ed esposizioni, l’adeguamento liturgico delle chiese.

Ma un aspetto fondamentale del nuovo accordo, ha precisato Urbani, è quello di aver individuato ‘le modalità per risolvere i problemi man mano che sorgono’. Soprintendenti e vescovi, ha detto, ‘sono a volte portatori di esigenze contrastanti, da una parte l’esigenza assoluta del patrimonio artistico, dall’altra l’esigenza primaria della utilizzazione del bene ecclesiastico. Grazie a questa terza Intesa, abbiamo individuato le regole e le modalità per risolvere insieme i problemi comuni salvaguardando al meglio le rispettive esigenze’. Tra le novità legate alle nuove regole, ha annunciato, anche ‘piccolissimi comitati di ricerca’ che si formeranno di volta in volta fra rappresenti dei vescovi e i soprintendenti ‘per individuare se lo spostamento di un quadro di una Chiesa o di un altare riescono a conciliare le esigenze della liturgia con quelle della assoluta salvaguardia del patrimonio’. In parte, ha aggiunto quindi il ministro, si precisano anche le competenze di stato e regioni. Questo, ha sottolineato, in applicazione del nuovo Codice per la tutela dei Beni Culturali. ‘Con il codice abbiamo potuto risolvere il problema delicatissimo delle competenze di stato e regione in materia di tutela. – ha sottolineato – Il codice introduce una novità assoluta per il nostro paese, che è la gerarchia delle tutele. E stabilisce che la gestione di un bene può essere affidata ad un comune una provincia una regione, ma che questa gestione deve avvenire nel quadro di limiti e di precedenze, la più importante delle quali è la tutela del bene’. Insomma, ha aggiunto, ‘Abbiamo messo ordine su chi fa che cosa, stabilendo che c’é un che cosa che è più importante di tutti gli altri che è la conservazione del bene’.

Fonte:CulturalWeb