TORINO. Delleani e il suo tempo.

Fino al 18 gennaio 2009.

A 100 anni dalla morte e a 83 anni dall’ antologica organizzata dalla Società di Belle Arti Antonio Fontanesi, le opere di Lorenzo Delleani tornano nelle sale di Palazzo Bricherasio.

La mostra allestita nelle sale di Palazzo Bricherasio, offre l’occasione per una più ampia rilettura del tempo e del contesto in cui Delleani operò, attraverso l’analisi dei linguaggi e delle maggiori personalità artistiche attive sulla scena piemontese tra il 1860 e il 1908.
L’esposizione, curata da Giuseppe Luigi Marini, presenta, a cornice dei capolavori del maestro piemontese, le opere di 27 pittori che, dagli anni Sessanta dell’Ottocento al primo decennio del Novecento – cioè entro i limiti cronologici della parabola dell’attività delleaniana – si cimentarono su filoni espressivi rappresentativi della ramificata evoluzione della pittura pedemontana. Sebbene essi, totalmente o solo in parte, siano caratterizzati dal rinnovamento della pittura di paese, enucleano filoni precisi di esperienze, idealità e contenuti diversi: dai paesisti di Rivara, dalla portata del messaggio e del magistero fontanesiani alla vena orientalistica di Pasini; dall’attenzione borghese al “genere” alla pittura di vita moderna e alla magniloquenza “pompier” di Giacomo Grosso, sino alla rivoluzione divisionista di fine ‘800 che aprirà la via al Futurismo e all’arte del Novecento.

La mostra
Il percorso espositivo alterna le sale dedicate a Delleani, scandite da una successione cronologica, a quelle che presentano il contesto storico nel quale l’artista è vissuto.
Una tavola cronologica fatta di pennellate si sviluppa così tra le sale di Palazzo Bricherasio, offrendo la possibilità al visitatore di approfondire il lavoro di Delleani e confrontarlo con quello delle più importanti, diverse e interessanti testimonianze della pittura piemontese di fine ‘800.

Lorenzo Delleani
La biografia di Delleani non sembra aver date di rilievo che non siano riconducibili alla sua vita artistica, trascorsa in quasi totale armonia con i ritmi della natura: le lunghe soste invernali nello studio di Torino alle prese con l’elaborazione delle tele di maggiori dimensioni, la primavera in giro per la campagna del Biellese, l’estate dedicata a Pollone – piccolo centro che ne vide i natali nel gennaio del 1840 – dove ogni momento era propizio per dipingere dal vero. Ed è sulla terrazza stessa di Pollone, come una piccola traslazione del caffè Nazionale di Torino, che intorno al maestro si riunivano in amichevoli conversazioni artisti e letterati, poeti e alcuni allievi.
Pollone quindi come prospettiva privilegiata della sua poetica pittorica, punto di partenza imprescindibile per la comprensione della vicenda dell’artista piemontese. Fuori dai confini della sua terra sono pochi i luoghi che completano la sua “mappa del cuore”: oltre a Torino, Delleani si concedeva dei soggiorni annuali a Morozzo, ma soprattutto a Fubine e Miradolo, ospite dei conti Cacherano di Bricherasio, accolto con sempre affettuosa ammirazione dalla contessina Sofia, la prediletta fra le sue numerose allieve.
Incerto tra musica e pittura, Lorenzo Delleani optò per la seconda e s’iscrisse all’Accademia Albertina di Torino dove fu allievo, prima, di Carlo Arienti, poi di Enrico Gamba. Dopo aver acquisito vasta notorietà per la sua pittura di gusto tardo romantico, che per quasi vent’anni fu dominata da uno storicismo molto affine all’opera lirica del tempo, dal 1880 mutò clamorosamente registro con la conversione al paesaggio.
Questo mutamento quasi improvviso svela l’autenticità di Delleani pittore che, nelle sue numerose assicelle, si abbandonò alla rapida e libera impressione di motivi colti sul vero con pennellata semplificatrice, rapida, decisa e costruttiva che modella il ricco colore.
Lo spavaldo temperamento di Delleani, pur orientato al realismo ottocentesco, se ne distingue per l’indifferenza alle astrazioni ideali e formali dei realisti “per principio”: egli é un realista “per costituzione”.
Accade così che la sua pittura si pone come singolare alternativa di approccio al vero rispetto all’intellettualistica poetica di Fontanesi, al linguaggio isolato di Reycend e all’indirizzo naturalistico dei pittori del Cenacolo di Rivara.
Autorevole protagonista, per quasi mezzo secolo, sulla scena artistica nazionale ed espositore assiduo alle maggiori rassegne italiane ed estere, dai soggiorni e dai viaggi, anche ripetuti in Italia e in Europa, Delleani trasse soggetti, indicazioni e suggestioni per la sua ricchissima produzione artistica.


Info:
PALAZZO BRICHERASIO – Via Lagrange, 20 – 10123 Torino
Tel. 011.57.11.811 – Fax 011.57.11.850
ORARI: lunedì: 14.30 – 19.30, da martedì a domenica: 9.30 – 19.30, giovedì e sabato: apertura serale fino alle 22.30. L’ingresso in mostra è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.
BIGLIETTI: Intero: 7,50 € – Ridotto: 5,50 € (studenti fino a 26 anni, militari, over 65, gruppi e convenzioni) – Bambini: 3,50 € (da 6 a 14 anni)
Audioguide: singole 3,50 € – doppie 5,00 €
Visite guidate (su prenotazione): 80,00 € fino a 25 persone
Dal 12 ottobre all’11 gennaio ogni sabato e domenica navetta gratuita da Palazzo Bricherasio per il Castello di Miradolo e ritorno. Prenotazione obbligatoria.
Informazioni e prenotazioni: 0121.37.65.45

Link: http://www.palazzobricherasio.it

Email: info@palazzobricherasio.it