Turismo culturale tra tutela e fruizione

Estate, tempo di vacanze. Ma anche tempo di bilanci e previsioni per i responsabili del settore. Nello scorso mese di marzo si sono svolti a Palermo, nell’ambito della manifestazione MediVacanze 2001, alcuni incontri con esperti italiani e stranieri, volti a indagare la valorizzazione turistica della Sicilia tra passato, presente e futuro. L’isola, infatti, rappresenta un esempio di terra a " vocazione" turistica, e in particolare per quei luoghi quali dimore storiche, parchi letterari e beni archeologici, attrattiva indiscussa del territorio siciliano.A questo proposito è stato pubblicato il primo Rapporto sul turismo in Sicilia volto a indagare la situazione economica e turistica dell’isola e che mette in luce interventi o mancanza di interventi necessari allo sviluppo in senso turistico del territorio.Nel nostro Paese sebbene il turismo culturale sia il settore del comparto maggiormente in fermento, a livello di modalità e organizzazione c’è ancora molto da fare per migliorare l’offerta culturale e artistica rivolta ai milioni di turisti, italiani e stranieri, che ogni anno visitano città d’arte e musei, parchi e siti archeologici.Da quando, negli anni Ottanta, si è cominciato a guardare al patrimonio culturale come a qualcosa non solo da tutelare e conservare ma anche da valorizzare e far conoscere al grande pubblico, si sono cominciate a percorrere diverse strade che portavano in questa nuova direzione. E allora siti archeologici, luoghi storici e antiche dimore, fino ad allora abbandonati all’incuria del tempo, hanno a poco a poco ripreso vita restituendo alla nostra memoria un patrimonio culturale per cui l’Italia è nota in tutto il mondo.

Fonte:Il Sole-24 Ore