FERRARA. Achille Funi tra archeologia e modernità. La mostra al Museo Archeologico.

Dopo le mostre dedicate a Gianfranco Goberti e Roberto Melli al Museo di Casa Romei, Ferrara continua a omaggiare i suoi artisti nell’ambito del progetto Sintonie (accordo triennale tra la Direzione dei Musei dell’Emilia – Romagna e le associazioni culturali locali Assicoop e Legacoop) con la mostra Il tempo immaginato. Achille Funi tra archeologia, storia e modernità, ospitata nel Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, a cura del direttore Tiziano Trocchi ed Emanuela Fiore. L’esposizione mette in dialogo le opere del maestro del Novecento con una selezione di reperti etruschi della collezione del museo.
Il progetto espositivo si focalizza sul lasso di tempo che va dal 1933 al 1937. Un periodo fondamentale tanto per la città di Ferrara che, nel 1935, inaugura il Regio Museo di Spina (l’odierno Museo Archeologico Nazionale), quanto per la carriera di Funi, che tra il ’34 e il ’37 avvia la sua impresa decorativa nella Sala della Consulta in Palazzo Comunale. In quegli anni, i reperti etruschi rinvenuti negli scavi della Spina diventano protagonisti assoluti del museo, che dedica loro un’esposizione permanente; successivamente,
Funi dipinge le allegorie dei Mesi nella parte alta della Sala della Consulta, presentate in mostra attraverso i cartoni preparatori. “Grazie a una serie di confronti tra le opere del pittore ferrarese e i prestigiosi materiali etruschi del Museo archeologico, il visitatore è chiamato a una riflessione sui tanti modi in cui è possibile immaginare il rapporto con il tempo e la storia, concepito da Achille Funi secondo modelli ciclici e rappresentato attraverso narrazioni in forma di mito, capaci di attualizzare i valori ideali del passato”, spiega la curatrice Emanuela Fiori. “La mostra sarà dunque per la città un’ulteriore importante occasione di approfondimento della figura di Achille Funi, affiancandosi idealmente all’esposizione ‘Achille Funi. Un maestro del Novecento tra storia e mito’ promossa da Ferrara Arte a Palazzo Diamanti”, e visitabile fino al 25 febbraio 2024.
“Dopo le mostre dedicate a Gianfranco Goberti e Roberto Melli al Museo di Casa Romei”, dichiara Tiziano Trocchi, “sono felice di poter ospitare questa terza importante esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara con cui rendiamo omaggio a una delle grandi figure del Novecento italiano approfondendo il suo rapporto con il culto dell’antico, una costante nel percorso artistico del maestro che ci ha dato così un’ulteriore opportunità di valorizzazione dei reperti della nostra collezione”.

Autore: Valentina Muzi

Fonte: artribune.com 29 nov 2023