TRIESTE. Dagli Uffizi a Miramare.

La Madonna delle rose di Tiziano Vecellio, in prestito a Miramare dalle Gallerie degli Uffizi, è al centro di una mostra protagonista della stagione espositiva al Museo storico e il Parco del Castello di Miramare.
Dal 17 marzo al 19 giungo 2022 sarà possibile ammirare nella Sala Progetti del Museo, inserita nel percorso di visita, un dipinto straordinario che racconta storie di doni, scambi e peregrinazioni di opere d’arte.
Il dipinto prende il nome convenzionale dalle rose che san Giovannino, sotto lo sguardo materno della Vergine, porge al Bambino. Attributo di divinità fin dai tempi antichi, le rose sono cariche di valenze simboliche in arte e letteratura e sono da sempre coltivate per adornare i giardini, luoghi di meraviglia, studio e contemplazione.
L’opera ha avuto una lunga storia di viaggi attraverso l’Europa. Nel XVII secolo apparteneva all’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Asburgo, che costituì a Bruxelles una delle maggiori raccolte d’arte dell’epoca. Trasferita a Vienna con il resto della collezione, l’opera fu riprodotta nel Theatrum Pictorium (1660), l’eccezionale catalogo illustrato delle opere italiane di Leopoldo Guglielmo, di cui si può ammirare un esemplare in prestito dalla Biblioteca Estense Universitaria di Modena. Giunse infine nelle collezioni degli Uffizi nel 1793, nell’ambito di uno scambio di opere concordato tra l’imperatore Francesco II d’Asburgo e il fratello Ferdinando III di Toscana, un reciproco dono con forti valenze insieme politiche e culturali.
Alla Vergine furono attribuite molte qualità floreali, provenienti dalla Bibbia, così come molti degli emblemi vegetali legati al culto di Venere: tra questi le rose, naturale simbolo dell’amore. Nel Rinascimento si apriva, in parallelo allo sviluppo delle arti, anche una nuova era per l’arte dei giardini, e i doni diplomatici di fiori e semi tra nobili e regnanti fioriva in parallelo a quello degli scambi di opere d’arte.
Grazie a questa esposizione, nata da un’iniziativa congiunta del Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare e delle Gallerie degli Uffizi, la Madonna delle Rose di Tiziano continua ad essere un veicolo di scambi culturali, di relazioni e di storie.

Andreina Contessa, Direttore del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare
La Madonna delle rose di Tiziano, importante prestito al Museo di Miramare dalle Gallerie degli Uffizi, riassume la storia delle migrazioni di opere d’arte attraverso l’Europa, e in particolare delle collezioni degli Asburgo tra Vienna e Firenze.
Le rose che san Giovannino porge al Bambino, attributo di divinità fin dai tempi antichi, portano alla delicata sacra conversazione di Tiziano il carico di valenze simboliche attribuite da sempre a questo fiore nell’arte e nella letteratura. Emblema vegetale legato al culto di Venere e naturale simbolo dell’amore in epoca antica, la rosa divenne tra Medioevo e Rinascimento attributo della Vergine, cui furono attribuite molte delle qualità floreali provenienti dalla Bibbia. Questi titoli vegetali ci ricordando l’armonia dei giardini rinascimentali, stupefacenti luoghi di cultura, otium e meditazione, ma anche ricettacoli di invidiate collezioni botaniche. Non dimentichiamo che nel Rinascimento si apriva, in parallelo allo sviluppo delle arti, anche una nuova era per l’arte dei giardini, e i doni diplomatici di fiori e semi tra nobili e regnanti fioriva in parallelo a quello degli scambi di opere d’arte.
Potremmo interpretare questa esposizione sulla scia degli scambi artistici che la Madonna delle rose nella sua storia ha rappresentato, facendosi anche oggi veicolo di amichevoli doni, relazioni culturali e tessiture di storie.

Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze
L’esposizione “Dagli Uffizi a Miramare. La Madonna delle Rose di Tiziano e le collezioni degli Asburgo tra Vienna e Firenze” è stata sviluppata da una proficua collaborazione tra musei. Le Gallerie degli Uffizi di Firenze concedono in prestito al Museo Storico e al Parco del Castello di Miramare di Trieste un capolavoro dell’arte italiana, “La Madonna delle Rose” di Tiziano, tra le sue migliori opere del terzo decennio del ‘500, che fa parte della sezione della Pittura veneta e veneziana nel rinnovato allestimento permanente del museo fiorentino. L’esposizione ha solide basi storiche e culturali: entrambi i musei sono legati agli Asburgo Lorena.
Nel caso fiorentino, fu il granduca Pietro Leopoldo che nel 1769 ad aprire per la prima volta la grande collezione degli Uffizi alla fruizione di tutti. Nell’ambito degli scambi di opere d’arte tra la corte imperiale di Vienna e Firenze, nell’anno 1793, sotto Ferdinando III Granduca di Toscana, la “Madonna delle Rose” di Tiziano arrivò sulle rive dell’Arno. Questa primavera il nostro capolavoro si congiunge idealmente con il tripudio delle fioriture di Miramare.

Da Vienna a Firenze. Lo scambio del 1792 e la Madonna delle Rose agli Uffizi
Nel 1781 la collezione di pittura degli Asburgo, in cui era confluita la raccolta di Leopoldo Guglielmo, fu trasferita dalle scuderie della Hofburg al palazzo del Belvedere.
Il trasferimento offrì l’occasione di riorganizzare l’esposizione secondo criteri storico-artistici di recente elaborazione: per scuole pittoriche secondo un criterio geografico. Un simile ordinamento mise in luce una sottorappresentazione di opere rilevanti delle scuole fiorentina e romana rispetto a quella veneta. Si avvertiva pertanto l’esigenza di ampliare la raccolta di opere italiane, per renderla maggiormente rappresentativa; nacque così l’idea di organizzare uno scambio di opere tra la galleria viennese e le gallerie degli Uffizi.
Il progetto si concretizzò a partire dal 1792, durante il regno di Francesco II, l’ultimo sacro romano imperatore. Francesco II, figlio del granduca di Toscana Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, era nato a Firenze e aveva trascorso lì la giovinezza, prima di trasferirsi a Vienna. Conosceva pertanto la collezione degli Uffizi e promosse l’idea dello scambio presso il fratello Ferdinando III.
L’obiettivo dell’allora direttore delle Gallerie degli Uffizi, Giuseppe Pelli Bencivenni, nell’aderire allo scambio, era piuttosto quello di acquisire opere di primaria importanza; in particolare, relativamente alla produzione di Tiziano, la richiesta specifica fu di «qualche pezzo di più figure e di buona conservazione», poiché nella collezione fiorentina la produzione del pittore veneto era rappresentata quasi esclusivamente da ritratti.
La Madonna delle Rose fu uno dei pezzi che ebbe maggior fortuna negli anni successivi allo scambio: secondo il direttore Pelli Bencivenni la Madonna delle Rose «fu subito considerato il migliore dei dipinti a più figure del Vecellio esistenti in Galleria», e fu riprodotto in numerose copie.

L’idea di dedicare un’esposizione a un’opera in prestito dalle Gallerie degli Uffizi nasce nell’ambito della collaborazione instaurata tra i due istituti nel contesto del Tavolo Verde, con l’obiettivo di condividere strategie e modelli di gestione dei musei autonomi con giardino storico.
La proposta dell’esposizione e la scelta dell’opera sono state per la prima volta avanzate in un incontro tra i due direttori dei musei tenutosi a Trieste il 30 aprile 2021, dedicato alla situazione critica dei musei nazionali durante e dopo la pandemia e alle strategie collaborative di risposta alla situazione post-emergenziale.
Il museo propone periodicamente al pubblico approfondimenti mirati su singole opere o nuclei di beni legati da connessioni tematiche, in modo da offrire punti di vista inediti sulla collezione del museo o su temi e problemi legati alla storia del complesso e dei suoi abitanti.
Gli approfondimenti, a cura della direzione e del personale tecnico-scientifico del museo, intendono bilanciare con un momento di approfondimento la modalità principale di esperienza del museo storico: una casa-museo in cui il percorso espositivo è incentrato sulla descrizione degli ambienti e sulle vicende biografiche degli abitanti del Castello; obiettivo importante dell’iniziativa è anche il coinvolgimento del pubblico di prossimità, riportandolo al museo grazie all’offerta di proposte inedite.
La sala dove è prevista l’esposizione, al piano terra del Museo Storico, è inserita nel percorso obbligato di visita; unica stanza visitabile del museo a non contenere alcuna ricostruzione d’ambiente, è stata appositamente attrezzata per esposizioni temporanee di dimensioni contenute.

Attestata per la prima volta nel 1659 nella collezione dell’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Asburgo a Bruxelles, la Madonna delle rose confluì in seguito nella Galleria Imperiale di Vienna; fu inclusa tra le opere destinate agli Uffizi nell’ambito del celebre scambio di opere concordato tra l’imperatore Francesco II e il granduca Ferdinando III, e arrivò a Firenze il 18 dicembre del 1793.
Tra le opere che giunsero in Toscana in questo contesto, questa è esemplificativa di una richiesta specifica avanzata dal direttore della Galleria Giuseppe Pelli Bencivenni, ovvero di ottenere qualche opera del maestro veneto che presentasse una composizione con più figure, dal momento che la collezione fiorentina vantava già una nutrita serie di ritratti. La Galleria Imperiale di Vienna richiese invece opere di maestri della scuola toscana, dei quali il nuovo ordinamento della galleria dato nel 1783 aveva evidenziato una sottorappresentazione.
L’esposizione offre lo spunto per raccontare queste vicende, evidenziando come lo scambio di opere fosse da un lato voluto per completare le rispettive collezioni secondo criteri curatoriali aggiornati, ma fosse anche un’occasione per rafforzare i legami politici e diplomatici tra i due rami della dinastia dei Lorena.
Il dipinto di Tiziano, fulcro dell’allestimento, è accompagnato dai ritratti dei protagonisti della sua vicenda collezionistica, l’arciduca Leopoldo Guglielmo e l’imperatore Francesco II, provenienti dalle collezioni del Museo.
Il progetto include l’esposizione di un esemplare del Theatrum Pictorium di David Teniers del 1660, che comprende un’incisione tratta dal dipinto, per illustrare la collezione di Leopoldo Guglielmo e il suo catalogo illustrato: un accenno alle intricate vicende della formazione di questa collezione, che illustrano efficacemente le dinamiche della circolazione di opere d’arte nel XVII secolo.

Tiziano Vecellio (1488/90-1576), Madonna col Bambino, san Giovannino e sant’Antonio abate detta Madonna delle Rose, 1530 ca.
Olio su tavola, cm. 67×95. Gallerie degli Uffizi, Inv. 1890 n. 952.
Il dipinto raffigura Maria con in grembo il Bambino, che stringe tra le mani alcune rose offerte da san Giovannino. Sulla destra sant’Antonio abate si staglia contro la tenda scura che occupa gran parte del fondo e che, aprendosi sulla sinistra, rivela un paesaggio lontano.
Nella sua prima citazione nota, nell’inventario della collezione dell’arciduca Leopoldo Guglielmo del 1659, la figura sulla destra è indicata come san Giuseppe, ma già dall’inventario mediceo del 1792 il personaggio è identificato come sant’Antonio abate, per via del bastone da pellegrino su cui s’appoggia. Dal punto di vista iconografico l’opera si presenta, quindi, come una Sacra conversazione, una rappresentazione della Madonna alla presenza di santi e talvolta del donatore o dei donatori del dipinto.
L’offerta di un oggetto, pianta o animale simbolico da parte di san Giovannino è allo stesso tempo un atto di adorazione e una prefigurazione della vicenda evangelica, in cui san Giovanni Battista apre la strada alla predicazione di Cristo. Nella Madonna delle rose l’oggetto simbolico è costituito da rose di colore bianco rosaceo, che alludono qui anche alla verginità e purezza di Maria.
La composizione rientra in una tipologia di Sacra conversazione che si afferma nell’arte veneziana del primo Cinquecento, progressivamente evolvendo e distanziandosi dai modelli quattrocenteschi che prevedevano una composizione ieratica e gerarchica con minima interazione tra i personaggi.
Il dipinto ha sempre presentato importanti problemi di conservazione, già segnalati dagli osservatori del XIX secolo, con cadute anche consistenti di colore; un restauro del 2002 a cura delle Gallerie degli Uffizi ha dato finalmente stabilità conservativa all’opera e ne ha permesso una più chiara lettura.

Info:
Dagli Uffizi a Miramare. La Madonna delle Rose di Tiziano e le collezioni degli Asburgo tra Vienna e Firenze, a cura di Andreina Contessa, Alice Cavinato, Fabio Tonzar, fino al 19 giugno 2022 Lun/Dom
Ore 9/19 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura della biglietteria)
Biglietti integrati museo + mostra: € 10,00 per la quota intera
€ 2,00 ridotto Museo (cittadini UE tra i 18 e i 25 anni)
Ingresso gratuito: cittadini UE di età inferiore ai 18 anni e categorie previste dalla legge
Guida alla mostra € 8
Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare Ufficio Promozione e Comunicazione Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare tel. +39 040 224143 | +393450477514 comunicazione.miramare@beniculturali.it
Gallerie degli Uffizi – Ufficio Stampa: tommaso.galligani@beniculturali.it, tel. +393494299681