TORINO: Torna il Museo del Libro al Borgo Medievale.

E’ quasi spontaneo ritenere il Borgo Medievale del Valentino più un sito monumentale che un vero e proprio museo, e in effetti questa destinazione d’uso non rientra nel suo patrimonio genetico. Il Borgo e la Rocca, infatti, nacquero nel grande parco sulla riva del Po come padiglione dell’Esposizione generale italiana artistica e industriale, che si svolse a Torino nel 1884.

Non c’è dubbio che, nonostante la sua originale finalità, il complesso costituisce ora uno degli angoli più suggestivi della città e negli ultimi anni si è conquistato anche lo status di museo. Questo è avvenuto soprattutto per merito della Fondazione Torino Musei, che ha avviato un importante progetto di valorizzazione.

Dopo l’esposizione estiva dedicata alle ceramiche del museo, lo stesso progetto si traduce ora in una mostra sullo scomparso Museo Nazionale del Libro, originariamente allestito in occasione dell’Esposizione Internazionale di Torino del 1911.

Ai tempi, nelle case di Bussoleno, Alba e Cuorgné del Borgo Medievale furono sistemate la cartiera, la bottega dello xilografo, la stamperia e la legatoria (tutte realmente funzionanti); una collezione di 600 fac-simili fotografici illustrava, intanto, incunaboli appartenenti alle più importanti biblioteche italiane ed estere. Al termine della manifestazione i macchinari della cartiera e della stamperia furono ceduti alla Città di Torino e vennero a costituire il primo nucleo delle collezioni del nascente Museo Nazionale del Libro, fondato con delibera della Giunta Comunale del 28 marzo 1912 e inaugurato il 18 aprile 1913.

Una raccolta scomparsa
Tutto ciò è stato ricostruito al meglio per l’allestimento, in corso fino al 3 aprile presso la Chiesa del Borgo, intitolato “Una raccolta scomparsa”. La mostra intende illustrare la storia del Museo del Libro, smantellato dopo alterne vicende intorno agli anni 1928-29, e l’attività dei laboratori ad esso connessi. Inquadrandola, però, nella cultura torinese dell’inizio del XX secolo, sensibilizzata sull’argomento dalle celebrazioni del Quinto Centenario Gutenberghiano del 1901.

La produzione libraria del Museo è documentata attraverso i volumi prodotti al Borgo Medievale insieme con gli originali quattro-cinquecenteschi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e del Museo Civico d’Arte Antica che ne furono modello, e che il pubblico può ammirare nella prima e ultima vetrina del percorso espositivo.

La seconda vetrina è dedicata alla cultura del libro tra l’ultimo quarto dell’Ottocento ed il primo del Novecento, dove si fa riferimento ai musei europei del libro e alle Esposizioni sul libro e sull’arte grafica di quegli anni (Bologna, Torino, Magonza, Lipsia). Nelle successive tre vetrine sono esposte le pubblicazioni descrittive dell’allestimento della Mostra retrospettiva del 1911, una scelta dei volumi che appartenevano alle collezioni del Museo Nazionale del Libro, rintracciati presso la biblioteca dell’attuale Istituto per le arti grafiche Giuseppe Vigliardi-Paravia, e i materiali d’ambito torinese relativi alla didattica dell’arte tipografica e legatoria, messi in vendita nel Museo del Libro.

La visita alla mostra, ad ingresso gratuito, è agevolata da pannelli esplicativi e riproduzioni fotografiche atte ad offrire nozioni di supporto alla comprensione della cultura dalla quale nacque il Museo del Libro e dei suoi obiettivi. La mostra, inoltre, è accompagnata dalla pubblicazione di un quaderno didattico dedicato alla storia del Museo e realizzato grazie alla collaborazione con Andrea De Pasquale della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

La vecchia cartiera e preziosi fac-simili
Ma l’evento è portatore di un’altra rilevante iniziativa. In parallelo alla mostra, infatti, il Borgo ha curato il restauro e il riallestimento della vecchia cartiera che ancora contiene le pile a maglio (ritenute del tardo XIV secolo), provenienti da Fabriano e donate da Giambattista Miliani.

Con la carta fabbricata nella cartiera e con le attrezzature della tipografia, durante l’Esposizione del 1911 la Regia Scuola Tipografica produsse il fac-simile dell’editio princeps della “Divina Commedia” di Dante, stampata a Foligno nel 1472 da Johann Numeister, corredato di un volume con le illustrazioni quattrocentesche del testo. Sono tratte in parte dall’edizione pubblicata a Firenze da Niccolò di Lorenzo della Magna nel 1481, in parte dall’edizione stampata a Brescia nel 1487 da Bonino de Bonini, e in parte da quella di Venezia di Bernadino Benali e Matteo da Parma del 1491.

Si stamparono inoltre, nella stessa occasione, i fac-simili del “Livre d’heures” pubblicato a Parigi da Thielman Kerver nel 1502 e quello del “De Regimine Sanitatis” di Jacopino da Confienza, il cui originale si trova nella Biblioteca Marciana di Venezia.

Info: tel. 011-4431701

Autore: Lidia Tosi

Fonte:La Gazzetta Web