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Francesco DI PAOLO Simone MIRTO Sacralità domestica il primo libro sulle statuette votive in terracotta…

E’ il primo libro sulle statuette votive in terracotta, Sacralità domestica, legato alla tradizione del culto domestico, parte fondamentale della cultura mediterranea.
Il volume con 80 pagine e 170 immagini, edito da Claudio Grenzi Editore, racconta la storia del culto, approfondisce  un aspetto fino ad oggi inedito della ceramica di Grottaglie (TA) e racconta i santi venerati in Puglia: tra patroni, compatroni e protettori. Una sorta di paradiso domestico a cui gli uomini e le donne facevano affidamento per proteggersi dalle malattie fisiche e spirituali, dalle calamità naturali e per propiziarsi i futuri raccolti.
Che la Puglia sia una terra pronta ad accogliere i migranti, non è peculiarità recente. Basta  un’occhiata alle statuette votive in terracotta, amorevolmente riportate alla luce dopo decenni trascorsi in  soffitte e cantine, per verificare: i Santi riprodotti, confezionati e tramandati da generazioni e generazioni di antenati, appartengono  a diversi Paesi del Mediterraneo. Tutto questo è “Sacralità domestica, santi in terracotta tra Ottocento e Novecento nella Collezione Vestita (Claudio Grenzi Editore)” il primo testo dedicato, appunto, alla tradizione del culto domestico, parte fondamentale della cultura mediterranea.
Ottanta pagine, 170 immagini di statuette votive che narrano la storia del culto dei singoli santi in Puglia e approfondiscono un aspetto fino ad oggi inedito della ceramica di Grottaglie, quello della piccola statuaria votiva in terracotta. Il volume nasce dalla sua mostra Sacralità domestica, presentata con successo durante il periodo pasquale a Grottaglie (TA).
Le statuette raccolte nel testo “Sacralità domestica, santi in terracotta tra Ottocento e Novecento nella Collezione Vestita” abbracciano una fetta significativa della moltitudine di santi venerati in Puglia: tra patroni, compatroni e protettori. Una sorta di paradiso domestico a cui gli uomini e le donne facevano affidamento per proteggersi dalle malattie fisiche e spirituali, dalle calamità naturali e per propiziarsi i futuri raccolti. Le statuette dei santi in terracotta facevano, infatti, parte di un dialogo costante nella vita di ogni giorno tra l’uomo e il sacro ed erano spesso collocate nelle nicchie in tufo ricavate nelle mura domestiche, adornate da fiori e candele. Le opere venivano realizzate a mano e dipinte a freddo dai ceramisti grottagliesi nelle loro case private, vendute poi in occasione delle feste patronali nei paesi di tutta la Puglia.
La multietnicità dei santi venerati è una particolarità della regione, perché vede uno accanto all’altro l’irlandese Cataldo, gli armeni Biagio e Gregorio, i “turchi” Cosma e Damiano, gli egiziani Ciro e Bersanofio, i francesi Rocco e Leonardo, gli spagnoli Vincenzo Ferrer e Domenico Guzman, i tedeschi  Corrado ed Emidio, il londinese Tommaso Becket e  il libanese Teodoro D’Amasea.
“Il testo tratta un aspetto significativo e fino ad oggi inedito della tradizione ceramica di Grottaglie, quello della piccola statuaria votiva domestica. – affermano Francesco Di Palo e Simone Mirto, autori del catalogo- Sacralità domestica, per la quantità e per la varietà del materiale preso in esame non si propone di essere un testo esaustivo ma offre un punto di partenza, che fino ad oggi non esisteva, a tutti gli studiosi e appassionati che vogliono accostarsi a questa produzione artigianale tipicamente meridionale. Sottolinea anche la necessità della riscoperta, sul piano culturale, della fitta trama di santuari diffusa sul territorio regionale, scrigni spesso inesplorati di opere d’arte e meta di periodici pellegrinaggi.”

Info:
Daniela Fabietti tel. cell. 3351979415                                                                    

Email: fabietti.daniela@gmail.com

VENEZIA. Francesco Guardi 1712 – 1793.

Accordata la proroga alla mostra di Francesco Guardi al Museo Correr!
Grazie alla disponibilità dei grandi prestatori internazionali, che con i loro importanti prestiti hanno contribuito a rendere ancor più prestigioso l’evento espositivo realizzato in occasione del terzo centenario della nascita dell’artista, la durata della mostra “Francesco Guardi 1712 – 1793” è stata estesa al 17 febbraio 2013.
L’esposizione, che sta riscuotendo grande successo e apprezzamento da parte di pubblico e critica, sia a livello nazionale che internazionale, è prodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e si realizza con il sostegno di Fondazione Antonveneta e con la partecipazione della Fondazione Ermitage Italia e della
Provincia Autonoma di Trento.
A cura di Alberto Craievich e Filippo Pedrocco, con la direzione scientifica di Gabriella Belli e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, presenta un itinerario insieme cronologico e tematico che si
sviluppa attraverso centoventuno opere, tra dipinti e disegni, che ripercorrono, in cinque sezioni, l’evoluzione del percorso artistico di Guardi e allo stesso tempo i diversi generi in cui il grande artista si è cimentato.
Dalle opere giovanili di figura, ispirate alla pittura di costume, ai dipinti sacri e alle prime vedute, dai paesaggi e capricci, in cui risalta la sua originalità rispetto agli altri maestri veneti, alle tele che immortalano le feste e le
cerimonie della Serenissima, fino alle splendide vedute di Venezia degli anni della maturità, dove il suo stile personalissimo si fa sempre più libero e allusivo.
Catalogo Skira – Milano, 2012, a cura di Alberto Craievich e Filippo Pedrocco.
Allestimento a cura degli architetti Caruso – Torricella, Milano.
Direzione scientifica Gabriella Belli
A cura di Alberto Craievich Filippo Pedrocco.

Info:
Fondazione Musei Civici di Venezia – Ufficio stampa Riccardo Bon
T +39 0412715921 – M +39 346 0844843
press@fmcvenezia.it
Antonella Lacchin – 3357185874 – a.lacchin@villaggioglobale.191.it
Museo Correr, Venezia, prorogata al 17 febbraio 2013

PADOVA. Giuseppe De Nittis.

120 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi costituiranno il percorso espositivo della più importante mostra mai realizzata su uno dei protagonisti assoluti della pittura dell’Ottocento europeo.
La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è un’ulteriore tappa del progetto decennale sulla pittura dell’Ottocento italiano, che in passato ha già rivolto l’attenzione, tra gli altri, su Hayez, Boldini, Signorini, i Macchiaioli, il Simbolismo in Italia.
Le opere arriveranno dalle maggiori istituzioni francesi, tra cui il Petit Palais di Parigi, il Musée Carnavalet di Parigi, il Musée des Beaux-Arts di Reims, e dai più importanti musei e gallerie pubbliche italiane: oltre alla Pinacoteca De Nittis di Barletta, che possiede la straordinaria raccolta di dipinti rimasti nell’atelier dell’artista dopo la sua morte precoce, l’elenco dei prestatori può contare sull’apporto della Pinacoteca Provinciale “C. Giaquinto” di Bari, della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze, delle Raccolte Frugone di Genova, della Galleria d’Arte Moderna di Milano, del Museo di Capodimonte di Napoli, della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, del Civico Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna di Trieste, della Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia. Incisivo è stato il contributo di prestigiose raccolte private, di storici collezionisti di De Nittis, da cui provengono i dipinti meno noti, capolavori assoluti riproposti al pubblico in questa occasione.

Immagine:
Giuseppe De Nittis, Figura di donna, 1880 Olio su tela, cm. 79×38 Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis (foto Pierluigi Siena, Roma)

Info:
Dal 19 gennaio al 26 maggio 2013
Costo del biglietto: 12,00 euro
Padova, Palazzo Zabarella, via della Zabarella, 14
Orario: Dal martedì alla domenica 9.30 – 19.00; chiuso lunedì
Telefono: 049 8753100 – Fax: 049 8752959

Autore: Renzo De Simone

Link: http://www.zabarella.it/

Email: info@palazzozabarella.it

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

VERONA. Da Botticelli a Matisse. Volti e figure.

Riapre il 2 febbraio 2013, nel Palazzo della Gran Guardia, nel cuore di Verona davanti all’Arena, la grandiosa mostra sul ritratto e la figura che Marco Goldin sta proponendo, in prima edizione, alla Basilica Palladiana di Vicenza dove, dopo appena due mesi di apertura, è già stata ammirata da oltre 125 mila persone.
Le opere che saranno presentate nell’edizione veronese (che chiuderà i battenti il primo aprile) saranno sostanzialmente le medesime già esposte a Vicenza (solo sei non saranno presentate nella città scaligera), con l’aggiunta di un nucleo davvero importante di capolavori tutti provenienti da una meravigliosa istituzione rumena, il Muzeul National Brukenthal di Sibiu, antichissima città della Transilvania, che per i suoi monumenti è stata Capitale Europea della Cultura.
Dal museo rumeno, famoso tra gli appassionati di tutto il mondo, giungono a Verona 4 opere quattrocentesche su tavola. Tre sono capolavori tra i maggiori dell’arte fiamminga, il quarto è un rarissimo Antonello da Messina, la Crocefissione datata 1460. Le opere fiamminghe sono di Hans Memling e Jan van Eyck. Di quest’ultimo sarà esposto il bellissimo Ritratto d’uomo con copricapo azzurro del 1429, straordinario ritratto che, non a caso, Goldin ha scelto come immagine ufficiale della mostra veronese. Di Memling sarà presente un dittico con un Ritratto di uomo che legge e un Ritratto di donna in preghiera, entrambe opere del 1490.
Sviluppata in quattro ampie sezioni tematiche e quindi senza seguire semplicemente la pura cronologia, anche questa nuova edizione veronese racconterà, con un profluvio di autentici capolavori, volti e figure che hanno affascinato gli artisti dal Quattrocento a oggi. Dai ritratti e dalle figure per esempio di Botticelli, Beato Angelico, Mantegna, Bellini, Bramantino, Lippi, Cranach, Pontormo e poi Rubens, Caravaggio, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, El Greco, Goya, Tiepolo giungendo agli impressionisti da Manet a Monet, da Cézanne e Gauguin a Van Gogh e ai grandi pittori del XX secolo da Munch, Picasso, Matisse e Modigliani fino a Giacometti e Bacon. Solo per dire di alcuni tra i moltissimi che comporranno a Verona, dopo averlo fatto a Vicenza, questo superlativo museo dei musei. Ma non generico e invece dedicato all’immagine universale dell’uomo tra sacro e profano. Tra vita quotidiana e celebrazione di sé nella regalità delle corti, tra sentimento religioso e rappresentazione della propria immagine negli autoritratti soprattutto tra Ottocento e Novecento.
A comporre una mostra che, nella sua riedizione a Verona, potrà essere visitata da chi non l’avesse fatto a Vicenza ma anche da chi volesse rivederla con l’ingresso di altri capolavori.
La mostra alla Gran Guardia è promossa dal Comune di Verona, dalla Fondazione Cariverona e da Linea d’ombra. Come sempre Linea d’ombra si affianca non solo quale società organizzatrice ma anche come partner importante nella produzione della mostra. Main sponsor di questo grande progetto è UniCredit, che ha individuato nella doppia proposta a Vicenza e Verona – territori in cui è presente in modo profondo e diffuso – la qualità necessaria per una nuova, forte partnership.

In allegato un’ampia presentazione della mostra.

Info:
Dal 02 febbraio al 01 aprile 2013
Verona, Palazzo della Gran Guardia, Piazza Brà
Orario: Lunedì-giovedì: 9-19; Venerdì-domenica: 9-20
Telefono: 0422 429999

Autore: Renzo De Simone

Email: biglietto@lineadombra.it

Allegato: Quaderno Da Botticelli a Matisse.pdf

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali

FORLI’. NOVECENTO. Arte e vita in Italia tra le due guerre.

La mostra rievoca le principali occasioni in cui gli artisti si prestarono a celebrare l’ideologia e i miti proposti dal Fascismo, basti pensare all’architettura pubblica, alla pittura murale e alla scultura monumentale. Verranno documentate la I (1926) e la II (1929) Mostra del Novecento Italiano; la grande Mostra della Rivoluzione Fascista, allestita a Roma nel 1932-1933 in occasione del decennale della marcia su Roma; la V Triennale di Milano (che vide la con-sacrazione della pittura murale intesa come arte nazionalpopolare volta a far rivivere una tradizione illustre); la rassegna dell’ E42 di Roma. La pittura murale e la scultura monumentale, che furono con l’architettura l’espressione più significativa e riuscita di quel periodo, vengono indagate all’interno degli edifici pubblici, come i palazzi di giustizia, delle poste, delle università. La considerazione delle più impegnative realizzazioni urbanistiche e architettoniche ci consente di capire quanto è stato realizzato anche a Forlì e in altri centri della Romagna.
La mostra presenta i grandi temi affrontati nel Ventennio dagli artisti che hanno aderito alle direttive del regime, partecipando ai concorsi e aggiudicandosi le commissioni pubbliche, e da coloro che hanno attraversato quel clima alla ricerca di un nuovo rapporto tra le esigenze della contemporaneità e la tradizione, tra l’arte e il pubblico. La presenza di dipinti, sculture, cartoni per affreschi, opere di grafica, cartelloni murali, mobili, oggetti d’arredo, gioielli, abiti, intende offrire una visione a tutto tondo del rapporto tra le arti e le espressioni del costume e della vita, confrontando artisti e materiali diversi. L’obiettivo comune era, infatti, quello di ridefinire ogni aspetto della realtà e della vita, passando dal mito classico a una mitologia tutta contemporanea.
Il compito dell’artista, così lo sintetizza Bontempelli, diviene quello di “inventare miti, favole, storie, che poi si allontanino da lui fino a perdere ogni legame con la sua persona, e in tal modo diventino patrimonio comune degli uomini e quasi cose della natura”.
Attraverso i maggiori protagonisti (pittori come Severini, Casorati, Carrà, De Chirico, Balla, Depero, Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Dudreville, Dottori, Funi, Sironi, Campigli, Conti, Guidi, Ferrazzi, Prampolini, Sbisà, Soffici, Maccari, Rosai, Guttuso, e scultori come Martini, Andreotti, Biancini, Baroni, Thayaht, Messina, Manzù, Rambelli) risalterà la varietà delle esperienze tra Metafisica, Realismo Magico e le grandi mitologie del Novecento.

Info:
Dal 02 febbraio al 16 giugno 2013
Luogo: Forlì, Musei San Domenico, piazza Guido da Montefeltro
Telefono: 199 75 75 15

Immagini:
 – Gino Severini, Maternità particolare, 1916. Cortona, Museo dell’Accademia Etrusca © Gino Severini, by SIAE 2012
 – Cagnaccio di San Pietro, Donna allo specchio, 1927. Verona, Fondazione Cassa di Risparmio di Verona
 – Felice Casorati, Conversazione platonica, 1925, Collezione privata. © Felice Casorati, by SIAE 2012

Autore: Renzo De Simone

Fonte:MiBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culturali