U.S.A.: Dopo 20 anni di nuovo nell’Unesco.

Con un gesto di “multilateralismo” che sembra in contrasto con le linee guida della politica estera condotta dall’Amministrazione Bush, gli Stati Uniti tornano nell’Unesco dopo venti anni di assenza, e attriti più o meno dichiarati.

Il Consiglio Esecutivo dell’Organizzazione dell’ONU dedicata ad arte, scienza e cultura si apre così all’ambasciatore americano, Louise Oliver. Nominato direttamente dal presidente Bush (e in attesa di conferma da parte del Senato), la Oliver si è in passato distinta nella “raccolta fondi” per il Partito Repubblicano.

La First Lady, Laura Bush, è stata relatrice alla sede parigina dell’Unesco lo scorso mese sul tema dell’educazione, ma, ancora con maggiore enfasi, ha sottolineato il ruolo che l’Unesco potrebbe svolgere nella guerra contro il terrorismo internazionale.

“Noi possiamo oggi sostenere il raggiungimento della pace, ha dichiarato, diffondendo quei valori contrari al terrore e volti, invece, verso un mondo migliore e più sicuro: educazione, tolleranza, rispetto per tutte le vite umane e per tutte le differenze”.

L’auspicio degli Usa è che l’Unesco possa essere un valido alleato in questa battaglia: questo ha creato un certo allarme sulla possibilità che tali nuove priorità possano distogliere l’organizzazione dai suoi tradizionali impegni. Senza contare gli attriti tra Amministrazione Bush e Unesco in merito a temi quali aborto, libertà di stampa e clonazione.

Fonte:Il Giornale dell’Arte