TORINO. Verso il nuovo Museo Egizio.

Tredici anni di Programma Musei: ora il traguardo è il nuovo Egizio.
Il ruolo della Compagnia di San Paolo nella trasformazione della città e nella nascita di un Sistema  museale che ha l’Egizio come simbolo. 
Dal 2000, anno in cui è nato il “Programma Musei” della Compagnia di San Paolo, Torino ha cambiato pelle. In 13 anni, a grandi passi, la città è diventata una capitale culturale e turistica, capace di svilupparsi anche economicamente attraverso la valorizzazione della sua storia e l’organizzazione dei suoi tesori storico-museali in un vero e proprio “Polo”. Spinto dalle Olimpiadi invernali del 2006, questo processo si concluderà nel 2015, quando a Milano si svolgerà l’Expo.
Per quell’appuntamento l’allestimento del nuovo Museo Egizio sarà completato, senza che mai sia stato precluso – nel corso dei lavori di rifunzionalizzazione – l’accesso al pubblico se non in alcune sue parti. Il secondo piano del Collegio dei Nobili, sede per anni della Galleria Sabauda, verrà ristrutturato e, nell’itinerario museale, sarà accessibile direttamente dagli ambienti ipogei grazie a un complesso di scale mobili. Nella realizzazione di questo percorso “in verticale”, grande ruolo ha avuto la prestigiosa collaborazione con Dante Ferretti. Lo scenografo premio Oscar, che aveva già firmato per il Museo l’attuale illuminazione dello statuario, ha ideato alcune proiezioni ispirate a un’ideale “risalita del Nilo”rivestendone l’itinerario e unendo così l’ intrattenimento del grande pubblico alle esigenze di ricerca di studiosi e specialisti. Proprio come i primi esploratori tra le Piramidi, gli ospiti potranno così guadare le acque dell’antico fiume e riscoprire le meraviglie perdute della civiltà dei Faraoni.
In parallelo all’Egizio, anche la riorganizzazione del polo reale verrà conclusa: è in fase di conclusione il trasferimento delle collezioni della Galleria Sabauda  nella manica  nuova  di Palazzo Reale, una collocazione più idonea e coerente rispetto alla precedente perché consente a un visitatore che intenda conoscere la storia dei Savoia di ammirare il loro patrimonio artistico senza uscire dal Palazzo. Ma non è tutto: il programma sul Polo reale prevede che entro il 2015 i Giardini diventino il collettore di chi vorrà accedere alla dimora sabauda, ai vari spazi, al meraviglioso archivio juvarriano alla biblioteca.
Questi gli interventi ancora da concludersi, ma molto altro è stato realizzato grazie al supporto della Compagnia: la valorizzazione della Porta Palatina e del parco archeologico con gli itinerari della romanità, i lavori nella zona di via Po e piazza Vittorio, legati al Museo del Cinema, e la ristrutturazione di Palazzo Carignano con gli itinerari del Risorgimento italiano e del Barocco guariniano.
Investendo circa 90 milioni di euro (25 milioni solo per l’Egizio), la Fondazione ha dimostrato, insieme alle istituzioni comunale, regionale ed al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, di credere nel futuro di Torino come città d’arte. La rinascita di Torino è, quindi, una sfida a lungo termine: sostenerla significa, per la Compagnia e secondo il suo stesso Statuto, compiere un atto di pubblica utilità e contribuire a migliorare la vita dei cittadini, nella ferma convinzione che Torino sia un organismo vivo, in continua evoluzione e capace di rigenerarsi e reinventarsi.

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