TORINO. Legni di Adolf Vallazza.

Un’incursione nel mondo della scultura contemporanea (fino al 26 settembre 2010), accompagnati dalla mano sapiente dello scultore gardenese Vallazza, che proviene dalla montagna e trova la propria ispirazione proprio in quell’ambiente e nel materiale che più lo caratterizza: il legno.
Vallazza è nato nel 1924 ad Ortisei da Hermann Vallazza, scultore in ferro, e Gisela Moroder, figlia del noto pittore Josef Moroder Lusenberg. Dopo gli studi, tra il 1947 e il 1957, apre il suo studio di scultore e negli anni ’60 inizia ad allestire le prime mostre personali in Italia e all’estero, facendosi presto conoscere dal pubblico e dalla critica. Dall’inizio degli anni Ottanta la sua notorietà si consolida a livello internazionale, pubblica libri, espone e viene filmato ed intervistato da televisioni italiane e europee.

Oggi è uno scultore che prosegue con coerenza il suo percorso personale, iniziato nelle botteghe come artigiano e approdato al mondo dell’arte contemporanea. Un artista che, se da un lato ha con intelligenza e colta sensibilità assimilato gli insegnamenti più stimolanti per lui dell’arte contemporanea internazionale, dall’altro lato ha sempre mantenuto con tenace coerenza i valori culturali più autentici della sue radici locali.

Nei suoi lavori, in cui si percepisce tutta l’importanza ancestrale del rapporto vitale fra l’uomo e il legno, emergono gli echi dei ricordi delle fiabe e delle leggende valligiane sentite da bambino, e anche elementi formali che rimandano alle conformazioni del paesaggio, come per esempio la spinta verticale delle punte delle montagne.
Dopo le rappresentazioni maggiormente figurative degli anni ’60, quasi per caso ha riscoperto il legno, la sua materia d’elezione, sotto una nuova forma.

Dice lo stesso Vallazza: «Ho cominciato a impiegare il legno vecchio grazie a un avvenimento casuale: un giorno dalla finestra di casa ho visto scaricare una grande quantità di legno di un fienile di un antico maso destinato ad essere bruciato per il riscaldamento, così ho chiesto al mio vicino di poterlo comprare. Da queste tavole sono nati i primi Totem…».
Il passaggio all’uso di queste vecchie tavole è stato la svolta, il punto di non ritorno, che lo ha visto superare definitivamente i temi ancora legati alla tradizionale scultura a intaglio, abbandonando la rappresentazione della figura umana. Quei legni, profondamente segnati dal tempo e dall’uso, dalla natura e dalla cultura, nelle sue mani vengono riassemblati e ricomposti, caricandosi di nuove energie espressive.
Completa la realizzazione la galleria di ritratti, in bianco e nero, realizzati per l’occasione dal fotografo canadese Craig Richards. Le foto sono state scattate in Val Gardena e nello studio di Vallazza a Ortisei. Qui Richards, colpito dalla quella foresta di vecchi legni, li ha voluti intitolare Adolf in the jungle.

Info:
Museo Nazionale della Montagna ‘Duca degli Abruzzi’ – TORINO, fino a domenica 26 settembre 2010.
Orario: 9.00-19.00. Chiuso lunedì
tel. 39 0116604104
Prezzo: 6,00 Euro; ridotto: 4,00 Euro; soci CAI: 3,00 Euro.