TORINO: ROBERT PAPPLETHORPE – TRA ANTICO E MODERNO. UN’ANTOLOGIA.

DALL’8 OTTOBRE AL 1° GENNAIO ALLA PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI DI TORINO UNA GRANDE E ARTICOLATA ESPOSIZIONE DI ROBERT MAPPLETHORPE DI QUASI 400 OPERE, CURATA DA GERMANO CELANT, LA PIU’ GRANDE MAI REALIZZATA.
LA MOSTRA PROPONE UNA RILETTURA STORICA E ICONOGRAFICA DELLA SUA OPERA EVIDENZIANDONE LE RADICI E LE COMPLESSE RELAZIONI CON L’ARTE ANTICA E CON LA FOTOGRAFIA MODERNA.
IN MOSTRA ANCHE OPERE DI MICHELANGELO, BRONZINO, TIZIANO, CANOVA, COURBET, SCHIELE, RODIN E DI MAESTRI DELLA FOTOGRAFIA QUALI NADAR, VON GLOEDEN, ABBOTT, MAN RAY, MUYBRIDGE.

La mostra si propone di rivisitare criticamente l’opera di Mapplethorpe, assumendolo nel suo aspetto di artista trasgressore con una particolare propensione formalista e classica, non dissimile da altri grandi ‘trasgressori’ della storia dell’arte, da Michelangelo a Bronzino, da Canova a Rodin, da Schiele a Warhol, che si rispecchiano nei torsi, nei ritratti e nelle nature morte; ma anche riportando i suoi nudi femminili e maschili con le sculture neoclassiche di Canova, o ancora richiamando i suoi interessi per la storia della fotografia da Nadar a Ray, da Muybridge a Platt Lynes.

Robert Mapplethorpe ha esteso l’attenzione del linguaggio fotografico ad argomenti rimossi dalla cultura, producendo immagini a volte controverse, ma il più delle volte sublimi e magiche. Ha fotografato nature morte, composte da fiori appena sbocciati e collocati in splendidi vasi, e seguito le trasformazioni sensuali subite dal corpo della prima donna bodybuilder. Una passione per una visione carnale del mondo, che ha trovato nell’equilibrio e nella simmetria una maniera classica di trattare argomenti erotici ed esistenziali, arrivando a costruire immagini fotografiche che, per l’artista, sono sculture.

Infine ha documentato l’universo dell’underground sessuale newyorkese con i suoi rituali perversi, ed esaltato la monumentalita’ del corpo nudo afroamericano, il glamour del mondo degli artisti e la seduzione dei protagonisti dello spettacolo e della società newyorkese degli anni ’70.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, sara’ arricchita da un ampio materiale referenziale, che arriva a includere anche i films di Pasolini, di Schlesinger, di Silverstein, della Cavani e di Jarman, nonchè i cataloghi e le testimonianze televisive sull’artista, e sarà documentata, nella sua complessità e nella sua ricchezza, in un ampio volume monografico pubblicato da ArtificioSkira, a cura di Germano Celant e con i contributi di Claudio Strinati e di Robert Rosenblum.

La mostra è promossa dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte, dalla Fondazione Torino Musei e da ArtificioSkira.

INFO:
Torino, Palazzina Promotrice delle Belle Arti, Viale Balsamo Crivelli 11 (Parco del Valentino).
ORARI: tutti i giorni 10 – 19, giovedì 10-23, domenica 10-20. La biglietteria chiude un’ora primadella chiusura; il 24 e 31 dicembre 10 – 15, 25 dicembre 15 – 20, 26 dicembre 10 – 20, 1° gennaio orario 10 – 23.

Tel. 011 6599657 – 011 6599742

BIGLIETTI: Intero – euro 8,50; ridotto: euro 6,50; scuole elementari e medie: euro 3,00; scuole superiori: euro 4,50.

Fondazione Torino Musei: Daniela Matteu, via Magenta 31 – 10128 Torino
Tel. 011 4429523, fax 011 4429550, daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it

Gianni Oliva, Giovanna Cattaneo Incisa, Fiorenzo Alfieri, assessori
La serie di grandi mostre che negli ultimi anni ha visto Torino entrare nel circuito delle città già raggiunte da pubblici numerosi per queste occasioni, si arricchisce di un nuovo appuntamento particolarmente significativo.
Questa volta sono protagonisti la fotografia e un autore molto noto ma ancora tutto da scoprire: Robert Mapplethorpe. Infatti, pur essendo una delle figure più celebrate della storia della fotografia, è ancora oggi in grado di stimolare un ripensamento complessivo capace di offrire molte sorprese. E’ quanto Germano Celant, il maggiore studioso di questo artista, ci propone in questa mostra ripercorrendo i fili della sua memoria culturale per meglio giustificare e interpretare i soggetti e gli stili delle sue produzioni.
La mostra è molto ampia e presenta un gran numero di fotografie non ancora conosciute in Italia che, insieme ad altre opere d’arte di epoche diverse, contrappuntano quegli scatti che rappresentano le tappe principali del percorso artistico di Mapplethorpe. Una mostra molto adatta agli spazi della Promotrice delle Belle Arti che sono stati completamente restaurati e riportati all’originaria luminosità e bellezza.
La proposta di Artificioskira, che in passato ha co-prodotto con noi le mostre “Africa. Capolavori da un continente” e “Chagall. Un maestro del Novecento”, due tappe fondamentali nell’ambito della serie di grandi mostre di cui si diceva, è stata accolta con convinzione per l’attualità del tema, il valore del curatore e la serietà già sperimentata dell’editore proponente.
Era opportuno per noi programmare un evento espositivo di questo livello e di questo richiamo nel periodo che precede immediatamente l’eccezionale stagione delle Olimpiadi della Cultura, che offrirà all’attenzione internazionale un complesso programma di eventi capaci di dimostrare la qualità e la forza di un sistema culturale come il nostro. Si tratterà della componente più evidente di quel valore aggiunto delle prime Olimpiadi invernali organizzate da una metropoli ricca di tradizioni storico-artistiche. E’ giusto che l’attesa per questo appuntamento a carattere planetario venga occupata da una mostra che ha l’ambizione di dire qualcosa di nuovo su uno degli artisti più stimolanti e innovativi del panorama mondiale dell’arte del secolo scorso.
La mostra ha il sostegno della Città di Torino e della Regione Piemonte ed è stata realizzata grazie al contributo determinante della Robert Mapplethorpe Foundation e alla collaborazione organizzativa della Fondazione Torino Musei che, oltre alla gestione dei musei civici, è stata anche questa volta disponibile a non far mancare il suo appoggio tecnico.
L’augurio è che i cittadini di Torino, del Piemonte e tutti coloro che vorranno profittare dell’occasione per visitare i nostri territori, apprezzino la qualità dell’iniziativa e considerino sempre di più la cultura che qui si produce e si offre come uno dei segni distintivi del futuro che ci aspetta.

Germano Celant, il curatore
“Voglio che la gente guardi le mie opere prima di tutto come opere d’arte, e poi come fotografie.” Robert Mapplethorpe
Curata dal maggiore specialista dell’opera di Mapplethorpe, Germano Celant, la monografia – che accompagna la grande e articolata antologica torinese dedicata al fotografo americano – presenta una selezione di circa 400 opere che consentono una rilettura del suo lavoro sottraendolo all’aura scandalosa che l’ha finora accompagnato per reinserirlo nel contesto dell’arte e della cultura americana di quegli anni, segnata dall’espressione della libertà dai pregiudizi etnici e dalle convenzioni sessuali di cui Mapplethorpe fu interprete e paladino e insieme tragica vittima.
In un intreccio complesso e articolato che oscilla tra profondità artistica e intimità, si attraversa la storia dell’artista dagli esordi nel 1972 alla tragica e prematura morte nel 1989, documentando tutti i momenti e i soggetti del suo lavoro. Con una metodologia interpretativa e critica internazionalmente inedita, a ogni soggetto trattato viene affiancato un riferimento classico (dipinti, sculture, incisioni, fotografie di maestri e di momenti diversi nella storia delle arti) a testimoniare i rimandi storico-artistici del fotografo, che nel corso di trent’anni ha guardato alla storia dell’arte e della fotografia, interpretandole e allargandone la prospettiva secondo una sua visione contemporanea e personale.
Mettendo a confronto e in rapporto le prime fotografie di Mapplethorpe con i dipinti serigrafici di Warhol o le sequenze di Muybridge, oppure relazionando i suoi nudi al femminile e al maschile con le sculture neoclassiche di Canova, o ancora richiamando i suoi interessi per la storia della fotografia da Nadar a Ray, da Muybridge a Platt Lynes, e della storia dell’arte da Michelangelo a Bronzino, da Schiele a Rodin, che si rispecchiano nei torsi, nei ritratti e nelle nature floreali, Robert Mapplethorpe. Tra antico e moderno si propone come un’originale rivisitazione critica dell’opera di Mapplethorpe, finalmente riconosciuto come uno dei massimi artisti americani della seconda metà del Novecento.
Il volume comprende i saggi di Claudio Strinati (Su Robert Mapplethorpe), Robert Rosenblum (Robert Mapplethorpe: il punto di vista di uno storico dell’arte) e Germano Celant (Tra antico e moderno: Robert Mapplethorpe); seguono il catalogo e l’elenco delle opere, l’elenco fonti citazioni, la cronologia (a cura di Francesca Cattoi e Lisa Panzera), le biografie dei fotografi e la bibliografia selezionata.

Link: http://www.mapplethorpetorino.it