TORINO: Villa della Regina splendore ritrovato.

Sabato 8 luglio apre definitivamente al pubblico Villa della Regina. Venerdì sera l’inaugurazione ufficiale, cui sono invitati il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli (e sarebbe questa la loro prima visita in Piemonte da quando rivestono le rispettive cariche).
Il giorno dopo cancelli aperti per la città con orario ampliato fino a sera, e così pure la domenica. Quindi, la residenza finalmente restaurata e tornata, è proprio il caso di dirlo, all’antico splendore, sarà visitabile tutto l’anno nei fine settimana. Si era parlato qualche tempo fa di festeggiamenti protratti per giorni: adesso l’ipotesi è di organizzare eventi, magari concerti, nei mesi estivi anche durante la settimana. Un primo assaggio dell’attuale stato di grazia dell’ex vigna attribuita ad Ascanio Vitozzi, fatta costruire all’inizio del ‘600 dal cardinale Maurizio di Savoia, si era avuto nel periodo olimpico, quando si erano organizzati percorsi guidati a gruppi che avevano fatto registrare ben presto il tutto esaurito.
Allora i visitatori avevano parlato di «sindrome di Stendhal», causata dallo stupore di fronte alla preziosità degli ambienti ritrovati, dal salone centrale affrescato, ai corridoi laterali, agli appartamenti del Re e della Regina, ai gabinetti cinesi. Anche gli spazi esterni sono stati recuperati, grazie all’intervento della Consulta è tornato a funzionare il complesso «teatro d’acque» con cascate e fontane.
Una vicenda complessa quella che giunge quest’anno al termine, dopo dieci anni di lavori diretti da Cristina Mossetti che costeranno infine, tra interventi per lo più del Ministero e delle fondazioni bancarie, più di venti milioni. Dopo un periodo aulico (nel 1692 la Villa era divenuta proprietà di Anna d’Orleans, moglie di Vittorio Amedeo II, che per renderla ancora più bella si era rivolta a Filippo Juvarra), nel 1868 il complesso passò all’Istituto Figlie dei Militari. Ma la mancata manutenzione e il degrado, uniti ai danni di guerra, portarono gli edifici e il giardino a un progressivo degrado. Nel 1994 il Ministero per i beni culturali affidò Villa della Regina alla Soprintendenza per i beni artistici. Risale a quell’anno il progetto di restaurarla: dopo una fase di studio, i lavori sono partiti nel ’97. Villa della Regina ospiterà, negli ambienti del primo piano, l’Istituto del Catalogo dei beni culturali del Piemonte.
Il prossimo appuntamento sarà ora con Palazzo Madama: chiuso dal 1988, riaprirà i battenti insieme al riallestito Museo d’arte antica il prossimo 15 dicembre (e non, come era stato annunciato alcuni mesi fa, il 20 ottobre).

 

Autore: Marina Paglieri

Fonte:La Repubblica