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Raffaella DI VINCENZO. La nobile semplicità e la calma grandezza. Il Bello e il Vero nell’arte antica.

Le cose sono come i luoghi: c’è sempre qualche fantasma che li abita, i fantasmi delle cose stesse che un tempo sono state nuove, intere e in uso; i fantasmi della gente per la quale le cose sono state costruite; i fantasmi delle persone che le hanno raccolte e infine anche i fantasmi malinconici di chi queste cose le ha lavorate con lo scalpello e riprodotte, trasmettendone la conoscenza ai posteri. Sono tutti questi fantasmi ad infondere quel vago sentimento di nostalgia che spesso si prova di fronte ad un’opera che rievoca il passato, e da questo sentimento sono partiti gli studiosi del vecchio millennio ed in particolare dei secoli XVIII-XIX permeati da quel romantico sentire che vedeva nell’antico non soltanto un occasione di meraviglia, ma anche motivo di riflessione ammirata.

L’intero studio si trova nell’allegato.

Autore: Raffaella Di Vincenzo

Email: raffaelladivincenzo@tiscali.it

Allegato: la nobile semplicità e la quieta grandezza.pdf

SANTARCANGELO DI ROMAGNA (Rn). BENI PER TUTTI … senza barriere l’accesso al patrimonio culturale.

Corso di formazione per operatori museali, culturali e insegnanti, dal 10 aprile al 2 maggio 2013, presso MUSAS – Museo Storico Archeologico, via della Costa, 26, Santarcangelo di Romagna.
Il corso ha lo scopo di fornire le conoscenze su accessibilità e disabilità, per garantire un apporccio concreto e consapevole ed un’adeguata accoglienza ai visitatori e utenti con disagio fisico e psichico, presentando strumenti e metodologie per realizzare attività strutturate significative nelle realtà museali.
Il corso è gratuito, con iscrizione obbligatoria, entro il 25 mar 2013.

Vedi in allegato il programma completo.

Info:
Istituto dei Musei Comunali, telefono 0541 624703
Elena Rodriguez, Curatore Museo Civico Archeologico Verucchio
Tel. 0541 670280.

Link: http://www.metweb.org

Email: e.rodriguez@comune.verucchio.rn.it

Allegato: beni-per-tutti.JPG

ROMA. Tiziano il patriarca della pittura veneziana.

Una profonda ed entusiasmante riflessione sulla carriera artistica di Tiziano coinvolge il pubblico della capitale dal 5 marzo, giorno della inaugurazione alle Scuderie del Quirinale della grande mostra dedicata al patriarca della pittura veneziana, a cura di Giovanni C.F.Villa.
Quaranta opere raccontano la passionalità e vivacità cromatica elaborata in modo crescente dagli esordi alla maturità: due caratteristiche della personalità di Tiziano che andava profilandosi in maniera molto diversa da quella di Giorgione con il quale iniziò un rapporto di collaborazione appena arrivato nella città lagunare da Pieve di Cadore, sua città natale.
L’incontro con il maestro di Castelfranco fu fondamentale, poiché il giovane talentuoso acquisisce i valori della pittura tonale, autonoma nel disegno e costruita esclusivamente per sottili velature di colore che, digradando, rendono lo spessore dei corpi.
E’ una premessa per far comprendere la grande rivoluzione dell’artista, che si differenzierà ben presto con la sua vena narrativa nuova e definizione più plastica delle figure, da Giorgione tendente verso il lirico, la contemplazione, l’idillio.
Tra le tele che documentano la prima fase dell’attività del pittore cadorino esposte alle Scuderie ‘Il vescovo Jacopo Pesaro presentato a san Pietro da papa Alessandro VI‘ (1503-1506) e ‘Il concerto‘(1510-1511 ca), due capolavori che testimoniano la sua capacità di assimilazione delle novità delle suggestioni del naturalismo dell’arte fiamminga e tedesca elaborate combinando modelli belliniani e giorgioneschi.
La ‘Flora‘(1515 ca) degli Uffizi, riprodotta in numerose incisioni a partire dal XVI secolo, chiarisce la qualità dell’orchestrazione cromatica morbida e maestosa raggiunta dal maestro veneziano attraverso la rappresentazione del florido corpo della donna che si inserisce armoniosamente nello spazio in modo dinamico, rompendo così uno schema rigidamente frontale.
A partire dagli anni quaranta Tiziano cambia stile, mettendo da parte la scelta della pittura tonale e equilibrata. La presenza a Venezia di Giorgio Vasari e Francesco Salviati, esponenti significativi del Manierismo italiano, gli imprime forti suggestioni. E’ soprattutto il colore che muta con ombre segnate, bagliori luminosi, contrasti netti, come si riscontra nella ‘Danae’ (1545 ca) del Museo di Capodimonte di Napoli, una delle tre versioni realizzate dall’artista nel corso del suo percorso.
La massima libertà tecnica, cromatica e luministica si raggiunge nel ‘Martirio di San Lorenzo’ realizzato dall’artista nel corso di diversi anni (1546-1559): la composizione è nettamente squilibrata, poiché comprime le figure nella parte bassa e lascia ampio spazio all’architettura del tempio antico; inoltre la luce emerge in modo drammatico da un fondo fumoso grazie a una pittura corposa di pigmenti luminosi, una tecnica che condurrà alla disgregazione della struttura disegnativa e quindi plastica.
Tiziano si specializza nell’esecuzione dei ritratti in cui sa indagare l’ aspetto psicologico dei personaggi senza tralasciare neppure un dettaglio per qualificare il loro elevato rango sociale. La sezione dell’ esposizione capitolina dedicata a questo genere presenta un’affascinante selezione: tra i ritratti quelli di ‘Paolo III a capo scoperto’,Carlo V con il suo cane‘, ‘Tommaso Mosto’,Francesco Maria della Rovere‘, ‘Giulio Romano‘, ‘Pietro Bembo’,Ranuccio Farnese’ e ‘Uomo con il guanto’,la Bella’.
Tra le opere tarde in cui il maestro porta alle estreme conseguenze il disfacimento della forma lo ‘Scuoiamento di Marsia‘ (1576 ca), dove il colore è steso e impastato direttamente sulla tela, non solo con il pennello, ma anche con le dita.
Nella tela, oggi conservata al Castello-Palazzo Arcivescovile di Kromeriz (Repubblica Ceca), le figure sono ammassate in primo piano e viene annullato qualsiasi senso di profondità spaziale. In quest’ultima opera Tiziano (muore a Venezia nel 1576) testimonia il superamento definitivo della poetica rinascimentale.

Info:
Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16- tel.0639967500; dal 5 marzo e fino al 16 giugno
catalogo Silvana Editoriale
Orari: da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato dalle 10 alle 22,30: l’ingresso è consentito fino a 1 ora prima della chiusura. Biglietto 12 euro, ridotto 9,50

Fonte
: http://www.arteindiretta.it

Autore: Fabiana Mendia

Link: http://www.scuderiequirinale.it

Salvatore SETTIS. Riscoperta dell’arte greca.

Winckelmann è stato un grandissimo personaggio del Settecento.
Bibliotecario in Germania, poi alla corte pontificia, antiquario del papa, ha cambiato la visione della storia dell’arte antica in modo radicale.
Winckelmann costruisce una storia dell’arte basata sulla sua conoscenza dei reperti che man mano venivano ritrovati.
Mettendoli a confronto con i testi classici Winckelmann elabora un modello quasi biologico dell’arte greca che vede la sua fase finale, la vecchiaia, nell’arte romana.

Vedi l’intero intervento sull’argomento a cura di Salvatore Settis, vai a >>> 

Autore: Salvatore Settis

Fonte:Arte.it

Salvatore SETTIS Tracce del classico intorno a noi.

 “Ci portiamo la Grecia in testa, soprattutto perché siamo figli di questa civiltà”.
Questo dice Settis affrontando l’argomento della presenza di temi greci e romani in regioni assai lontane e anche in tempi di progressivo arretramento degli studi classici.
Elementi tipici dell’architettura greca fanno parte del lessico progettuale di edifici e monumenti a Berlino, a Londra, in America ( basti pensare alla Casa Bianca) addirittura in Giappone e sono stati basilari per la formazione di architetti del novecento come LeCorbusier o Loos.
Ma anche ai giorni nostri, si possono vedere riletture di frontoni ellenici in cima a un grattacielo di New York.

Vedi l’intero intervento di Salvatore Settis, vai >>>

Autore: Salvatore Settis

Fonte:Arte.it