TREVISO. BENETTON. Una “Fabrica” di cultura.

Centro di ricerca sulla comunicazione della Benetton, Fabrica – nata nel 1994 dal patrimonio culturale del Gruppo – è un laboratorio cosmopolita di creatività applicata che si propone di sperimentare nuove forme di comunicazione, affidandosi non più solo alle forme pubblicitarie consuete, ma veicolando la “cultura industriale” e “l’intelligenza” dell’impresa attraverso altri mezzi: il design, la musica, il cinema, la fotografia, i prodotti editoriali, Internet.
Questa originale istituzione, ospitata in una struttura architettonica minimalista realizzata da Tadao Ando nei pressi di Treviso, è diretta da un team internazionale che incoraggia la creatività di giovani artisti-sperimentatori provenienti da tutto il mondo, selezionati ogni anno sulla base dei loro progetti, che beneficiano di una borsa di studio di un anno per realizzarli.
Tra le altre iniziative, Fabrica sta al momento curando l’immagine, l’allestimento, la progettazione multimediale e grafica della mostra “La scimmia nuda”, fino a gennaio 2008 al Museo di Scienze Naturali di Trento. Un’importante occasione di incontro tra cultura umanistica e cultura scientifica, con l’obiettivo di divulgare contenuti scientifici. Il ritratto di un uomo e di uno scimpanzé si sovrappongono in un collage surrealista, dando vita ad una creatura ibrida che cattura l’attenzione dello spettatore e crea un gioco di specchi che è in fondo l’assunto principale della mostra, la relazione tra due forma di vita lontane per cultura ma al tempo stesso vicine per componente genetica e comportamentale.

Anche l’ideazione e la realizzazione dell’immagine guida della mostra “Piero della Francesca e le corti italiane” (fino al 22 luglio 2007 al Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo) è firmata Fabrica. Al fine di riassumere in una sola immagine tutta la cultura artistica di Piero della Francesca sono state scelte due immagini e sovrapposte: la prima, il Ritratto di Federico da Montefeltro, ridotto a puro segno grafico, inconfondibile, e utilizzato come cornice e soglia per entrare nel mondo di Piero, con un senso tridimensionale della prospettiva. Dietro, un particolare della Battaglia di Costantino contro Massenzio (VI episodio del ciclo di affreschi La Leggenda della Vera Croce, nella Cappella Bacci della Basilica di San Francesco ad Arezzo), una delle opere più importanti di Piero e uno dei capolavori indiscussi di tutta la pittura rinascimentale. Nello sfondo, la scelta cromatica del nero è stata quasi inevitabile per poter cogliere al massimo la “luce” di Piero.

Fonte:CivitaInforma