TORINO. Nasce il Polo Reale tesoro da 350 mila visitatori l’anno.

Passa da un geniale recupero dei «Portièt», i piccoli portici che dividono piazza Castello da piazza San Giovanni, il rilancio dei regi musei che, con un investimento di 100 milioni di euro, entro il 2011, formeranno il «Polo Reale» di Torino, concepito per richiamare almeno 350 mila visitatori l’anno. Con quasi 47 mila metri quadri potrà competere con il Louvre di Parigi, il British Museum e il Prado di Madrid. Riunirà in un unico complesso Palazzo e Giardini Reali, Cappella della Sindone, Biblioteca e Armeria Reale, Museo di Antichità, più la Galleria Sabauda, che raddoppierà gli spazi nella Manica Nuova della Reggia.
Avranno la loro vetrina unificata, con book-shop, biglietterie e servizi di accoglienza, nel porticato che re Carlo Felice attraversava a piedi per recarsi a Corte dai suoi appartamenti di Palazzo Chiablese, che verranno infine aperti alle visite. Qui, al piano terra, nacque e operò il Museo del Cinema finché non fu trasferito alla Mole. Vi rimangono ancora alcune giacenze. Entro febbraio traslocheranno pure esse. L’impresa del «Polo Reale» avrà così inizio.
E’ stata presentata ieri da Mario Turetta, direttore regionale ai Beni Culturali, affiancato dal Soprintendente Francesco Pernice e dai progettisti. La regia dell’opera è ideata dall’architetto Stefano Trucco, previa un’analisi preliminare di fattibilità del professore Guido Guerzoni della Bocconi, che ha quantificato costi, ricavi e benefici. Mentre l’impiantistica è a cura dell’ingegnere Gianfranco Lo Cigno.
«E’ un progetto strategico per Torino e il Paese» assicura Turetta. «Parte da cantieri che già dispongono di 55 milioni stanziati dallo Stato. La Compagnia di San Paolo vi ha aggiunto 800 mila euro per restaurare Palazzo Chiablese, mentre la Fondazione Crt ha speso un milione e mezzo per l’Armeria Reale. Serviranno altri 32 milioni per il trasferimento della Galleria Sabauda». Sette ci sono già, dai fondi del Lotto. La Compagnia di San Paolo potrebbe offrirne almeno 15. Ne mancano 10. «Alcuni cantieri sono già aperti» ricorda Pernice. «Le opere a Palazzo Chiablese sono avanzate. Gli interventi per riaprire l’intero Palazzo Reale sono compiuti al 60 per cento e quelli che faranno risorgere la Cappella della Sindone hanno realizzato il 40 per cento degli obiettivi». «L’approccio – dice Guerzoni – parte dalla soddisfazione di esigenze condivise da tutti i musei. Ne unifica servizi e impianti per contenere costi, moltiplicare i ricavi e fare sistema». La strategia di Guerzoni «più che puntare su grandi mostre, guarda alla valorizzazione delle collezioni presenti nel Polo».
Trucco lo articola su alcune cerniere unificanti. «La prima – spiega – sarà in Piazzetta Reale. Riapriremo la terza arcata del porticato. Darà accesso a Palazzo Chiablese, che donerà gli spazi già dal Museo del Cinema alle biglietterie e al book-shop». Il pubblico potrà poi entrare a Palazzo Reale. In alternativa avrà a disposizione l’ingresso della Manica Nuova, dove lo scalone d’onore sarà ampliato per condurre sia alla Sabauda, sia al Museo di Antichità.
Un secondo intervento è previsto nel cosiddetto «Androne San Giovanni», dietro il campanile del Duomo, a fianco della piramide di vetro che copre i resti della chiesa di San Salvatore. Qui Trucco arreda lo spazio con un dehors di servizio all’elegante caffetteria già operativa nel torrione Frutteria di Palazzo Reale. Il secondo piano della Reggia sarà riservato alle grandi mostre e agli eventi internazionali. Gli spazi didattici verranno collocati nel padiglione del Museo di Antichità antistante i giardini bassi. Nei pressi, nel terrapieno prossimo a «Casa Spalla», dove si trasferirà il Comando del «Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri». Gianfranco Lo Cigno installerà le centrali tecnologiche unificate «per non toccare i volumi aulici».
I tempi? «Si parte – dice Buretta – con gli spazi d’accoglienza di Piazzetta Reale, poi realizzeremo quelli didattici. Si provvedere quindi al restauro del terzo piano di Palazzo Reale e all’impiantistica». Il progetto definitivo per accogliere nella Manica Nuova la Galleria Sabauda è pronto. «A gennaio – dice Trucco – partirà quello esecutivo. Le opere potrebbero essere appaltate entro il 2007, per finire l’allestimento nel 2010».


 

Autore: Maurizio Lupo

Fonte:La Stampa