TORINO. Giacomo Soffiantino mostra personale.

La Biblioteca Nazionale di Torino, che tra i suoi compiti ha di documentare e valorizzare il patrimonio culturale nelle varie forme artistiche, rende omaggio a GIACOMO SOFFIANTINO in occasione del suo ottantesimo compleanno con una mostra dell’artista creando un percorso storico sulla vita e sull’operato del Maestro.
L’artista, le sue opere, il suo pensiero intellettuale e personale sono documentate da una grandissima quantità di materiale proveniente dall’archivio dell’artista.

Giacomo SOFFIANTINO è nato nel 1929 a Torino, dove vive e lavora.
Ha insegnato al Liceo Artistico e all’Accademia Albertina di Torino. E’ stato allievo di Francesco Menzio, Aldo  Bertini, Mario Calandri all’Accademia Albertina. Negli anni ‘50  era in rapporto con Saroni e Ruggeri con cui spesso collaborava.
Numerose le mostre personali e collettive fatte e i riconoscimenti avuti.
I suoi quadri testimoniano una grande perizia nel disegno, lo studio attento della luce e la ricerca del simbolismo. Uno degli scopi principali del suo fare arte consiste nel trasmettere al prossimo il proprio sentimento.

L’esperta di arte Giovanna Barbero dice: 
Essere artisti, per SOFFIANTINO, significa innanzi tutto saper osservare, con gli occhi, con la mente, col cuore; saper vedere in profondità; distinguere i dettagli. E’ questo, assieme all’impadronimento della tecnica, che per oltre quarant’anni ha insegnato a diverse generazioni di giovani ed è questo che con le sue opere suggerisce ad ogni persona.
A ottant’anni è un giovane artista che sa amare la vita con tutto ciò che essa offre; è ricco di esperienza e di storia custodisce memorie culturali e sociali; serba preziosi ricordi di uomini e di epoche. Giorno dopo giorno, egli rinnova nelle sue opere, dipinti, acquarelli, disegni, grafiche che siano, la freschezza artistica, estetica, concettuale che conquista vigore, anziché perdere verve col passare del tempo
.”

L’ARTISTA in una intervista rilasciata a Fabrizio Salvo afferma “.. la mia ricerca può essere definita neonaturalistica. Il mio problema primario è sempre stato rappresentato dalla luce, anche se paradossalmente le mie opere sono ricche di neri, ma esiste il nero in luce e il nero in ombra, come insegnava Casorati ai suoi allievi….. Guardandosi indietro, a 80 anni, i dubbi su ciò che si è fatto o su ciò che si sarebbe dovuto fare sono inevitabili. Malgrado sia considerato dalla critica un esempio di coerenza artistica, avrei voluto essere più rigoroso ancora nelle mie scelte, a discapito di tutto il resto. La vita di un pittore è cosparsa di incertezze che lo fanno ogni giorno ritornare nel suo studio.”

E nella presentazione del catalogo il MAESTRO precisa: “.. Dipingo per esistere, non esisto per dipingere. Ringrazio la pittura che mi sazia di un suo spessore spirituale, come ricerca pura, distinta dalla materia, dà pari spessore al mio pensiero, rende più basilare l’immagine, elimina gli effetti gestuali e lucidi, mi dà la convinzione di quello che sono, mi dà la ragione per vivere. Starei molto male se non potessi più dipingere. L’interesse per la pittura non si dissolverà mai,  perché la pittura è un atto d’amore e di estro carico di interessi fantasiosi“.

Info:
Biblioteca Universitaria Nazionale – Salone delle mostre – TORINO, da mercoledì 6 maggio 2009 a sabato 30 maggio 2009.
Orario: 10.00-13.00 lunedì-mercoledì-venerdì-sabato, 10.00-13.00 15.00-19.00 martedì e giovedì. Chiuso domenica. Ingresso libero. Tel. 39 3275557009

Autore: Carlo Lo Cascio